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Narrazioni divergenti sull'iniziativa Belt and Road in Grecia e Cina

Immagine di Giovana Fleck, utilizzata dietro autorizzazione dell'autrice

La Grecia è una tappa fondamentale nel Mediterraneo per la strategia cinese Belt and Road Initiative (BRI) [en, come tutti i link seguenti salvo diversa indicazione]. La compagnia di stato cinese COSCO, leader nei servizi di trasporto e spedizioni, controlla il porto greco di Pireo, uno dei più grandi del Mediterraneo. Negli ultimi due decenni, anche gli interessi economici greci e cinesi hanno avviato importanti collaborazioni nei settori dell'energia e delle telecomunicazioni. Ma in questo rapporto affiorano tensioni e battute d'arresto e i media dei due paesi tendono a riportare gli eventi in modo molto diverso.

Un rapporto di marzo 2021 elaborato da un gruppo di esperti greci ha cercato di riportare questa discrepanza. “Relazioni sino-greche nei media greci e cinesi, 2020“, pubblicato dall’Istituto delle relazioni economiche internazionali (IIER) è un'analisi comparativa dei media in Grecia e Cina nel 2020 e all'inizio del 2021, basata su circa 600 articoli. Il materiale è stato prelevato da una serie di importanti media greci (in inglese e greco) e da media cinesi in lingua inglese come Xinhua, China Daily e Global Times. In misura minore, il rapporto si è occupato anche dei contenuti dei social media.

Il Pireo nei media greci e cinesi 

Non sorprende che la maggior parte dei riferimenti alla Cina nei media greci nel 2020 sia legata alla COVID-19 e raramente menzioni le relazioni sino-greche. Tuttavia, il 90% delle notizie sulle relazioni sino-greche nei media greci, che costituivano circa un terzo del totale delle notizie relative alla Cina in Grecia, riguardavano il coinvolgimento della compagnia COSCO con il Pireo. Questo è comprensibile poiché l'investimento della COSCO è probabilmente la parte più importante della BRI in Grecia. Nonostante il sostegno del governo greco per una relazione continua, l'investimento in questione è anche fonte di attriti occasionali tra i due paesi.

Il colosso marittimo cinese possiede il 51% dell'Autorità Portuale del Pireo, [it] la società che gestisce il porto greco. Durante la crisi economica greca negli anni Dieci del XXI secolo, la COSCO è stata vista di buon'occhio dai successivi governi greci, intenzionati a dimostrare di poter attirare con successo investimenti esteri. I funzionari cinesi, d'altra parte, erano (e probabilmente sono ancora) desiderosi di comunicare a livello internazionale che, in Grecia, hanno un partner commerciale affidabile all'interno dell'Unione europea.

In linea di massima, ci sono attualmente due motivi di tensione riguardo al coinvolgimento della COSCO in Grecia. Il primo è che non è riuscita a rispettare i suoi obblighi contrattuali relativi alla consegna degli investimenti. Questi obblighi sono scaduti nell'agosto 2021 e avrebbero consentito alla COSCO di acquisire un'ulteriore quota del 16% nel porto. La società cinese si aspetta comunque di ricevere quel 16%. A seguito di un accordo con il fondo di privatizzazione della Grecia che prevede che la COSCO fornisca una qualche forma di garanzia, la società otterrà probabilmente la sua quota aggiuntiva quest'anno, in attesa dell'approvazione da parte del parlamento greco. Il secondo problema intorno alla presenza della COSCO in Grecia è che in molti, inclusi sindacati, parlamentari dell'opposizione, politici locali, gruppi ambientalisti e imprese, non sono d'accordo con le sue politiche nel Pireo.

Il rapporto dell'IIER sostiene che i media greci, sia favorevoli che contrari alle politiche del governo, tendono a descrivere accuratamente queste tensioni. Mentre la retorica anti-COSCO potrebbe essere più pronunciata nei media dell'opposizione in Grecia, anche i media filo-governativi potrebbero criticare apertamente l'azienda. Un articolo su liberal.gr [el], ad esempio, afferma che anche se la COSCO dovesse acquisire il 100% della società che gestisce il porto, i problemi con la “più ampia comunità imprenditoriale del Pireo” (traduzione di Global Voices) persisterebbero.

Gli sviluppi nel Pireo sono stati riportati positivamente anche dai media greci, dando voce alla prospettiva della COSCO, secondo cui la burocrazia greca è la causa dei ritardi. Ma il rapporto dell'IIER afferma che “non vi è alcun riferimento all'attrito nei media cinesi”, poiché sarebbe “un ‘fastidio’ che influisce negativamente sulla ‘storia di successo’ del Pireo, che è stata costruita meticolosamente negli ultimi dieci anni o giù di lì”.

In realtà, ci sono alcuni riferimenti nei media cinesi in lingua cinese ad alcune delle difficoltà del Pireo, ma sono molto rari. Plamen Tonchev, l'autore dello studio IIER, ha dichiarato a Global Voices che non c'è stato abbastanza tempo per approfondire i media in lingua cinese, ma ha insistito sul fatto che effettivamente i media in lingua inglese sarebbero più pertinenti per comprendere una strategia di comunicazione globale cinese. “Attraverso queste [pubblicazioni] la Cina può diffondere la ridicola impressione che la Grecia e la Cina siano cugine di primo grado perdute da tempo che si godono una felice rimpatriata diversi millenni dopo, nascondendo così alcune delle questioni più spinose della loro relazione”, ha detto.

All'inizio dell'aprile 2021, l'ambasciatrice cinese in Grecia Zhang Qiyue ha annunciato che avrebbe fatto rientro in Cina. Questo evento non sembra essere apparso sulla stampa greca o sui principali mezzi di comunicazione, ma ci sono diversi riferimenti nei siti degli organi di stampa meno noti, incluso in un articolo dello stesso Tonchev. [el]

Sebbene non vi siano indicazioni sul motivo per cui Zhang ha lasciato la Grecia e gli ambasciatori possono abbandonare la loro poltrona per svariati motivi, Tonchev ritiene che sia stata richiamata. Ha dichiarato a Global Voices che dalla mancanza di progressi nell'attuazione degli investimenti obbligatori della COSCO nel Pireo sono derivate tensioni significative, insieme ad altri segnali di un peggioramento delle relazioni sino-greche. “Eventi come questi nel Pireo potrebbero essere la causa scatenante”, ha detto Tonchev. “Ma ci sono diverse questioni, tra cui l'esclusione delle aziende cinesi dalle gare d'appalto per gli investimenti energetici e il rifiuto della Grecia della richiesta cinese di ospitare il vertice 17 + 1 nel 2022″. Nessuno di questi temi, ha aggiunto, è stato affrontato dai media ufficiali cinesi, intenti a promuovere un'immagine di collaborazione armoniosa con la Grecia.

Altro argomento che non compare nei media cinesi intervistati è quello del Golden Visa Program greco, che concede un permesso di soggiorno a un cittadino extracomunitario che abbia effettuato un acquisto di immobili per oltre 250mila euro. I beneficiari del programma sono stati prevalentemente cinesi. I media greci hanno pubblicato informazioni negative sui candidati cinesi che sono stati truffati da intermediari o che hanno dovuto affrontare ostacoli burocratici [el] nel completare i loro acquisti. Ne ha discusso a lungo anche un'inchiesta di Vice, che però non è stata citata nel rapporto dell'IIER. Ma, secondo quel rapporto, il problema non è stato riportato affatto dai media cinesi. L'autore ha approfondito:

A possible explanation for this obvious discrepancy would be that a growing number of Chinese applicants for Golden Visas in Greece and other EU member states are effectively abandoning their country, and this points to an emerging trend in Chinese society that national authorities may not be comfortable to discuss in public.

Una possibile spiegazione a questa evidente discrepanza sarebbe che un numero crescente di richiedenti cinesi della Golden Visa in Grecia e in altri stati membri dell'UE stiano effettivamente abbandonando il proprio paese, e questo indica una tendenza emergente nella società cinese della quale le autorità nazionali potrebbero non sentirsi a proprio agio a discutere in pubblico.

La Cina nei media greci in lingua inglese

Il rapporto dell'IIER sottolinea che i media greci non hanno corrispondenti in Cina. I media cinesi, frattanto, riportano solo il lato positivo delle relazioni sino-greche. Quando Global Voices ha chiesto se ciò potesse comportare punti ciechi per i responsabili politici in Grecia, Tonchev ha affermato che chi ha potere decisionale in Grecia e in Cina non si basa solo sui resoconti dei media.

“Ma non si può escludere che i politici greci possano essere influenzati in certa misura dagli articoli inevitabilmente positivi di Xinhua ripubblicati da Kathimerini più di una volta alla settimana”, ha affermato. “Queste notizie nei media greci in lingua inglese hanno suscitato molte critiche nelle ambasciate straniere ad Atene”.

Tonchev stima che, se il parlamento greco ratifica il nuovo accordo con COSCO nei prossimi giorni, probabilmente la Cina nominerà subito dopo il suo nuovo ambasciatore, in tempo per l'inizio dell’Anno della cultura e del turismo Grecia-Cina. Questo evento sarebbe dovuto iniziare a maggio 2021 ma è stato spostato a settembre [el]. Tra l'altro, il rapporto dell'IIER documenta anche che solo l'1,39% dei media greci sulle relazioni sino-greche tratta i legami culturali.

“Il commercio trai due paesi sta crescendo, ma ci sono meno prospettive di collaborazione in settori diversi da quello delle spedizioni e da quello energetico”, afferma Tonchev.” D'ora in poi è improbabile che le società statali cinesi ottengano grandi contratti della portata del Pireo”, aggiunge. “In questo contesto, le attività culturali, un modo semplice ed economico di coltivare legami, acquisiranno maggiore importanza nei prossimi anni”.


Questo articolo fa parte di un'indagine del Civic Media Observatory sulle narrazioni concorrenti della Belt and Road Initiative cinese e illustra come le società e le comunità abbiano percezioni diverse dei potenziali benefici e danni dello sviluppo guidato dalla Cina. Per ulteriori informazioni su questo progetto e i relativi metodi, clicca qui.

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