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Filippine: figlio dell'ex dittatore in testa sugli spogli elettorali, scoppiano proteste

Manifestanti denunciano i brogli elettorali nelle Filippine. (‘Comelec palpak’ significa “Il Comelec è un fallimento). Foto da un post Twitter di Altermidya, utilizzata previo consenso.

Dai dati parziali degli spogli della Commissione delle Elezioni (Comelec), l'ex Senatore Ferdinand Marcos Jr. potrebbe vincere le elezioni presidenziali nelle Filippine. Dal giorno successivo le elezioni del 9 maggio, e alla luce di questa apparente vittoria, in tutto il paese i manifestanti [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] si sono riversati nelle strade per protestare contro Marcos e Sara Duterte, sindaco di Davao City, anche lei attiva nella corsa presidenziale.

Marcos è il figlio dell'ex dittatore Ferdinand Marcos, il cui regime è durato dal 1965 fino alla sua deposizione avvenuta nel 1986. La famiglia Marcos è stata accusata di appropriazione indebita per diversi milioni di dollari durante gli anni del regime. Il Sindaco Duterte, invece, è la figlia dell'attuale presidente in carica Rodrigo Duterte.

Definite dalle autorità come “sicure” e “pacifiche”, le elezioni del 9 maggio hanno tuttavia riportato diverse irregolarità sul processo di voto in diverse aree del paese. Il custode delle elezioni Kontra Daya, ha riportato segnalazioni di un gran numero di irregolarità. In particolare, il giorno delle elezioni alcuni dei macchinari destinati al conteggio dei voti sono risultati difettosi:

Kontra Daya maintains that the massive amount of reports recieved this year only serves to prove the failure of the automated election system in guarding the sanctity of the ballot.

It is difficult for voters to be confident in election proceedings marred by machine errors and breakdowns, as these cast doubt on the capacity of the machine to count their votes.

Kontra Daya sostiene che l'enorme quantità di segnalazioni ricevute quest'anno non è altro che la dimostrazione del fallimento del sistema elettorale automatizzato evidentemente non in grado di proteggere la santità del voto.

È difficile per gli elettori avere fiducia in procedure elettorali inficiate da errori e guasti alle macchine e che gettano ombra sulla reale capacità di tali macchine di contare correttamente i voti.

Questo dato ha inoltre dimostrato che gli errori riscontrati in molti macchinari elettorali (Macchine Conta Voto or VCM) siano molto più numerosi rispetto a quanto avvenuto nelle precedenti elezioni:

SEGNALAZIONE: i guasti sui VCM nelle elezioni 2022 sono peggiorati se paragonati alle precedenti.

Il leader dell'opposizione e Vice Presidente Leni Robredo, in corsa anche lui con Marcos alle presidenziali, ha espresso preoccupazione per tali segnalazioni. Ha assicurato agli elettori che il suo team è già al lavoro per risolvere le anomalie riguardo il conteggio e la trasmissione dei voti.

Quando il dato non ufficiale del Comelec ha indicato in testa Marcos e Duterte, i sostenitori di Robredo hanno protestato chiedendo chiarezza sui risultati e, considerato l'elevato numero di irregolarità legate ai voti, accusando di cattiva gestione il comitato elettorale.

Tra i manifestanti contro la candidatura di Marcos e Duterte figuravano anche veterani e gruppi per i diritti umani. Tra questi ultimi, il gruppo Karapatan ha affermato che Marcos ha utilizzato fondi illeciti per ritornare al potere e redimersi dai peccati commessi da suo padre e dalla sua dittatura:

Marcos Jr. has not only refused to publicly acknowledge the crimes of his father and his family’s role as direct beneficiaries of such crimes: he has whitewashed, even legitimized, the atrocities of his father’s dictatorship. He and his family have refused to return all the looted public funds and assets they amassed for private gain during his father’s dictatorial rule.

Marcos Jr. non si è solo rifiutato di riconoscere pubblicamente i crimini commessi da suo padre e come la sua la sua famiglia sia stata diretta beneficiaria di tali crimini, ha ripulito e addirittura legittimato le atrocità della dittatura. La sua famiglia si è rifiutata di rinunciare ai fondi pubblici acquisiti illegalmente e ai privilegi accumulati durante il regime dittatoriale.

Karapatan e altri attivisti hanno dichiarato che con la sua campagna elettorale Marcos ha manipolato l'opinione pubblica diffondendo false informazioni sulle ultime azioni della dittatura di suo padre, sottolineando come i precedenti governi non abbiano mai ritenuto responsabile la famiglia Marcos del dilagare della violenza umana nelle Filippine negli anni della Legge Marziale.

Il 10 maggio in tutto il paese sono sorte proteste contro la candidatura di Marcos. Sotto la guida di giovani attivisti alcune di queste proteste hanno avuto luogo nelle province di Cebu, Isabela (North Luzon), Zamboanga (Mindanao Island), Nueva Ecija, Davao City (città di Duterte) e Naga City (città di Robredo).

Nella capitale Manila centinaia di manifestanti si sono riuniti dinanzi agli uffici Comelec per denunciare la frode in atto nelle recenti elezioni. Troy Matavia, al voto per la prima volta, è stato intervistato dal quotidiano online Bulatlat sulle motivazioni che lo hanno spinto ad unirsi a loro:

I need to express my sentiments so I joined the protest for the first time. I feel like I need to do something and there is an urgency for the Filipino people to show up and stand for their rights.

Avevo bisogno di esprimere il mio risentimento e per questo mi sono unito per la prima volta ad una protesta di questo tipo. Sento di dover fare qualcosa e che è arrivato il momento per i cittadini delle Filippine di lottare per i propri diritti.

Dopo aver protestato presso gli uffici Comelec, la folla ha continuato a marciare con gli slogan contro il reinsediamento di Marcos in un vicino parco.

ULTIM'ORA: I manifestanti marciano verso Liwasang Bonifacio dopo il presidio dinanzi al COMELEC. Qui il video completo dell'entità di questa protesta.

Il Congresso delle Filippine renderà pubblico il conteggio ufficiale dei voti delle elezioni presidenziali e vice-presidenziali il 27 maggio proclamandone i vincitori.

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