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Macao vieta a 21 candidati dell'opposizione di fare campagna elettorale per la legislatura

Questa foto di Antonio Ng che stringe la mano a Wu Chi Wai, politico di Honk Kong, è stata presentata come ‘prova’ per escluderlo dal concorrere per la legislatura di Macao. Immagine presa da Stand News.

Il governo di Macao ha escluso 21 candidati democratici dalle imminenti elezioni legislative.

A seguito di questa comunicazione fatta il 9 luglio, l'ufficio affari di Hong Kong e Macao di Pechino ha supportato la decisione di Macao e ha sottolineato che bisogna sostenere il principio per il quale ‘i patrioti governano Macao’.

I gruppi di opposizione sono rimasti scioccati da questa decisione dato che alcuni dei candidati esclusi hanno prestato servizio nella legislatura per anni. Per esempio, Antonio Ng Kuok-cheong [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] il presidente fondatore del partito democratico ‘New Macau Association’, ha mantenuto la carica tramite elezioni dirette dal 1992.  

Anche se i 21 candidati avevano precedentemente promesso di sostenere la micro-costituzione di Macao, conosciuta come ‘Basic Law’, e sono leali alla Regione Amministrativa Speciale di Macao (SAR), i funzionari degli affari elettorali hanno affermato di avere ‘prove evidenti’ fornite dal Segretariato per la Sicurezza che dimostrano che i loro voti non erano autentici. 

Le elezioni del 2021 dell‘Assemblea legislativa di Macao [it] avranno luogo il 12 settembre. L'organo legislativo è composto da 33 membri, di cui 14 eletti in modo diretto, 12 in modo indiretto e 7 nominati. Il gruppo democratico ha solo 4 seggi, vinti tramite elezioni dirette nel 2017. I 21 candidati esclusi dovevano concorrere per 6 seggi a settembre.

Antonio Ng Kuok-cheong, che iniziò il suo servizio nella legislazione prima ancora che l'ex colonia portoghese si ricongiunse con la Cina nel 1999 e continuò il suo servizio dopo che la Legge sulla Sicurezza Nazionale di Macao fu promulgata nel 2009, credeva che la decisione fosse politica. In un'intervista con Hong Kong Free Press (HKFP), rimprovera l'affermazione dei funzionari elettorali di Macao:

We are 100 percent confident to say that we did not violate any requirements under electoral laws, and 100 percent confident that [we] did not have any action or evidence showing that we did not support the Macau SAR and the Basic Law.

Of course, if this is a forceful political decision, there will be no effective appeal […] I’d imagine that this is of course related to the situation in Hong Kong, as [disqualifications] are common there, and with the national security law, suppression became stronger, it is no surprise that their approach [to the two cities] appears identical.

Siamo sicuri al 100% di non aver violato alcuna norma prevista dalle leggi elettorali, e di non aver nessuna prova che dimostra che non supportiamo il SAR di Macao e la Basic Law.

Ovviamente, se questa è una solida decisione politica, non vi sarà alcun ricorso effettivo […] Immagino che questo sia correlato alla situazione di Hong Kong, dato che [l'esclusione] è pratica comune qui, e con la legge sulla sicurezza nazionale, la repressione è diventata più forte, non mi sorprende che il loro approccio [alle due città] sia lo stesso.

Sia Macao che Hong Kong sono ex colonie riunite alla Cina sotto l'ex governatore cinese Deng Xiaoping che tramite la sua soluzione ‘Una Cina. Due Sistemi’ [it] ha offerto ad ogni città ‘un alto grado di autonomia’. La Cina si aspettava che l'attuazione del piano ‘Una Nazione. Due Governi’ a Hong Kong e Macao avrebbe fatto da modello per un'eventuale unificazione con Taiwan, uno stato indipendente a tutti gli effetti da quando il popolo di Kuomingtang fuggì dall'isola nel 1949 subito dopo la sconfitta nella guerra civile con la Cina.

La reinterpretazione di Pechino del piano ‘Una Cina. Due Sistemi’ a Hong Kong

Tuttavia, in mezzo al movimento democratico di Hong Kong del 2014, il Consiglio di Stato cinese pubblicò un libro bianco riguardo alla ‘Pratica del piano “Una Cina. Due Sistemi” nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong (SAR). Il documento politico ha ridefinito una grande autonomia come ‘il potere di gestire gli affari locali come autorizzato dalla leadership centrale’ e pone il ‘patriottismo’ come standard per le persone che prestano servizio negli uffici pubblici. 

Due anni più tardi, dopo le elezioni del Consiglio Legislativo nel 2016, Hong Kong iniziò ad escludere i legislatori democratici in base alle loro alleanze. Negli anni seguenti, i funzionari vietarono a più candidati democratici di concorrere per le elezioni sia per i consigli distrettuali che quelli legislativi. 

Con l'entrata in vigore della legge sulla sicurezza nazionale il 30 Giugno 2020, altri quattro legislatori furono esclusi, il che ha dato il via a dimissioni di massa dei legislatori democratici a novembre 2020 a Hong Kong.

A marzo 2021, Pechino ha ulteriormente imposto un nuovo sistema elettorale nel centro finanziario asiatico che include istituire un sistema di controllo dei candidati, ampliare il potere del Comitato Esecutivo Elettorale(EC) per garantire il potere ai rappresentanti di Pechino, riducendo i membri eletti nel Consiglio Legislativo e nel Comitato.

La repressione di Hong Kong per l'opposizione arriva anche a Macao

Se Hong Kong ha un forte movimento democratico, i gruppi di opposizione di Macao, invece, sono relativamente deboli e hanno poca influenza sulla legislazione e l'opinione pubblica. Diversamente da Hong Kong, Macao ha approvato la Legge sulla Sicurezza Nazionale nel 2009 e la lealtà dell'opposizione non è mai stata messa in discussione. 

L'esclusione dei 21 candidati libererà l'Assemblea Legislativa di Macao da tutte le voci di opposizione. 

Sulu Sou, un legislatore attuale che è stato escluso dal concorrere per le elezioni di quest'anno, ha espresso il suo shock sulla sua pagina Facebook [zh]:

這是令我們傷感和不忿的一日,澳門立法會有45年歷史,自1976年就有直接選舉,至80年代開放全澳華人選民投票,無論今次堅持的結果如何,政府的決議都已為澳門選舉史蒙上不可磨滅的污名,159位候選人中有21位被取消資格,比例之高、規模之大,相信放諸世界都是不容輕視的事件。 

Oggi siamo indignati e tristi. L'Assemblea Legislativa a Macao ha 45 anni di storia alle spalle. Dal 1976, abbiamo avuto elezioni dirette e negli anni '80 i cittadini cinesi di Macao hanno ottenuto il diritto al voto. L'attuale decisione del governo ha intaccato la storia elettorale di Macao. Fra i 159 candidati, 21 sono stati esclusi, il rapporto proporzionale è enorme e non verrà ignorato dal mondo.

L'avvocato storico di Macao, Jorge Neto Valente ha detto al Macao Daily Times, media locale, che la decisione ha violato il diritto di libertà di espressione della Basic Law di Macao:

I am shocked because I know some of the disqualified [candidates]. I always follow what they say and some of them have been legislators and for decades have been contributing to Macau […] I am very concerned when it is stated that they are not loyal and do not love Macau. The fact that they have different ideas and opinions from some of the authorities does not mean that they do not have the right to have them. When the Basic Law states that there is freedom of expression, we can think up some restriction to that, but one thing is for sure, freedom of expression means the right to think differently…

Sono scioccato anche perché conosco alcuni dei candidati esclusi. seguo sempre ciò che dicono e alcuni di loro sono stati legislatori e per decenni hanno collaborato con Macao[…] Mi sono preoccupato quando è stato detto che non erano leali e non amavano Macao. Il fatto che abbiano idee e opinioni diverse da quelle di alcune autorità, non significa che non abbiano il diritto di averle. Quando la Basic Law dice che c'è libertà di espressione, possiamo pensare a qualche restrizione, ma una cosa è certa, libertà di espressione vuol dire avere il diritto di pensarla in modo diverso…

Sette criteri per valutare i candidati

Per rispondere alle preoccupazioni dell'opinione pubblica, Tong Hio Fong, il presidente della Commissione per gli Affari Elettorali dell’ Assemblea Legislativa di Macao, ha rivelato i 7 criteri per valutare la lealtà dei candidati, il 12 Luglio 2021.

Tong ha spiegato che la ‘prova’ citata per escludere i candidati, coinvolge atti o parole che:

  1. sfida l'ordine costituzionale stabilito dalla Costituzione della Cina (compresa la dittatura del Partito Comunista cinese) e la Basic Law di Macao; 
  2. sfida l'unione del paese e l'integrità territoriale;
  3. cospira con un potere straniero, che include accettare finanziamenti o partecipare ad attività di addestramento contro la Cina organizzate da gruppi esteri anti Cina;
  4. diffama il popolo della Repubblica cinese e il SAR di Macao;
  5. mina la sovranità nazionale e la sicurezza;
  6. sfida la legislazione, le interpretazioni e le decisioni approvate dall’ Assemblea Nazionale del Popolo o il suo Comitato; oppure
  7. incoraggia altri a svolgere le attività elencate nei primi sei punti.

Antonio Ng è riuscito ad ottenere il suo documento di esclusione [zh] che è composto da più di 200 pagine di ‘prove’ inclusi esempi di lui che scatta una foto con Wu Chi-Wai, ex legislatore di Hong Kong ed ex presidente del Partito Democratico, il 3 agosto 2019. Nel documento, il partito è stato etichettato come ‘pro Hong Kong’ (guarda foto in alto).

In base a questi criteri e sistemi di controllo, sarebbe vietata ogni opposizione dall'Assemblea Legislativa di Macao. Lo stesso criterio potrebbe essere istituito anche ad Hong Kong nelle imminenti Elezioni del Consiglio Legislativo a Dicembre.

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