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Armenia: vittoria schiacciante di Pashinyan alle elezioni parlamentari anticipate 

Nikol Pashinyan vota alle elezioni parlamentari anticipate di domenica. Screenshot tratto dal report delle elezioni di DW News, disponibile qui https://www.youtube.com/watch?v=YQyCGcaV9MY

I risultati preliminari delle elezioni parlamentari anticipate dell'Armenia del 20 giugno indicano [en, come i link seguenti] che il partito Contratto Civile ha vinto con il 58 percento dei voti – una vittoria per l'attuale Primo ministro Nikol Pashinyan, la cui posizione al governo dovrà essere decisa durante la prima sessione del Parlamento. Com'è consuetudine, Pashinyan si è dimesso prima delle elezioni del 20 giugno, ma ha da allora dichiarato la vittoria del suo partito, sollecitando i suoi sostenitori a radunarsi lunedì sera nella piazza principale della capitale Yerevan. Circa il 50 percento dei 2.6 milioni degli aventi diritto al voto dell'Armenia ha votato alle elezioni di domenica.

Le elezioni non sono state interamente prive di incidenti. Domenica notte, l'ufficio del procuratore generale ha denunciato un totale di 319 violazioni osservate e documentate il giorno delle elezioni, e ha affermato di aver aperto sei indagini penali, come riportato dalla BBC.

La Commissione elettorale centrale ha affermato che le elezioni erano ampiamente in linea con la legislazione nazionale. Secondo RIA news, l'affluenza a livello nazionale è stata del 49.4% quando le urne si sono chiuse alle 16:00 GMT.

L'epoca delle elezioni truccate in Armenia è finita, ha detto Pashinyan ringraziando la polizia, il servizio di sicurezza nazionale, per aver assicurato ciò. “Il governo in Armenia, andando avanti, sarà formato attraverso la volontà del popolo.” #ArmVote21

Anche se Pashinyan è stato fortemente criticato per la guerra con l'Azerbaigian nel 2020, la sua vittoria schiacciante è la testimonianza della sua complessiva popolarità.

Pashinyan è rimasto fedele al suo impegno, per cui in #Armenia i governi devono essere formati solo attraverso il voto del popolo. Nonostante le enormi pressioni a seguito della guerra, praticamente tutte le “élite” che richiedevano le sue dimissioni, tra cui la chiesa, e la minaccia di un colpo di stato militare, ha resistito e reso possibile #ArmVote21

Pashinyan è salito al potere dopo aver guidato una rivoluzione nel 2018, promettendo riforme economiche e destituendo gli oligarchi e i monopoli al potere precedentemente.

Ciononostante, la sua popolarità ha sofferto nel novembre 2020 quando il Paese ha perso la guerra del Nagorno-Karabakh con il vicino Azerbaigian. La guerra si è conclusa con un cessate il fuoco mediato da Mosca, che ha ripristinato la sovranità di Baku su una fetta del Nagorno-Karabakh e dei distretti circostanti, ed è stato in gran parte visto come un fallimento per Pashinyan. 

Nei mesi seguenti, mentre crescevano le recriminazioni sulla gestione della guerra da parte del Primo ministro, quest'ultimo si è dimesso, come previsto dalla legge, per permettere lo svolgimento delle elezioni pur rimanendo il leader del Paese. Le votazioni prima delle elezioni di domenica hanno predetto la vittoria di Pashinyan, nonostante la sua danneggiata popolarità. Mentre Pashinyan si rivolgeva ai suoi sostenitori che si radunavano a Yerevan, nella centrale Piazza della Repubblica il 17 giugno, l'ex premier ha affermato: “Il popolo armeno vincerà sicuramente e senza dubbio con una percentuale [di voti] schiacciante. E sì, tutto è deciso perché il popolo dell'Armenia ha già deciso tutto nella sua mente, cuore e anima”.

Il suo principale avversario era l'ex presidente Robert Kocharyan, la cui Alleanza Armenia è arrivata seconda, assicurandosi poco più del 20 percento dei voti:

I risultati da tutti i seggi elettorali in Armenia sono arrivati:

Contratto Civile – 53.92%

Alleanza Armenia – 21.04%

Coalizione I Have Honour – 5.23% #ArmVote21

La sconfitta di Robert Kocharyan è stata attribuita al suo passato torbido. “Accusato di aver presieduto una pesante repressione delle proteste dopo un'elezione contestata nel 2008, quando almeno 10 persone sono state uccise, e avendo anche affrontato indagini su accuse di corruzione”, Kocharyan è stato visto come un'incarnazione del passato e di un governo che è stato destituito dalla rivoluzione del 2018.

La terza coalizione era guidata dall'ex Presidente dell'Armenia, Serj Sargisian. Un totale di 21 partiti e quattro alleanze hanno partecipato alle elezioni (la lista originale includeva 22 partiti, ma un partito si è ritirato prima delle votazioni). C'erano un totale di 2623 candidati, comprese 965 donne (37%).

La relazione provvisoria dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE, pubblicato l'8 giugno 2021, ha descritto il funzionamento del sistema elettorale dell'Armenia:

Voters will elect a minimum of 101 members of parliament for a five-year term, under a newly adopted closed-list proportional system in one nationwide constituency. The system incorporates a representation threshold and compensatory mandates aimed at guaranteeing a stable majority while ensuring an opposition representation of at least one-third of all seats. The change, adopted in April 2021, from the previous two-tier proportional system, in which candidates were elected from a single national list and 13 open territorial lists, had been advocated for by many political parties and civil society organizations.

Gli elettori eleggeranno un minimo di 101 membri del parlamento per un mandato quinquennale, secondo un sistema proporzionale a lista chiusa adottato di recente in una circoscrizione nazionale. Il sistema comprende una soglia di rappresentanza e mandati compensativi volti a garantire una maggioranza stabile, assicurando al contempo una rappresentanza dell'opposizione di almeno un terzo di tutti i seggi. La modifica, adottata nell'aprile 2021 dal precedente sistema proporzionale, in cui i candidati erano eletti da un'unica lista nazionale e 13 liste territoriali aperte, era stato auspicato da molti partiti politici e organizzazioni della società civile.

La relazione ufficiale dell'organizzazione è stata rilasciata lunedì 21 giugno. Ha indicato un'elezione complessivamente positiva e pacifica, nonostante piccoli incidenti “di deleghe di partiti o alleanze che interferiscono nel processo, frequente sovraffollamento, generale inosservanza delle misure di protezione dalla COVID-19, tensioni o disordini, indicazioni isolate di acquisto di voti e pressione sugli elettori”.

Allo stesso modo, la relazione ha concluso che il conteggio dei voti è stato valutato positivamente nella maggior parte dei seggi elettorali con “pochissimi errori procedurali significativi o gravi violazioni”, anche se gli osservatori della IEOM hanno notato che: “In numerose Commissioni Elettorali Territoriali (TEC), la cattiva organizzazione, lo spazio insufficiente e il sovraffollamento hanno inciso negativamente sul procedimento e sulla trasparenza”.

Secondo le previsioni più recenti, “il Partito di Pashinyan manterrà la sua maggioranza di due terzi nel parlamento armeno con 71 seggi su 105. L'Alleanza Armenia riceverà 27 seggi, e la coalizione I Have Honour – nonostante non abbia superato la soglia del 7% per le coalizioni elettorali – riceverà 7 seggi, poiché un minimo di tre partiti o blocchi deve entrare in Parlamento”.

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