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Anaís Córdova: «In Ecuador viviamo sotto costante videosorveglianza»

Montaggio realizzato da Global Voices.

Nell'attuale governo di Guillermo Lasso, che ha assunto la presidenza quasi un anno fa, non ci sono state notizie giornalistiche sulle pratiche di videosorveglianza in Ecuador. Tuttavia, un recente rapporto [es, come tutti i link successivi, salvo diverse indicazioni] dell'organizzazione non governativa Access Now individua le tendenze di videosorveglianza di massa in America Latina, includendo un capitolo su questo paese. 

Il rapporto denuncia la non trasparenza dello stato ecuadoriano per quanto riguarda l'uso delle tecnologie di riconoscimento facciale, le loro acquisizioni da società internazionali e l'assenza di un quadro giuridico per regolamentare la vigilanza. Mette in discussione anche la narrazione secondo cui la sorveglianza di massa è utile nella lotta alla criminalità.

Nell'aprile 2019, l'allora presidente ecuadoriano Lenin Moreno disse che il Servizio di Sicurezza ECU 911, un servizio di risposta immediata alle emergenze nazionali, era stato utilizzato in maniera perversa per attività di spionaggio durante il precedente governo di Rafael Correa. Subito dopo evidenziò che tali pratiche non fanno più parte del suo governo, una questione che la sua ministra dell'Interno, María Paula Romo, ha rimarcato: “l'accesso alle informazioni delle persone si usa solo per motivi di sicurezza.”

Anaís Córdova ha fatto parte del gruppo di ricerca di Access Now con LaLibre.Net, un'organizzazione che si occupa di tecnologie di comunità, per trattare la sezione sull'Ecuador. L'intervista che segue con Anaís Córdova è stata modificata per maggiore chiarezza.

CF: Quali risultati ha prodotto la ricerca per il caso dell'Ecuador? 

AC: Lo primero es que todo el tiempo se está legitimando que, la videovigilancia y todos los sistemas de vigilancia del ECU 911, es decir, de todos los sistemas integrados que hacen la vigilancia en el Ecuador, genera seguridad. Una de las conclusiones que están claras de nuestro estudio es que la seguridad no pasa por cuántas cámaras existen. No existe ningún tipo de prueba que diga que habrá mayor seguridad ciudadana mientras existan más cámaras. No existe una reducción del crimen, ni prevención de muertes violentas que esté relacionada con la cantidad de cámaras. Lo que sí existe es una persecución a defensores y defensoras de la naturaleza, de los derechos humanos, que es legitimada a través de la idea de que va a ver más seguridad ciudadana. 

Entonces frente a eso hay un panorama, por un lado, bastante complejo porque significa que tenemos que pensar qué es la seguridad y cómo se construye la seguridad ciudadana, que siempre ha estado justificado por el hecho de que mientras más tecnología o más armas se va a lograr mayor seguridad y eso clara e históricamente nos demuestra que no es así. 

Por otro lado, los millones de dólares que se están gastando en videovigilancia, en tecnologías de reconocimiento facial, como es el caso ecuatoriano, es cada vez mayor. Entonces, cuando pensamos nuestra idea de que el reconocimiento facial sucede en películas futuristas o que el reconocimiento facial sucede en países entre comillas más desarrollados, con este estudio nosotros lo que básicamente entendemos es que eso no es real, todos los ecuatorianos y ecuatorianas estamos viviendo una constante videovigilancia. 

AC: Il primo è la legittimazione costante del fatto che la videosorveglianza e tutti i sistemi di vigilanza di ECU 911, ossia tutti i sistemi integrati che si occupano di vigilanza in Ecuador, servano per la sicurezza. Una delle chiare conclusioni del nostro studio è che la sicurezza non passa dal numero di telecamere esistenti. Non esiste nessuna prova secondo la quale si avrà maggiore sicurezza per i cittadini se ci saranno più telecamere. Non esiste una riduzione del crimine né una prevenzione delle morti violente legata alla quantità di telecamere. Quello che esiste è invece una persecuzione nei confronti dei difensori della natura e dei diritti umani, legittimata dall'idea che si avrà maggiore sicurezza per i cittadini.

Quindi, da un lato c'è uno scenario abbastanza complesso perché questo vuol dire che dobbiamo pensare a cos'è la sicurezza e a come costruire la sicurezza cittadina, sempre giustificata dal fatto che con più tecnologia e più armi si raggiunge una maggiore sicurezza e questo storicamente ci dimostra che non è così.

Dall'altro lato, i milioni di dollari spesi in videosorveglianza e in tecnologie di riconoscimento facciale, come nel caso dell'Ecuador, sono sempre di più. Quindi, quando pensiamo che il riconoscimento facciale sia qualcosa che succede nei film futuristi o nei paesi tra virgolette più sviluppati, con questo nostro studio comprendiamo fondamentalmente che questo non è reale, tutti gli ecuadoriani e le ecuadoriane sperimentano una videosorveglianza costante.

CF: Nelle richieste per l'accesso all'informazione pubblica avete trovato prove di violazione dei diritti contro dirigenti di società o di organizzazioni?

AC: Bueno, creo que está bastante claro que la videovigilancia en el Ecuador empieza realmente con el sistema de ojos de águila en el 2002. Empezamos a ver que después existe como otro momento con el uso de la videovigilancia y se empieza a comprar un montón de equipos entre el 2010 y 2014 en el gobierno de Rafael Correa. 

Durante el gobierno de Rafael Correa y posterior a este, las imágenes del ECU 911 han mostrado, y hay varias noticias que lo prueban aquí, que se ha utilizado la información de movimiento sobre todo para hacer seguimiento de personas que no fueron afines al gobierno de ese momento. Por ejemplo, algo que tenemos claro es que se ha utilizado sobre todo videovigilancia y sensores de telefonía celular para entender en qué lugares y territorios se encuentran defensores de la naturaleza en el territorio ecuatoriano. Sobre todo, personas que eran muy cercanas al tema del [Yasuní] ITT [N. de E.: Se refiere al colectivo Yasunidos, una iniciativa ciudadana que se opuso a la decisión de Rafael Correa para explotar el petróleo de la biosfera del Yasuní]. Ahí hubo persecución, igualmente hubo persecuciones políticas a personas que no estaban a favor del gobierno. 

AC: Beh, credo che sia abbastanza chiaro che la videosorveglianza in Ecuador sia cominciata realmente con il sistema “Ojos de Águila” (un sistema di videocamere di sorveglianza) nel 2002. Iniziamo a vedere che, successivamente, esiste un altro momento relativo all'uso della videosorveglianza e si cominciano ad acquistare molte attrezzature tra il 2010 e il 2014, con il governo di Rafael Correa.

Durante questo governo e dopo di esso, le riprese di ECU 911 hanno dimostrato, e varie notizie lo confermano, che le informazioni di movimento sono state utilizzate soprattutto per il pedinamento di persone contrarie al governo di allora. Ad esempio, abbiamo ben chiaro che si è fatto ricorso soprattutto alla videosorveglianza e ai sensori dei cellulari per capire dove si trovano i difensori della natura nel territorio ecuadoriano. Soprattutto, persone molto vicine al tema [Yasuní] ITT [NdE: si riferisce al collettivo Yasunidos, un'iniziativa dei cittadini che si erano opposti alla decisione di Rafael Correa di sfruttare il petrolio della biosfera del parco nazionale Yasuní]. In quel caso si ebbe una persecuzione, ci furono anche persecuzioni politiche nei confronti di gente che non era a favore del governo.  

CF: Secondo la ricerca, che tipo di tecnologie e da quali paesi vengono acquistate queste attrezzature?

AC: Bueno, las tecnologías, principalmente, que compra Ecuador provienen de Hikvision de China, Axis de Suecia, Verint de Israel y Estados Unidos. Estas son las tres principales. Creo que es muy importante que pongamos un ojo sobre quiénes son estas empresas, sobre todo, Hikvision y Verint por los escándalos que han tenido anteriormente. 

Hikvision, que es de China, tiene un software que hace un reconocimiento facial, almacena los datos y parece que hay un almacenaje extra de datos. Eso implica que hay algún lugar en el que esos datos están siendo almacenados, por un lado. Por otro lado, esta tecnología fue desarrollada en campos de concentración en China. Ese es un juicio que está constantemente abierto contra China por el desarrollo de esta tecnología en ámbitos de violencia. Hay una organización que se encarga todo el tiempo de hacer las demandas a Hikvision y hace constantes seguimientos de dónde viene su tecnología y cómo se está produciendo y qué es lo que está cambiando con respecto al reconocimiento facial. 

Por otro lado, Verint que es de Israel y Estados Unidos. Esta empresa está más desarrollada en tecnología de guerra. Entonces, el hecho de que Ecuador esté comprando esas tres marcas, Suecia, Israel y China nos habla sobre ciertos acuerdos también geopolíticos con respecto a quién se le está dando información, quién le está proveyendo esto. Las empresas no entran ilusamente. Estas llegan, hacen pruebas, regalan unas cuantas cámaras; después de eso vuelven, negocian. Al parecer, dentro del gobierno de Correa hubo varios momentos donde Hikvision hizo entregas entre comillas gratuitas de cámaras que ahora ya se ven claramente reflejadas en compras, están en lugares tan lejanos como el gobierno local de Shushufindi, una ciudad dentro de la amazonía ecuatoriana. Si bien es una ciudad por donde pasa el petróleo y hay negocios petroleros, tiene una cantidad de cámaras absurda en relación al número de ciudadanos y ciudadanas. 

AC: Beh, le tecnologie principalmente acquistate dall'Ecuador provengono da Hikvision della Cina, Axis della Svezia, Verint di Israele e Stati Uniti. Queste sono le tre principali. Credo che sia molto importante fare attenzione a chi sono queste imprese, soprattutto Hikvision e Verint, per gli scandali passati.

Hikvision, prodotta dalla Cina, ha un software che esegue il riconoscimento facciale, archivia i dati e sembra che ci sia un'archiviazione extra dei dati. Da un lato, ciò implica l'esistenza di un luogo in cui i dati vengono archiviati; dall'altro, questa tecnologia è stata sviluppata nei campi di concentramento della Cina. È un processo sempre aperto con la Cina a causa dello sviluppo di questa tecnologia in ambiti violenti. C'è un'organizzazione incaricata di fare domande a Hikvision e osserva costantemente da dove proviene la sua tecnologia, come viene prodotta e cosa sta cambiando per quanto riguarda il riconoscimento facciale.

Poi c'è Verint, prodotta da Israele e Stati Uniti. Questa società è maggiormente avanzata in tecnologia di guerra. Dunque, il fatto che l'Ecuador sia acquistando da questi tre paesi – Svezia, Israele e Cina – ci parla di certi accordi anche geopolitici rispetto a chi sta dando loro informazioni o a chi fornisce loro questi strumenti. Le società non entrano illusoriamente. Arrivano, fanno delle prove, regalano alcune videocamere; poi tornano, fanno affari. Apparentemente, nel governo di Correa ci furono vari momenti in cui Hikvision consegnò videocamere “gratuitamente” che ora si riflettono già in modo chiaro negli acquisti, si trovano in posti così lontani come il governo locale di Shushufindi, una città nell'Amazzonia ecuadoriana. Anche se è una città dove passa il petrolio e nella quale ci sono imprese petrolifere, possiede una quantità assurda di videocamere in relazione al numero di cittadini e cittadine.

CF: Perché l'insistenza di queste tecnologie di sorveglianza da parte dei governi se è risaputo che non ci sono prove decisive della loro efficacia per combattere il crimine? Perché credi che succeda questo, dopo tutto quello che hai studiato e analizzato con La Libre per Access Now?

AC: Existe una idea mesiánica sobre la tecnología: va a salvarnos de algo. Lamentablemente, ese algo no sabemos qué es. Esta idea que se tiene alrededor de la tecnología implica quitar las caras de quiénes son los verdaderos responsables. 

Históricamente la tecnología ha sido desarrollada por alguien, manejada por alguien. Existe una empresa que es quien está vendiendo la tecnología y al poner la responsabilidad en una cámara, al poner la responsabilidad en una máquina que, por ejemplo, saca petróleo, es más fácil decir ahí está la responsabilidad y no quienes están detrás de esa cámara o detrás de esa máquina […]

Hay una idea sumamente patriarcal de que mientras más armas y más violencia, entonces, vamos a resolver rápidamente los problemas. Es mucho más difícil pensar en comunidad: cómo vamos a resolver realmente los problemas de inseguridad, organizarse a nivel de vecindario. No en función de la violencia sino en función del bienestar. Dentro de este sistema nada está pensado en el bienestar sino más bien en el sentido del beneficio económico y la violencia.

Esiste un'idea messianica sulla tecnologia: ci salverà da qualcosa. Purtroppo, non sappiamo cos'è questo “qualcosa”. Questa idea che ruota attorno alla tecnologia implica la cancellazione dei volti dei veri responsabili.

Storicamente, la tecnologia è stata sviluppata da qualcuno, adoperata da qualcuno. Esiste una società che vende la tecnologia e, affidando la responsabilità a una videocamera o a un macchinario che, per esempio, estrae petrolio, è più semplice dire che la responsabilità è di quello strumento o di quella videocamera e non di coloro che agiscono dietro di esso […]

Vi è un'idea profondamente patriarcale secondo la quale, con più armi e più violenza, risolveremo rapidamente i problemi. È molto più difficile pensare in termini di comunità: come risolviamo davvero i problemi di insicurezza, organizzarsi a livello di quartiere non in funzione della violenza ma del benessere. Dentro questo sistema nulla è pensato per il benessere quanto piuttosto per un ritorno economico e per la violenza.

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