
Nella foto, la foresta di Ebo [fr, come i link seguenti, se non diversamente indicato], nella Regione del Litorale [it] nel Camerun sudoccidentale; schermata dal post YouTube di France 24.
Dal 10 al 21 novembre 2025, diversi attori coinvolti nella lotta contro i cambiamenti climatici prendono parte alla trentesima edizione della Conferenza ONU sui cambiamenti climatici [en] (COP 30) a Belém in Brasile, riunendosi per discutere del futuro climatico del mondo. Verranno discusse diverse iniziative che faticheranno come sempre a venire varate, tra grandi discorsi e dibattiti. Ma, in concreto, sono le popolazioni povere che lottano e si giocano la carta della sopravvivenza a fronte delle manifestazioni quotidiane dei cambiamenti climatici.
Poiché la COP 30 si terrà alle porte della foresta amazzonica, l'importanza della preservazione delle foreste merita di venire considerata in maniera particolare. In questo contesto, la Rete degli Attori per lo Sviluppo Sostenibile (RADD), organizzazione con sede in Camerun, ha organizzato, il 17 novembre 2025, un'esperienza unica per le donne grazie ad un'immersione nella foresta del paese, in cui la copertura forestale occupa più del 40% del territorio. Marie Crescence Ngobo, segretaria esecutiva del RADD, che lavora per uno sviluppo durevole ed inclusivo e lotta per la sovranità delle popolazioni nella gestione delle proprie risorse, ha spiegato a Global Voices i motivi a sostegno di quest'iniziativa.
Jean Sovon (JS): Cosa ha ispirato il RADD ad organizzare quest'immersione nella foresta, e come si inserisce, quest'esperienza, nella vostra visione di sviluppo durevole e di preservazione della natura ?
Marie Crescence Ngobo (MCN) : Pour comprendre ce qui nous a inspiré d’organiser cette immersion en forêt, il faut aller chercher dans les origines du RADD et son parcours. Le RADD naît de la volonté des jeunes de pérenniser le projet ‘Kids For Forest’, initié dans le Bassin du Congo par Greenpeace International en 2009. ‘Kids For Forest’ a été un projet de plaidoyer qui permettait aux jeunes de se mobiliser dans leur pays pour demander aux décideurs de protéger et de gérer les forêts tout en pensant aux générations futures. A son terme, les jeunes ont créé Réseau des Acteurs du Développement Durable (RADD) pour continuer à promouvoir les idéaux du fondés sur la gestion durable, équitable et inclusive des ressources naturelles et particulièrement des forêts. Sur la base de cette vision, le RADD devait trouver des acteurs stratégiques capables de porter et d'incarner des missions de développement durable et inclusif. Les femmes, de part leur relation avec la nature, la terre et la forêt, sont les plus indiquées pour jouer ce rôle.
A travers l'imprégnation dans la forêt, le RADD revient à ses missions originelles qui consiste à s’investir pour garder et protéger les forêts. Nous sommes dans le bassin du fleuve Congo, et cette année la COP 30 a mis un accent particulier sur la forêt qui constitue le poumon de la terre. La nécessité de préserver les forêts est encore plus pressante. Malheureusement, la modernité, le colonialisme, les industries extractivistes, les agroindustries, l’extraction de mines, les barrages et autres grands projets qui dévastent les forêts travaillent à éloigner la femme, et les jeunes de toute la richesse que regorge la forêt en leur ôtant toute volonté de contribuer à sa conservation. Cette immersion va renouveler l’alliance des femmes du bassin du Congo avec la forêt et inspirer leur volonté de conserver cet écosystème. On va rappeler les rôles que la forêt a toujours joués pour l’homme, et insister sur la nécessité de la préserver pour les générations présentes et futures afin d'atténuer les changements climatiques.
Marie Crescence Ngobo (MCN) : Per capire cosa ci abbia ispirato ad organizzare quest'immersione nella foresta bisogna cercare nelle origini del RADD e nel suo percorso. Il RADD è nato dalla volontà dei giovani di perennizzare il progetto “ragazzi per la foresta” avviato nel Bacino del Congo [it] da Greenpeace International [en] nel 2009. ‘Ragazzi per la foresta’ è stato un progetto di promozione che ha permesso ai giovani di mobilitarsi nel proprio paese per richiedere ai legislatori di proteggere e gestire le foreste pensando alle generazioni future. Da parte loro i giovani hanno creato il Réseau des Acteurs du Développement Durable (RADD) per continuare a promuovere gli ideali basati su di una gestione durevole, equa ed inclusiva delle risorse naturali ed in particolare delle foreste. Basandosi su questa visione, il RADD ha dovuto trovare attori strategici capaci di portare ed incarnare la missione di sviluppo durevole ed inclusivo. Le donne, di per se già legate alla terra, alla natura ed alla foresta, sono le più idonee a sostenere questo ruolo.
Grazie all'immersione nella foresta, il RADD torna alla sua missione originale di impegno nella protezione e salvaguardia delle foreste. Ci troviamo nel bacino del fiume Congo, e quest'anno la COP 30 ha posto un particolare accento sulle foreste che costituiscono il polmone della terra. La necessità di preservare le foreste è ancora più pressante. Purtroppo la modernizzazione, il colonialismo, le industrie estrattive, le industrie agroalimentari, le industrie minerarie, le dighe e gli altri grandi progetti che devastano le foreste allontanano donne e giovani dalle ricchezze offerte dalle foreste, togliendo loro ogni volontà di contribuire alla loro conservazione. Quest'immersione tende a rinnovare l'alleanza delle donne del bacino del Congo con la foresta, ed ispirare la loro volontà alla conservazione dell'ecosistema. Ricorda loro il ruolo che la foresta ha sempre avuto per l'essere umano ed insiste sulla necessità di preservarle per le generazioni presenti e future per poter attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici.
JS : Questa attività di impregnazione come contribuisce concretamente agli obiettivi della COP 30 ed alla mobilitazione del Camerun a favore del clima?
MCN : En prélude à cette immersion, nous avons eu deux panels où nous avons discuté de “l’avenir du monde sans la forêt et les eaux” et du “Genre et finance climatique”. Il y a eu une soirée en forêt, une foire d’exposition des semences paysannes agroécologiques,des objets artisanaux de la forêt, marche sportive, une rencontre virtuelle avec l'équipe à Belém, un plantation de quelques arbres pour marquer notre passage à la Sanaga Beach, une projection des films documentaires et une rencontre avec les seigneurs de la Forêt.
Cette imprégnation renforce les capacités des femmes dans la compréhension et l’intégration des enjeux du climat en lien avec les forêts et forme ces femmes à s’investir dans les dynamiques d’adaptation et d’atténuation des changements climatiques. Les femmes qui subissent les effets deschangements climatiques peuvent proposer des solutions pertinentes qui doivent être capitalisées à la COP 30. L’Amazonie et le bassin du Congo représentent des solutions aux changements climatiques et il faut les préserver. Une bonne préservation des ces écosystèmes ne doit pas se faire sans ces femmes. Ce sont elles qui doivent apporter les solutions et non l’inverse.
Pour le Cameroun, c’est une main tendue aux décideurs afin qu’elles prêtent une oreille attentive à ce qui est fait par les femmes et les considèrent comme des acteurs de premier plan dans la rédaction et l'implémentation des plans nationaux de lutte contre les changements climatiques.
MCN : Prima di questa immersione abbiamo avuto due incontri durante i quali abbiamo discusso dell'”avvenire del mondo senza foreste ed acqua” e del “genere e finanza climatica”. C'è stata una serata nella foresta, una fiera espositiva di semenze agroecologiche del paese, di oggetti artigianali della foresta, una marcia sportiva, un incontro virtuale con il gruppo di Belem, la piantumazione di alcuni alberi per marcare il nostro passaggio a Sanaga Beach, una proiezione di documentari ed un incontro con i signori della foresta
Questa immersione rinforza la capacità delle donne di comprendere ed integrarsi nei rischi del clima in stretto legame con le foreste, e insegna alle donne ad impegnarsi nelle dinamiche di adattamento ed attenuazione dei cambiamenti climatici. Le donne che subiscono gli effetti dei cambiamenti climatici possono proporre soluzioni pertinenti, che dovranno venire capitalizzate nella COP 30. L’Amazzonia ed il bacino del Congo rappresentano una soluzione ai cambiamenti climatici ed è essenziale preservarli. Non è possibile una buona conservazione di questi ecosistemi senza queste donne. Sono loro che devono portare soluzioni, e non il contrario.
Per il Camerun si tratta di una mano tesa ai legislatori affinché porgano un orecchio attento a quanto le donne fanno, considerandole come attrici di primo piano nella redazione e l'implementazione dei piani nazionali di lotta contro i cambiamenti climatici.

Immagine di Marie Crescence Ngobo ; usata con permesso.
JS : Quali sono le persone scelte per vivere quest'esperienza nella foresta, e che cambiamenti sperate di osservare in loro dopo quest'immersione ?
MCN : Plus de six catégories de personnes sont sélectionnées. Les femmes riveraines des agro-industries parce que les plantations de monoculture de palmier à huile, de canne à sucre ou d’hévéa ont littéralement détruit la forêt et ces femmes sont en première ligne de lutte pour l’accès à leur terre ou les forêts leur donnaient tous les moyens de vivres . Mais également les femmes des cases communautaires de semences paysannes qui sont les gardiennes de la semence locale, car sinon la forêt ne se maintient pas. Les Africains doivent renforcer leur souveraineté semencière et éloigner les semences hybrides qui sont accompagnées d'engrais chimiques de synthèse qui sont aussi une cause de changement climatique.
De même, les transformatrices de produits agricoles pastoraux et produits forestiers non ligneux (les produits issus des forêts, à l'exception du bois) qui donnent de la valeur à nos produits locaux pour concurrencer les produits manufacturés qui envahissent nos marchés et nous éloignent de nos valeurs culturelles, cultuelles et traditionnelles.
Aussi, les femmes urbaines qui ont besoin de se ressourcer afin de reprendre contact avec la mère forêt source de valeurs sur le plan alimentaire, de la santé et de l'environnement.
Les peuples autochtones ou les premiers habitants de la forêt, habiles conservateurs gardiens de cette forêt et de toute sa richesse.
Engin, les “seigneurs de la forêt” soit un un groupe de jeunes issus des forêts qui s'investissent pour sa valorisation.
MCN : Sono state selezionate più di sei categorie di persone. Le donne rivierasche delle industrie agricole, perchè le piantagioni di monocoltura delle palme da olio, delle canne da zucchero o di caucciù hanno letteralmente distrutto la foresta, e queste donne sono in prima linea nella lotta per l'accesso alle loro terre, dove le foreste forniscono tutti i mezzi di sostentamento. Ma anche le donne delle case comunitarie di semenze del paese, guardiane delle semenze locali, senza le quali la foresta non si mantiene. Gli africani devono rinforzare la loro sovranità semenziale ed allontanarsi dalle semenze ibride che contengono fertilizzanti chimici di sintesi che, anche loro, sono causa dei cambiamenti climatici.
Allo stesso modo le trasformatrici di prodotti agricoli pastorali e prodotti forestali non legnosi (i prodotti forniti dalla foresta oltre al legno), che danno valore ai nostri prodotti locali per fare concorrenza ai prodotti industrializzati che invadono i nostri mercati e ci allontanano dai nostri valori culturali, cultuali e tradizionali.
Come pure le donne urbane che hanno bisogno di ricuperare e riprendere contatto con la madre foresta, fonte di valori sul piano alimentare, sanitario ed ambientale.
Le popolazioni autoctone dove vivono i primi abitanti della foresta, abili conservatori e guardiani della foresta e delle sue ricchezze.
Infine, i “signori della foresta”, un gruppo di giovani che vengono dalla foresta e che si impegnano nella sua valorizzazione.
JS : il RADD come pensa di capitalizzare quest'esperienza? Pensate di creare ambasciatori della natura o avviare nuove iniziative locali a partire da questa dinamica ?
MCN : Nous allons agir à plusieurs niveaux à travers le renforcement du groupe des seigneurs de la forêt qui sera présent au Hub COP 30 pour les doter de ressources afin de continuer à oeuvrer pour la protection et la valorisation des forêts. Nous prévoyons aussi d'intégrer les semences forestières dans le programme de promotion des systèmes semenciers gérés par le RADD.
MCN: intendiamo agire a diversi livelli rinforzando il gruppo dei signori della foresta che sarà presente all'Hub COP 30 per dotarli di risorse affinché possano continuare a operare per la protezione e la valorizzazione delle foreste. Prevediamo inoltre di integrare le semenze estranee nel programma di promozione del sistema semenzale gestito dal RADD.
JS : Quali istituzioni vi sostengono in questo impegno ?
MCN : Au niveau local, nous avons la Convergence des Femmes Camerounaises contre les Changement Climatique (COFECCC); le Ministère de l’Environnement, de la Protection de la Nature et du Développement Durable ; et l’Office National sur le Changement. A l'international, il y a l’AWID qui est le principal partenaire nous apporte un appui financier, technique et dans la communication; l’Africa Climate Justice Movement (ACJM), un mouvement des femmes africaines soutenu par le Global Fund for Women (GWF). Nous avons aussi à nos côtés l’Agroecology Fund et Global Voices.
Nous voulons solliciter plus d’appui pour soutenir nos initiatives et continuer par renforcer les capacités des femmes dans la compréhension des enjeux climatiques au niveau mondial. Il existe des solutions endogènes que les femmes camerounaises ont proposé, elles cherchent des partenaires pour les accompagner dans la réalisation des ces actions.
MCN: A livello locale abbiamo la Convergenza delle donne camerunensi contro i cambiamenti climatici (COFECCC); il Ministero dell'Ambiente, della Protezione della natura e dello Sviluppo sostenibile; e l'ufficio nazionale per il cambiamento. A livello internazionale il nostro partner principale, l’AWID, ci da sostegno finanziario, tecnico e di comunicazione, l’Africa Climate Justice Movement (ACJM), un movimento di donne africane sostenuto dal Global Fund for Women (GWF) [en]. Abbiamo anche dalla nostra parte l’Agroecology Fund [en] e Global Voices.
Vogliamo chiedere un maggiore appoggio per sostenere le nostre iniziative e continuare a rinforzare la capacità delle donne alla comprensione dei rischi climatici a livello mondiale. Ci sono soluzioni endogene proposte dalle donne camerunensi, cercano sostenitori che le accompagnino nella realizzazione di queste azioni.






