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Pochi giorni dopo gli accordi della COP26 le autorità indonesiane rinnegano l'impegno contro la deforestazione

A scene of deforestation in Indonesia.

Una scena di deforestazione nella Provincia Riau Province di Sumatra, Indonesia. Foto di The Rainforest Action Network. CC BY-NC 2.0

La Conferenza dell'ONU sui Cambiamenti Climatici (COP 26) [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], la più ampia conferenza sul clima dell'anno, ha riunito politici, ambientalisti ed attivisti di tutto il mondo, tutti desiderosi di creare soluzioni concrete e di impatto per la lotta alla crisi climatica. Una di tali soluzioni è stato l'impegno a terminare la deforestazione entro il 2030, come annunciato il 2 novembre a firma di 131 nazioni. Una di queste era l'Indonesia, dove si trova circa un terzo delle foreste pluviali del mondo.

Meno di due giorni dopo l'annuncio dell'accordo, le autorità indonesiane sembrano pronte ad uscirne.

La Ministra dell'Ambiente e delle Foreste, Siti Nurbaya Bakar, ha respinto il programma come  “inappropriato e scorretto” ed ha condiviso la propria opinione su Twitter.  

Memaksa Indonesia untuk zero deforestation di 2030, jelas tidak tepat dan tidak adil. Karena setiap negara memiliki masalah-masalah kunci sendiri dan dinaungi Undang-Undang Dasar untuk melindungi rakyatnya.

— Siti Nurbaya Bakar (@SitiNurbayaLHK) November 3, 2021

Forzare l'Indonesia ad una deforestazione zero nel 2030 è chiaramente inappropriato e scorretto. Perchè ogni Paese ha i suoi problemi chiave ed una Costituzione a cui appoggiarsi per proteggere il proprio popolo. 

Bakar ha continuato evidenziando come, nelle regioni sottosviluppate, un divieto alla deforestazione potrebbe significare isolamento continuato, in quanto non si potrebbero rimuovere alberi per la costruzione di strade od altre infrastrutture. Ha asserito che il contesto indonesiano è piuttosto differente da quello del Regno Unito, dell'Europa o dell'Africa, per cui non dovrebbe venire impegnato dagli stessi standard.

Ha inoltre lodato l'aumento dei progetti di sviluppo durante il mandato del Presidente  Joko Widodo, dicendo che: “il massiccio sviluppo dell'era (del Presidente Joko Widodo) non deve venire fermato in nome delle emissioni di carbone o della deforestazione.”

Tutti i suoi commenti sono disponibili in inglese su questo post Facebook

Anche il vice ministro degli esteri del Paese, Mahendra Siregar, ha preso una posizione simile ed è sembrato asserire [id] che l'accordo avesse lo scopo di bloccare completamente la deforestazione, affermando che “non c'è assolutamente nessun rimando alla fine della deforestazione entro il 2030″ nell'impegno. Ha inoltre enfatizzato  l'importanza di dare priorità all'economia: “al ritmo della globalizzazione dobbiamo assicurarci che la nostra posizione nella catena mondiale di forniture sia idonea ad ottenere benefici economici”, facendo così intendere che l'Indonesia avrebbe focalizzato i propri sforzi più sulla “gestione della deforestazione” che sulla sua prevenzione.

Il programma multimiliardario di deforestazione incanalerà le risorse verso la fine della deforestazione industriale. L'Indonesia riceverà circa 405 milioni di dollari per sostenere “ulteriori azioni future di trasformazione nelle aree interconnesse di produzione sostenibile e di consumo; sviluppo delle infrastrutture; investimenti al commercio; sostegno per i piccoli proprietari, le popolazioni indigene e le comunità locali, che dipendono dalle foreste per vivere ed hanno un ruolo chiave nella loro amministrazione.”

Reazioni dei cittadini

Subito dopo i tweet di Siti e l'apparente retromarcia del governo, sono apparse critiche sui social media per deridere la decisione.

Signore e signori, benvenuti nell'amministrazione Jokowi! Daremo priorità allo sviluppo rispetto alla prevenzione della deforestazione, come dichiarato dal Ministro allo Sviluppo.

Se  distruggiamo il mondo, come potremo lamentarci quando arriveranno le inondazioni e gli altri disastri naturali?

L’ hashtag #MosiTidakPercaya (mozione di sfiducia) sta facendo tendenza sui social media indonesiani, poiché in molti hanno espresso stupore per la retromarcia governativa.

Kiki Taufik, capo della campagna per le foreste di Greenpeace's Indonesia, ha detto “L'asserzione ci delude profondamente ed è assolutamente in contrasto con la dichiarazione.”

Il 5 novembre Batu City ha vissuto inondazioni mortali a seguito delle quali cinque persone sono risultate disperse.  Taufik si è rivolto a Twitter per esprimere la sfiducia al governo che, di fronte al numero crescente di disastri climatici, desidera comunque privilegiare l'economia all'ambiente [id]:

Spero che le vittime dell'inondazione siano salve e vengano presto ritrovate. La sig.ra. @SitiNurbayaLHK, ministra dell'Ambiente e delle Foreste, continuerà a permettere la deforestazione a favore dello sviluppo massiccio nell'era di  @jokowi? Quanti disastri dovremo ancora aspettare per svegliarci e smettere di distruggere le foreste?#Mozionedisfiducia

Deforestazione in Indonesia

Indonesia, Brasile e Congo contano con l'85 per cento della deforestazione globale.

Secondo  Hans Nicholas Jong di Mongabay News, “il Paese ha perso 115,459 ettari (285,300 acri) di foresta nel 2020, un'area pari a Los Angeles.” Questo è stato il tasso di deforestazione più basso dagli anni '90, ed è dovuto in larga parte alla crescita di regole stringenti di deforestazione da parte del governo. Ciononostante si deve tenere presente che circa il 73% della deforestazione in Indonesia avviene illegalmente, senza il controllo del Governo.

Nell'ottobre 2020 sono scoppiate proteste in tutto l'arcipelago dopo la proclamazione, da parte delle autorità, della Omnibus law, ampiamente impopolare, che molti hanno visto come uno sforzo di dare impulso all'economia a spese dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente. La legge ha rimosso diverse protezioni ambientali e reso più semplice lo sviluppo di foreste e prati da parte di investitori locali ed esteri.

Nonostante queste battute di arresto, il Paese ha definito diversi obiettivi ambiziosi in merito al clima, tra i quali trasformare la propria foresta in un bacino carbonifero entro il 2030, ridurre la deforestazione ed aumentare la riforestazione, e sviluppare l'indipendenza dal carbone entro il 2070. Anche se gli esperti dicono che sarà difficile che questi obiettivi vengano mantenuti.

La maggior parte della deforestazione in Indonesia avviene per liberare terreno per le piantagioni di olio di palma — la principale esportazione del Paese. Le piantagioni di olio di palma sono famigerate per la distruzione di ecosistemi fragili, dislocando comunità locali, inquinando l'ambiente e causando incendi incontrollabili a causa dei metodi “taglia e brucia” illegali adottati per liberare terreno.

In una relazione del giugno 2021, Human Rights Watch ha rilasciato un rapporto criticando il governo indonesiano che permette alle compagnie di olio di palma di devastare l'ambiente. Dichiara:

The Indonesian government is failing to protect the rights of communities living on or near peatland converted to commercial agriculture. It is also permitting the widescale destruction of one of the world’s most important carbon sinks.

Il governo indonesiano sta fallendo nel proteggere i diritti delle comunità che vivono sulle o vicino alle torbiere trasformate in agricoltura commerciale. Sta anche permettendo la distruzione su larga scala di uno dei bacini carboniferi più importanti del mondo.

Il rapporto prosegue consigliando alla nazione di effettuare un controllo più stringente sullo sviluppo illegale dell'olio di palma.

The national land agency in conjunction with the Presidential National Agrarian Reform Team should investigate and sanction any palm oil company that fails to meaningfully consult and compensate affected communities,” Nnoko-Mewanu said. “Indonesia is harming the rights of people in those communities, and exacerbating climate change. Everyone suffers when the government fails in its oversight.

L'Agenzia Nazionale per il Territorio, insieme alla Squadra Nazionale Presidenziale per la Riforma Agraria, dovrebbe investigare e sanzionare qualsiasi compagnia di olio di palma che non coinvolga significativamente e compensi le comunità interessate” ha detto Nnoko-Mewanu. L'Indonesia sta danneggiando i diritti della gente di queste comunità ed esacerbando i cambiamenti climatici. Tutti soffrono quando il governo fallisce nella sua opera di sorveglianza.

Mentre l'Indonesia fatica a bilanciare lo sviluppo e la protezione ambientale, molti attendono di vedere se il programma ONU per ridare vita alle foreste pluviali mondiali possa essere efficace senza la piena collaborazione della nazione.

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