
Rifiuti di plastica nel porto di Kingston, in Giamaica. Foto di Emma Lewis, utilizzata con il consenso.
Il tema della Giornata mondiale dell'ambiente 2025 delle Nazioni Unite è “Sconfiggere l'inquinamento da plastica” [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] e se vi sembra di aver già visto questo slogan molte volte, è perché il problema persiste: sulla terraferma, nei fiumi e nei corsi d'acqua e nel mare. In Giamaica si terranno eventi dedicati alla pulizia della plastica: per esempio, il Jamaica Public Service (JPS), azienda elettrica monopolista dell'isola, ripulirà una sezione della spiaggia di Palisadoes e una sezione di mangrovia adottata dalla JPS Foundation nell’ ambito del programma Adopt-A-Mangrove.
Il Palisadoes, una piccola striscia di terra (tombolo) che connette Kingston, Port Royal e l'aeroporto internazionale della Giamaica, è stato al centro di innumerevoli operazioni di bonifica nel corso degli anni, soprattutto perché da un lato è il riflesso dell'inquinamento del porto di Kingston e, dall'altro, dell'oceano stesso. Il Palisadoes è una zona paludosa del Ramsar di importanza internazionale, ma è stato anche luogo di distruzione ambientale. Nonostante sia un'area protetta, le agenzie governative giamaicane la utilizzano come “zona di aggregazione”. Di conseguenza, l'area continua a trovarsi in difficoltà: un progetto di riforestazione delle mangrovie avviato 10 anni fa è stato costantemente compromesso dai rifiuti e da altri tipi di inquinamento ed è ora circondato da una recinzione protettiva.
Theresa Rodriguez-Moodie, CEO di Jamaica Environment Trust (JET), parlando con Global Voices via WhatsApp, ha sottolineato che la plastica ha un impatto su ogni aspetto della nostra vita:
This year’s theme, ‘Ending Plastic Pollution,’ is a powerful and urgent reminder that protecting the environment isn’t an abstract idea – it’s about real issues, like how plastic waste is choking our rivers, damaging our coastlines, harming wildlife, and even entering our food systems and our bodies.
Il tema di quest'anno, “Sconfiggere l'inquinamento da plastica”, è un monito forte e urgente che ci ricorda che la tutela dell'ambiente non è un'idea astratta, ma è un problema concreto, come il modo in cui i rifiuti di plastica stanno soffocando i nostri fiumi, danneggiando le nostre coste, danneggiando la fauna selvatica e persino entrando nei nostri alimenti e nei nostri corpi.
Il JET è stato in prima linea nelle operazioni di pulizia locali. Il JET è stato in prima linea nelle operazioni di pulizia locali. Centinaia di organizzazioni, dalle piccole scuole elementari ai gruppi comunitari, fino alle grandi aziende e alle agenzie governative, partecipano all'annuale giornata internazionale della pulizia delle coste, inaugurata dalla Ocean Conservancy nel 1986. L’ anno scorso, oltre 7.000 volontari hanno raccolto più di 43.000 chilogrammi (94.799 libbre) di rifiuti su circa 153 chilometri (95 miglia) di costa giamaicana in un solo giorno. Gli oggetti più comuni raccolti sono stati, com'era prevedibile, bottiglie di plastica (quasi 200.000) e oltre 122.000 tappi di bottiglie di plastica.
Per il 2025 l'attenzione è rivolta ai rifiuti tessili e della moda, una componente significativa dei rifiuti solidi urbani, in particolare nelle famiglie e nei mercati urbani. Molti tessuti contengono anche una quantità notevole di plastica. Secondo UN-Habitat, l'11% dei rifiuti di plastica a livello globale proviene dalla moda e dai tessuti.
Oltre ai successi ottenuti dal JET nel mobilitare le comunità e la società civile, un'organizzazione privata, la Fondazione GraceKennedy, ha collaborato con Clean Harbours Jamaica e The Ocean Cleanup al difficile compito di ripulire il porto di Kingston. Dopo le forti piogge, era normale vedere bottiglie di plastica e altri detriti galleggiare nel porto, trasportati dai flussi di rifiuti galleggianti provenienti dai canaletti e dalle fognature.
Negli ultimi tre anni, il Kingston Harbour Cleanup Project (KHCP) ha instaurato barriere galleggianti e tecnologia di intercettazione in nove degli undici canali più inquinati, intrappolando i detriti galleggianti prima che raggiungano il mare aperto. Il più grande canale, Sandy Gully, è lungo quasi 244 metri (oltre 800 piedi). Il KHCP afferma che gli sforzi compiuti finora hanno impedito che quasi tre milioni di chilogrammi di rifiuti finissero nel porto. A conferma di ciò, i visitatori del lungomare del centro città hanno recentemente notato un numero considerevole di avannotti che si nutrivano vicino al molo.
In questa fase è fondamentale il coinvolgimento dei volontari e della comunità. Sebbene ci sia ancora molto da fare per stimolare il settore aziendale, comprese le piccole imprese, sembra che si stia creando uno slancio. Caroline Mahfood, amministratrice delegata della Fondazione GraceKennedy, ritiene che l'impatto sia in crescita:
The Kingston Harbour Cleanup Project is one of the most ambitious environmental initiatives we’ve ever supported, and its impact continues to grow. We’re not only removing waste from the Harbour; we’re building awareness, empowering communities, and inspiring the next generation to become stewards of our marine environment. Tackling plastic pollution takes a collective effort, and we’re proud to be part of a partnership that is truly turning the tide.
Il Kingston Harbour Cleanup Project è una delle iniziative ambientali più ambiziose che abbiamo mai sostenuto e il suo impatto continua a crescere. Non ci limitiamo a rimuovere i rifiuti dal porto, ma sensibilizziamo l'opinione pubblica, responsabilizziamo le comunità e ispiriamo le generazioni future a diventare custodi del nostro ambiente marino. La lotta all'inquinamento da plastica richiede uno sforzo collettivo e siamo orgogliosi di far parte di una partnership che sta davvero cambiando le cose.
Cosa succede quindi a tutta la plastica raccolta? Recycling Partners of Jamaica, una partnership pubblico-privata senza scopo di lucro fondata nel 2014 e attualmente in fase di espansione, dovrebbe ottenere un sostegno finanziario dal governo giamaicano nel prossimo anno fiscale. Il direttore generale Gairy Taylor ha spiegato tramite WhatsApp che la perseveranza è fondamentale:
This past year, one of the biggest challenges we faced was making recycling more accessible, making sure that every Jamaican, no matter where they are, has a simple and reliable way to dispose of their plastic bottles. We’ve also had to shift behaviours, working to make recycling feel like second nature. That’s taken a lot of ongoing outreach, education, and consistent engagement.
Nell'ultimo anno, una delle sfide più grandi che abbiamo affrontato è stata quella di rendere il riciclaggio più accessibile, assicurandoci che ogni giamaicano, indipendentemente da dove si trovi, abbia un modo semplice e affidabile per smaltire le proprie bottiglie di plastica. Abbiamo anche dovuto cambiare i comportamenti, lavorando per rendere il riciclaggio un'abitudine naturale. Ciò ha richiesto un grande impegno in termini di sensibilizzazione, educazione e coinvolgimento costante.
Nonostante le difficoltà, i progressi compiuti sono notevoli. In poco più di due anni, il tasso di recupero delle bottiglie in platica PET in Giamaica è balzato dall'11 al 40%, un risultato che Taylor considera “un chiaro riflesso delle partnership che abbiamo creato, dei sistemi che abbiamo costruito e del crescente impegno pubblico verso la sostenibilità”. Finora sono state raccolte oltre un miliardo di bottiglie e il numero continua a crescere. Taylor ha proseguito:
Recycling in Jamaica has huge potential. We want it to become an integral part of everyday life, transitioning from a novelty to a habit. That one bottle you dropped in the recycling bin contributed to the one billion collected over the last six years. Big change comes from small, consistent actions.
La raccolta differenziata in Giamaica ha un potenziale enorme. Vogliamo che diventi parte integrante della vita quotidiana, passando da novità a abitudine. Quella bottiglia che hai gettato nel contenitore per la raccolta differenziata ha contribuito al miliardo raccolto negli ultimi sei anni. I grandi cambiamenti nascono da piccole azioni costanti.
In un recente report al Parlamento, Matthew Samuda, ministro responsabile dell'ambiente, ha sottolineato che il governo giamaicano intende ampliarne il progetto pilota per la raccolta differenziata dei rifiuti nelle strutture governative, una misura che molti ritengono ormai necessaria da tempo. Verrà inoltre ampliata l'iniziativa di divieto della plastica, lanciata dallo stesso Samuda nel 2019 e ampliata in più fasi.
Ciononostante, continuano a persistere pratiche e abitudini ambientali scorrette da parte di soggetti del settore privato e dei cittadini. Gli appassionati di birdwatching, gli escursionisti e i visitatori più avventurosi, ad esempio, si imbattono regolarmente in discariche abusive, nascoste in luoghi fuori strada, spesso nelle mangrovie. Una buona parte di questi rifiuti sembra essere costituita da scarti edili, il che suggerisce che le imprese di costruzione preferiscano scaricare i rifiuti dove è più comodo piuttosto che recarsi alla discarica locale, il che richiede tempo e denaro.
Sulla questione dello smaltimento dei rifiuti e su altre questioni correlate, è necessario potenziare notevolmente l'educazione civica, parallelamente a misure di applicazione della legge e azioni penali più severe. Nella sua recente presentazione in Parlamento, il ministro Samuda ha descritto la campagna “Nuh Dutty Up Jamaica” di JET come la “campagna anti-rifiuti più efficace” volta a modificare i comportamenti, suggerendo che la sua amministrazione potrebbe trovare il modo di sostenerla e “rinvigorirla”.
In tutto questo, il consumatore, ovvero il cittadino medio, ha un ruolo significativo da svolgere. Rodriguez-Moodie di JET sottolinea che “dipende da noi”:
Plastic pollution is one of the most visible and urgent environmental issues of our time. On World Environment Day, we’re reminded that the choices we make — what we buy, how we dispose of waste, and what we demand from companies and governments — can either worsen the crisis or help end it. We all have a role to play in building a future free from plastic pollution.
L'inquinamento da plastica è uno dei problemi ambientali più evidenti e urgenti del nostro tempo. Nella Giornata mondiale dell'ambiente, ci viene ricordato che le scelte che facciamo – cosa acquistiamo, come smaltiamo i rifiuti e cosa chiediamo alle aziende e ai governi – possono aggravare la crisi o contribuire a porvi fine. Tutti noi abbiamo un ruolo da svolgere nella costruzione di un futuro libero dall'inquinamento da plastica.
Mentre 175 nazioni lottano per raggiungere un accordo sul trattato globale sulla plastica, con i negoziati che riprenderanno ad agosto a Ginevra, i piccoli Stati insulari in via di sviluppo come la Giamaica non hanno altra scelta che continuare la lotta contro l'inquinamento da plastica, in tutte le sue forme e manifestazioni.






