La lista bianca nella censura russa di internet
Da almeno 10 anni, il governo russo sta severamente minando la libertà della RuNet (rete russa), creando una lunga lista [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] di siti e piattaforme web che i provider di servizi internet sono tenuti a bloccare in Russia. Se non fosse che ora, però, sta compiendo qualcosa di decisamente diverso. Quest'anno le autorità russe hanno creato una “white list”, ossia una lista bianca di siti da non oscurare, mentre tutto ciò che non ne è parte non sarà più accessibile agli utenti. Per il momento, il sistema dovrebbe attivarsi solo quando la rete internet mobile viene bloccata. Ma gli esperti non dubitano affatto [ru] che sia questo il futuro che attende gli utenti russi della rete; un futuro in cui il Paese sarà trasformato in una specie di Corea del Nord [it] e internet in un “intra-net”.
L'istituzione delle white list è verosimilmente collegata ai continue e lunghe interruzioni della rete mobile di internet si sono verificate per gran parte del 2025. Il pretesto per queste sospensioni è presumibilmente legato alle operazioni condotte dai droni ucraini, che bombardano le infrastrutture petrolifere russe appoggiandosi ad internet per identificare i propri target. Secondo il canale Telegram Chanel “Na svyazi” [ru] che notifica giornalmente le interruzioni della rete internet, il 27 settembre 2025, per esempio, 54 regioni della Russia hanno riportato delle interruzioni [ru] della connessione mobile [ru]. E così in 30 regioni sono state implementate anche delle liste bianche di siti fruibili [ru], di pari passo con le interruzioni di rete.
Le risorse web incluse in queste white list sono localizzate esclusivamente in Russia. In fase di redazione del presente articolo, quelle che vi rientrano sono [ru]:
- siti web del governo russo e della Amministrazione Presidenziale;
- servizi di Gosuslugi, il portale istituzionale di e-government che offre servizi pubblici, come gestione passaporti, tasse e sanità;
- alcuni servizi bancari online;
- piattaforme nazionali, quali il social media VK e l'app di messaggistica Max;
- la piattaforma Mail Ru, provider di posta elettronica e aggregatore di notizie;
- il sistema di voto elettronico utilizzato per le elezioni nazionali;
- servizi Yandex — inteso come l'ecosistema digitale della compagnia tech russa articolato in motore di ricerca, mappe, posta elettronica, taxi, etc. —, i marketplace Ozon e Wildberries, cioè le maggiori piattaforme di compravendita online del Paese, simili ad Amazon;
- operatori telefonici e internet;
- Avito — popolare sito di annunci russo, utilizzato per la vendita/acquisto di beni, vari annunci di affitto e lavoro —, Yandex Zen — piattaforma di creazione di contenuti e blogging con articoli e notizie personalizzate;
- Rutube, ossia una piattaforma russa di condivisione video, simile a YouTube;
- sito ufficiale del sistema di pagamento Mir, il circuito nazionale di pagamento con carta, alternativo a Visa/Mastercard;
- KinoPoisk, piattaforma di streaming, informazione e recensione di film e programmi TV — simile al connubio IMDb + Netflix;
- Due delle più grandi catene di supermercati della Russia;
- 2GIS, app russa di mappatura digitale e navigazione di città fornita di informazioni dettagliate su attività commerciali — come Google Maps integrato con una business directory.
Ad oggi, ci si aspetta che le liste bianche entrino in funzione solo durante le interruzioni della connessione mobile. Ma guardando all'ampio spettro di servizi che includono, potrebbero essere implementate anche per tutte le altre connessioni in Russia.
Mikhail Klimarev, capo della ONG League for the free Internet, ha dichiarato in un'intervista a Global Voices che si aspetta che tali misure possano essere portate a compimento in circa tre anni.
La censura di internet ora censura l'infrastruttura in Russia
Oltre a tutto questo, le autorità russe hanno già dichiarato una guerra alle VPN: ricorrendo alla tecnica di Deep Packet Inspection, o DPI, identificano e bloccano molti protocolli comuni di VPN. Parallelamente, il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto esecutivo che proibisce ogni pubblicità di servizi di VPN [ru] in tutto il Paese.
Recentemente, il governo ha cominciato a bloccare tutte le specifiche fonti di traffico, in modo da poter tracciare se si tratti di chiamate internet, gaming, streaming o perfino VPN. Questo significa che perfino prima dell'implementazione ufficiale delle white list, il governo ha già cominciato a restringere le comunicazioni con il mondo esterno per molte persone in Russia — o, almeno per il momento, le comunicazioni vocali via internet.
L'11 agosto 2025, molti utenti hanno iniziato a lamentare problemi con le chiamate WhatsApp e Telegram. Le connessioni sono diventate così instabili da non permettere conversazioni continuative a causa di interruzioni a metà discorso. Neanche l'uso delle VPN ha migliorato la qualità delle chiamate.
Come scritto in un post su LinkedIn da Denis Yagodin, ex Direttore dell'Innovazione nell'ONG russa Technologies for Social Good, ora in esilio a Teplitsa, non si tratta di bug interni alle app.
Russia isn't targeting these platforms individually – they're systematically dismantling the technical infrastructure that makes free internet communications, including voice calls, possible. Through deep packet inspection (DPI), Russian censors can identify and throttle VoIP protocols regardless of which app you're using. It's protocol-level censorship, not app-level blocking.
The technical mechanics are elegant in their simplicity. Every messenger – whether it's WhatsApp, Telegram, Signal, or Viber – relies on the same underlying technologies for voice calls: VoIP protocols, WebRTC for browser-based calling, and UDP/TCP data streams for audio transmission. Russia's censor can now use DPI to scan packet signatures and identify VoIP traffic patterns in real-time. They don't need to know if you're using WhatsApp or Telegram; they just need to recognize that you're making an internet call and block it at the protocol level. It's like cutting all the phone lines instead of disconnecting individual phones.
This creates a perfect storm of plausible deniability. Since Signal and Viber are already banned, and most Russians primarily use WhatsApp and Telegram for calls, the broader public assumes these specific apps are being targeted. Meanwhile, the real casualty is the basic ability to make free voice calls to anywhere in the world. What looks like app-specific censorship is actually infrastructure-level control – a blueprint that other governments are studying with interest.
La Russia non sta prendendo di mira queste piattaforme nella loro singolarità – sta smantellando razionalmente in blocco tutte le infrastrutture tecniche che rendono possibili le comunicazioni libere per mezzo di internet, incluse le chiamate vocali. Attraverso la tecnica di analisi profonda dei pacchetti di dati che transitano via internet, nota come Deep Packet Inspection (DPI), i censori russi possono identificare e paralizzare i protocolli VoIP (Voice over Internet Protocol, cioè quella tecnologia che abilita la telefonia vocale via web), indipendentemente dall'app che si utilizza. Si tratta di una censura a livello di protocollo, non di un blocco a livello di applicazione.
La meccanica che c'è dietro è elegante nella sua semplicità. Ogni app di messaggistica – sia che si tratti di WhatsApp, che di Telegram, Signal, o Viber – poggia sulle stesse tecnologie per consentire le chiamate vocali: i protocolli VoIP, WebRTC per le chiamate da browser e i protocolli UDP/TCP per lo stream dei dati nella trasmissione audio. Il censore russo ora può usare la DPI per scansionare l'intestazione e il contenuto dei pacchetti, e identificare pattern di traffico tipici del VoIP in tempo reale. Non occorre sapere se si sta utilizzando WhatsApp o Telegram; basta solo riconoscere che si sta effettuando una chiamata internet e bloccarla a livello di protocollo. È come tagliare tutte le linee telefoniche anziché disconnettere i singoli telefoni.
Questo provoca un'ondata perfetta di negabilità plausibile. Dal momento che Signal e Viber sono già bannati, e la maggioranza dei russi utilizza come prima scelta WhatsApp e Telegram per le chiamate, l'opinione pubblica deduce che siano proprio queste due specifiche app ad essere bersagliate. Nel frattempo, la vera vittima è la semplice abilità di effettuare chiamate libere al resto del mondo. Quella che sembra una censura rivolta ad app circoscritte è, di fatto, una forma di controllo esercitata sulle infrastrutture – un progetto che altri governi cominciano a studiare con interesse.
La messaggistica nazionale coopera con le autorità
La “messaggistica nazionale”, sviluppata dalla piattaforma di social media VK affiliata allo Stato, ha guadagnato immediatamente la reputazione di essere una macchina della sorveglianza che acquisisce tutti i messaggi, le chiamate e le ricerche degli utenti per inviarle gratuitamente alle autorità. In più, “Max” — come è stata chiamata questa nuova app — attualmente funzionerà solo con SIM card russe o bielorusse, il che vuol dire che per chiunque viva all'estero non sarà possibile utilizzarla. Anche se quelle centinaia di migliaia di russi emigrati dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina (e qualcuno anche prima d'allora) possono prendere possesso di una SIM card russa, c'è una nuova iniziativa del Roskomnador, l'agenzia federale che controlla i media russi, in base alla quale sarebbero bloccate le chiamate in arrivo da SIM russe effettuate tramite roaming o da SIM card straniere via app di messaggistica ma anche tramite classiche chiamate mobili.
Ciononostante, l'app Max è attualmente presente sia su Google Play Store che su App Store in Russia.

Screenshot dell'app di messaggistica Max presente su Google Play Store in Russia. Uso legittimo.
Altri attacchi ai content creator di Instagram e Facebook
Una delle ultime leggi, entrate in vigore questo autunno, proibisce ogni tipo di pubblicità su Facebook e Instagram [ru] in conseguenza del blocco di Meta, avvenuto nella primavera del 2022 a causa della sua classificazione come organizzazione estremista. Ad ogni modo, la popolarità di Instagram è rimasta intonsa tra i blogger di natura non politica, che hanno continuato a collaborare [ru] con i brand commerciali e le agenzie pubblicitarie. Secondo l'associazione nazionale di categoria Russian Association of Communication Agencies (AKAR) [ru], nel 2024, il mercato dei creatori di contenuti ha raggiunto solo su Instagram, un valore di 11,5 miliardi di rubli (pari a circa 130 milioni di dollari).
Cronologia della censura russa di internet
Stando alle informazioni riportate dall’organo di stampa d'opposizione Meduza, una breve e incompleta linea temporale delle principali azioni censorie intraprese dal governo russo parte dal 2015.
- Le prime vittime su vasta scala sono state legate a questioni di copyright (in modo simile a come le nazioni dell'Occidente definiscono le linee guida per le piattaforme online, per le quali il copyright ha rappresentato il primo espediente per la moderazione dei contenuti). Il più popolare tracker di torrent, RuTracker, e la più grande biblioteca online, Flibusta, sono stati bloccati nel 2015.
- La prima piattaforma social di origine straniera a essere oscurata è stata LinkedIn, nel 2016. Ufficialmente, la ragione è stata legata al fatto che la piattaforma non avesse archiviato i dati degli utenti all'interno della Russia. In ogni caso, non contando molti utenti russi (nel 2016, ammontavano approssimativamente attorno a 6 milioni), il blocco è passato praticamente inosservato.
- In seguito, nel 2018, il governo ha provato a bloccare Telegram, riuscendoci solo in parte; ma nel 2020, le autorità hanno sospeso il ban, affermando che l'app fosse pronta a combattere “il terrorismo e l'estremismo”.
- Nel 2021, si è assistito a una stretta del governo verso Tor Browser, popolare motore di ricerca per la navigazione anonima, e anche verso le prime VPN — che in seguito sarebbero state bannate a decine.
- Dopo l'invasione su vasta scala dell'Ucraina nel 2022 e dietro il falso pretesto della censura bellica, il governo ha iniziato a bloccare sempre più fonti e piattaforme internet.
- Nel 2022, le autorità hanno bannato Facebook e Instagram, oscurato completamente Twitter (che in precedenza era già stato “rallentato”), Chess.com (il più grande sito di scacchi online), Patreon (piattaforma in abbonamento dedicata ai creatori di contenuti), Google News (ma non Google Search) e la maggioranza dei siti dei media russi indipendenti.
- La fase successiva è iniziata nel 2024 e proseguita per tutto il 2025. Il governo ha bloccato le popolari e sicure app di messaggistica Viber, Discord e Signal e ha cominciato a bloccare parzialmente anche WhatsApp e Telegram. YouTube è stato reso praticamente inaccessibile. Ficbook, il principale sito di fanfiction in Russia, è stato oscurato.
- Nel 2025, i siti web che hanno usato Cloudflare (che consente di bypassare la censura senza ricorrere a una VPN) sono stati chiusi.
- Nell'estate del 2025, è stato annunciato un blocco di WhatsApp a livello nazionale, in cui le autorità pianificano di sostituirlo con un “messenger nazionale”.
- Mikhail Klimarev non dubita che anche Telegram sarà bloccato nel prossimo futuro.
La Russia si sta dirigendo verso, o meglio, sta precipitando dentro un intra-net. Non solo l'accesso alle notizie e all'informazione, ma anche la comunicazione con gli esseri umani situati all'estero si sta riducendo giorno dopo giorno. Klimarev teme che, quando anche Telegram verrà bannato, sarà più complicato informare la gente riguardo le VPN messe a disposizione dagli attivisti per le persone all'interno dei confini russi. I media di opposizione, gli immigrati informatizzati e le ONG stanno vendendo o distribuendo accesso a VPN più piccole [ru] dotate di protocolli sconosciuti sparsi in centinaia di server. È come il gioco del gatto e del topo, ma con le autorità russe che periodicamente scovano e bloccano queste VPN. Eppure funziona — per ora. Tuttavia, se il governo russo alla fine dovesse decidere di trasformare il Paese in una Corea del Nord, anche le VPN diventerebbero del tutto inutili [it].









