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La COVID-19 spinge le famiglie armene verso la povertà

Crediti foto Artem Mikryukov. Usata con permesso, Chaikhana Media.

Questo articolo di Narek Kirakosyan è stato inizialmente pubblicato [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] su Chaikhana Media. Una versione modificata è stata ripubblicata qui nell'ambito di un accordo di collaborazione sui contenuti.

Artyom Avetisyan da Gyumri, Armenia, padre di due bambini, ha perso il suo lavoro quando la pandemia ha colpito. Negli ultimi 19 mesi, la sua famiglia composta da quattro persone ha rischiato di diventare senza tetto e ha faticato a pagare i farmaci e la terapia da cui suo figlio di sette anni, Felix, dipende.

Prima che la COVID-19 colpisse l'Armenia, Avetisyan afferma che un flusso continuo di lavori nel campo dell'edilizia e saltuari mantenevano la sua famiglia sfamata e con una casa.

“Avevo molto [lavoro] prima del virus, ma una volta che il virus si è diffuso, ho smesso di ricevere chiamate per lavorare,” dice. “Avevo un guadagno [mensile] di circa 150,000 dram armeni (poco più di 300 dollari statunitensi), che la mia famiglia ha perso.”

Sebbene Avetisyan guadagnasse meno dello stipendio medio in Armenia di 400 dollari statunitensi un mese prima che la Covid colpisse, l'improvvisa perdita di lavoro ha condizionato la vita dei suoi figli su tutti i livelli. Oggi, Avetisyan e sua moglie, Anna Davtyan, temono di perdere il loro appartamento perché non possono più permettersi l'affitto mensile di 35,000 dram armeni (75 dollari statunitensi).

La famiglia ha anche faticato a pagare la terapia medica e i trattamenti per Felix. Felix, che frequenta la terza elementare, ha una paralisi cerebrale. Prima della pandemia, la famiglia riusciva a pagare i suoi trattamenti (un totale di 152,000 dram armeni al mese, circa 307 dollari), in parte grazie alla generosità degli enti benefici locali e dei filantropi.

Ma raccogliere i fondi necessari è stato impossibile dall'inizio della pandemia. Oggi la famiglia ha solo il sussidio mensile di invalidità che Felix riceve dallo Stato (circa 50 dollari).

Mentre la mancanza di entrate è una preoccupazione costante, la famiglia sta anche facendo fatica ad assicurarsi che Felix e sua sorella maggiore, Donara di nove anni, non rimangano indietro a scuola dopo aver perso mesi di didattica a distanza siccome la famiglia non aveva un computer o uno smartphone.

La famiglia Avetisyan non è l'unica che lotta per la sopravvivenza a seguito del collasso economico causato dalla pandemia. Circa 720,000 armeni sono scivolati nella povertà a causa della pandemia (soglia della povertà di 5.50 dollari statunitensi 2011 PPA).  L'economia armena ha subito una contrazione economica dell’8% nel 2020 a causa della COVID-19 e delle misure di isolamento che sono state impose per rallentare la diffusione del virus, secondo la Banca Mondiale.

“Gli impatti a breve termine della COVID-19 sui redditi da lavoro e non da lavoro delle famiglie potrebbero aumentare notevolmente il tasso di povertà in Armenia,” ha indicato la Banca Mondiale in un rapporto pubblicato a febbraio 2021.

Il rapporto ha riscontrato che il tasso di povertà potrebbe aumentare da 33.6% a 46.6% a causa della pandemia, con il numero di persone che vivono in povertà estrema che aumenta da 1% a 7%. “I contraccolpi economici della COVID-19 potrebbero impoverire 370,000 armeni. Più di 720,000 (uno su quattro) armeni potrebbero affrontare la mobilità verso il basso, spostandosi verso un gruppo di benessere sociale inferiore nel 2020,” afferma il rapporto.

Il governo armeno ha erogato diversi pagamenti una tantum per aiutare le persone a sopravvivere il lockdown causato dalla pandemia nel 2020.

I sussidi sono stati assegnati a specifici gruppi che soddisfavano certi criteri: ogni famiglia ha ricevuto un pagamento unico di 26,500 dram armeni (53 dollari) per figlio; i lavoratori in regola hanno ricevuto 68,000 dram armeni (136 dollari) come compenso durante un mese di lockdown; e i titolari di aziende dei settori duramente colpiti, come la vendita al dettaglio e il turismo, hanno ricevuto il 10% dei rendimenti del quarto trimestre del 2019 e i loro dipendenti hanno ricevuto l'equivalente della metà della paga di un mese.

Siccome Avetisyan lavorava occasionalmente, non si è qualificato per il sussidio di disoccupazione. La sua famiglia ha ricevuto il pagamento una tantum erogato per i figli.

Ma mesi dopo la fine dei sussidi, Avetisyan è ancora senza lavoro e ha opzioni limitate finché l'economia non si riprende e lui può trovare un'occupazione.

La sua situazione non è rara nella regione di Shirak, dove si trova Gyumri. Anche prima della pandemia, la regione aveva uno dei tassi di povertà più alti dell'Armenia — 48.4% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà, secondo la Banca Mondiale.

La situazione è particolarmente grave per i bambini di questa regione, dove circa uno ogni due bambini vive in povertà.

La pandemia ha peggiorato le cose, siccome le restrizioni sui viaggi hanno reso impossibile gli spostamenti per lavoro verso la Russia.

A Maralik, la famiglia Kirakosyan ha perso la sua unica fonte di guadagno durante la pandemia quando le strade per la Russia sono state chiuse. Per Davit, di sette anni, la mancanza di risorse ha significato l'impossibilità di seguire le lezioni online ed è rimasto indietro. Adesso che è in seconda elementare, non sa ancora tutte le lettere dell'alfabeto e non sa né leggere né scrivere.

Vardan Ikilikyan, il capo di Azatan, una delle comunità più grandi nella regione di Shirak, dice che sebbene sia tecnicamente possibile andare in Russia adesso, l'onere dei test PCR e i costi di viaggio elevati implica che le persone sono bloccate in casa.

“Circa il 30% della popolazione di Azatan va all'estero per lavorare, principalmente a Yakutsk, Mosca, Sakhalin, Vladivostok, dove la maggior parte lavora nell'edilizia. A causa del coronavirus, i lavoratori sono stati impossibilitati a partire” ha detto, stimando che circa 300 famiglie sono state colpite solo ad Azatan.

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