La “prossima” grande novità? La nuova piattaforma social turca sotto esame per l'etichetta “nazionale”

Graphic shows source code and a repeated Mastodon logo.

Immagine di Arzu Geybullayeva, creata con Canva Pro.

In occasione del suo recente lancio [tr, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], Next Sosyal è stata pubblicizzata come la prima “app social media nazionale” del Paese, in grado di offrire agli utenti una nuova generazione di social privi di pubblicità e molestie. È stata presentata in anteprima in vista dell'edizione annuale del TEKNOFEST, un importantissimo evento turco dedicato alla tecnologia e alla difesa. L'affermazione secondo cui si tratterebbe di un prodotto puramente nazionale è stata, però, subito messa in discussione.

A pochi giorni dal suo lancio pubblico, avvenuto il 28 luglio e che ha attirato oltre 500.000 iscritti — gli utenti hanno scoperto che la piattaforma non era un sito esclusivo sviluppato da zero, bensì un server Mastodon. Il sito web [en] lo ha confermato, affermando che: “[La] sosyal.teknofest.app è una piattaforma social open source, basata su Mastodon e sviluppata dagli imprenditori di TEKNOFEST.”

Sadullah Uzun, direttore generale della tecnologia presso il Ministero dell'Industria e della Tecnologia, ha elogiato il successo della piattaforma, twittando, in quello che sembrava essere una frecciatina alle altre app: “Lavorando duramente un buon team tecnico può costruire un'ottima piattaforma social. Ma può anche attirare il pubblico? Gli utenti inizieranno a usarla? No! Finirà nel cimitero delle app come ‘una delle tante’. Ecco dove sta la differenza di Next Sosyal! La gente è curiosa, vuole farne parte e la sta usando in massa.”

Uzun ha attribuito il fascino della piattaforma al “fratello maggiore dei giovani, Selçuk”. Selçuk Bayraktar, 46 anni, proprietario della Baykar [it], nota azienda produttrice di droni e altre tecnologie di difesa, è il genero del presidente Recep Tayyip Erdoğan e il volto [en] dell'evento annuale TEKNOFEST.

Bayraktar stesso, proprio il giorno del lancio della novità, ha twittato al riguardo tramite il suo account personale X:

#TeknofestKuşağı’nın en son eseri: NEXT

NEXT — The latest innovation from the #TeknofestGeneration

Biz buradayız – We are here 👉 https://t.co/apx9lxERzz pic.twitter.com/9zI4e4gs0V

— Selçuk Bayraktar (@Selcuk) July 28, 2025

#TeknofestKuşağı’nın en son eseri: NEXT

NEXT — La più recente innovazione della #TeknofestGeneration

Biz buradayız – Ci trovi qui 👉 https://t.co/apx9lxERzz

Tra le centinaia di risposte, ce n'era una dall'account ufficiale di Mastodon, che ha condiviso a Bayraktar:

 Ciao, contattaci in direct.

Andy Piper, responsabile della comunicazione di Mastodon, ha rilasciato una dichiarazione a Global Voices: “Abbiamo inizialmente provato a contattare il proprietario del servizio per ricordargli e informarlo dei suoi obblighi di licenza tramite e-mail l'8 luglio. Da allora abbiamo fatto numerosi altri tentativi, ma le e-mail sono state respinte o ignorate. Dopo una serie di ulteriori messaggi da parte degli utenti nel fine settimana del 27-28 luglio, il 29 luglio il nostro account ufficiale X ha risposto a un post di rilievo che faceva riferimento a Next Sosyal, nell'ennesimo tentativo di contatto. Auspichiamo che il codice sorgente completo del servizio Next Sosyal venga reso disponibile, in conformità con i requisiti della licenza AGPL.”

La GNU Affero General Public License [it] (AGPL) è una licenza di software libero progettata per software come le applicazioni web, accessibili tramite una rete.

Il 30 luglio il fondatore di Mastodon Eugen Rochko, sul sito web di Mastodon, ha postato [en]: “Il nostro team è a conoscenza del fatto che il nuovo social turco Next Sosyal sta utilizzando il codice di Mastodon senza rispettare i termini della licenza e abbiamo già contattato i responsabili.”

Non è la prima volta che un progetto presentato come “nazionale e domestico” si basa in realtà su un’infrastruttura open-source straniera. Come ha osservato la giornalista Fusun Nebil, in progetti simili — tra cui Turkcell’s YAANi, un motore di ricerca locale, oppure PTT Messenger, l'app di messaggistica delle poste nazionali — è stato utilizzato un codice open source proveniente da applicazioni globali già esistenti, pur presentandoli come prodotti sviluppati localmente. “In breve,” Nebil ha concluso, “nonostante il termine ‘Next’ nel nome e il marchio TEKNOFEST, Next Sosyal non è né sviluppato né prodotto a livello nazionale.”

A rendere la situazione ancor più complessa è il fatto che Bayraktar, in un tweet del 4 luglio, quindi prima del lancio, — ha ammesso che la nuova piattaforma fosse basata su Mastodon. Ciò solleva interrogativi sul perché, nei giorni successivi al suo rilascio, sia stata così fortemente pubblicizzata come un prodotto puramente locale.

Nella dichiarazione scritta visionata da Global Voices, Piper ha aggiunto: “Il sito in questione sembra utilizzare il software Mastodon, concesso in licenza ai sensi della GNU Affero General Public License (AGPL). Sembra, però, sia stato modificato e che i riferimenti al codice Mastodon e ai diritti d'autore siano stati in gran parte rimossi dall'interfaccia utente e dal sito. Siamo stati inoltre informati che le app mobili sembrano essere basate sul nostro codice applicativo. La GNU Affero General Public License è una versione modificata della normale GNU GPL versione 3. Ha un requisito aggiuntivo: se si esegue un programma modificato su un server e si consente ad altri utenti di comunicare con esso, il server deve anche consentire loro di scaricare il codice sorgente corrispondente alla versione modificata in esecuzione. Un server Mastodon deve avere almeno un link visibile al codice sorgente del software nella pagina principale del servizio.”

Piper ha successivamente confermato che Mastodon ha finalmente stabilito “un contatto con il proprietario del servizio [e] questi ha dichiarato che si impegnerà a rispettare gli obblighi previsti dalla licenza”. La questione dovrebbe essere risolta nei prossimi giorni.

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