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In Azerbaigian incombe il silenzio mentre viene preso di mira un altro membro della comunità LGBTQ+

“Una chiara base legale è necessaria per combattere la violenza sulle donne” del Parlamento Europeo, su licenza CC BY-NC-ND 2.0

La comunità LGBTQ+ dell'Azerbaigian non ha mai avuto vita facile, ma le ultime settimane sono state davvero sconvolgenti. Poco più di un mese dopo gli attacchi [it] contro alcuni membri della comunità LGBTQ+, la storia di una giovane donna transgender uccisa ad agosto ha riacceso la discussione sull'omofobia profondamente radicata nel paese, sulla mancanza di misure di protezione a sostegno delle persone LGBTQ+ e sull'incapacità del governo ad agire tra odio e violenza.

La vittima più recente [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] era una donna transgender di 27 anni, Nuray. Il suo corpo bruciato è stato ritrovato il 22 agosto, in uno dei quartieri residenziali della capitale. La polizia ha individuato come assassino il 36enne Mirshahid Mehdiyev, arrestato insieme a un altro uomo per complicità nel crimine commesso.

Poco dopo l'identificazione della vittima, alcuni membri della comunità LGBTQ+ hanno organizzato una protesta fuori dall'ufficio di polizia e dal palazzo del difensore civico. Inoltre, hanno chiesto al Ministero dell'Interno di prendere provvedimenti contro una blogger, Huseynova, i cui video recenti hanno guadagnato popolarità dopo che ha apertamente invitato alla violenza contro i membri della comunità transgender, tra cui Nuray.

Huseynova ha rigettato immediatamente le accuse. Secondo OC Media, la blogger ha dichiarato che stava “mettendo fine a questa vergogna,” in riferimento ai membri della comunità transgender, e che quelli come Nuray dovrebbero essere schiacciati come mosche.

Sono frequenti i video della blogger che prendono di mira i membri della comunità LGBTQ+. Di recente, in una delle sue dirette Instagram, Huseynova ha chiesto alle forze dell'ordine locali di guardare dall'altra parte nei casi riguardanti crimini d'odio. “Per noi è sufficiente un segnale, basta dircelo, e noi, il popolo, li cacceremo lentamente via.”

La cosiddetta #blogger e #fascista Sevinj Huseynova chiede alla gente di cacciare via la comunità #trans e alle autorità di chiudere gli occhi sui #crimini commessi da gruppi di persone in #Azerbaigian.

In un altro video [az], Huseynova promette di distruggere le donne transgender se e quando le incontrerà e invita i suoi spettatori a fare lo stesso. “Da qui esorto i nostri uomini, fratelli, e le nostre donne, ovunque le vediate, picchiatele.”

In risposta alle domande dei media, Elshad Hajiyev, il portavoce del Ministero dell'Interno, ha dichiarato che il ministro è a conoscenza dei video e che sta indagando.

L'incitamento alla violenza è punibile dal codice degli illeciti amministrativi e dal codice penale, articolo 283 comma 1. In un’intervista con JamNews, l'avvocato Samed Rahimli ha spiegato che se qualcuno è colpevole di incitamento all'odio e ostilità su base etnica, religiosa, razziale o sociale all'interno dei media, potrebbe andare incontro a una multa compresa tra gli 8.000 e i 12.000 manat azeri (4.700–7.060 dollari), a due anni di lavoro correttivo o fino a 4 anni di reclusione. Nei casi in cui questi crimini siano commessi facendo ricorso alla violenza, o con minacce di violenza, il colpevole può essere condannato fino a 5 anni di reclusione.

Nel momento in cui viene scritta questa storia, Sevinc Huseynova ha reso privato il suo account Instagram ma ne ha aperto un secondo (anch'esso privato) nel caso in cui dovesse essere disattivato l'account originale con 18.000 followers.

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