chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

Canale di Instanbul, Middle Corridor turco e Nuova Via della Seta

Petroliera nel Bosforo” di MrHicks46 (CC BY-SA 2.0).

Nonostante la crescente opposizione dei gruppi politici e della società civile per le possibili ripercussioni ambientali e politiche, il presidente Recep Tayyip Erdoğan è deciso a portare avanti il controverso progetto Canale Istanbul [es], un canale artificiale navigabile della lunghezza di 45 km che unirà il Mar di Marmara con il Mar Nero. Il 26 giugno, Erdoğan ha assistito alla cerimonia di inaugurazione di quello che ha definito il suo “pazzo progetto” [en]. Il progetto ha ricevuto molte critiche, come quelle del sindaco di Istanbul [tr, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], di scienziati, ammiragli in pensione, ambasciatori e di persone comuni per il suo impatto ambientale, economico e di sicurezza.

Fino a ora, il costo stimato del progetto è pari a 15 miliardi di dollari. Ciò nonostante, è probabile che l'ammontare dei costi raggiunga i 21,6 miliardi di dollari una volta che vengano aggiunti i costi operativi e finanziari.

Erdoğan insiste nel dire che il Canale Istanbul contribuirà all'economia della Turchia e aiuterà a ridurre il traffico nel Bosforo.

Secondo il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Adil Karaismailoğlu, i proventi del canale copriranno i costi stimati 12 anni dopo il completamento dei lavori.

Ma, nel frattempo, la forza politica al governo, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP), sembra aver sovrastimato la capacità finanziaria del paese e ha cercato di trovare investitori stranieri. Alcuni di questi potenziali investitori sono i Paesi Bassi, il Belgio e la Russia, anche se la Cina è diventata l'opzione più praticabile [en]. Ciò nonostante, è probabile che la possibile partecipazione della Cina peggiori, nel paese, una percezione di per sé già negativa nei confronti di questo paese.

Iniziativa turca del Middle Corridor

Il Middle Corridor [en], conosciuto formalmente come l'iniziativa del Trans-Caspian East-West-Middle Corridor, riflette il sogno della Turchia di stringere dei legami con la Cina attraverso il Caucaso e l'Asia Centrale. Il progetto della via commerciale [en] Middle Corridor unisce la Cina con l'Europa attraverso la Turchia per mezzo di ferrovie e strade. La Turchia vede il Middle Corridor come un completamento [en], più che come un concorrente, dell'iniziativa cinese della Nuova Via della Seta.

Come si può vedere in questa mappa del sito web del ministero turco degli Affari Esteri, la linea azzurra rappresenta il Middle Corridor turco e la linea rossa rappresenta il Corridoio Nord della Nuova Via della Seta (BRI).

La linea ferroviaria Baku-Tbilisi-Kars (BTK) [en] è stata completata nel 2017 ed è uno dei principali progetti dell'iniziativa. Si stima che, per il 2034, il BTK trasporterà [en] tre milioni di passeggeri e 17 milioni di tonnellate di merci all'anno.

Fino ad ora, il primo treno merci dalla Cina all'Europa che ha utilizzato il Middle Corridor è arrivato in Turchia nel novembre 2019 e il primo treno merci turco [en] che ha usato la medesima tratta è arrivato in Cina nel dicembre del 2020.

Come parte del Middle Corridor e della BRI, la Turchia ha realizzato numerosi investimenti importanti in infrastutture [en], i più rilevanti dei quali includono il tunnel ferroviario sottomarino Marmaray, il tunnel Eurasia, il terzo ponte di Istanbul che unisce l'Europa all'Asia attraverso la città di Istanbul e l'aeroporto di Istanbul. Si stanno inoltre concludendo vari altri progetti infrastrutturali [en], come il ponte sullo stretto di Çanakkale, il treno ad alta velocità Edirne-Kars e il tunnel a tre livelli.

Sia la Cina che la Turchia sono ansiose [en] di collegare la BRI con il Middle Corridor. Il presidente Erdoğan [en] ha affermato che “il Middle Corridor… si trova nel cuore della BRI” e la Turchia “continuerà a lavorare con i nostri amici cinesi per integrare il Middle Corridor alla BRI”.

Il presidente cinese Xi Jinping [en] “ha chiesto alle due parti di promuovere la sinergia nella costruzione congiunta della Nuova Via della Seta e del progetto turco del Middle Corridor”. Nel frattempo, il ministro turco delle Infrastrutture e dei Trasporti, Adil Karaismailoğlu, ha affermato che il Canale Istanbul è parte integrante del Middle Corridor e ha evidenziato che “con il Canale Istanbul, si rafforzerà il nostro obiettivo del Middle Corridor”.

Relazioni economiche turco-cinesi

Le relazioni commerciali tra la Turchia e la Cina sono considerevolmente cresciute in seguito all'entrata della Cina nell'Organizzazione mondiale del commercio, l'11 dicembre 2001. In quel momento, il commercio bilaterale ammontava a meno di 2 miliardi di dollari, mentre nei seguenti 20 anni il fatturato ha raggiunto i 26 miliardi di dollari. Tuttavia, si tratta di un rapporto asimmetrico. Mentre le esportazioni cinesi verso la Turchia ammontano a 23.041 miliardi di dollari, le esportazioni turche verso la Cina arrivano ad appena 2865 miliardi di dollari.

Un modo di modificare l'asimmetria del panorama commerciale è aumentare gli investimenti cinesi in Turchia attraverso iniziative come la BRI. Anche se la Cina non è tra i dieci maggiori investitori della Turchia, più di mille imprese cinesi hanno investito in settori come la finanza, l'energia, la produzione e le infrastrutture. Nel 2019, l’ex ambasciatore cinese in Turchia, Deng Li, si aspettava che, per la fine del 2021, gli investimenti cinesi raggiungessero i 6 miliardi di dollari. Uniti alle entrate create dal turismo, gli investimenti cinesi nel paese possono svolgere un ruolo importante nel ridurre l'uscita di valuta dalla Turchia.

La Cina ha inoltre realizzato importanti investimenti nelle infrastrutture turche. Nel 2015, un consorzio cinese ha acquisito per 940 milioni di dollari il 65% di Kumport [en], il terzo maggior porto turco di container. Nel gennaio del 2020, un consorzio cinese ha cercato di acquisire per 688 milioni di dollari il 51% del terzo ponte di Istanbul [en]. Tuttavia, rapporti recenti suggeriscono che l’accordo non è ancora stato stipulato [en]. Questo potrebbe mandare a rotoli gli investimenti cinesi nelle infrastrutture turche connesse alla BRI, specialmente perché lo Stato turco considera sempre più il ponte come una parte importante [en] della sua iniziativa del Middle Corridor.

Immagine tratta da un video di Vox report, “Il piano cinese da mille miliardi di dollari per dominare il commercio mondiale”.

Controversia sui finanziamenti cinesi

Di tutti gli investimenti cinesi nel paese, la possibile partecipazione della Cina al progetto del Canale Istanbul ha scatenato in Turchia il dibattito più acceso.

Il Governo turco stima che il costo del progetto raggiungerà i 15.000 miliardi di dollari, Ma con i crescenti problemi economici, peggiorati a causa della COVID-19, il governo di turno ha bisogno di una iniezione di liquidità. Inoltre, secondo l'agenzia Reuters [en], le banche turche si sono mantenute a distanza dal progetto a causa del danno ambientale che è stato previsto, dei possibili rischi finanziari e dell'opposizione generalizzata sia politica che sociale al progetto.

Vari rapporti affermano che la Cina è disposta a finanziare il costoso progetto e ne ha  discusso [en] con funzionari turchi durante visite diplomatiche. Il 30 aprile 2021, il ministro turco Adil Karaismailoğlu ha confermato l'interesse della Cina e ha aggiunto che anche i Paesi Bassi, il Belgio e la Russia sono interessati a finanziare il progetto.

Il presidente del Partito Repubblicano del Popolo (CHP), Kemal Kılıçdaroğlu, ha avvertito i possibili investitori e governi stranieri di non finanziare il progetto. Il 9 maggio affermò che, se la coalizione all'opposizione vincerà le prossime elezioni, il nuovo governo non restituirà il denaro investito e inoltre allontanerà la Turchia dai paesi investitori. Anche Meral Akşener, a capo del Buon Partito (İYİ Parti), ha dato un simile avvertimento.

Secondo un sondaggio di MetroPOLL, la maggior parte della società turca si oppone al progetto Canale Istanbul. Anche se il 51% degli intervistati pensa che la ragione principale alla base del progetto sia generare profitti, solo il 29.1% crede in ciò che afferma Erdoğan, cioè che il canale diminuirà il traffico marittimo nel Bosforo.

Alaeddin Yalçınkaya, professore dell'Università di Marmara, crede che gli investimenti cinesi avranno come risultato la colonizzazione cinese della regione del Canale. Anche il capo del Partito del Futuro, Ahmet Davutoğlu, afferma che il governo dell'AKP si aspetta che la Cina metta a disposizione fondi per il Canale in cambio di terre intorno alla zona del progetto, il che rappresenterebbe un danno per la sovranità della Turchia. Anche altri mettono in guardia la Turchia dalla diplomazia della “trappola del debito” [en], cioè dalla politica cinese di confiscare terre in seguito a prestiti insoluti.

Fino ad ora, il Governo ha ignorato le critiche e si è impegnato nella promozione attiva del progetto Canale Istanbul.

Questo articolo fa parte di uno studio dell’Osservatorio dei Media Civici sulle narrazioni concorrenti sulla Nuova Via della Seta, e analizza come le società e le comunità percepiscono in modo differente i possibili benefici e i potenziali svantaggi dello sviluppo guidato dalla Cina. Per conoscere di più su questo progetto, cliccate qui.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.