Gli utenti in Russia potrebbero essere puniti per le ricerche su internet

La Duma di Stato russa, sede del parlamento del Paese, il 22 luglio ha approvato una legge [ru, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] che introduce multe per chi cerca contenuti “estremisti” su internet. Inoltre, una nuova normativa ora classifica l’uso delle reti private virtuali (VPN) come circostanza aggravante nei reati, rendendo i crimini più gravi agli occhi della legge e soggetti a pene più severe.

Il rappresentante della Duma Anton Gorelkin sul suo canale Telegram ha dichiarato: “i cittadini potranno usare le VPN liberamente per qualsiasi scopo legale. Tuttavia, se qualcuno utilizzasse questi servizi per commettere un reato, sarebbe considerata una circostanza aggravante.”

In base al nuovo emendamento, gli utenti possono essere multati con sanzioni comprese tra i 3000 e i 5000 rubli (circa 33-55 dollari) per aver cercato o avuto accesso a “materiale/informazioni estremisti”, inclusi i casi in cui ciò avvenga tramite VPN, nonostante tali siti siano già ufficialmente bloccati. Inoltre, la legge introduce multe per chi promuove o pubblicizza strumenti in grado di aggirare le restrizioni su internet, come le VPN. Le sanzioni variano da circa 555 dollari per le persone fisiche fino a 5.550 dollari per le persone giuridiche.

Come spiega Meduza, gli emendamenti danno una definizione molto ampia dei “materiali estremisti”. Il nuovo articolo della legge riporta in modo esplicito due modalità per determinare se un’informazione sia da considerare “estremista”. Il primo metodo, più trasparente, richiede che il materiale sia incluso nell’elenco federale pubblico dei materiali estremisti, che attualmente contiene oltre 5000 siti web.

Il secondo metodo, invece, fa riferimento alla legge federale “Sulla lotta all’attività estremista” e apre la porta [en] a interpretazioni estese e possibili abusi. Secondo questa legge [en], i materiali estremisti possono includere qualsiasi documento o informazione che inciti all’attività estremista, o ne giustifichi o legittimi la necessità.

Il concetto di “attività estremista” nella legislazione russa è oggi estremamente ampio: include [en] attività terroristiche, così come l’uso di simboli di organizzazioni considerate “estremiste” in Russia. Questo marchio è stato, ad esempio, applicato alla Fondazione Anticorruzione [en] di Alexey Navalny e perfino al “movimento pubblico internazionale LGBT”.

I media indipendenti russi non sono stati ancora etichettati come “estremisti”, ma in assenza di una normativa che impedisca alle autorità di farlo, Meduza suggerisce che questi emendamenti rappresentino un passo verso la criminalizzazione della lettura, poiché tale mossa vieterebbe, di fatto, alle persone di accedere a tali fonti di informazione.

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