Una casa editrice di nicchia usa la letteratura asiatica per avvicinare Taiwan e Giappone all'Ucraina

Uno screenshot dal sito web di Safran.

Screenshot dal sito web di Safran. Uso legittimo.

Fino agli anni '90, la letteratura ucraina e quella taiwanese condividevano un destino simile sulla mappa della letteratura mondiale: raramente tradotte, erano percepite dagli osservatori esterni come un sottogruppo letterario del loro vicino più grande, rispettivamente la Russia e la Cina. La situazione è cambiata gradualmente, grazie all'impulso generato dai programmi accademici (come, ad esempio, la nascita degli studi taiwanesi), da traduttori appassionati ed editori audaci. Oggi, la letteratura taiwanese e quella ucraina sono riconosciute a livello globale come entità indipendenti, i loro autori vengono invitati ai festival internazionali, e un numero sempre più elevato di opere viene tradotto.

Global Voices ha intervistato Svitlana Pryzynchuk, una cittadina ucraina originaria di Kiev che ha studiato diritto internazionale presso la Kyiv International University. Successivamente, ha vissuto per sei anni a Pechino, dove ha ottenuto un master in studi artistici presso la Beijing Normal University. Svitlana è tornata in Ucraina nel 2015 e, alla fine del 2018, ha fondato Safran [en, come tutti i link seguenti, salvo diversa indicazione], la prima casa editrice ucraina specializzata in letteratura asiatica, con sede a Kiev.

L'intervista si è svolta via email dopo un incontro di persona a Taipei. Le risposte sono state modificate per stile e brevità.

 Svitlana Pryzynchuk, foto dall’archivio privato dell’editore, usata con permesso.

Svitlana Pryzynchuk, foto dall’archivio privato dell’editore, usata con permesso.

Filip Noubel (FN): Qual è la missione e qual è la storia della casa editrice Safran? 

Svitlana Pryzynchuk (SP): In 2016 I realized that we lack Ukrainian-language literature about Asia. The situation in the field of what was called ‘Oriental studies’ in Ukraine was very sad. During the Stalinist purges in the 1930s, almost all Ukrainian experts in Asian culture and languages were repressed, and Ukrainians were forbidden to study or research East Asia, something considered a ‘bourgeois-nationalist activity’ going against the priorities set by Communism. It was also prohibited to learn any East Asian language in universities in Ukraine. Ukrainians could do that only in Moscow, Leningrad [today's Saint Petersburg], or Vladivostok. After collapse of the USSR in 1991, Ukraine was left without any Ukrainian-language literature about Asia. It didn’t even have Ukrainian translations of the main classics.

This period coincides with the time when Asia started to develop very rapidly (first Japan, Korea, Taiwan, and later mainland China), but Ukraine lacked knowledge and professional information about Asia. Almost all the information available came from Russia and in Russian.

Yet historically, during thousands of years, Ukraine was deeply connected to Asia through the Great Steppe, from Scythians and Khazars to the Mongolian Golden Horde, the Crimean Khanate and the Ottoman Empire. Ukraine’s top modern historian Mykhailo Hrushevsky [1866–1934] wrote: ‘…The Eastern element was and remains very strong and active in our lives, very complex in its components.’

In 2018, we established our Asian publishing house, the first of its kind in Ukraine, to stand up to the modern challenges of globalization, to respond to the rise of Asia, and to overcome Ukraine's postcolonial legacy. We make our own books and publish Ukrainian translations of ancient and contemporary literature from Asia. Working in different genres, we try to give Ukrainians a better understanding of Asian societies and cultures.

Svitlana Pryzynchuk (SP): Nel 2016 mi sono resa conto della mancanza di letteratura in lingua ucraina sull’Asia. La situazione nel campo degli “studi orientali” in Ucraina era desolante.
Durante le purghe staliniste degli anni Trenta, furono repressi quasi tutti gli esperti ucraini di lingue e culture asiatiche e alla popolazione fu vietato studiare o fare ricerca sull’Asia orientale, poiché considerata “un’attività nazionalista-borghese”, contraria ai dettami del comunismo. Inoltre, nelle università del paese era proibito apprendere qualsiasi lingua dell’Asia orientale. L’unica possibilità per farlo era recarsi a Mosca, Leningrado (oggi San Pietroburgo) o Vladivostok.
Dopo il collasso dell’Unione Sovietica nel 1991, il Paese si ritrovò privo di qualunque letteratura sull’Asia in lingua ucraina. Nemmeno le traduzioni dei grandi classici erano disponibili.

Questo periodo coincide con l’inizio della rapida crescita dell’Asia (prima il Giappone, la Corea, Taiwan e poi la Cina continentale), ma l’Ucraina era priva di conoscenze e informazioni specialistiche sull’Asia. Quasi tutte le informazioni disponibili provenivano dalla Russia, e in lingua russa.

Eppure, storicamente, per migliaia di anni, l’Ucraina è stata profondamente connessa all’Asia attraverso la Grande Steppa: dagli Sciti e i Khazari fino all’Orda d’Oro mongola, al Khanato di Crimea e all’Impero Ottomano.

Il massimo storico ucraino moderno, Mychajlo Hruševs'kyj (1866–1934), scrisse:  «…L’elemento orientale è stato e resta molto forte e attivo nella nostra vita, con una composizione estremamente complessa.»

Nel 2018 abbiamo fondato la nostra casa editrice dedicata all’Asia, la prima del suo genere in Ucraina, per affrontare le sfide contemporanee della globalizzazione, rispondere all’ascesa dell’Asia e superare il lascito postcoloniale dell’Ucraina. Produciamo libri originali e pubblichiamo traduzioni in ucraino di letteratura antica e contemporanea proveniente dall’Asia. Lavorando in generi diversi, cerchiamo di offrire agli ucraini una conoscenza più approfondita delle società e culture asiatiche.

Copertina del libro di saggistica di Sanmao, ambientato nel Sahara.

Copertina del libro di saggistica di Sanmao, ambientato nel Sahara. Foto di Filip Noubel, usata con permesso.

FN: Avete già tradotto e pubblicato opere di letteratura giapponese e taiwanese. Come sono state accolte queste traduzioni? Che visibilità ha oggi la letteratura taiwanese in Ucraina? 

SP: Yes, we already published a Japanese modern classic, ‘Quilt,’ a collection of short stories by Tayama Katai (田山 花袋). This spring we also released ‘The Setting Sun,’ a collection of short prose by Dazai Osamu (太宰 治). Regarding Taiwan, we have already published three titles of contemporary fiction, and nine volumes of various Taiwanese comics. When we first published the awarded novel ‘The Stolen Bicycle’  by Wu Ming-yi (吳明益), and ‘The Stories of the Sahara’ by Sanmao (三毛), it was a totally new thing in our book market. We saw the potential of those books, but sales remained slow. As a result, the next fiction title ‘Ghost Town’ by Kevin Chen (陳思宏) was released only in late 2024. This coincided with the time when the Ukrainian book market experienced a huge boom. This is because of the 2022 full-scale Russian invasion and the subsequent ban on imports of books from Russia. Sales exceeded our expectations, therefore within five months, we released Chen's translation's second print. This amounts to a big success in our effort to promote Taiwanese literature.

As for comics, we established a young audience, who is keen on discovering Taiwan through high quality Taiwanese manga. Our mission is indeed to introduce Asian culture to Ukrainians, so we carefully curated each title. For example, ‘Guardienne’ (守娘) deals with the role of women in traditional Chinese society, ‘Invitation of Yama’ (閻王帖) shows us the Netherworld, ‘The Lion in a Manga Library’ (獅子藏匿的書屋) tells a story of genius go players, and ‘A Teatime Adventure’ (異人茶跡) reveals the history of how oolong tea appeared in Taiwan in the 19th century. All these titles include additional material which serve as a unique source of knowledge about Taiwanese and Asian culture.

SP: Sì, abbiamo già pubblicato un classico moderno giapponese, “Quilt” – una raccolta di racconti di Tayama Katai (田山 花袋). Tra le novità di questa primavera, abbiamo “The Setting Sun”, una raccolta di prose brevi di Dazai Osamu (太宰 治). Per quanto riguarda Taiwan, contiamo tre titoli di narrativa contemporanea e nove volumi di fumetti taiwanesi di vario genere. Quando abbiamo pubblicato per la prima volta il romanzo premiato “The Stolen Bicycle” di Wu Ming-yi (吳明益), e “The Stories of the Sahara” di Sanmao (三毛), è stato qualcosa di completamente nuovo per il nostro mercato librario. Abbiamo riconosciuto il potenziale di quei libri, ma le vendite sono rimaste lente. Di conseguenza, il titolo successivo di narrativa, “Ghost Town” di Kevin Chen (陳思宏), è uscito solo alla fine del 2024. Questo periodo ha coinciso con un grande boom del mercato librario ucraino, causato dall’invasione russa su larga scala del 2022 e dal successivo divieto di importazione di libri dalla Russia. Le vendite hanno superato le nostre aspettative; perciò, nel giro di cinque mesi, abbiamo pubblicato una seconda ristampa della traduzione di Chen. Questo ha rappresentato un grande traguardo nei nostri sforzi per promuovere la letteratura taiwanese.

Per quanto riguarda i fumetti, abbiamo costruito un pubblico giovane, che è desideroso di scoprire Taiwan attraverso manga taiwanesi di alta qualità. La nostra missione è far conoscere la cultura asiatica al pubblico ucraino, per questo abbiamo selezionato con cura ogni titolo. Ad esempio, “Guardienne”(守娘) tratta del ruolo delle donne nella società cinese tradizionale, “Invitation of Yama” (閻王帖) ci mostra l’Oltretomba, “The Lion in a Manga Library” (獅子藏匿的書屋) parla della storia di giocatori geniali di go e “A Teatime Adventure” (異人茶跡) racconta la storia dell’arrivo del tè oolong a Taiwan nel diciannovesimo secolo. Tutte queste opere includono materiale aggiuntivo che costituisce una fonte preziosa di conoscenza sulla cultura taiwanese e asiatica.

FN: Qual è il piano editoriale per il futuro? Includerà la letteratura cinese? Quali sono le sfide principali per i traduttori? 

SP: As for Chinese literature, we actually started in 2018. We published the first Ukrainian translations of classical texts such as  Zhuangzi philosophy, and the ‘Classic of Tea’ by Lu Yu.  We presented them at the most important book festival in Ukraine — Book Arsenal 2019. It marked a successful start on the Ukrainian book scene, with more than two hundred people attending our events dedicated to promoting our translations.

We also published children series on topics such as the legends of China, the 24 terms of the Chinese solar calendar, Chinese opera. But now we decided to publish only classics from Chinese literature, such as Xiao Hong (蕭紅), a prominent Chinese female writer who lived and wrote during the Republic of China period (1912–1929 in mainland China). Apart from Taiwan titles, we plan to publish Japanese manga titles to match our Taiwanese comics series. We also plan to publish more Korean fiction. This plan actually reflects the interest of our Ukrainian audience.

The main challenges for the translators is that they deserve to be well-paid for their translations from Asian languages, as they have rare language skills. Yet there is no way for us as a publisher to provide high payments, as the Ukrainian book market is still weak. Besides, Asian literature is still considered a niche literature, so the print runs are quite small. Of course, we try to identify grants as much as possible, but very often we publish our books (particularly classic titles) by relying entirely on our publishing funds.  Our edition of Chinese classic poetry by outstanding Ukrainian sinologist Yaroslava Shekera has been selling on the market for five years.

SP: Relativamente alla letteratura cinese, in realtà abbiamo cominciato nel 2018. Abbiamo curato le prime traduzioni in lingua ucraina di testi classici come la filosofia di Zhuangzi e “Classic of Tea” di Lu Yu. Li abbiamo presentati al più importante festival letterario in Ucraina, il Book Arsenal del 2019. L'evento ha segnato un avvio positivo nel panorama editoriale ucraino, con oltre duecento persone coinvolte nelle attività di promozione delle nostre traduzioni.

Abbiamo anche pubblicato delle serie per bambini su temi quali le leggende cinesi, i 24 termini del calendario solare cinese e l'opera tradizionale cinese. Ora, però, è nostra intenzione lanciare solo classici della letteratura cinese, come Xiao Hong (蕭紅), una figura di spicco che ha vissuto e scritto durante il periodo della Repubblica di Cina (dal 1912 al 1929 nella Cina continentale). Oltre ai titoli taiwanesi, prevediamo di inserire nel catalogo manga giapponesi in linea con le nostre serie di fumetti taiwanesi. Puntiamo anche a pubblicare più narrativa coreana. Questo piano riflette di fatto l'interesse del pubblico ucraino.

La sfida più grande per i traduttori è che meritano una giusta retribuzione per le loro traduzioni dalle lingue asiatiche, data la rarità delle competenze linguistiche richieste. Al momento, per noi editori non è ancora possibile offrire dei compensi elevati, poiché il mercato editoriale ucraino è ancora debole. Per di più, la letteratura asiatica è considerata una letteratura di nicchia, quindi le tirature restano piuttosto basse. Cerchiamo di ottenere finanziamenti quanto più possibile, ma spesso pubblichiamo libri – soprattutto i classici – attingendo esclusivamente alle nostre risorse interne. La nostra edizione di poesia classica cinese curata dalla rinomata sinologa Yaroslava Shekera è in vendita da cinque anni.

FN: Attualmente vivi a Tainan. Quali sono state finora le sorprese più grandi per te a Taiwan? Che cosa ti piacerebbe che gli ucraini comprendessero meglio di Taiwan?

SP: Since last January I have been based in Tainan, a lovely city in the south of Taiwan. I like it because it is the oldest city in Taiwan, with a rich 400-years long history, with a lot of beautiful architecture, hidden temples, nice weather and the ocean nearby. When I first arrived to this city I was absolutely charmed, and I want Ukrainians to understand that Taiwan is an independent state with a complex history, with different influences from its former colonizers, which all created a unique culture. And that Ukraine and Taiwan have quite a lot in common.

SP: Dallo scorso gennaio vivo a Tainan, una splendida città nel sud di Taiwan. Mi piace perché è la città più antica dell’isola, con una ricca storia lunga 400 anni, una splendida architettura, templi nascosti, un clima piacevole e l’oceano a due passi. Quando sono arrivata per la prima volta, sono rimasta incantata. Vorrei che gli ucraini capissero che Taiwan è uno Stato indipendente, con una storia complessa e diverse influenze derivanti dai suoi passati colonizzatori, che insieme hanno contribuito a creare una cultura unica. E che l’Ucraina e Taiwan, in realtà, hanno molto in comune.

Per approfondire il rapporto in evoluzione tra Taiwan e Ucraina, leggi la nostra copertura speciale: Understand the link between Ukraine and Taiwan.

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