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Bulgaria: le crisi politiche e sociali responsabili del “disastro COVID-19″

Il personale di sicurezza controlla i pass Covid-19 dei visitatori del Mall of Sofia, 6 novembre 2021. Foto di Ruslan Trad, usata con permesso.

Si potrebbe pensare che la crisi politica, la mancanza di un governo e lo svolgimento delle terze elezioni parlamentari consecutive [en, come tutti i link, salvo diversa indicazione] rappresentino una situazione già abbastanza difficile per la Bulgaria, ma il primo novembre il Paese, che conta una popolazione di quasi 7 milioni, ha registrato un nuovo tragico record di casi COVID-19: oltre 6.000 nuovi casi e più di 300 morti. Con tutta onestà, e quasi certamente come molti altri nel paese, non saprei nemmeno come descrivere il fallimento, la tragedia e la caparbietà che ci hanno portato fino a questo punto.

La Bulgaria presenta il tasso di vaccinazione più basso in Europa, quando la diffusa esitazione a vaccinarsi, alimentata dalla disinformazione e da una campagna di sensibilizzazione poco incisiva, si inserisce tra le turbolenze politiche. Mentre la crisi legata alla Covid continua ad avanzare e colpire, la Bulgaria è in fase di transizione dopo più di un decennio di governo del Primo Ministro Boyko Borisov e del suo partito GERB (Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria). Borisov ha fatto un passo indietro dopo quasi un anno di manifestazioni contro la corruzione, segnate dalla violenza della polizia e dalle intercettazioni telefoniche degli oppositori politici e persino dei manifestanti.

Questa situazioni deleteria è stata preceduta [bg] dagli scandali di impunità legati al Procuratore Generale, Ivan Geshev, per essersi rifiutato di indagare su una serie di politici e uomini d'affari bulgari che erano stati sanzionati dal governo degli Stati Uniti a giugno ai sensi della Legge Magnitsky per corruzione e abuso dei diritti umani. Lo scandalo è diventato uno dei principali argomenti che dividono l'élite politica e, mentre il governo provvisorio ha pubblicato un elenco di 33 aziende e 21 individui collegati ai magnati inseriti nella lista nera, la magistratura non ha ancora preso provvedimenti. Per inciso, la Bulgaria è l'unico stato membro dell'Unione Europea i cui cittadini sono inclusi in questa lista.

Test rapido di Covid-19 offerto ai visitatori del Mall of Sofia, 6 novembre 2021. Foto di Ruslan Trad, usata con permesso.

Sebbene la Bulgaria abbia inizialmente reagito prontamente prendendo misure severe contro la COVID-19 nel marzo 2020, la successiva gestione della pandemia da parte di Borisov ha attirato aspre critiche in quanto il Paese è stato gravemente colpito durante i mesi autunnali dopo un allentamento delle restrizioni nel corso dell'estate. I ministri ad interim nominati dal presidente Rumen Radev, con cui Borisov ha avuto una lunga faida, non se la sono cavata meglio: le statistiche sono cupe. 3117 persone in Bulgaria che erano risultate positive al Covid-19 sono morte nell'ottobre 2021 e sale a 100.330 il numero di nuovi casi in un solo mese, come riporta il Sofia Globe. Novembre può rivelarsi ancora più arduo con tutte le proteste contro le misure in corso.

Al momento della stesura di questo articolo, tutto il territorio della Bulgaria rientra già nelle cosiddette “zone rosso scuro”, poiché i casi di infezioni da Covid hanno superato gli 800 ogni 100.000 persone. È previsto un lockdown parziale qualora il numero di nuovi casi aumentasse al livello di 1.000/100.000, una realtà già esistente in alcune delle province della parte occidentale del Paese, compresa la capitale.

Nuovi decessi giornalieri confermati di Covid-19 per milione di persone, media mobile di sette giorni per Bulgaria, Unione europea ed Europa. Grafico di Our World in Data, CC BY 4.0.

Sullo sfondo di una crescente disinformazione e diffusione di fake news, a partire dall'inizio di novembre ci sono più di 7000 persone ricoverate. Nella maggior parte dei comuni, non ci sono letti di terapia intensiva (ICU) disponibili. Un medico che lavora in uno dei più affollati reparti COVID-19 di Sofia mi ha riferito in data 28 ottobre:

“Ruslan, I don't know when I will return home – probably not this week.”

“Ruslan, non so quando tornerò a casa… Probabilmente non questa settimana”.

Mentre i ristoratori protestano contro i certificati COVID-19, nelle campagne della Bulgaria la situazione è grave, non essendoci letti disponibili in molti ospedali.

Nella parte nord-occidentale del Paese, nelle province di Vidin, Montana, Vratsa e Lom, c'è una mancanza di personale ospedaliero. Lungo le strade si vedono spesso ambulanze che corrono verso gli ospedali regionali. La situazione è simile in altre parti della Bulgaria. Tuttavia, la maggior parte della gente è ancora contraria alle vaccinazioni.

Mia cugina è un medico vicino a Tarnovo, ha già 70 anni e lavora ancora. Sì, la Bulgaria ha bisogno di far vaccinare più persone, i medici stanno soffrendo.

Alla crisi contribuisce, come già accennato, la situazione politica, in quanto il Paese si è ritrovato costantemente in bilico tra le varie elezioni per più di un anno. C'è un'intensificazione delle fake news (notizie false) e della disinformazione, tra cui decine di siti fasulli e account di social media che utilizzano informazioni personali rubate dei medici [bg]. Sono in corso numerose indagini, ma finora non ci sono risultati chiari. I partiti politici non stanno prendendo posizioni decisive sulla vaccinazione in questo momento cruciale e, secondo i medici con cui ho parlato, possiamo già parlare di “un disastro COVID-19″.

Invece di creare una campagna congiunta per spiegare la situazione e perché sia importante vaccinarsi, i politici di tutti i colori dello spettro politico sembrano fare a gara nel tacere o esprimere dichiarazioni dubbie. Con l'avvicinarsi delle elezioni parlamentari e presidenziali del 14 novembre, nessuno dubita che queste posizioni rimarranno le stesse, per paura di perdere elettori. Si prevede una bassa affluenza alle urne, alimentata da un senso di malessere e frustrazione generale, a cui si aggiunge inevitabilmente la crisi del Covid.

“Ogni giorno la Bulgaria perde l'equivalente di un incidente aereo”. La Bulgaria ha il più alto tasso di mortalità del mondo, eppure i suoi leader non sembrano voler fare nulla a riguardo, specie in vista delle elezioni di novembre.

La mia ultima per @euronews: https://t.co/RPfSnKLRfd

Inoltre, uno dei sindacati di polizia ha annunciato il mese scorso di essere contrario all'introduzione dei certificati COVID-19. La polizia insiste su una campagna di sensibilizzazione e un “periodo di grazia”, ma solo il 30% degli agenti di polizia è stato vaccinato finora.

Lo sfruttamento della crisi della Covid per ottenere vantaggi politici ha portato a manifestazioni ben più gravi. Alla fine di ottobre, il ministro dell'istruzione ad interim Nikolai Denkov è stato aggredito [bg] dai sostenitori del partito politico ultra-nazionalista Vazrazhdane (Revival), una delle principali forze dietro le proteste contro le misure per la COVID-19. Fortunatamente, il ministro non è stato ferito gravemente, ma il caso è indicativo delle tensioni e di come una crisi irrisolta possa portare a gravi conseguenze.

I sostenitori di Vazrazhdane, il cui leader è anche un candidato presidenziale ed è accusato di avere forti legami con il Cremlino, spesso si avvalgono del malcontento sociale per ottenere visibilità. Per esempio, l'attacco al ministro Denkov è avvenuto durante una protesta dei medici.

Un altro gruppo nazionalista è ugualmente coinvolto nel provocare tensioni sociali sullo sfondo della crisi della COVID-19. Almeno un centro di vaccinazione è stato attaccato nei mesi scorsi, mentre i medici sono stati minacciati per aver fatto il loro lavoro.

Il gruppo paramilitare bulgaro “BNO Shipka” ha attaccato e chiuso un punto di vaccinazione a Varna, Bulgaria, oggi (https://t.co/w43oy1zbKm). Un paio di anni fa @ruslantrad & @avramovok hanno pubblicato un articolo sulle “ronde” di questa organizzazione contro i migranti.

Nel frattempo, il prezzo del mercato nero per un certificato di vaccinazione falso o un test PCR negativo ha recentemente raggiunto i 350 euro. A settembre, il prezzo era tra i 200 e i 300 euro, come riportato da Balkan Insight.

Il Portogallo, il paese più vaccinato dell'UE, ha un tasso di mortalità per covid a 14 giorni dello 0,6.
La Bulgaria, il paese meno vaccinato dell'UE, ha un tasso di mortalità per covid a 14 giorni del 26,5. #COVIDVaccine #COVID19

L'intera situazione è indicativa dei problemi sociali della Bulgaria sviluppatisi nel corso degli anni senza ricevere la necessaria attenzione, non solo dall'interno ma anche dall'esterno.

Un negozio bulgaro che richiede l'uso del Green Pass, il certificato digitale Covid dell'UE, a Sofia, Bulgaria, 6 novembre 2021. Foto di Ruslan Trad, usata con permesso.

La mancanza di una vita politica di qualità influenza anche l'apatia generale e la riluttanza della gente a rispettare le raccomandazioni che provengono dalle istituzioni e dal governo. Il declino della fiducia nei leader, nei politici e nelle autorità si riflette attualmente nell'atteggiamento verso la crisi del COVID-19. Come hanno commentato [bu] diversi analisti, alcuni dei legami sociali tra le persone stanno cadendo a pezzi a causa della divisione polare su una serie di argomenti, e questa è una delle peggiori conseguenze della crisi.

Tuttavia, ci sono alcuni buoni esempi. I sindaci dei comuni stanno facendo tutto il possibile per incoraggiare i residenti a vaccinarsi e alcuni ci stanno riuscendo [bg]. Le organizzazioni stanno cercando di consegnare cibo e beni di prima necessità ai medici nei reparti di terapia intensiva; alcune lo fanno in modo del tutto volontario.

Se ci sarà un qualsiasi sviluppo positivo, non sarà per via della situazione del Paese, ma nonostante essa, grazie agli sforzi dei singoli cittadini coscienziosi.

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