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La Guinea tiene la porta chiusa ai vicini in occasione della Giornata africana delle frontiere

Immagine tratta da un video di CGTN (China Global Television Network) sui problemi relativi al trasporto di beni alla frontiera della Guinea.

Nonostante il continente africano abbia appena celebrato la Giornata africana delle frontiere, il governo guineano continua a tenere due delle sue frontiere chiuse, in quello che sembra un isolazionismo politico rinforzato e che finisce per accentuare la crisi economica.

Il 7 giugno, in seguito alla decisione presa nel 2010 dall’Unione Africana (UA) [fr, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], in Africa si celebra la Giornata africana delle frontiere. Ogni anno viene scelta una tematica diversa per organizzare delle attività in tutto il continente. Per il 2021 l'UA ha scelto come tema: “Arti, culture e patrimonio: volàno per costruire l'Africa che vogliamo”.

La Guinea, che condivide le frontiere terrestri con altri sei Paesi – Costa d'Avorio, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Senegal e Sierra Leone –, ha limitato la sua partecipazione a questa giornata internazionale al solo Mali.

Il ministro dell'Amministrazione Territoriale e del Decentramento, il generale Bouréma Condé, descrive così le attività organizzate nel suo Paese per l'occasione:

La 11ème journée africaine des frontières est célébrée cette année en Guinée à travers des activités artistiques, socio-culturelles et sportives entre Guinéens et Maliens dans la Sous-préfecture de Doko, préfecture de Siguiri, dans la stricte observation  des directives de santé et de sécurité publiques. Ces activités marquent à la fois la volonté des Gouvernements Guinéen et Malien d’œuvrer ensemble au renforcement de l’Unité Africaine par la promotion de l’intégration de proximité à travers la coopération transfrontalière et de bâtir un espace sans distinction de sexe, de religion, de race ou d’ethnie.

L'undicesima Giornata africana delle frontiere in Guinea viene festeggiata quest'anno attraverso attività artistiche, socioculturali e sportive tra guineani e maliani, nella Sottoprefettura di Doko, Prefettura di Siguiri, sotto stretta osservazione delle direttive sanitarie et di sicurezza pubblica. Questi eventi segnano la volontà da parte dei governi della Guinea e del Mali di operare insieme per rafforzare l'Unità Africana grazie alla promozione dell'integrazione di prossimità attraverso la cooperazione transfrontaliera e di costruire uno spazio senza distinzioni di sesso, religione, razza od etnia.

Una politica isolazionista che esclude Paesi limitrofi

Il governo della Guinea ha introdotto una chiusura delle frontiere con alcuni vicini a partire da settembre 2020, come spiega agenceecofin.com, sito panafricano:

C’est le 27 septembre 2020, avant la présidentielle (18 octobre), que le chef de l’Etat guinéen Alpha Condé avait ordonné la fermeture des frontières avec trois de ses six voisins : la Guinée-Bissau, la Sierra Leone et le Sénégal où réside la plus importante diaspora guinéenne. Sur les raisons de cette décision, il avait mis en avant des questions d’ordre sécuritaire.

Era il 27 settembre 2020, appena prima delle presidenziali (18 ottobre), quando il capo di stato guineano Alpha Condé ordinò la chiusura dei confini con tre dei sei Paesi vicini: la Guinea-Bissau, la Sierra Leone e il Senegal, dove risiede la più importante diaspora guineana. Sulle ragioni di questa decisione, aveva dichiarato come primarie delle questioni di ordine securitario.

Il confine con la Sierra Leone è stato effettivamente riaperto il 18 febbraio 2021, dopo una visita ufficiale del presidente della Sierra Leone Julius Maada Bio. Il problema principale è tuttavia capire cosa motiva questa politica isolazionista. La risposta è probabilmente da ricercare nella politica di Alpha Condé [it], il presidente della repubblica di Guinea al potere dal 2010, che ha fatto modificare la costituzione per ottenere un terzo mandato.

Le popolazioni che si trovano ai due lati del confine tra Guinea e Mali sono di etnia mandingo [it] et rappresentano lo zoccolo duro degli elettori del Raggruppamento del Popolo Guineano (RPG) – Arc-en-ciel, il partito al potere; ciò spiegherebbe perché il Mali sia il solo Paese a prendere parte alle celebrazioni.

La regione al confine con Senegal e Guinea-Bissau, il Futa Jalon, è invece abitata in prevalenza da persone di etnia peul, presenti anche negli altri due Paesi, tra popolazione autoctona e immigrata.

Cellou Dalhein Diallo, il leader del principale partito di opposizione Unione delle Forze Democratiche di Guinea (UFDG), può quindi contare sul sostegno nelle alte sfere del governo di numerosi Paesi vicini: i presidenti del Senegal, Macky Sall [it], e della Guinea-Bissau, Umaro Sissoco Embaló [it], così come il vicepresidente della Sierra Leone, Mohamed Juldeh Jalloh, sono tutti di etnia peul.

Secondo alcuni, la decisione di chiudere le tre frontiere si spiegherebbe con la volontà di Condé d’impedire ai guineani che vivono in Senegal e Guinea-Bissau di ritornare nel loro Paese per votare in occasione delle elezioni presidenziali.

Un'altra spiegazione riguarda nello specifico il Senegal. Secondo il giornalista senegalese Sadih Top del sito seneweb.com:

C'est dû à un combat politique. Cellou Dalein Diallo a confectionné 400 mille T-shirts au Sénégal. T-shirts répartis dans 5 camions. Alors, pour empêcher son adversaire d'avoir ces T-shirts, Alpha a fait fermer la frontière terrestre

È dovuto a una battaglia politica. Cellou Dalein Diallo ha fatto realizzare 400.000 magliette in Senegal. Magliette distribuite su cinque camion. Allora, per impedire al suo avversario di avere queste magliette, Alpha ha fatto chiudere la frontiera.

Conseguenze disastrose per l'economia della Guinea

La chiusura prolungata delle frontiere rappresenta un elevato costo economico. È il caso di un progetto di rigenerazione agricola del Futa Jalon, che aveva permesso di sviluppare differenti filiere agricole, l'allevamento e la diffusione di piante da frutto migliorate. Questi prodotti sono venduti, com'è comprensibile, in Senegal e Guinea-Bissau, poiché la strada che dal Futa Jalon porta alla capitale Conakry, dove risiede la più grande concentrazione di consumatori, è in cattive condizioni.

L'8 gennaio 2021 Chérif Mohamed Abdallah Haïdara, il presidente della sezione guineana del Gruppo Organizzato panafricano degli Uomini d'Affari (GOHA), ha pubblicato un comunicato che osserva come:

Tout au long de ces frontières, des centaines de camions sont stationnés de part et d’autre sans avoir une idée sur la fin de leur calvaire. Avec cette fermeture prolongée des frontières, Alpha Condé et son gouvernement mettent commerçants et transporteurs en danger et compromettent la situation des commerçants déjà̀ précaire à cause de sa mauvaise politique…

Lungo queste frontiere centinaia di camion sono fermi da una parte e dall'altra senza avere idea di quando il loro calvario finirà. Con la chiusura prolungata delle frontiere, Alpha Condé e il suo governo mettono in pericolo commercianti e trasportatori e compromettono la già precaria situazione dei commercianti a causa della sua cattiva politica…

Ange Gabriel Haba, segretario esecutivo del Consiglio Nazionale delle Organizzazioni della Società Civile della Guinea, ha pubblicato il 3 giugno 2021 una petizione che dichiara:

Depuis le 27 septembre 2020 les autorités guinéennes ont fermé les frontières du pays avec trois de ses voisins que sont le Sénégal, la Sierra Leone et la Guinée Bissau. Huit mois plus tard, le maintien prolongé de la décision de fermeture a engendré des conséquences énormes sur tous les plans de la vie des populations. Ces conséquences sont d’autant plus graves que cette mesure est intervenue dans un contexte où les citoyens étaient déjà extrêmement fragilisés par les effets dévastateurs de la COVID 19.

Il 27 settembre 2020 le autorità della Guinea hanno chiuso le frontiere del Paese con tre dei suoi vicini: Senegal, Sierra Leone e Guinea-Bissau. Otto mesi dopo, il mantenimento prolungato di questa decisione ha causato conseguenze enormi sotto ogni profilo nella vita delle popolazioni. Queste conseguenze sono ancora più gravi poiché la misura è stata introdotta in un contesto in cui i cittadini erano già resi estremamente fragili dagli effetti devastanti della COVID-19.

Alaidhy Sow, direttore regionale della radio Espace Foutah e corrispondente per il sito guineenews, con sede a Labé, capoluogo di regione, si fa portavoce degli agricoltori di Mali Yembering, località vicino al confine con il Senegal:

Chiusura prolungata delle frontiere terrestri in Guinea: i produttori di cavoli di Mali Yembering (Labé) perdono 4.675.600.000 di franchi guineani. Assistono impotenti al deterioramento dei loro prodotti. Nessuna reazione da parte dello stato.

Commercianti e trasportatori non sono i soli a soffrire la chiusura: anche lo stato ne risente allo stesso modo. In riferimento a un'emissione di buoni del tesoro con un tasso d'interesse che ha raggiunto il 13%, Fodé Baldé, responsabile dell'unità di comunicazione digitale dell'Unione delle Forze Repubblicane (UFR), partito d'opposizione, e membro del coordinamento della comunicazione del Fronte Nazionale per la Difesa della Costituzione (FNDC), ha twittato:

#Guinée : Il est établi que le @GouvGN a émis des bonds de trésor avec un taux d'intérêt inimaginable qui pourrait dépasser les 13% et ce, pour combler le déficit budgétaire né de la mauvaise politique éco et financière du régime. Avec la fermeture des frontières aussi !#Kibaro

— Fodé BALDE (@FodBALDE2) March 14, 2021

#Guinée: È dimostrato che il @GouvGN ha emesso dei buoni del tesoro con un tasso d'interesse inimmaginabile che potrebbe superare il 13% e questo per compensare il deficit pubblico nato dalla cattiva politica economica e finanziaria del regime. Grazie anche alla chiusura delle frontiere! #Kibaro

A titolo di paragone, il tasso massimo d'interesse per i buoni del tesoro emessi dal Senegal è del 3,43%.

La chiusura prolungata delle frontiere è, secondo accordi internazionali, una violazione degli obblighi del protocollo del 29 maggio 1979 della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale, relativo alla libera circolazione delle persone, al diritto di residenza e di stabilimento e di cui la Guinea è firmataria. Questo strumento giuridico garantisce a tutti i cittadini di uno dei 15 stati l'ingresso e lo stabilimento negli altri.

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