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Palloncini, graffiti, sport e potere economico sono gli ultimi strumenti della resistenza palestinese

Uno screenshot del video “Inn Ann”, la canzone che ha fatto scalpore in tutto il mondo arabo. La canzone espone i modi creativi che i giovani palestinesi stanno trovando per resistere all'occupazione israeliana.

La resistenza può assumere molte forme e l'ultima rivolta popolare [ar] avvenuta nei Territori Palestinesi Occupati (TPO) ha sviluppato in maniera significativa i mezzi usati dai palestinesi per respingere le ingiustizie subite dall'occupazione israeliana.

Da metà aprile, e in coincidenza con il mese sacro del Ramadan per i musulmani, i territori palestinesi hanno assistito a un’escalation di violenza [it] mentre Israele imponeva restrizioni ai palestinesi a Gerusalemme. Queste includevano ulteriori limitazioni sulle riunioni e gli ultimi sforzi per prendere possesso delle loro case, così come un'altra ondata di bombardamenti israeliani [it] sulla Striscia di Gaza durata 11 giorni e nella quale hanno perso la vita 248 palestinesi. Di fronte a quest'ultimo attacco, i palestinesi stanno organizzando ancora altri modi per resistere.

I graffiti sono stati al centro di questi modi, scatenando gli scontri del 24 maggio tra coloni israeliani e polizia da un lato e cittadini palestinesi dall'altro e mentre i coloni cancellavano i murales.

Oggi, un membro del Consiglio comunale di Gerusalemme e un esponente fascista della città, Yontan Yosef, hanno vandalizzato alcuni dei nostri murales.

Screenshot via Instagram di un murales.

Lo stesso giorno, dei palloncini dipinti con i quattro colori della bandiera palestinese sono stati fatti volare su Sheikh Jarrah, culla dell'ultima ondata della resistenza palestinese. Per rimuovere i palloncini [ar, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] sono stati schierati degli ufficiali dell'esercito dal momento che Israele proibisce qualsiasi riferimento alla bandiera palestinese nei territori occupati. Nel 2018, alcuni membri della Knesset, il parlamento israeliano, hanno cercato di imporre sanzioni contro coloro che alzano striscioni o bandiere contro lo Stato.

La resistenza non è finita qui. Quando gli israeliani hanno distrutto la Samir Mansour Bookshop, la più grande libreria di Gaza, il 18 maggio, i palestinesi hanno celebrato l'ironia che ha voluto che uno dei libri sopravvissuti alla distruzione fosse “Ritorno a Haifa”, un romanzo scritto dall'autore nazionalista palestinese Ghassan Kanafani.

In nome di Dio misericordioso diamo inizio a una nuova felicità; felicità!

Il 18 maggio 2021, l’#occupazione_israeliana ha bombardato la #Samir_Mansour_Library nella #Striscia di Gaza e uno dei resti del bombardamento è stato il romanzo #Ritorno_a_Haifa per il combattente della libertà #Ghassan Kanafani

Il giorno dopo, come simbolo di sdegno dell'occupazione e come espressione di solidarietà verso Gaza, i giovani di Sheikh Jarrah hanno ricostruito simbolicamente la libreria nel loro stesso quartiere.

La libreria è stata demolita a Gaza… ed è stata ricostruita nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme”. Giovani uomini aprono la libreria di Samir Mansour che è stata bombardata dall'occupazione a Gaza il 18 di questo mese, nel quartiere di Sheikh Jarrah della Gerusalemme occupata.

Il 30 aprile, nel corso degli eventi, un giovane gerosolimitano del quartiere di Al-Tur noto come Daboor e il popolare rapper palestinese Shabjdeed hanno pubblicato su YouTube una canzone rap intitolata “Inn Ann“. Nel video, Shabjedeed è di fronte a un cartello con la scritta “Chivalry Shop” e canta della resilienza della gioventù palestinese di Gerusalemme. Al momento dell'articolo, il video conta oltre 13 milioni di visualizzazioni e una tendenza registrata in vari paesi arabi. Da allora la canzone è diventata una sorta di inno per la rivolta popolare in Palestina.

Awni Bilal ha scritto:

Ultimamente, ho pensato alla canzone del giovane e bravo Daboor, intitolata Inn Ann. Qual è il segreto del collante che ricopre questo lavoro e che lo lascia così impresso nell'immaginazione e nella memoria? Tutte le mie barricate tradizionali e i miei versi poetici di difesa sono stati trafitti dal proprietario di Chivalry Shop, Daboor, che chiede ai “bastardi” di essere in lutto per le loro madri. Attaccatemi pure, ma nel testo c'è una forza poetica.

Utilizzando il dialetto locale di Gerusalemme, e alcune parole ebraiche, la canzone è diventata anche un codice segreto tra i giovani di Gerusalemme. Il giornalista Ali Obaidaat ha pubblicato su Facebook un resoconto di come questi versi abbiano giocato questo ruolo:

Mi è stato detto che nell'ultima ondata di arresti a Gerusalemme, un gruppo di giovani è stato bendato in un veicolo dell'esercito. Quando il viaggio si è protratto, uno di loro ha voluto assicurarsi di non essere solo con i soldati. Dopo aver riflettuto a lungo, esclamò: “Calmati!” Due risposero: “Tutto diventa chiaro nelle difficoltà. Allah sa chi siamo”.

Riferendosi alla popolarità della clip, Mona Hawwa ha scritto:

Un'immagine che si può ascoltare.

Nel frattempo, Yahia Alaa ha twittato:

La canzone di Daboor & Shabjdeed “Inn Ann” rappresenta questo periodo e la conferma che le nazioni resistono ancora.

I palestinesi hanno anche espresso il loro rifiuto agli sfollamenti da parte dello stato israeliano organizzando la “Maratona di Gerusalemme” il 4 giugno tra Sheikh Jarrah e Silwan, i quartieri dove i residenti vengono sfollati.

Dal punto di partenza della Maratona di Gerusalemme nel quartiere di Sheikh Jarrah.

Quando i partecipanti sono arrivati alla tenda di protesta nel quartiere di Batn Al-Hawa a Silwan, le forze d'occupazione hanno fatto irruzione nel luogo, aggredendo le persone e distruggendo la tenda. Tutto l'accaduto è stato filmato dalla Comunità Digitale dei Palestinesi Uniti.

Le forze d'occupazione distruggono la tenda della solidarietà nel quartiere di Batn-Al Hawa a Silwan dopo il loro barbaro assalto a persone e partecipanti alla “Maratona di Gerusalemme”.

In seguito l'account della Comunità ha anche pubblicato:

I partecipanti alla maratona di Gerusalemme festeggiano dopo il ritiro delle forze coloniali dalla tenda di protesta nel quartiere di Batn Al-Hawa.

A nord, nella città di Acri, artisti e musicisti hanno organizzato un festival di protesta con spettacoli artistici, poesia e laboratori agricoli e teatrali.

Programma della protesta artistica “Acre nella mia mente” che partirà domani, sabato 5 giugno 2021, dalla piazza della moschea Al-Jazzar e proseguirà nei quartieri di Al-Shouna, Al-Mbalta, Phosphlone e Al-Fakhura con la partecipazione di un gruppo di artisti e musicisti.

Hashtag: spero di essere con te.

La resistenza creativa all'occupazione ha anche assunto una forma economica. Tra il 6 e il 12 giugno è stata lanciata la campagna della “Settimana dell'Economia Nazionale” per incoraggiare i palestinesi dei territori occupati a promuovere fornitori, commercianti e produttori palestinesi.

Questa campagna ha trasmesso ai palestinesi residenti nei Territori occupati del 1948 l'importante messaggio che loro hanno il potere di minare l'economia israeliana sostenendo le imprese palestinesi, che sono già soggette a misure statali volte a mantenere l'economia palestinese controllata e dipendente.

Majd Kayyal, attivista, giornalista e scrittore della città di Haifa ha svolto un ruolo chiave nella campagna della “Settimana dell'Economia Nazionale” pubblicando post giornalieri su Facebook che ne hanno rafforzato gli obiettivi.

L'hashtag di questa campagna è stato utilizzato anche per far luce sulle lotte di coloro che vivono nelle città della Palestina occupata, come i pescatori di Acri, soggetti a numerose restrizioni imposte dalle autorità municipali locali e dallo Stato. Questo tweet fa riferimento alle onerose multe che potrebbero essere imposte ai pescatori per capriccio dei dipendenti statali.

Riguardo l'occupazione del settore della pesca ad Acri e le continue restrizioni per prosciugare il mare di chi ha vissuto per decenni cavalcandone le onde e mangiandone il pesce, cosa sono costretti ad affrontare i pescatori di Acri?

Questi ultimi atti di resistenza riflettono l'energia portata dai giovani al movimento che cercano il loro diritto all'autodeterminazione e alla rivendicazione degli spazi in cui vivono. Per tutti i palestinesi, questo rappresenta la speranza.

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