
“Books HD” di Abee5 per concessione di CC BY 2.0
“Love yourself” è un libro che raccoglie le storie di tredici donne e dello stigma subìto per il loro aspetto fisico. L'intenzione di partenza può essere stata buona, ma i suoi editori sono stati accusati d'essere insensibili e sessisti. Gli editori, The Body Shop Georgia [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], la divisione georgiana dell'azienda internazionale di cosmetica, GrlzWave, che si occupa di diritti delle donne, e Tbilisi City Hall puntavano, attraverso il libro, a dare voce alle donne. Nonostante l'intenzione iniziale, sono stati investiti da critiche per aver assegnato a sette uomini la scrittura del libro e per non aver pagato le tredici donne che hanno contribuito con le loro storie.
Presentato il 26 luglio presso Tbilisi City Hall, “Love yourself” copre le storie di tredici donne. Ogni storia, a sua volta, è accompagnata da un commento scritto da noti scrittori uomini georgiani che offrono le loro riflessioni sulle vicende in questione o propongono un'interpretazione – maschile – delle esperienze di queste donne, spesso in modo impreciso. Ripercussioni negative sono giunte quando uno di questi uomini è stato pubblicamente accusato di molestia sessuale.
Body Shop Georgia, che aveva inizialmente difeso il libro affermando che questi uomini stavano cercando di immedesimarsi nelle donne, si è poi scusata in seguito alle critiche. Il libro non si trova più in vendita, anche se un portavoce dell'azienda ha fatto sapere che copie gratuite sono disponibili a chi ne facesse richiesta. “Abbiamo ricevuto attacchi di bullismo e violenza da parte dell'altro sesso. Nelle nostre intenzioni volevamo che gli uomini cominciassero ad occuparsi delle questioni femminili. Viste le reazioni, abbiamo capito che ci stavamo muovendo verso la direzione opposta,” ha affermato un portavoce di Body Shop in un’intervista con OC Media.
“Il femminismo ha a lungo cercato di rappresentare il punto di vista delle donne. Quando si realizza un progetto sull'emancipazione delle donne e lo si racconta attraverso le impressioni di scrittori uomini – questo può trasformarsi in qualcosa di sbagliato, falso e inutile,” ha detto su OC Media, Ida Bakhturidze, coordinatrice di un'iniziativa locale.
Elene Margvelashvili, regista georgiana, ai microfoni di openDemocracy si è detta scioccata “che nessuno abbia realizzato che il libro non stava contribuendo al rafforzamento della posizione femminile” fino a quando non sono arrivate le critiche.
Non è stato solo il passo falso di far raccontare a degli uomini storie di donne che non è stato ben visto. Diverse donne, dopo l'uscita del libro, hanno confessato pubblicamente di aver ricevuto molestie sessuali da parte di Giorgi Kekelidze, uno dei sette autori del libro. Kekelidze ha subito pubblicato un post su Facebook per scusarsi dei suoi errori passati, post poi rimosso e sostituito con un altro dal contenuto simile.
Ad OC Media, il portavoce di Body Shop ha ammesso che la compagnia non si è comportata in modo scrupoloso. “Quando abbiamo scelto gli scrittori, abbiamo commesso l'errore di non fare approfondimenti e ricerche sugli autori e quindi non siamo venuti a conoscenza delle accuse rivolte a Giorgi Kekelidze.”
Secondo OC Media, solo quattro scrittori su sette hanno parlato apertamente del loro coinvolgimento in questo progetto, per lo piu senza scusarsi e respingendo le critiche.
GrlzWave ha detto a OC Media che, fin dall'inizio, non erano d'accordo con la decisione di Body Shop di coinvolgere autori maschi nel progetto.
Nel frattempo, la BodyShop ha detto a Radio Tavisupleba [ka], l'edizione georgiana di Radio Free Europe, che questa è stata una buona lezione per l'azienda e che coinvolgeranno più esperti nei progetti futuri.
Secondo UN Women, “gli stereotipi di genere rimangono profondamente radicati” in Georgia dove le tradizioni patriarcali sono ancora forti. Un altro studio, pubblicato dalla World Bank, conclude che nonostante i significativi progressi nella parità di genere in Georgia, le sfide continue in ambiti come l'istruzione, l'occupazione, la partecipazione politica e altri, rischiano “la stagnazione e persino l'inversione di tendenza”.






