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Strappata la bandiera UE dal Parlamento georgiano nel secondo giorno di violenza di estrema destra nelle strade

Uno screenshot tratto dal video di Bloomberg Quicktake https://www.youtube.com/watch?v=AQ6zc9vWgQ0

Questo articolo è stato originariamente pubblicato [en, come tutti i link successivi] su OC Media. Una versione modificata viene qui ripubblicata in base ad un accordo di partnership sui contenuti.

Diverse migliaia di persone, tra cui attivisti e sostenitori dei diritti queer, nonché leader dell'opposizione, si sono riunite davanti al palazzo del Parlamento a Tbilisi martedì 6 luglio per protestare contro la violenta repressione di una marcia del Pride pianificata per il giorno precedente.

La marcia del Pride, prevista il 5 luglio scorso, è stata annullata dopo che folle di violenti manifestanti omofobi sono scese in piazza in seguito agli appelli della Chiesa ortodossa georgiana. Almeno 53 giornalisti sono stati aggrediti durante il conflitto. Secondo quanto riferito, attacchi simili hanno avuto luogo martedì.

Durante la protesta di martedì, che è stata protetta dalla polizia, i membri della comunità queer georgiana e del Pride di Tbilisi hanno dispiegato bandiere arcobaleno accanto a una croce di metallo eretta illegalmente fuori dal Parlamento il giorno precedente.

La polizia ha inizialmente difeso lo spazio davanti al palazzo del Parlamento, dove gli attivisti si sono riuniti in una protesta silenziosa, mentre i contro-manifestanti omofobi si sono riuniti davanti alla Chiesa di Kashveti, situata di fronte al Parlamento.

Poco dopo, i contro-manifestanti hanno fatto irruzione e assediato i manifestanti anti-violenza su tre lati, tentando ripetutamente di sfondare i cordoni della polizia. Alcuni hanno lanciato uova o bottiglie di plastica piene di sabbia, comportando degli arresti.

La polizia si è astenuta ancora una volta dallo schierarsi in assetto antisommossa, incluso dall'impiego di idranti, che vengono spesso utilizzati contro manifestazioni antigovernative non violente o meno violente, come anche durante la pandemia da coronavirus e quando fa freddo.

Dopo diverse ore, la polizia ha sgomberato l'area davanti al Parlamento e scortato via la folla, permettendo ai gruppi di estrema destra di reclamare lo spazio. I gruppi hanno così strappato la bandiera dell'UE appesa fuori dal Parlamento e le hanno dato fuoco. I manifestanti avevano rimosso la bandiera anche il giorno precedente.

Il ministero dell'Interno ha affermato di avere arrestato 100 persone nel corso della serata, e di averne rilasciate 68 poco dopo.

Alla manifestazione anti-violenza hanno partecipato diversi gruppi di opposizione, tra cui il partito libertario Girchi — Più Libertà, Georgia Europea e Lelo.

Allarme sicurezza fuori dalla società televisiva Pirveli

I gruppi di odio, tra cui Guram Palavandishvili, che guida la Società per la Protezione dei Diritti dei Bambini, sono stati aggressivi nei confronti dei giornalisti durante la serata. Palavandishvili è uno schietto oppositore dei gruppi e delle manifestazioni LGBT. È stato arrestato nel 2019 durante una protesta simile.

Durante lo stallo, i contro-manifestanti hanno attaccato una troupe televisiva di Formula nel tentativo di tagliare un cavo per impedire alla stazione di trasmettere.

Palavandishvili ha minacciato personalmente la direttrice di OC Media, Mariam Nikuradze, dicendole che “ci saranno morti tra di voi.”

Un altro uomo non identificato ha minacciato di “distruggere” la telecamera di Nikuradze “sulla sua testa.”

Poco prima dell'inizio delle manifestazioni rivali, un gruppo di uomini ha aggredito un cameraman che lavorava per Palitranews davanti al Parlamento, il che ha portato alle prime detenzioni della giornata.

La società televisiva privata indipendente Pirveli, tre dei cui giornalisti sono stati feriti lunedì, ha riferito di una mobilitazione di massa della polizia fuori dai loro uffici nelle prime ore di mercoledì mattina.

Il notiziario di Pirveli ha citato rapporti dei servizi di sicurezza georgiani, che indicano che diversi gruppi hanno pianificato di inscenare una protesta fuori dagli uffici del canale.

Pirveli, così come le emittenti televisive Formula e Mtavari, hanno sostenuto i diritti dei queer georgiani e hanno criticato il governo per la loro risposta ai recenti crimini d'odio. 

Mercoledì mattina il ministero dell'Interno ha segnalato quattro ulteriori arresti per intralcio all'attività giornalistica e violenza di gruppo contro i dipendenti dei canali televisivi Pirveli e Mtavari lunedì. È stata una giornata senza precedenti per la portata della violenza contro i professionisti dei media mentre cercavano di seguire le manifestazioni anti-Pride.

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