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Le dimensioni contano: una donazione americana a Trinidad e Tobago scatena il dibattito sull'equità vaccinale

Il 13 giugno, l’Ambasciata degli Stati Uniti [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] di Trinidad e Tobago ha condiviso su Twitter riguardo una donazione di vaccini effettuata dal suo governo alla nazione caraibica delle isole gemelle — un tweet che finora ha raccolto 2,500 commenti e 8,574 citazioni, la maggior parte dei quali è negativa:

Gli Stati Uniti d'America donano vaccini a Trinidad e Tobago.

La critica principale mossa dagli utenti di Twitter non è stata alla donazione in sé, ma alle sue dimensioni in relazione alla popolazione dello stato di circa 1.4 milioni, sollecitando un grosso dibattito online riguardo l'equità delle vaccinazioni e sul ruolo delle “nazioni del primo mondo” nella distribuzione globale dei vaccini:

Questa donazione di vaccini basta per 240 persone.
Trinidad e Tobago ha una popolazione di 1.4 milioni.
Quindi, il vaccino basta per il 0.017% della nazione.
Intanto, in questo momento gli Stati Uniti hanno 66 milioni di dosi conservate nei congelatori.
Questo non dovrebbe essere festeggiato. Questo non basta.

(In realtà, le fiale donate sono sufficienti per 400 dosi del vaccino).

80…fiale. Le scatole che contengono le fiale Pfizer ne contengono 195 cadauna. Gli stati uniti non stanno nemmeno mandando loro una stupida scatola piena.

La reazione degli utenti di Twitter è stata forte, con molte risposte provenienti dai netizen degli Stati Uniti, del Regno Unito, dell'India e di altre nazioni, dove le discussioni sull'ineguaglianza vaccinale sono state pervasive, anche mentre le nazioni del Nord Globale continuano ad aumentare la loro distribuzione di vaccini.

Tale dibattito è stato alimentato dal recente summit del G7, nel quale i leader degli stati membri hanno promesso un miliardo di vaccini per la COVID-19 per le “nazioni più povere” entro l'anno prossimo — un proposito che ha riscontrato critiche, in particolare dal direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus:

This is a big help, but we need more, and we need them faster. Right now, the virus is moving faster than the global distribution of vaccines. More than 10 thousand people are dying every day […] these communities need vaccines, and they need them now, not next year.

Questo è un aiuto importante, ma abbiamo bisogno di più vaccini, e alla svelta. In questo momento, il virus si muove più velocemente della distribuzione globale dei vaccini. Più di diecimila persone al giorno muore ogni giorno […] queste comunità hanno bisogno dei vaccini, e ne hanno bisogno adesso, non l'anno prossimo.

Altri funzionari sanitari e leader mondiali che credono che questa promessa sia insufficiente e che non raggiungerà chi ha disperatamente bisogno di vaccini in poco tempo hanno fatto eco alla sua opinione.

In contrasto, un utente di Twitter ha notato che l'India, per esempio, è stata molto più generosa con la sua donazione di vaccini a Trinidad e Tobago:

L'America pensa sempre ai 💰💰 e l'India pensa sempre al ❤❤❤❤
L'America ha donato 80 vaccini rispetto ai 40,000 vaccini dell'India
🇺🇸 <<<<🇮🇳
Le vittorie delle politiche America First.

Altri hanno ironizzato:

Penso che avete donato delle fiale extra. Riprendetevene qualcuna.

È l'equivalente di “pensieri e preghiere 🙏”

Alcuni utenti dei social media hanno ritenuto che la nazione non avrebbe dovuto lamentarsi della donazione, a prescindere dalle dimensioni del regalo:

Mezzo panino è sempre meglio di niente, giusto?

Altri non erano d'accordo:

Sarebbe stato meglio che non aveste mandato niente perchè questo è sinceramente un insulto.

Questo è un vero e proprio scherzo, perchè lo pubblicizzate pure?

A Trinidad e Tobago, il tweet è stato accolto con confusione, ma il ministro della sicurezza nazionale di Trinidad e Tobago, Fitzgerald Hinds, ha spiegato velocemente che la donazione era destinata al personale appartenente al suo ministero. Mentre i membri dei servizi di protezione avevano già ricevuto i vaccini in aprile, l'allora ministro Stuart Young notò che “non tutti si [qualificheranno per] questo primo [giro] di vaccini che [sono] stati forniti alla sicurezza nazionale.”

In un'intervista con la radio i95 FM, il Ministro degli affari con l'estero e con la comunità caraibica Dr. Amery Browne ha aggiunto che questo era un “piccolo regalo” da “un corpo di sicurezza verso la loro controparte con la quale lavorano molto strettamente a Trinidad e Tobago […] la mia impressione è che questo tipo di accordo non è unico.”

Trinidad e Tobago è riuscita ad aumentare la sua distribuzione di vaccini negli ultimi due mesi con l'aiuto di donazioni dalla Cina, dall'India, da St. Vincent e Grenadine, dalle Bermuda e da Grenada. Oltre a queste donazioni, nello stesso giorno in cui l'ambasciata degli Stati Uniti ha postato il suo tweet controverso, l'ambasciatore cinese a Trinidad e Tobago ha annunciato l'arrivo previsto di altri 200.000 vaccini forniti dalla Cina:

Sono lieto di aggiornare che la consegna di 200,000 dosi di vaccini Sinopharm procurati dal governo di Trinidad e Tobago stanno arrivando al punto di vendita! Sono contento di essere stato invitato a dare il benvenuto a questa seconda tranche di vaccini Sinopharm domani all'aeroporto!

Intanto, il vice capo missione all'ambasciata statunitense di Trinidad e Tobago, Shante Moore, ha notato che le ottanta fiale sono in aggiunta ai vaccini che l'amministrazione Biden-Harris ha promesso all'America Latina e ai Caraibi, e che saranno distribuiti su base pro capite.

Anche se alla fine Trinidad e Tobago potrebbe giovare da questa donazione più grande che è stata promessa, il tweet dell'ambasciata degli Stati Uniti ha soltanto contribuito a fare eco alla frustrazione di molte persone sulla questione della disuguaglianza nella distribuzione vaccinale. Però, come suggerito da questo scambio su Twitter tra Patrice Grell e Karen Walrond — entrambi membri della diaspora di Trinidad e Tobago che vivono negli Stati Uniti — c'è speranza:

Secondo quanto dice mio padre, il Primo Ministro ha rifiutato di “supplicare di essere aiutato”. Ottanta fiale sono una miseria, ma speriamo che gli Stati Uniti siano più generosi e che Trinidad li accetti graziosamente.

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