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Hong Kong etichetta l'organizzazione della veglia di Tiananmen e altri gruppi civici come “agenti stranieri” per giustificare la repressione

Membri del comitato dell'HK Alliance durante una conferenza stampa del 6 settembre. Immagine trasmesse da Stand News. Immagine priva di copyright.

L'Alleanza di Hong Kong a sostegno dei Movimenti Democratici Patriottici in Cina (Alliance HK), organizzatrice della veglia annuale di commemorazione del massacro di Tiananmen del 1989, è sotto inchiesta ai sensi della Legge sulla sicurezza nazionale, dopo che la Polizia ha etichettato il gruppo come “organizzazione politica” e “agente straniero” il 25 agosto 2021.

L'Alliance HK ha rifiutato tale classificazione e si è rifiutata di fornire le informazioni richieste dai funzionari di polizia. Citando l'articolo n. 43 della legge di sicurezza nazionale, la Polizia ha accusato Alliance HK di essere un “agente straniero” e ha chiesto che le fossero fornite informazioni [zh] riguardanti i membri del suo comitato esecutivo, le loro identità, le fonti di reddito, le attività e le riunioni del gruppo a partire dall'anno 2014.

Nello specifico, la Polizia ha richiesto dettagli sulle attività e le comunicazioni che hanno coinvolto la Federazione per una Cina democratica, con sede in Canada, la Nuova Scuola di Democrazia con sede a Taipei e Hong Kong, il Gruppo di Avvocati dei Diritti Umani in Cina, con sede ad Hong Kong, la Rete per la Democrazia in Asia, con sede a Seul, l'Apple Daily tramite Mark Herman Simon, National Endowment for Democracy (NED), con sede negli Stati Uniti, e altre quattro organizzazioni finanziate dal NED.

Persino la Nuova Scuola di Democrazia di Hong Kong e il Gruppo di Avvocati dei Diritti Umani in Cina hanno ricevuto simili richieste dalla polizia, alla quale entrambi hanno richiesto una proroga in risposta alle loro richieste.

L'8 settembre la polizia ha arrestato almeno quattro menbri del comitato dell'Alliance HK per essersi rifiutati di fornire informazioni  e di ottemperare alla richiesta di indagine sulla sicurezza nazionale. Il notiziario 852 Spirit ha riportato su Twitter [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]:

06:59 Ultima ora: Questa mattina il Dipartimento di Sicurezza Nazionale di Hong Kong procederà all'arresto dei membri chiave di #HKAlliance. A seguire gli aggiornamenti.

#908HK #BREAKING #NationalSecurityLaw #Chowhangtung #支聯會
————
08:00: dopo aver rifiutato di consegnare ieri i dati al Dipartimento di Sicurezza Nazionale, questa mattina diversi membri del comitato di Alliance HK, tra cui Leung Kam-wai, Chan Tor-wai e la vicepresidente Chow Hang-Tung, sono stati arrestati.

Il 7 settembre, Alliance HK ha inviato una lettera all'Autorità di Sicurezza Nazionale, dichiarando che il gruppo non è un agente straniero e che la denuncia della polizia vìola il principio del “ragionevole dubbio“, uno standard legale di prova. Lo stesso giorno ha presentato, inoltre, un controllo giurisdizionale sull'azione di polizia. Il corrispondente dell'APF da Hong Kong Xinqi Su, ha riferito su Twitter:

Membro del Comitato permanente di HR Alliance dalla sua fondazione, Tsui Hon-Kwong, ha presentato oggi una richiesta di revisione giudiziaria contro la lettera della polizia di sicurezza nazionale diretta, a titolo personale, all'HK Alliance. 
—————
I rappresentanti di HR Alliance sono stati rapidi nel consegnare la lettera e lasciare il quartier generale della polizia. Chow Hang-tung @zouxingtong ha dichiarato che la polizia li ha avvertiti di rispettare la legge; la vicepresidente ha detto loro di fare lo stesso. “Si applica solo agli agenti stranieri, non ad un obiettivo a caso”, ha affermato.

L'avvocatessa Chow Hang Tung, vicepresidente di HK Alliance,  ha spiegato più approfonditamente la logica [zh] alla base della decisione del gruppo in un articolo pubblicato da Stand News il 3 settembre. Ha definito la richiesta della polizia dei documenti interni al gruppo come una “spedizione di pesca” per costruire storie e complotti contri i gruppi civici e seminare il panico, etichettando il gruppo come “agenti stranieri”, definzione alquanto vaga e arbitraria.

Secondo le linee guida applicative dell'articolo 43 della legge di sicurezza nazionale, la definizione di “agente straniero” si riferisce a qualsiasi persona ad Hong Kong, direttamente o indirettamente supervisionata, controllata, impiegata, sovvenzionata o finanziata da un Governo o da un'organizzazione politica estera. Per organizzazione politica si intende qualsiais partito oppure organizzazione che “persegue fini politici”.

Chow ha espresso particolare preoccupazione per il fatto che quasi tutte le organizzazioni possono essere classificate come “organizzazione politica” se stanno perseguendo cambiamenti politici [zh]:

以維護工人權益為目標的工會算不算有政治目的?追求社會公義的教會呢?推動扶貧呢?教育呢?性別平權呢?法治呢?…會花費大量資源去推動政策改變的科技巨頭呢?商會呢?

E i sindacati che difendono i diritti dei lavaratori, saranno considerati come coloro che perseguono fini politici? Che dire delle chiese che perseguono la giustizia sociale e la riduzione della povertà? E dei gruppi che lavorano per l'istruzione, l'equità di genere e lo stato di diritto?… E quei giganti di Internet e le associazioni imprenditoriali che spendono un'enorme quantità di risorse per promuovere cambiamenti politici?

Inoltre, Chow ha sottolineato che, quando un gruppo civico viene etichettato come politico, può facilmente rientrare nella categoria di “agente straniero”, mentre le organizzazioni internazionali con sede ad Hong Kong potrebbero facilmente cadere in questa trappola legale [zh]:

那麼最受影響的大概就是各種國際組織的職員 — 只要機構被定性為「政治性組織」,受資者、受薪者的「代理人」身份就跑不掉。難怪國際組織似乎都準備要撤出香港了,它們一日在港運作,一日就有被迫交出整個組織隱私的風險。

I più colpiti sarebbero i dipendenti delle organizzazioni internazionali. Una volta che l'organizzazione è etichettata come “organizzazione politica”, coloro che lavorano lì o ricevono finanziamenti sarebbero trattati come agenti stranieri. Ecco perchè molte organizzazioni internazionali stanno pensando di lasciare Hong Kong. Se continunano ad operare qui, potrebbero essere costretti a consegnare informazioni interne.

Anche le organizzazioni locali che ricevono sostegno finanziario o collaborano con organizzazioni estere sarebbero soggette a simili vessazioni politiche, ha osservato Chow.

Tuttavia, l'Ufficio di Sicurezza e le forze di polizia hanno insistito sul fatto che il loro potere è conforme al principio dello stato di diritto e hanno promesso di agire contro l'HK Alliance.

L'HK Alliance è stata fondata nel 1990, un anno dopo la sanguinosa repressione del movimento studentesco di Tiananmen nel 1989. È una coalizione di più di 12 gruppi civici. La missione dell'organizzazione si evince dal suo nome: l'Alleanza di Hong Kong a sostegno dei movimenti patriottici in Cina. Fin dalla sua istuzione, ha sempre organizzato l'annuale fiaccolata del 4 giugno, per commemorare coloro che morirono durante il massacro di Tiananmen.  Nel 2020, a causa della pandemia, la polizia ha vietato [it] la veglia.

Come sottolineato da Chris Yeung, caporedattore di CitizenNews con sede ad Hong Kong, HK Alliance ha sempre rappresentato un movimento patriottico nazionale per costruire una Cina democratica e aperta, sicchè l'etichetta di “agente straniero” è in contrasto con l'esperienza degli abitanti di Hong Kong.

For many Hongkongers who had gone through the journey of the ill-fated pro-democracy movement spearheaded by the Alliance in the past three decades, the police’s accusation of the Alliance being a “foreign agent” has defied their knowledge, understanding and experience.

To say those tens of thousands of people who paid tributes to the June 4 victims on every June 4 as part of a plot by a “foreign agent” aimed to endanger national security is an insult to their conscience, to say the least.

Per molti abitanti di Hong Kong che hanno vissuto il viaggio dello sfortunato movimento democratico guidato dall'HK Alliance negli ultimi tre decenni, l'accusa della polizia al gruppo dell'Alliance HK di essere un “agente straniero” ha messo alla prova la loro conoscenza, comprensione ed esperienza.

Affermare che  quelle decine di migliaia di persone che ogni 4 giugno rendono omaggio alle vittime del 4 giugno [del 1989] fanno parte del complotto di un “agente straniero”, volto a mettere in pericolo la sicurezza nazionale è, quanto meno, un insulto alla loro coscienza.

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