Una giornata nella vita di una tartaruga dell'Asia centrale

A Central Asian tortoise.

Una tartaruga dell'Asia Centrale. Foto di Saxon Bosworth. Utilizzata con autorizzazione.

Questo articolo è stato scritto da Albert Otkjaer per Vlast.kz ed è stato pubblicato il 19 agosto, 2025. Una versione modificata dell'articolo è stata pubblicata su Global voices nell'ambito di un accordo di partnership mediatica.

Il vasto Altopiano di Ustyurt [it], un deserto argilloso transfrontaliero che si estende tra Turkmenistan, Uzbekistan, e Kazakhstan occidentale, ospita la tartaruga dell'Asia Centrale, conosciuta come Tasbaqa in Kazako.

L'attività umana rappresenta la principale minaccia per questa e altre specie della regione. Le tartarughe vengono commerciate, uccise involontariamente o intrappolate nei fossati per il bestiame.

The Ustyurt Plateau in western Kazakhstan.

L'Altopiano di Ustyurt nel Kazakhstan occidentale. Foto di Saxon Bosworth. Utilizzata con autorizzazione.

Il regista britannico Saxon Bosworth ha di recente completato il suo nuovo film, TASBAQA [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] un breve documentario sulla vita della tartaruga dell'Asia Centrale, specie minacciata di estinzione.

Yuliya Zaugg, direttrice del Fondo Tasbaqa [kk], un'organizzazione per la conservazione dell'ambiente che si occupa delle tartaruge dell'Asia Centrale, sostiene che il film da voce alle tartarughe.

A Central Asian tortoise.

Una tartaruga dell'Asia Centrale. Foto di Saxon Bosworth. Utilizzata con autorizzazione.

” Il film di Saxon cattura il modo in cui una tartaruga dovrebbe vivere, uno stile di vita che presto potrebbe potrebbe cessare presto perché il suo ecosistema è minacciato dall'attività umana” Zaugg ha detto a Vlast.

Nel luglio, Bosworth ha presentato TASBAQA al Royal Geographical Society a Londra. Vlast ha intervistato Bosworth a proposito del film e del suo significato.

Albert Otkjaer (AO): Cosa ti ha ispirato a realizzare questo film?

Saxon Bosworth (SB): There isn’t a lot of film or media on the biodiversity of the plateau. I only discovered the Ustyurt Plateau when I came face to face with it in 2020. I was on the Karakalpak side in Uzbekistan, driving alongside the steep ridges on the way to the Aral Sea to document the last living species of the South Aral, the artemia brine shrimp.

I was stunned by the 21–23 million-year-old layers of rock that form the “chinks” (cliffs) and “sors” (valleys) of the mighty Ustyurt. A few years later, I started to imagine a project that would investigate the biodiversity of the plateau. Through long dialogue with local researchers, I discovered and then focused on the unique story of the wild Central Asian tortoise.

Saxon Bosworth (SB): Non ci sono molti film o programmi sulla biodiversità dell'Altopiano. Ho scoperto l'Altopiano di Ustyrut solo quando mi sono trovato di fronte ad esso nel 2020. Ero nella parte del Karakalpak, in Uzbekistan, lungo i ripidi crinali sulla strada per il lago d'Aral per documentare l'ultima specie vivente dell'Aral meridionale, il gamberetto salino artemia.

Sono rimasto sbalordito dagli  strati rocciosi risalenti a 21-23 milioni di anni fa che formano le “chinks” (scogliere) e “sors” (valli) dell'imponente Ustyurt. Alcuni anni dopo, ho iniziato ad immaginare un progetto che studiasse la biodiversità dell'Altopiano. Attraverso un lungo dialogo con i ricercatori locali, ho scoperto e poi mi sono concentrato sulla storia unica della tartaruga selvatica dell'Asia centrale.

AO: Di cosa parla il film?

SB: The viewer follows a day in the life of the tortoise, which  represents the entirety of the two-to-three month active window in the life of a tortoise of the Ustyurt. It emerges in late March, it mates and feeds, and then in May returns to its very long hibernation. I wanted to show the Central Asian tortoise living its true, bold, wild life, because it's something that is not  commonly understood, or perhaps easy to imagine, and that certainly includes myself. What does a wild tortoise's life look like? What makes up their day-to-day? And how has their life adapted to a place so extreme and vast as the Ustyurt Plateau?

It is this age-old relationship between species and ecosystem. This is something I find really entrancing. The film is very much about the symbiosis of the plateau and the tortoise — a relationship more than 1 million years old. To me, this is where the film lies. We know that tortoises hibernate for a long time, but the Tasbaqa of the Ustyurt sleeps for up to 10 months. This is highly adapted, this is exceptional.

SB: Lo spettatore segue una giornata nella vita della tartaruga, che rappresenta l'intero periodo attivo di due-tre mesi nella vita di una tartaruga dell'Ustyurt. Esce alla fine di marzo, si accoppia e si nutre, poi a maggio torna al suo lunghissimo letargo. Volevo mostrare come la tartaruga in Asia Centrale vive la sua vita vera, audace e selvaggia, perché è qualcosa non comunemente compreso o forse facile da immaginare e questo include sicuramente anche me stesso. Com'è la vita di una tartaruga? Come si svolge la loro giornata tipo? E come si sono adattati a un luogo così estremo e vasto come l'altopiano di Ustyurt?

È questo rapporto secolare tra specie ed ecosistema. È qualcosa che trovo davvero affascinante. Il film parla proprio della simbiosi tra l'altopiano e la tartaruga, un rapporto che dura da oltre un milione di anni. Per me, è questo il cuore del film. Sappiamo che le tartarughe vanno in letargo per lunghi periodi, ma la Tasbaqa dell'Ustyurt dorme fino a 10 mesi. Si tratta di un adattamento eccezionale, davvero straordinario.

AO: Che ruolo ha in tutto questo la dombra, uno strumento musicale nazionale kazako?

SB: From the beginning, I was set on recording Kazakh music for the soundtrack of the film. Friends introduced me to Kosaman Saparbayev and Ali Akyltai, and there it was: the soundtrack came together very naturally.

The dombra has such an emotional depth. While it looks like a simple two-string instrument, the combination of technical skill, emotional intelligence, and depth of character makes it so powerful. I only play the role of curator, the album is made by two dombra masters, Kosaman from Zhanaozen in Mangystau in the west, and Ali from Almaty in the east, who both come with their respective regional styles of playing dombra.

Kosaman plays Tokpe kuy and Ali plays Shertpe kuy. The two different styles come together beautifully. In the film, you have scenes like the tortoise waking up, gently going about its business where the more soft, tender dombra is played by Ali, and then you have a battle sequence where the more dramatic, epic piece is being played by Kosaman. Uniting their forces and styles covers the emotional landscape of the short film.

SB: Fin dall'inizio, ero deciso a registrare musica Kazaka per la colonna sonora del film. Degli amici mi hanno presentato Kosaman Saparbayev e Ali Akyltai, ed eccola lì: la colonna sonora è venuta fuori in modo molto naturale.

La dombra ha una tale profondità emotiva. Sebbene possa sembrare un semplice strumento a due corde, la combinazione delle abilità tecniche ed intelligenza emotiva, e la profondità del personaggio rende tutto più lo rende così potente. Dal mio canto svolgo solo il ruolo del curatore, l'album è fatto da due maestri di dombra, Kosaman dal Zhanaozen nell'ovest del Mangystau, ed Ali dall'est del Almaty, entrambi provengono da con i rispettivi stili regionali di suonare la dombra.

Kosaman suona il Tokpe kuy e Ali suona lo Shertpe kuy. I due stili diversi si fondono magnificamente. Nel film ci sono scene come quella in cui la tartaruga si sveglia e si dedica tranquillamente alle sue attività, accompagnata dal suono più morbido e delicato della dombra suonata da Ali, e poi c'è una sequenza di battaglia in cui Kosaman suona un brano più drammatico ed epico. L'unione delle loro forze e dei loro stili copre il panorama emotivo del cortometraggio.

AO: Cosa speri che il pubblico ricavi dal film?

SB: I like the idea that a viewer can watch and make up their own mind, that they can see and understand elements that perhaps even I as its creator cannot.

Yuliya from the Tasbaqa Fund has said, “these humble tortoises don’t have a voice in the world we are building. But through this film they get one for a moment and speak not only for themselves, but for others too.”

I would be delighted if the film does indeed offer a voice for voiceless creatures. I would recommend people to explore the work of the Tasbaqa Fund, a key objective of the project is to raise awareness for the tortoise. Presenting the bold life of a wild Central Asian tortoise is certainly a way in which the conservation efforts and film’s narrative are deeply entwined.

I deeply wish that a product of this film and impact campaign is for both the tortoise itself and the Tasbaqa Fund to have more allies and friends looking out for them, standing by them, and supporting them for years to come.

SB: Mi piace l'idea che lo spettatore possa guardare e farsi una propria opinione, che possa vedere e comprendere elementi che forse nemmeno io, in quanto creatore, riesco a cogliere.

Yuliya del Fondo Tasbaqa sostiene che, “queste semplici tartarughe non hanno voce nel mondo che noi stiamo costruendo. Questo film da loro voce per un momento e parla anche per altre specie.”

Sarei felicissima se il film offrisse davvero una voce alle creature che non possono parlare. Consiglio a tutti di scoprire il lavoro del Fondo Tasbaqa, uno dei cui obiettivi principali è sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione delle tartarughe. Presentare la vita audace di una tartaruga selvatica dell'Asia centrale è sicuramente un modo per intrecciare profondamente gli sforzi di conservazione e la narrazione del film.

Spero vivamente che questo film e la campagna di sensibilizzazione abbiano come risultato che sia la tartaruga stessa che il Fondo Tasbaqa abbiano più alleati e amici che si prendano cura di loro, li sostengano e li appoggino negli anni a venire.

La colonna sonora del documentario è disponibile sulle piattaforme di streaming musicale. (live performance, Spotify, Apple Music, YouTube).

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