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La tribù indiana Mising vive in abitazioni tradizionali resistenti alle inondazioni per adattarsi ai cambiamenti climatici

Sogunpara – a typical Mising village in Jorhat district of Assam with Chang Ghars or traditional houses in raised platforms. Image by the author.

Sogunpara, un tipico villaggio Mising nel distretto Jorhat di Assam, con le tipiche chang ghar o abitazioni tradizionali su piattaforme sopraelevate. Foto dell'autore.

(le interviste di questa storia sono state effettuate di persona come parte di una ricerca sul campo tra l'ottobre ed il dicembre 2021)

Lo stato di Assam nell'India nordorientale é il più colpito [en, come i link seguenti] dai cambiamenti climatici del paese, a causa delle inondazioni lampo e dell'erosione. La seconda tribù dello stato in ordine di grandezza, i Mising (che corrispondono al 17.8% della popolazione dello stato) é tra le più colpite, in quanto vive sulle rive del fiume Brahmaputra e dei suoi tributari. Ciononostante riescono a sopravvivere nelle loro case chiamate in assamese chang ghar, uniche e resistenti alle inondazioni, appollaiate sul terreno su palafitte di bambù. 

La parola “mising” significa uomo (mi) delle acque (asi), e coloro che vivono sulla terraferma li chiamano “gente del fiume”. Poiché vivono nelle terre basse vicino al fiume, le case dei Mising possono facilmente venire inondate durante le piene o spazzate dalle inondazioni.

All'interno di una chang ghar tradizionale

Le Chang ghar vengono costruite su di una piattaforma rialzata supportata da trampoli in bambù che possono tenere a bada le acque delle piene.

Sogunpara nel distretto Jorhat é un tipico villaggio Mising situato a circa 300–500 metri dal fiume Brahmaputra. “Ogni volta che il livello delle acque cresce durante le inondazioni diventiamo i più vulnerabili” dice Nandi Mili, proprietario di un chang ghar nel villaggio.

Chang Ghar above wooden stilts and Jokhola or auspicious ladder for entering. Image by author.

Chang ghar su trampoli in legno con un jokhola o scaletta di buon auspicio per accedervi. Foto dell'autore.

Affiancata da case simili tutt'intorno, si erge a circa 8 piedi (244 cm) dal terreno. Quest'altezza del pavimento, spiega Nandi, indica il livello dell'ultima inondazione che ha raggiunto la località. Gli abitanti del villaggio segnano l'altezza sui pali delle loro abitazioni come riferimento per il posizionamento dei pavimenti durante le seguenti riparazioni.

Una scaletta in legno, localmente chiamata jokhola,  porta all'entrata sopraelevata della casa. E’ un elemento  importante della casa comunitaria, sul quale si basano alcune delle credenze sociali.  “Una jokhola ha cinque o sette scalini, perché questi numeri sono considerati di buon auspicio” spiega Lotika, la moglie di Nandi.

Secondo le tradizioni Mising, l'arrivo di una nuova sposa nell'ambito domestico richiede la costruzione di una nuova jokhola. Rituali e cerimonie in presenza degli anziani del villaggio segnano la sua salita su questa jokhola per entrare per la prima volta nella casa. “Si ritiene che renda il matrimonio lungo e felice” dice Lotika.

Nandi Mili seen with his family in his Chang Ghar. Image by the author.

Nandi Mili con la sua famiglia nella sua chang ghar. Foto dell'autore.

La jokhola fuori della chang ghar di Lotika ha cinque scalini che portano all'entrata attraverso un portico o veranda rettangolare. La camera all'entrata é quasi spoglia, con solo alcune sedie disposte per i visitatori. Le pareti della casa sono fatte di bambù o canne intrecciate.

“Non usiamo fango ne’ cemento nelle nostre costruzioni per minimizzare i danni alle case causati dalle piene ricorrenti. Inoltre canne e bambù sono risorse naturali facilmente nelle aree selvagge attorno al nostro villaggio; di conseguenza usarli per ricostruire le nostre case diventa semplice e conveniente” dice Nandi.

Il pavimento della casa é rivestito di strisce di bambù lunghe e spesse e sostiene adeguatamente il peso dei membri della famiglia e delle loro cose. L'altezza variabile é una delle caratteristiche uniche della strategia di resistenza alle inondazioni delle chang ghar. “Un altro importante aspetto di questa strategia di adattamento é che, appena possibile, possiamo smontare queste strutture in bambù, caricarle sulle barche e trasportarle sulla terraferma o su piattaforme rialzate per ricostruirle una volta passata la piena” spiega Nandi.

Lotika Mili making tea in her Chang Ghar kitchen. Image by the author.

Lotika Mili prepara il te nella cucina della sua chang ghar.  Foto dell'autore.

La cucina speciale della chang ghar

Il centro della casa ha una cucina ed un camino — progettati apposta per sopportare le inondazioni. Mentre accende il focolare, che viene localmente chiamato  “meram,” Lotika ci spiega che serve anche a tenere calda la casa contro i venti freddi delle rive del fiume. Ma, soprattutto, questa parte della casa ha un meccanismo tradizionale di immagazzinaggio del cibo per le necessità giornaliere e per le emergenze durante le inondazioni. Ci sono scaffali rettangolari in bambù (circa 4×3 piedi = 90 x 120 cm) che pendono sospesi con corde dal soffitto ad altezze ottimali sul camino.

Il primo scaffale, chiamato perab,” é appeso a circa 4 piedi (120 cm) ; sopra di esso ce n'é un secondo, denominato rabbong. Poiché il perab é direttamente sopra il camino, viene usato anche per affumicare il pesce o la carne crudi o per asciugare il risone durante la stagione delle piogge. Anche gli oggetti di uso comune per la casa ed il focolare vengono immagazzinati qui.

Il Rabbong é particolarmente importante per la comunità perché conserva caraffe della tradizionale birra di riso Mising apong, specialmente in inverno, per tenerle al caldo ed evitare che inacidisca. In estate, invece, queste caraffe vengono posizionate sul pavimento della chang ghar per mantenerle fresche.

Un altro scaffale molto importante, chiamato kumbang” é posizionato vicino al soffitto della cucina e serve per immagazzinarvi verdure come patate, zucche, cipolle, aglio, ecc.

Secondo Nandi, poiché questi scaffali sono direttamente sul camino, il fumo ed il calore mantengono batteri e funghi lontano dalle merci immagazzinate; inoltre il tetto ricoperto di paglia mantiene al fresco gli alimenti nel kumbang.

Per emergenza e protezione del bestiame

All'entrata viene sovente creato con stuoie di bambù uno spazio supplementare di immagazzinaggio sotto il soffitto della stanza di entrata, dove sacchi di risone, semi ed altri beni essenziali vengono riposti affinché siano protetti dalle piene ed a disposizione per essere usati nelle emergenze.  “La nostra comunità é sempre pronta ad evacuare le case poiché le inondazioni al giorno d'oggi sono più improvvise e ricorrenti” spiega Lotika.

Livestock that forms an important part of Mising household is kept in the basement of Chang Ghar. Image by the author.

Il bestiame, che forma una parte importante della cultura domestica Mising viene tenuto nel seminterrato della chang ghar. Foto dell'autore.

Nello spazio sotto la casa un seminterrato aperto, recintato da pali in bambù, alcuni maiali oziano al sole del mattino. Questa parte della casa é occupata dal bestiame della famiglia, che occupa un posto importante nella vita delle comunità locali. Alcune case del villaggio hanno anche costruito una piattaforma sopraelevata  vicino alle loro case dove il bestiame può trovare rifugio durante le inondazioni.

Replica delle abitazioni tribali tradizionali

A poche case di distanza da quella di Nandi c'é una chang ghar con un'interessante variazione. I suoi pali di supporto in bambù sono stati sostituiti da pilastri in cemento, ed il tetto di paglia da fogli di amianto. “Sebbene con queste modifiche costruttive i materiali siano cari, e solo pochi nel villaggio possano permettersele, l'adattamento resiliente di base alle piene all'interno delle abitazioni rimane lo stesso”, fa presente Nandi.

Questo concetto tradizionale di chang ghar viene replicato nei villaggi colpiti dalle inondazioni dalle società non profit locali quali North East Area Affected Development Society (NEADS) con l'aiuto di gruppi di giovani indigeni e comitati di gestione dei disastri.  “Desideriamo in particolare incorporare le loro idee tradizionali e le strategie di adattamenti ai cambiamenti climatici basate sulla gestione dei ripari alle nostre pratiche innovative nei programmi di riabilitazione e ricostruzione post inondazione,” dice Tirtha Prasad Saikia, Direttore aggiunto della NEADS. Circa 250 abitazioni sono state costruite in 25 villaggi dei distretti di Jorhat, Golaghat e Sibsagar negli scorsi 6–7 anni.

A Mising community member flaunts the Chang Ghar design in his traditional attire. Image by the author.

Un membro della comunità Mising ostenta il motivo della chang ghar sull'abito tradizionale. Foto dell'autore.

Gli abitanti dei villaggi locali vengono pagati per la manodopera durante i lavori di costruzione; inoltre forniscono bambù, canne ed altri materiali disponibili in loco che servono per la costruzione dei loro villaggi.  “Queste abitazioni sono distribuite gratuitamente ai beneficiari, selezionati secondo consultazioni con le comunità ed i gruppi dei villaggi formati dai loro capi ed anziani” dice Saikia.

Chang ghar, é comunque una strategia speciale di sopravvivenza della sola comunità Mising. Altre tribù che vivono lontane dalle sponde dei fiumi non utilizzano le case sopraelevate ma vivono in normali capanne.

Nota: La ricerca e la riproduzione della storia sono stati supportati da National Geographic Society come parte di un racconto sugli impatti climatici nella regione dell'Himalaya.

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