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Accesso negato: le conseguenze sociali ed economiche del blocco di Twitter in Nigeria

Giovani nigeriani mentre discutono i contenuti di una pagina web aperta su uno smartphone. Foto di James Moore200 via Wikimedia Commons, 27 marzo 2021, (CC BY-SA 4.0)

Settimane dopo la chiusura di Twitter da parte del governo nigeriano, molti cittadini stanno sentendo profondamente la mancanza del social network.
Oltre all'evidente violazione della libertà di espressione online degli utenti, la sospensione danneggia anche i nigeriani che utilizzano la piattaforma per attività commerciali e sociali.

Il governo nigeriano ha annunciato [en, come tutti i link successivi salvo diversa indicazione] la sospensione del funzionamento di Twitter nel paese il 4 giugno 2021, dopo che la società ha eliminato un tweet del presidente Muhammadu Buhari. Nel tweet, Buhari minacciava gli attivisti pro-Biafra della parte sud-orientale del paese di una ripetizione della guerra civile del Biafra del 1967-1970, che si stima abbia portato alla morte di circa 500.000-2 milioni di civili.

“Molti di coloro che si comportano male oggi sono troppo giovani per essere consapevoli della distruzione e della perdita di vite umane avvenuta durante la guerra del Biafra. Quelli come noi che sono stati sui campi per 30 mesi, che sono andati in guerra, li tratteranno nella lingua che capiscono.”, ha scritto Buhari nel tweet che è stato cancellato.

La piattaforma di micro-blogging ha segnalato e cancellato il tweet in quanto violazione della sua politica di “comportamento abusivo”.

Irritato dall'azione di Twitter, il governo ha risposto con un divieto a tempo indeterminato per “l'uso persistente della piattaforma per attività che sono in grado di minare l'esistenza comunitaria della Nigeria”.

La sospensione è entrata in vigore il 5 giugno 2021. Il governo ha chiesto a tutti i fornitori di servizi di rete nel paese di limitare l'accesso a Twitter.

Questo divieto pesa troppo

Più di 120 milioni di nigeriani hanno accesso a internet e, secondo la società di ricerca NOI Polls di Lagos, circa 40 milioni di questi, ossia il 20% della popolazione, possiede un account twitter. 

Per molti di questi utenti, specialmente i giovani, Twitter ha influenzato fortemente le loro vite. Costituisce una grande parte della loro vita sociale e sostiene i loro affari, come una piattaforma pubblicitaria. Infatti, sulla piattaforma vengono comunemente pubblicizzati e venduti articoli per la casa, elettrodomestici, vestiti e altri oggetti. Twitter ha aiutato molte persone ad entrare in contatto con acquirenti e clienti che normalmente non avrebbero potuto raggiungere.

Così ha scritto Seyi Makinde, governatore dello Stato Oyo nella Nigeria sud-occidentale: “dovremmo anche ricordare che per molti dei nostri giovani lavoratori in Nigeria Twitter è ben oltre una fonte di comunicazione; per molti è diventato una fonte di sostentamento, indipendentemente dalle loro affiliazioni politiche o inclinazioni religiose. I giovani nigeriani e le organizzazioni di comunicazione digitale si guadagnano da vivere grazie alla possibilità di utilizzare la piattaforma per pubblicare comunicazioni per conto dei loro clienti”.

NetBlocks, che monitora internet a livello globale, ha riferito alla BBC che la Nigeria sta perdendo circa 250.000 dollari statunitensi per ogni ora che la sospensione resta attiva. Le piccole e medie imprese (PMI) che hanno costruito le loro attività intorno alla piattaforma, compresi gli influencer, i freelance e le startup, hanno riscontrato un calo significativo delle vendite dopo il divieto.

Oltre alle opportunità economiche, la piattaforma ha fornito anche vari benefici sociali ai nigeriani. È stata infatti utilizzata per raccogliere fondi per i malati e i più fragili, per localizzare le persone scomparse e chiamare le ambulanze. Per esempio, a maggio Twitter è stato fondamentale per svelare il rapimento e l'omicidio di una persona in cerca di lavoro nella parte sud del paese. 

Il sostegno di Twitter alle proteste #EndSARS

Nonostante il il tweet cancellato sia stato al centro di tutta la questione della sospensione, in realtà è solo l'ultima goccia di una battaglia di lunga data tra l'amministrazione Buhari e Twitter.

Durante le proteste #EndSARS (“mettiamo fine alla SARS”) dell’ottobre 2020 dei giovani nigeriani contro la brutalità della polizia, Twitter è stato infatti un importante punto focale per gli organizzatori e i manifestanti che hanno usato la piattaforma per rafforzare il sostegno al movimento che sostiene lo scioglimento di un'unità d'elite della polizia nigeriana nota come Special Anti-Robbery Squad (“Squadra speciale anti-rapina”, SARS).

LEGGI ANCHE: copertura speciale di Global Voices — #EndSARS: A youth movement to end police brutality in Nigeria

Anche il CEO di Twitter, Jack Dorsey, ha sostenuto le proteste invitando a donare per il movimento. È stata anche creata un'emoji speciale per la protesta.

Twitter ha anche dato ai giovani nigeriani voce su accese questioni sociali e politiche riguardanti il paese. Attivisti separatisti come Nnamdi Kanu e Sunday Igboho, come pure attivisti come Omoyele Sowore, utilizzano la piattaforma per organizzare proteste e sensibilizzare i loro movimenti. Ciò ha fatto innervosire il governo, che a sua volta ha considerato di regolamentare i social media fin dall'inizio della sua amministrazione nel 2015.

Una settimana dopo la sospensione, il ministro dell’informazione Lai Mohammed ha affermato: “Twitter ha costantemente messo la sua piattaforma a disposizione di coloro che minacciano l'esistenza comunitaria della Nigeria; questo è il motivo della sospensione della loro attività in Nigeria.” 

Reazioni violente e minacce di azioni legali per aver aggirato il divieto

Nel frattempo, la questione ha generato reazioni sia da parte degli stakeholder locali che internazionali, molti dei quali condannano l'azione del governo. Attraverso una dichiarazione congiunta, le delegazioni diplomatiche dell'Unione Europea, del Regno Unito, degli Stati Uniti, dell'Irlanda e del Canada, hanno definito “il diritto umano fondamentale alla libera espressione e l'accesso alle informazioni come un pilastro della democrazia in Nigeria e in tutto il mondo”. I diplomatici hanno espresso il loro disappunto per la sospensione di Twitter, affermando che “questi diritti si applicano sia online che offline”.

In una dichiarazione del 10 giugno 2021, l’amministrazione Biden ha condannato “l'attuale sospensione di Twitter da parte del governo nigeriano e le successive minacce di arrestare e perseguire i nigeriani che usano la piattaforma”. 

Nel frattempo, mentre la sospensione rimane attiva senza risoluzione ormai da settimane, più nigeriani stanno trovando percorsi alternativi per accedere al servizio di micro-blogging dopo che l’accesso è stato bloccato dai principali fornitori di telecomunicazioni. Molti stanno utilizzando reti private virtuali (VPN) per aggirare il blocco.

Come reazione alla loro ribellione, il governo nigeriano, con il ministro della giustizia Abubakar Malami, ha minacciato di perseguire coloro che utilizzano i VPN per accedere a Twitter.

La minaccia di Malami ha scatenato forti reazioni, dove molti hanno affermato di non essere a conoscenza di alcuna legge che rende illegale l'uso di Twitter. Fra coloro che hanno sfidato Malami compare un ex ministro dell'istruzione, Oby Ezekwesili.

Quanti compagni nigeriani attualmente su Twitter sono felici di essere perseguiti dal Governo nigeriano per aver esercitato il proprio diritto costituzionalmente garantito alla libertà di parola e associazione?

Per favore unitevi a me e alzate con gioia le vostre mani così @MalamiSan può trovarci velocemente e portarci tutti in tribunale. #NonMolliamo

Ci sono anche notizie secondo cui il governo sarebbe in trattativa con la Cina per costruire un firewall internet che bloccherà ai nigeriani l’accesso a Twitter tramite VPN. Il “Great Firewall” cinese limita l'accesso a Google, Facebook, Twitter, WhatsApp, Instagram e a piattaforme simili nel paese.

Nei tentativi di trovare un sostituto per Twitter, il governo ha preso in considerazione la promozione di una diversa piattaforma di micro-blogging indiana chiamata Koo, creando un account sulla piattaforma. Si sono poi registrati anche alcuni funzionari governativi.

Sia Twitter che il governo nigeriano potrebbero presto dare inizio alle trattative per risolvere la questione. Una risoluzione del conflitto porterà un sospiro di sollievo a molti nigeriani che sono stati danneggiati dalla sospensione.

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