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Il giocatore austriaco Arnautović accende una polemica sul razzismo nell'incontro di Euro 2020 contro la Macedonia del Nord

Collectible stickers featuring Ezgjan Alijoski (North Macedonia) and Marko Arnautović (Austria) from Euro 2020 sticker album. Photo by Global Voices, CC BY.

Figurine adesive raffiguranti i calciatori Ezgjan Alioski (Macedonia del Nord) e Marko Arnautović (Austria) da Euro 2020 sticker album. Photo by Filip Stojanovski, CC BY.

Il 13 giugno il calciatore austriaco Marko Arnautović [it] è stato protagonista, nel corso della partita contro la Macedonia del Nord nello stadio di Bucarest durante i campionati europei di calcio Euro 2020, di uno scandalo quando ha deciso di “festeggiare” un gol della sua nazionale gridando, in serbo, una serie di insulti volgari anti-albanesi a un membro della squadra avversaria.

Generalmente, coloro che provengono dai Balcani occidentali capiscono questi insulti, poiché la maggior parte degli abitanti dei paesi della ex Jugoslavia, a prescindere dalle loro origini etniche, ha come minimo una conoscenza di base del serbo o del croato.  Inoltre, Arnautović ha associato il tutto con un gesto tipico dei gruppi americani di “suprematisti bianchi,” che anche nei Balcani è considerato osceno. 

L'obiettivo dell'attacco verbale, Ezgjan Alioski [it], è un giocatore di etnia albanese del Leeds United, un club della Premier League britannica. Alioski non ha reagito alle provocazioni.

Eppure, non era la prima volta che questo giocatore era oggetto di discriminazioni anti-albanesi. Nel giugno del 2019, alla sua famiglia fu negato il servizio [mk, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] in un ristorante della sua città natale, Prilep, solo perché parlavano albanese. In seguito, il personale del locale provò a scusarsi una volta resisi conto di aver insultato un membro della nazionale di calcio.

Gli albanesi costituiscono circa un quarto della popolazione della Macedonia del Nord, e rappresentano il secondo gruppo etnico più numeroso dopo i macedoni.

La invettiva di Arnautović è stata interrotta dal capitano dell'Austria David Alaba, che ha dovuto fisicamente afferrarlo affinché la finisse di provocare gli avversari [en]:

massimo rispetto per David Alaba. Per intenderci, lui è il capitano dell'Austria che è intervenuto fisicamente nei confronti dell'attaccante della sua squadra, Marco Arnautovic, che stava festeggiando un gol con invettive razziste contro i giocatori macedoni. Addio Arnautovic. Cacciamo il razzismo dal calcio.

L'incidente ha innescato un'ampia discussione nei Balcani. In molti hanno fatto notare che ironicamente il cognome di Arnautović  potrebbe indicare sue probabili discendenze albanesi, in quanto il termine Arnaut [it] in turco ottomano significa letteralmente “albanese” [en]:

Il suo cognome è Arnautovic, “arnaut” in turco è un etnonimo di albanesi. Quindi, il suo cognome significa “figlio di un albanese” lol sempre razzista.

Il padre di Arnautović è di etnia serba, e sua madre è austriaca. Lui è nato a Floridsdorf [it], un quartiere nel nord di Vienna [it].

Altri hanno sottolineato la ipocrisia delle reazioni di alcuni osservatori. L'editorialista Erol Shaqiri, macedone di etnia albanese, ha ricordato che molte delle persone apparentemente indignate sono note per usare regolarmente parole di incitamento all'odio e offensive quando fanno riferimento ad altri gruppi etnici.

La FFM chiede responsabilità

La Football Federation of North Macedonia (FFM) ha condannato l'incitamento all'odio da parte di Marko Arnautović, e informato pubblicamente, tramite un post su Facebook, l'invio alla UEFA di un reclamo ufficiale con la richiesta di una punizione per il giocatore.

Како “Куќа на фудбалот” секогаш сме против национализам, дискриминација и сите други форми на навреди и испади кои не се во духот на фудбалот и вредностите за кои сите заедно се залагаме. Секогаш ќе застанеме и ќе ги браниме интересите и достоинството на македонските репрезентативци каде и да настапуваат.

Come “House of Football,” siamo sempre contro i nazionalismi, le discriminazioni, e ogni altra forma di offese e di attacchi  che non facciano parte dello spirito del gioco e dei valori per i quali ci impegniamo. Supporteremo e difenderemo sempre gli interessi e la dignità dei giocatori della nazionale di calcio della Macedonia ovunque essi dovessero giocare.

La cattura dello schermo del post di Instagram di  Arnautović.

Arnautović si è scusato [en] per l'episodio sul suo profilo Instagram, sostenendo di non essere razzista, e aggiungendo, alla fine del post, parole di scuse sia in macedone sia in albanese [en]:

There were some heated words yesterday in the emotions of the game for which I would like to APOLOGIZE – especially to my friends from North Macedonia and Albania.

I would like to say this one thing very clearly: I AM NOT A RACIST! I have friends in almost every country an I stand for diversity. Everyone who knows me is aware of that.

Извинете [Excuse  me!]
Më falni [Excuse me!]

Ieri sono state pronunciate alcune parole accalorate nell'emotività della gara, per le quali vorrei SCUSARMI – specialmente nei riguardi dei miei amici della Macedonia del Nord e dell'Albania.

Vorrei affermare molto chiaramente questa cosa: NON SONO UN RAZZISTA! Ho amici in quasi tutti i paesi e difendo la diversità. Tutti quelli che mi conoscono lo sanno.

Извинете [Scusatemi!]

Më falni [Scusatemi!]

Ma comunque, da allora e fino al momento della pubblicazione di questo articolo, l'account Instagram di Arnautović non risulta accessibile al pubblico, e le informazioni sul sito comunicano che lo stato è “privato”, con i post disponibili solo per i  follower approvati.

La UEFA sanziona Arnautović con la sospensione per una gara

Dopo che la Football Association of Macedonia ha inoltrato un reclamo ufficiale, il 16 giugno la UEFA ha annunciato la decisione di sanzionare [en] Arnautović per le sue invettive contro Alioski. L'organo di appello della UEFA ha deciso di sospendere Arnautović per una partita.

Alcuni appassionati di calcio hanno criticato la leggerezza della sanzione:

Andiamo, Arnautovic non è stato sospeso a causa di una “celebrazione per un gol troppo aggressiva.” Ma perché ha sputato insulti orribili, faziosi e razzisti verso i tifosi albanesi e verso Alioski. Non addolcitelo.

Di conseguenza, gli austriaci hanno dovuto giocare senza Arnautović contro l'Olanda a Amsterdam il 17 giugno. Utenti di Twitter hanno osservato come la nazionale austriaca, invece di condannare il suo comportamento, abbia usato l'immagine di Arnautović nell'annuncio sui social media della partita.

Quindi la Football Association austriaca (@oefb1904) ha scelto #Arnautovic come loro portafortuna, usando la sua immagine nella grafica ufficiale degli 11 giocatori titolari, dopo che gli è stata comminata una giornata di squalifica per aver usato un insulto razzista verso un giocatore della Macedonia del Nord originario dell'Albania.

L’Olanda ha vinto [en] l'incontro (2–0). L'Austria ha comunque raggiunto la fase a eliminazione diretta [it], dove è stata sconfitta dall'Italia [en] (2–1) a Londra il 26 giugno.

Anatomia del discorso di incitamento all'odio

Parte della discussione intorno all'episodio e alla decisione della UEFA è incentrata sulle differenze culturali legate all'incitamento all'odio e alla definizione di razzismo.

Arnautović, per deridere Alioski, ha usato un insulto particolarmente grave [en] per l'onore personale e comune, usando parolacce che insinuano lo stupro della madre albanese, accompagnato dall'utilizzo di un insulto etnico dispregiativo.

La parola ‘Šiptar,’ che Arnautović ha utilizzato nella sua invettiva, è una espressione sprezzante ottenuta maliziosamente attraverso la storpiatura del termine con cui gli albanesi si autodefiniscono, ossia Shqiptar [it]. Nella Macedonia del Nord, l'uso di quella parola è generalmente considerato come un incitamento all'odio.

Invece, il termine turco ottomano Arnaut, o la sua versione moderna Arnvaut, non ha normalmente una connotazione negativa.

Nei Balcani e nell'Europa dell'Est, vicende come questa sono spesso contrassegnate come nazionalismo sciovinista [it] piuttosto che come razzismo. Pertanto, esse sono sovente relativizzate come meno gravi rispetto al razzismo basato sul colore della pelle. L'editorialista scozzese Colin Sweeny ha fatto notare che questo potrebbe essere stato il caso nello scandalo di Arnautović, e potrebbe essere stata la ragione dietro la sanzione piuttosto leggera comminata dall'UEFA.

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