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La storica vittoria di Camacho-Quinn alle Olimpiadi scatena una discussione sull'identità portoricana

Jasmine Camacho-Quinn proudly displays the Puerto Rican flag after winning a gold medal in the Tokyo 2020 Olympics (held in 2021). Screenshot from video.

Jasmine Camacho-Quinn spiega con orgoglio la bandiera portoricana dopo essersi aggiudicata l'oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020 (tenutesi nel 2021). Screenshot dal video Youtube video/NBC sports.

La notte del 1 agosto, i portoricani di tutto il mondo hanno festeggiato raggianti di gioia la medaglia d'oro di Jasmine Camacho-Quinn [es] nei 100 metri ostacoli alle Olimpiadi di Tokyo.

Dopo i tanti brutti eventi che hanno coinvolto Porto Rico come i guai finanziari [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], la violenza sulle donne [es] e il peggioramento dei servizi pubblici e delle infrastrutture [es], il tutto in periodo di pandemia, la storica medaglia d'oro di Camacho-Quinn giunge come una bellissima e gradita notizia.

Camacho-Quinn è la seconda atleta portoricana che abbia mai vinto una medaglia d'oro. La prima è stata la tennista Mónica Puig quando ha vinto cinque anni fa a Rio de Janeiro.

In questo video si vede la sua famiglia che festeggia questo momento storico:

La famiglia di @JCamachoQuinn festeggia! La boricua vince la medaglia d'oro alle #Olimpiadi di #Tokyo2020.

Ma i suoi risultati non finiscono qui. Alle semifinali ha segnato un tempo record di 12,26 secondi battendo quello di 12,35 secondi dell'australiana Sally Peterson, il che fa di Camacho-Quinn la prima portoricana ad aver segnato un record olimpico.

La sua è una storia di perseveranza. Alle semifinali delle sue prime Olimpiadi nel 2016 aveva battuto una gamba contro l'ottavo dei dieci ostacoli, cosa che le aveva impedito di rimettersi in posizione prima del nono e l'aveva fatta cadere. Adesso, con un nuovo spirito, scrive così su Twitter:

SONO UNA MEDAGLIA D'ORO OLIMPICA 🥇🇵🇷

L'avvocata e attivista per i diritti umani Eva Prados ha sottolineato alcuni punti importanti di questo evento storico [es]:

Sapevate che i nostri primi e unici ori olimpici sono stati vinti da due DONNE sotto l'amministrazione della prima DONNA [Sara Rosario] alla presidenza del Comitato Olimpico [di Porto Rico]? Parlarne è un esempio di cultura della #ProspettivaDiGenere nello sport.

Camacho-Quinn è una portoricana della diaspora e vive negli Stati Uniti. Anche se Porto Rico non è uno Stato indipendente ma un territorio statunitense, il Comitato Olimpico Internazionale ha riconosciuto Porto Rico come una squadra a sé stante che gareggia separatamente dagli Stati Uniti sin dal 1948, perciò atleti e atlete possono scegliere quale Stato rappresentare. Camacho-Quinn ha scelto di rappresentare la terra natia di sua madre, Porto Rico.

Tuttavia, alcuni portoricani hanno messo in dubbio il fatto che l'atleta possa essere considerata effettivamente portoricana, in quanto nata e cresciuta negli Stati Uniti. Altri, invece, l'hanno fermamente difesa per la sua scelta di rappresentare la bandiera portoricana; ad esempio, l'insegnante e attivista Xiomara Torres Rivera ha scritto su Todas [es], rivista online che si occupa di giornalismo in ottica femminista:

No son pocas las personas que se han tomado el tiempo para expresar que Jasmine no es puertorriqueña porque ni siquiera entrena aquí. A esta discusión, podríamos traer el reclamo al Comité Olímpico y al gobierno de Puerto Rico para mejorar las condiciones de los y las atletas que sí entrenan aquí y no logran traer medallas, pero ese es otro tema. Los deportes siempre han sido una manera de manifestar nuestra existencia ante el mundo. De nombrarnos como otra cosa y de empeñarnos en reafirmar que no somos estadounidenses, que somos de Puerto Rico.

Diverse persone si sono prese la briga di dire che Jasmine non è portoricana perché non si è neanche allenata qui [in Porto Rico]. A questa discussione possiamo aggiungere le richieste rivolte al Comitato Olimpico di Porto Rico e al governo di migliorare le condizioni degli atleti e delle atlete che effettivamente si allenano qui e non riescono a vincere medaglie, ma questo è un altro discorso. Lo sport è sempre stato un modo per dichiarare al mondo la nostra esistenza. Un modo per chiamarci con un altro nome e per insistere nell'affermare ancora che non siamo americani degli Stati Uniti, siamo portoricani.

Jenny Zhen Duan, psicologa clinica e docente universitaria presso la Harvard Medical School che si identifica come portoricana e cinese, ha scritto che comprende bene le critiche rivolte a Camacho-Quinn [es]:

Alle ultime Olimpiadi la gente non faceva altro che giudicare “quanto portoricana” fosse Mónica Puig se “non sapeva parlare bene lo spagnolo e non è cresciuta sull'isola”. Ora vedo la stessa storia con Jasmine Camacho-Quinn. Ma non vi stufate di isolare gli altri? Ho vissuto questa situazione per tutta la vita ed è estenuante.

Un anonimo utente Twitter ha scritto la seguente osservazione:

Molte persone di Porto Rico vivono fuori dal paese. E l'obiettivo di moltissima gente è fare abbastanza successo da tornare in Porto Rico e/o rendere orgogliosa la nostra nazione. Jasmine Camacho-Quinn ha fatto esattamente questo. Ha raggiunto IL traguardo. Non c'è altro di cui discutere.

Daniel Colón Ramos, neuroscienziato e docente universitario a Yale, ha dato la propria definizione di cosa significhi essere portoricani e ha sottolineato un altro punto importante a proposito dello scarso supporto dato agli atleti portoricani che si allenano a Porto Rico [es]:

Per quanto riguarda i risultati di Camacho-Quinn, è legittimo riflettere su quanti altri atleti e atlete che si allenano qui [a Porto Rico] potrebbero diventare come lei se solo ricevessero il supporto necessario. A parte questo, secondo me un vero portoricano è una persona che ama Porto Rico e lavora sodo per la sua terra natia. Tutto il resto sminuisce i meriti di chi sceglie di rappresentare la nostra bandiera.

La giornalista Alejandra Jover ha sottolineato ancora un altro importante punto su Camacho-Quinn che non ha ricevuto la dovuta attenzione nella discussione sulla sua vittoria olimpica: la sua etnia. Su Twitter, Jover spiega perché sia particolarmente importante festeggiare per questo punto [es]:

¿Saben por qué es importante? Porque son muchas, DEMASIADAS las niñas y mujeres negras de la Isla a las que se les ha hecho sentir como si fueran menos por su color de piel, por su cabello natural, por sus rasgos. Por su negritud. Y Jasmine ahora las representa y le da un rostro a la lucha por defender las raíces africanas en Puerto Rico, que muchos reniegan.

Sapete perché è importante? Perché ci sono molte, TROPPE ragazze e donne portoricane nere cui viene fatto credere di valere meno per via del loro colore della pelle, per i loro capelli naturali, per le loro caratteristiche fisiche. Per il fatto di essere Nere. E ora Jasmine rappresenta e dà un volto alla lotta per la difesa delle radici africane di Porto Rico, che molte persone rifiutano.

Ma il commento forse più eloquente su Camacho-Quinn viene da Marisol LeBrón, docente universitaria di Studi Femministi presso l'Università della California a Santa Cruz, che è riuscita a racchiudere in un tweet un'esperienza molto comune dei portoricani:

I pagliacci anti-neri e anti-diaspora mettono in dubbio l'identità portoricana di Jasmine Camacho-Quinn quando lei ha letteralmente stracciato un record nello sport olimpico più tipico del Porto Rico: gli ostacoli.

Con l'oro di Camacho-Quinn, Porto Rico si unisce ai festeggiamenti nei Caraibi per le vittorie di BermudaGiamaica [it], rese ancora più significative dal fatto di essere vittorie di donne.

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