
Immagine di repertorio da Canva Pro.
Venerdì 7 febbraio 2024, appena prima del ponte per il Carnevale di Trinidad e Tobago [en, come tutti i link successivi] durante il quale molti abitanti di Trinidad che non vi partecipano si recano nell'isola sorella per un fine settimana di mare, una nave ribaltata ha causato uno sversamento di petrolio, oscurando le acque turchesi di Tobago, inquinandole con la melma (si pensa che sia gasolio) e causando un pericolo ambientale.
Mentre il petrolio continua a fuoriuscire dalla nave, che si trova al largo della costa sudoccidentale dell'isola (15 chilometri di coste inizialmente colpite, secondo una stima), gli sforzi di bonifica sono stati avviati dalla Tobago Emergency Management Agency (TEMA), dall’Autorità di gestione ambientale (EMA) e da altri volontari, per cercare di contenere la melma con barriere galleggianti di protezione e rimuovendo a mano il muschio Sargassum di torba intriso di petrolio.
Oil spill cleanup operations continue in Tobago, after a vessel was found overturned last Wednesday.
Heritage Petroleum shared this video today. pic.twitter.com/8UTKH8RsYl
— Anselm Gibbs (@AnselmGibbs) February 11, 2024
Le operazioni di bonifica dello sversamento di petrolio a Tobago, dopo il ritrovamento di un'imbarcazione ribaltata mercoledì scorso.
Heritage Petroleum oggi ha condiviso questo video.
Tuttavia, al pomeriggio dell'11 febbraio, lo sversamento si è allargato molto di più:
#TobagoOilSpill Update: Satellite data indicates the oil slick has extended up to 88 kilometers west of Tobago as of Sunday (yesterday) afternoon.https://t.co/qq7ujt6XEd
— TTWeatherCenter (@TTWeatherCenter) February 13, 2024
Aggiornamento: dati satellitari indicano che la chiazza di petrolio si è estesa fino a 88 chilometri a ovest di Tobago entro domenica (ieri) pomeriggio.
La Guardia costiera di Trinidad e Tobago è stata mandata a controllare l'imbarcazione, ma non sono state rilevate richieste di soccorso da parte della nave e non rimane equipaggio a bordo. I sommozzatori ne hanno poi scoperto il nome: Gulfstream. Finora gli inquirenti non sono stati in grado di trovare il numero di immatricolazione a causa della scarsa visibilità e del movimento costante, né hanno rintracciato il nome nel registro dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO), ma una ricerca online indica la probabilità che faccia parte di una flotta di petroliere.
I sommozzatori hanno inoltre confermato che la nave ha danneggiato la barriera corallina vicino a Canoe Bay. Dopo l'immersione del 9 febbraio, il capo sommozzatore Alvin Douglas ha affermato che la scia di detriti dell'imbarcazione (oltre al fatto che la sua sovrastruttura era stata strappata via) suggerisce che si era ribaltata prima di entrare a contatto con la barriera. L'equipe ha anche trovato un cavo che era collegato alla prua, perciò ritengono che fosse stata trainata.
Il fatto che la nave non è ancora stata identificata ha angosciato molti utenti dei social media:
Nobody has been missing a vessel? Or are they keeping quiet as they watch T&T deal with this disaster.
Step up and own yuh boat. 😠#TrinidadAndTobago #Tobagooilspill https://t.co/zv5dane5rT— Lisa Poliah 🇹🇹 (@Penwizard67) February 11, 2024
Nessuno si è perso una nave? O se ne stanno zitti a guardare T&T che gestisce il disastro?
Fatevi avanti e dite che è vostra.
All'inizio lo sversamento era stato classificato come disastro di Classe II, con la possibilità di alzarlo alla Classe III, per la quale sarebbe facilmente richiesto l'aiuto internazionale. Il primo ministro Keith Rowley ha poi definito l'incidente “un'emergenza nazionale” e ha affermato che alcuni Paesi (non menzionati) hanno già offerto assistenza.
Il segretario capo della Tobago House of Assembly (THA) Farley Augustine ha confermato che i sommozzatori non sono ancora riusciti a contenere la fuoriuscita e stanno cercando di capire come rimuovere il petrolio ancora presente nella cisterna.
#TOBAGO: Tobago House of Assembly (THA) Chief Secretary Farley Augustine says he may declare the oil spill on the island a tier three disaster by today. Augustine said his team was preparing to officially classify the severity of the incident at a higher level. pic.twitter.com/eUR9G6G186
— CaribbeanNewsNetwork (@caribbeannewsuk) February 10, 2024
Il segretario capo della Tobago House of Assembly (THA) Farley Augustine dice che forse dichiarerà lo sversamento sull'isola un disastro di classe tre entro oggi. Augustine ha detto che la sua equipe stava preparando una classificazione ufficiale più elevata vista la gravità dell'incidente.
Nel frattempo i bagnanti sono stati avvertiti di stare lontani dalla costa sud-occidentale, che vanta di mete popolari come Store Bay e Pigeon Point. Sebbene alcuni operatori di tour in barca abbiano insistito che è tutto regolare nelle aree non coinvolte dallo sversamento, esso può aver colpito negativamente il turismo dell'isola in uno dei periodi di maggiore affluenza. C'è anche la preoccupazione che il petrolio continuerà a contaminare la vita marina sulla barriera corallina e al di là di essa, oltre a inquinare l'approvvigionamento alimentare in un'isola con il pesce come cibo primario.
Comunque, questo non è il primo sversamento al largo di Tobago. Il giornalista di lungo corso Dominic Kalipersad ha fatto notare che il 19 luglio 1979 c'è stata una delle fuoriuscite maggiori e peggiori al largo della costa di Tobago, quando una tempesta tropicale causò la collisione tra due petroliere, che persero circa 334.000 metri cubi di greggio nell'oceano.
Sabato 11 febbraio, l'ambientalista Kevin Kenny ha navigato in kayak lungo la costa di Petit Trou Lagoon, nella zona sudorientale dell'isola, e ha riferito che “grandi quantità di petrolio sono arrivate con l'alta marea quindi le grosse concentrazioni sono salite [e] si possono bonificare queste aree con la bassa marea”. Secondo lui è una fortuna che nelle sacche in cui si accumula di solito il Sargassum, “il petrolio si è intrappolato fra le alghe e quindi la pulizia dovrebbe essere più facile” in quelle parti “difficili” della costa. Tutto il Sargassum che ha intrappolato quella che è stata chiamata “una sostanza simile al petrolio” viene portato a un'area di contenimento stagno a Studley Park.
Anche se ha notato “piccole quantità di melma galleggiante” nelle acque della cresta della barriera, “non sono gravi e preoccupano meno”. Nel frattempo, lungo la cresta della barriera ha notato delle bolle, “dovute a qualche detergente usato per bonificare dal petrolio o a uno strato microscopico, invisibile e inodore di petrolio”.
La vera sfida, suppone Kenny, non è tanto la barriera, che secondo lui non mostrava danni visibili se non forse sulla cresta esterna e non attiva dove la nave era stata trascinata, ma piuttosto “le radici interne della mangrovia che sono coperte completamente dal petrolio”. Le mangrovie sono vitali per la protezione costiera dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS), in particolare a fronte della crisi climatica.






