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Sfruttamento e abusi su fiumi e canali in Giamaica

Dry River Falls, Giamaica. Foto di Josh Hunter su Flickr, CC BY-NC-ND 2.0.

Questo post è stato pubblicato in origine sul blog di Petchary [en, come tutti i link successivi, salvo diverse indicazioni]. In basso appare una versione riveduta, su gentile concessione dell'autrice.

La Giornata mondiale dei fiumi, celebrata ogni anno la quarta domenica di settembre e istituita da Mark Angelo, da tempo paladino dei fiumi, si sforza di far crescere la consapevolezza pubblica sull'importanza dei fiumi e di incoraggiarne una migliore gestione.

In Giamaica, i fiumi sono creature temporanee — alcuni potrebbero sparire per mesi o addirittura anni a causa della siccità, o trasformarsi in fiumi impetuosi durante le piogge intense rompendo gli argini e causando allagamenti. Alcuni fiumi, soprattutto quelli confinanti con le paludi di mangrovie, sembrano essere regolari, a volte scuri e lenti, altre volte cristallini.

Il tema della Giornata mondiale dei fiumi di quest'anno, corsi d'acqua urbani, non è un bell'argomento per la Giamaica. A Kingston, Montego Bay e altri piccoli paesi costieri, i corsi d'acqua prendono la forma di canali. Spesso adornati da rifiuti, sono spazi sgradevoli dove qualsiasi cosa — o chiunque — potrebbe nascondersi. I residenti li osservano velocemente mentre ci passano accanto in auto, poi distolgono lo sguardo.

Nel 2016, il Jamaica Environment Trust (JET) ha pubblicato un rapporto intitolato “Garbage and the Gully,” incentrato specificatamente sull'inquinatissimo canale South Gully di Montego Bay. Raccomandavano una serie di azioni, incluse pulizia periodica e raccolta di rifiuti, educazione pubblica rivolta alle comunità di imprese locali e rafforzamento delle leggi ambientali esistenti.

JET si è unita a Tourism Enhancement Fund (fondazione per la valorizzazione del turismo), al Parco marino di Montego Bay e ai conservatori ambientali di Yaadie Environmental Conservationists per progettare, costruire e testare una barriera di contenimento dei rifiuti alla foce del canale South Gully come parte del progetto nazionale 2014/15 Clean Coasts per ripulire la costa. Ogni volta che veniva ripulita, si rimuovevano circa 20-40 kg di rifiuti — nella maggior parte buste e bottiglie di plastica. Tuttavia, c'erano problemi con la gestione e la manutenzione, ed è diventato un lavoro troppo duro e costoso da portare avanti.

Uno studio del 2010 stimava che circa il 25–30% dei rifiuti giamaicani viene smaltito in maniera inappropriata, finendo spesso in canali, fogne e fiumi che sfociano in mare. Non meno di 16 canali sfociano nel porto di Kingston. In seguito alle piogge intense, centinaia di bottiglie di plastica galleggiano in acqua, trasportate insieme a tanti altri rifiuti — compresi sacchetti di rifiuti umani — dai canali al porto ormai sofferente da tanto tempo.

Il ministero del governo locale è responsabile della manutenzione e della pulizia dei canali. A marzo, il ministro delle finanze Nigel Clarke ha annunciato un progetto per la pulizia dei canali di Kingston da 320 milioni di dollari giamaicani (2.164.650 dollari statunitensi) chiamato “Gully Intervention Programme.” Tra le altre cose, avrebbe dovuto prevedere l'educazione dei membri della comunità come guardiani ambientali, ma l'iniziativa è stata ritardata a causa dei limiti di budget imposti dalla pandemia di COVID-19. Analogamente, Audley Gordon, direttore esecutivo dell’Autorità nazionale sulla gestione dei rifiuti solidi (NSWMA), in una recente intervista televisiva ha sottolineato che i nuovi 100 camion dei rifiuti previsti non arriveranno molto presto, poiché al momento non ci sono fondi.

Galleggiare su una zattera di bambù sul Rio Grande, a ovest di Port Antonio, in Giamaica. Foto di Kent MacElwee su Flickr, CC BY-NC-ND 2.0.

Nel frattempo, da diversi anni i residenti di Harbour Heights, situata ad Harbour View a sud-ovest di Kingston, vivono nel terrore, con le loro case che vacillano sull'orlo di un canale le cui pareti stanno gradualmente collassando. Nessuno sembrava voler prendersi la responsabilità, nonostante le forti pressioni dei residenti e le interviste ai media. All'inizio dell'anno, sono stati promessi dei fondi e la China Harbour Engineering Corporation (CHEC) doveva riparare le pareti crollate del canale come parte del progetto South Coast Highway Project.

I fiumi giamaicani sono in pericolo anche al di fuori delle aree urbane e non solo perché, come i canali, sono spesso usati come discariche di rifiuti. I fiumi — compreso il Rio Cobre — sono usati e sfruttati a causa dell’inquinamento industriale [it]. Un avvenimento recente ha comportato una massiccia ecatombe di pesci, privando i residenti di cibo, guadagni e acqua potabile, oltre a rovinare la loro salute. L'acqua era talmente inquinata da tossine chimiche che la National Water Commission ha dovuto chiudere l'impianto per diversi giorni. La National Environment and Planning Agency (NEPA) prevede di portare nuovamente in tribunale la società mineraria di bauxite coinvolta nell'incidente, poiché non è la prima volta che accade qualcosa del genere. L'udienza del caso è prevista per ottobre.

I fiumi giamaicani, tuttavia, hanno altri problemi oltre all'inquinamento. Il cambiamento climatico stravolge ancora di più il paesaggio locale, reso peggiore dalle attività umane pericolose per l'ambiente che spesso sono regolate e monitorate in modo inappropriato, e le persone economicamente più svantaggiate solitamente ne subiscono le conseguenze.

Prendete Bull Bay, una comunità a basso reddito nella periferia di Kingston. In un recente articolo sul Jamaica Gleaner, l'amministratrice delegata di JET, Theresa Rodriguez-Moodie, ha descritto la zona come una “zona sacrificale.” L'estrazione di gesso sulle colline sopra le comunità di Nine, Ten ed Eleven Miles per la vicina Caribbean Cement Company si è notevolmente ampliata negli ultimi anni, distruggendo un intero fianco della collina. I membri della comunità sono stati schietti, parlando molte volte del loro problema perché sanno che l'ambiente in cui vivono è altamente vulnerabile e instabile—soprattutto per l'impatto del cambiamento climatico. Vivono con la paura delle tempeste o addirittura delle piogge intense, che trasportano giù tonnellate di limo, sabbia e pietre dalle colline. Durante i recenti acquazzoni causati dalle tempeste tropicali, i residenti cercavano freneticamente di ripulire i detriti del fiume affinché non straripasse e allagasse le loro case.

Un'altra minaccia sempre presente per i fiumi locali è l'estrazione di sabbia, sia legale che illegale. Le varie industrie estrattive hanno devastato il paesaggio e l'ecosistema della Giamaica. Ad esempio, la comunità rurale di Parnassus, a Clarendon, si trova di fronte alla minaccia di una tremenda erosione e del collasso di terreni agricoli di grande valore. L'estrazione di sabbia nel Rio Minho ha causato un'alterazione del corso naturale del fiume. La compagnia coinvolta dichiara di essere autorizzata, e aggiunge che la sabbia del Rio Minho è finita. Si continua ad avere un'ingente richiesta di sabbia nell'industria delle costruzioni sempre in crescita nel paese e la compagnia ha “fatto ricorso all'estrazione della terra.”

Per quanto riguarda lo splendido Rio Grande di Portland, promosso come attrazione turistica, un anno fa la NEPA ha pubblicato degli avvisi di esecuzione all'Agro Expo che stava violando i suoi permessi. L'estrazione di sabbia in questo bel fiume va avanti da anni.

La natura selvaggia del Black River, Giamaica. Foto di Jan Hazevoet su Flickr, CC BY 2.0.

In mezzo a tutta questa distruzione, i giamaicani amano i loro fiumi. Sono spazi per lo svago e per rilassarsi. Amano le cascate appartate del Cane River e di Gordon Town. A loro piace il pittoresco ponte Old Spanish Bridge a St. Mary, luogo di molte feste ed escursioni. Amano arrampicarsi sui massi del fiume Wag Water, nei Giardini botanici di Castleton, popolare per i picnic, e amano addirittura i fiumi imprevedibili come il Black River, il secondo fiume più lungo e ampio dell'isola con la sua gigantesca foresta di mangrovie, i coccodrilli e gli uccelli di palude.

Se una giornata speciale per i fiumi non può risolvere istantaneamente tutti i problemi che affrontano oggi i fiumi del paese, può indurre i giamaicani ad apprezzarli un po’ di più e a monitorare i corsi d'acqua in cerca di segni di salute — o sfruttamento.

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