Piccolo dizionario di “Cha Bubo”, una lingua vernacolare di Butembo nella Repubblica Democratica del Congo

Il centro commerciale della città di Butembo i primi anni 2000. Foto d'archivio di M. Makadisi e Umbo Salama, utilizzata con autorizzazione.

Articolo ripreso da Global Voices nell'ambito di una partnership con www.icicongo.net [fr, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]. L'articolo originale è disponibile sul sito icicongo.

In quasi tutti i paesi africani, oltre alle lingue ufficiali, esistono lingue locali che sono adottate dai governanti come lingue nazionali. Queste lingue sono parlate dalla maggior parte della popolazione di questi paesi. Tuttavia, oltre a queste lingue nazionali, si possono trovare piccole località o gruppi di persone che adottano lingue proprie. A volte si tratta di un mix di lingue ufficiali e lingue locali, spesso chiamato argot.

Proprio come in Costa d'Avorio dove il Nouchi (un mix di francese e diverse lingue locali e internazionali) si è imposto con un piccolo glossario che sta prendendo forma gradualmente, anche altri paesi hanno un gergo simile. È il caso del “Cha Bubo” parlato nella città di Butembo nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).

Butembo è una città rinomata per le sue attività commerciali. Si trova nella provincia del Nord Kivu, nella parte orientale della RDC, ed è affettuosamente chiamata “Bubo”. Se il kiyira, la lingua della tribù Yira (il popolo maggioritario nella regione di Beni-Lubero) è la lingua principale parlata nella vita quotidiana, gli abitanti di Butembo hanno anche un linguaggio proprio: un mix di francese, inglese, lingala e kiyira. Ecco alcuni esempi di questa famosa lingua “Cha Bubo”:

Rero

La parola “rero” viene usata ovunque. Si sentono frasi come “Rero! Oggi non pioverà!”. Ascoltando, si potrebbe pensare che le persone stiano pronunciando male il numero “zero”. “Rero” si dice quando si è sorpresi da qualcosa. La parola significa anche “questa volta”.

Zoù

È un adattamento del francese “où”. Si usa per fare la liaison quando la parola che precede “où” termina con una “s”. Esempio: “Anaenda z'où?”. Traduzione in italiano: “Va dove?”.

Wayere

Questa parola significa “bugiardo”, ma viene spesso usata con eufemismo quando ci si rivolge a persone vicine. Si usa anche per parlare di chi non mantiene le promesse, di impostori e di imbroglioni.

Ana dié

Mix di swahili e di un adattamento che significa “se ne va”. L'espressione “ana dié” si riferisce a una persona che parte. Infatti, alcuni l'usano nel senso del verbo inglese “to die”, per dire “morire”. Tuttavia, parlando di una salma, possono dire “ana dayé”, per dire che la persona è morta o che sta morendo. Comunemente, “ana dié” significa “andare” o “partire”.

Ku looka

È un miscuglio di swahili, inglese e lingala. Significa “cercare”. La parola deriva dal verbo inglese “to look for” o da “ko luka” in lingala che significano entrambi “cercare”. “Una looka quoi?”, in questa domanda, swahili, adattamento inglese e francese intervengono nella stessa frase. “Una” in italiano “tu”; “looka” (cercare). Traduzione: “Cosa cerchi?”.

Tao

È una deformazione del termine inglese “town” o “città” in italiano. “Tao” si dice per indicare il luogo dove avvengono le transazioni commerciali, ma anche dove si trovano gli uffici di agenzie e organizzazioni. È un po’ il centro città o il centro commerciale.

Brique ou million

Queste due parole significano semplicemente “1000 franchi congolesi”. Le parole “million” e “brique” sono usate soprattutto da autisti e conducenti di motociclette-taxi. Vengono utilizzate anche dai commercianti. A Butembo, state attenti quando vi viene detto che il conto è di una “brique” di denaro o di un “million” per un servizio. Non pagate più di 1000 franchi congolesi (0,49 dollari americani).

Su Twitter, il “Cha Bubo” non è molto diffuso. Tuttavia, il tweet di Christina Malkia Mukongoma, cittadina della RDC, giornalista dell’Associated Press [en] e produttrice di contenuti di comunicazione digitale, mostra che la lingua potrebbe diffondersi se le discussioni venissero avviate in “Cha Bubo”:

Quali sono le notizie, cari membri della comunità Yira? Siete in buona salute? Avete visto Kave?  Si dice che ora siamo svegli😂😂😂😂😂😂

Un altro esempio è la presentazione di un telegiornale in “Cha Bubo” sul canale YouTube di Bienvenu Lutsumbi Official:

Per vedere il “Cha Bubo” affermarsi a livello nazionale ed essere adottato come il Nouchi in Costa d'Avorio, sarebbe necessario che questa lingua fosse parlata da un'ampia fascia della popolazione della RDC. In ogni caso, è chiaro che il digitale gli sta già dando una spinta al di fuori di Butembo.

 

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