Riscritte, registrate, rielaborate: le canzoni ucraine sulla guerra

Okean_Elzy

Dal video musicale [uk, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] di “Fiori sul Campo Minato”. Screenshot da Youtube, uso corretto.

Sviatoslav Vakarchuk, frontman della famosa rock band ucraina Okean Elzy [it] (l'Oceano di Elsa), probabilmente è un pessimo politico. Ben due volte ha sostenuto o guidato un partito politico al Parlamento ucraino per poi abbandonarlo e terminare il proprio mandato, svincolandosi da qualsiasi responsabilità politica.

Ma nel 2022 si è improvvisamente ritrovato ancora una volta al centro delle scene, stavolta esibendosi tra le macerie delle città ucraine distrutte dai bombardamenti russi. 

Nell'ultimo anno, in Ucraina, la musica è stata cruciale per evadere, dal momento che molti cittadini si sono ritrovati ad essere troppo occupati o troppo stressati [en] per leggere libri, guardare film o dedicarsi all'arte e ad altri mezzi artistici. Per coloro che sono riusciti a sopravvivere alla guerra, ciò che hanno vissuto sul campo ha spesso superato qualsiasi finzione. 

La musica si è dimostrata essere parte di un linguaggio universale e ha contribuito a favorire il supporto internazionale alla lotta dell'Ucraina per la propria sovranità. Vari artisti stranieri hanno espresso il loro sostegno all'Ucraina e hanno condiviso il palco, digitalmente o dal vivo, con il gruppo rap Kalush Orchestra [en], vincitore dell'Eurovision del 2022. Andriy Khlyvniuk, frontman della rock band BoomBox, ha interpretato una canzone dei Pink Floyd in uniforme in una Kiev assediata.  Il presidente Volodymyr Zelensky [en] ha collaborato con l'artista statunitense Brad Paisley a una ballata sui valori umani universali. 

L'ex frontman dei “Ljapis Trubjckai” Siarhei Mikhalok[en], bielorusso, ha lanciato una serie di duri appelli ai suoi colleghi russi per protestare contro l'invasione. Ha anche cantato una delle sue hit più famose, “Guerrieri della Luce” tradotta in ucraino:

Плаче боєць, шеврон на камуфляжі / Скільки сердець спинили кулі вражі / На сході дракон готується помститись / Давній закон: рубай, аби зігрітись.

Un soldato piange, gallone sulla sua mimetica / Quanti cuori sono stati fermati dai proiettili del nemico / A est, il drago sta preparando la sua vendetta / L'antica legge: tagliare per riscaldare.

Nuove canzoni, nuovi significati

Vakarchuk, che nel 2022 ha presentato due canzoni sulla guerra: Città di Mary (“Місто Марії“) dedicata ai difensori di Mariupol; Fiori sul Campo Minato (“Квіти мінних зон“), scritta alcuni anni prima in merito alla zona colpita dalla guerra nell'est dell'Ucraina, non è stato l'unico a esibirsi in  prima linea.

Zhadan and Sobaky (Zhadan e i Cani), una rock band co-creata da Sergji Zhadan, uno tra gli scrittori e poeti ucraini più rinomati, canta in prima linea per l'Ucraina dal 2014, offrendo il proprio sostegno alle truppe e ai civili dell'est. A seguito dell'invasione russa su vasta scala hanno anche rilasciato due nuove canzoni, entrambe dedicate ai bambini ucraini testimoni della guerra: “Bambini (“Діти“) e “Metro (“Метро“), quest'ultima dedicata ai bambini che si rifugiavano nella stazione della metropolitana di Kharkiv durante i bombardamenti russi. 

In alcuni casi vecchie canzoni hanno assunto nuovi significati nel 2022. Nei suoi tour all'estero a sostegno dell'Ucraina, la band indie folk Odyn v Kanoe (Quello in Canoa) ha eseguito la canzone “Non Ho Una Casa (“У мене немає дому“), più fresca e pertinente che mai.

La canzone ha colpito molti ucraini sfollati dall'est dell'Ucraina e dalla Crimea dal 2014, ma dopo l'invasione su larga scala da parte dei russi, molti in tutto il Paese hanno iniziato a identificarsi in questa canzone: 

Справа в тому / Що в мене немає дому / І за правилом доброго тону / Як за правилом доброго ременя / Я згадаю з якого я племені / Пригадаю з якого міста / Я чекаю на своє Греммі / В мене просто нема де сісти / Написати свою промову: / У мене немає дому…

Il fatto è / Che non ho una casa / E secondo le buone maniere / Come la regola della cinghia buona [en]/ Mi ricorderò da quale tribù vengo / Mi ricorderò da quale città vengo / Aspetterò il mio Grammy / Solo che non ho dove sedermi / A scrivere il mio discorso: / Non ho una casa.

Il testo di  “Paese (“Країна“) di Zhadan e i Cani è ancora più datato.  Inizialmente si riferiva alla devastazione  economica e allo shock  sociale dei primi anni post-sovietici degli anni '90, ma in questi giorni, considerando quanti ucraini siano fuggiti all'estero e quanto devastata è l'economia del paese a causa della guerra, in molti si identificano con la miseria rappresentata:

Моє місто пластик із гіпсокартоном, / Табак, порошок і суворі портвейни, / Хто міг звалити, той давно за кордоном / Торгує піцою, чистить басейни. / Свобода совісті, відкриті ринки, / Ловіть свій шанс, все може статися! / Я залишаюсь прогрівати будинки, / Щоби вам було куди повертатися!

La mia città è plastica con cartongesso, / Tabacco, polvere e aspri vini porto, / Chiunque sia riuscito a scappare e è già all'estero / A vendere pizza, a pulire piscine. /La libertà della coscienza, i mercati aperti, / Fai la tua scelta, tutto può succedere! / Io resto a riscaldare le case, / Così avrai un posto dove ritornare!

Alla ricerca di simboli

La casa è uno dei simboli più ricorrenti nelle canzoni ucraine sulla guerra, insieme alle madri e alla terra. Questi temi affondano le loro radici nel folklore ucraino, spesso citato nella musica ucraina contemporanea.

La rock band ucraina Bez Obmezhen (Senza Limiti)  ha pubblicato una canzone intitolata  24/02 quando presidente russo Vladimir Putin ha dato il via all'invasione su vasta scala dell'Ucraina — in cui si parla anche della perdita della casa, dato che “c'è guerra anziché casa”.

Un'altra rock band ucraina, i Kozak System, racconta una storia di soldati che ritornano a casa dalla proprie madri dopo la guerra attraverso la canzone  “Quando la Guerra Cesserà di Ruggire” (“Як відгримить війна”) con un videoclip musicale in cui compare Ada Rohovtseva, 85 anni, l'iconica attrice ucraina di teatro e cortometraggi  

Nella descrizione su Youtube, i Kozak System hanno spiegato che le parole e la musica sono state composte parecchi anni prima del 2022 e hanno aggiunto che potrebbe essere prematuro rendere pubblica la canzone, dato che la guerra è ancora in corso,  ma sperano che prima o poi tutti possano tornare a casa dalle loro madri. 

Anche la Kalush Orchestra, particolarmente attiva dall'inizio della guerra su larga scala in Ucraina, nelle sue canzoni ha fatto riferimento  sia alla maternità che alla patria, nenka (ненька). 

Скільки не стріляй в наш край / Скільки не пали поля / Житиме вічно наша ненька / Вродить ще не раз земля.

Non importa quanto bombardiate la nostra terra / Non importa quanti campi brucerete / La nostra patria vivrà per sempre, / La nostra terra produrrà i raccolti ancora una volta.

Incrementare il sostegno e la consapevolezza

Molte delle canzoni ucraine sulla guerra dello scorso anno si rivolgono a un pubblico straniero, come “Hello” della rock band Antytila. La ballata è stata scritta prima dell'invasione ma con l'inizio della guerra ha acquisito un nuovo significato. Pur discutendo della terra dopo una catastrofe nucleare, oggi molti la interpretano come un avvertimento su dove la guerra potrebbe condurre l'umanità. La band, che ha recentemente denunciato un apparente tentativo di omicidio durante un concerto a Parigi, ha presentato “Hello” in due versioni, in inglese[en] e in ucraino.

Un'altra nuova canzone degli  Antytila s'intitola “Fortezza Bakhmut (“Фортеця Бахмут”), in riferimento alle battaglie più violente della città di Bakhmut, nella regione orientale di Donetsk, che le forze russe hanno tentato di conquistare per otto mesi nel 2022.  La canzone è in ucraino, m nella descrizione su Youtube la band fornisce una traduzione in inglese. 

Ma nonostante tutte le esibizioni internazionali, sono le canzoni dirette specificamente al pubblico ucraino a ottenere milioni o addirittura decine di milioni di visualizzazioni su YouTube, come questa di Skofka intitolata “Si Sente l'Inno” (“Чути гімн”), una canzone sull'invincibilità dell'Ucraina che è stata vista oltre 40,5 milioni di volte: 

В небі чистому чути грім / В небі свист, але чути гімн / В небі чистому мутний дим / Горить ліс, але чути гімн.

Si sente il tuono nel cielo limpido / Si sente un fischio nel cielo, ma si sente l'inno / Nuvole di fumo scuro nel cielo limpido / Una foresta sta bruciando, ma si sente l'inno.

Alcune canzoni, come questa intitolata “Sogno (“Мрія“), del giovane cantante e musicista ucraino conosciuto con lo pseudonimo di Jerry Heil, sono perfino difficili da tradurre: sembra che il loro compito sia costruire e rinvigorire una comunità nazionale. “Sogno” si riferisce anche alle cose impossibili da rovinare o da uccidere:

Вони можуть розбомбити Щастя, / Вони можуть розстріляти Мрію, / Але вбити волю їм не вдасться /Кожен буде жати, що посіяв!

Possono bombardare la casa di Šchastia, / Possono sparare a Mrija, / Ma non riusciranno a uccidere la libertà! / Ognuno raccoglierà ciò che ha seminato!

Mrija si traduce come “sogno” ma è anche il nome del più grande aereo da carico del mondo, uno dei simboli dell'orgoglio ucraino, distrutto dai bombardamenti nel suo hangar vicino a Kiev il primo giorno dell'invasione russa.  Šchastia significa “felicità” ma è anche il nome della città della regione orientale di Luhans'k, occupata dalle forze russe nel 2022. La canzone è emblema del dualismo presente in molte canzoni ucraine sulla guerra: celebra contemporaneamente gli ucraini e la loro resistenza e si rammarica delle perdite subìte dal paese. 

Qui trovate una playlist di canzoni ucraine sulla guerra. Per playlist di altro genere, consultate l’account Spotify di Global Voices

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