
Illustrazione di Distintas Latitudes. Utilizzato con autorizzazione.
Questo articolo è stato scritto da Distintas Latitudes [es, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] e pubblicato il 20 Febbraio 2024 nell'ambito di un'istruttoria regionale “Dove andremo a vivere?” effettuata dalla 7° generazione del LATAM Network di Giovani Giornalisti sull'accesso all'alloggio in America Latina e nei Caraibi. Una versione modificata è ripubblicata su Global Voices nell'ambito di una media partnership.
I giovani latinoamericani lasciano la casa dei propri genitori, all'età di 28 anni. Di fronte alla realtà della vita adulta, le preoccupazioni delle nuove generazioni sono: mancanza di lavoro, salari precari, fenomeni associati al cambiamento climatico, salute mentale, violenza, migrazione. E oltre a tutto questo, prevale una domanda comune: Saremo in grado di avere una casa nostra un giorno?
Secondo la Commissione cconomica per l'America Latina e i Caraibi (CEPAL), nel 2023 l’82% della popolazione latino-americana viveva nelle aree urbane. Ciò rende la regione una delle più urbanizzate del mondo. Tuttavia, è anche vero che l'accesso agli alloggi è molto difficile, specialmente per i giovani.
Per Carla Escoffié, una ricercatrice di alloggi e autrice del libro Un paese senza un tetto, “l'alloggio è un diritto fondamentale per l'esercizio di altri diritti”. Avere uno spazio sicuro, dice, è essenziale per i diritti sessuali e riproduttivi, per il diritto all'identità e al riposo. In alcuni casi, è persino un fattore determinante per l'accesso a un lavoro.
Per decenni, il governo e le organizzazioni nella regione hanno implementato meccanismi, progetti e leggi per risolvere la carenza di alloggi. Il problema è che la maggior parte di questi progetti si concentra sull'acquisto di nuove abitazioni e fornisce supporto solo a persone con un lavoro a tempo indeterminato.
È comune che questi progetti dimentichino i 27 milioni di giovani latinoamericani che lavorano nel settore informale, ma anche di quei gruppi demografici sovrarappresentati nel lavoro informale, come le donne, i migranti, gli indigeni, le popolazioni Afro-latino e LGBTQ+. Questo ha costretto i governi, le agenzie immobiliari specializzate e le stesse comunità a cercare nuove soluzioni adatte alle esigenze dei giovani.
Ecco tre progetti governativi di Costa Rica, Colombia e Bolivia che, con i loro diritti e i loro difetti, hanno aiutato migliaia di giovani a finanziare e acquistare la propria casa.
Costa Rica: Un progetto abitativo a beneficio di migliaia di giovani
Il Programma di finanziamento completo per le famiglie a medio reddito in Costa Rica non è stato finalizzato per beneficiare i giovani. Tuttavia, questo è stato proprio ciò che il programma ha fatto.
Questo progetto è emerso nel 2019 come parte di un'accordo tra il Ministero degli Alloggi e degli Insediamenti Umani, Banca di Mutuo Soccorso per gli Alloggi (Banhvi) e varie entità del Sistema finanziario nazionale degli Alloggi. In pratica le sovvenzioni prestiti bancari per l'acquisto e le costruzione dei terreni e immobili, oltre a titoli abitativi familiari.
In base a quanto riporta il media costaricano CRHoy, nel 2010 il programma ha finanziato oltre 65 milioni di colón (circa 126.000 dollari), sebbene in media i suoi prestiti erano di circa 30 milioni di colón (circa 59.000 dollari), con un tasso di interesse del 6,5%.
Secondo i dati forniti dal Direzione del Fondo nazionale per l'edilizia abitativa del Costa Rica dal Giugno 2023, il 70% dei beneficiari erano persone tra i 18 e 35 anni.
Senza dubbio si tratta di un riferimento per i futuri programmi latinoamericani. Tuttavia, secondo Franklin Solano, specialista del settore abitativo costaricano, il 40% delle famiglie del Paese non può accedere a questo programma perché non ha il reddito minimo necessario. Un altro 20 percento raggiunge a malapena gli importi richiesti e ha anche altri debiti.
Colombia: in che modo un paese basato sull'affitto cerca di far comprare casa ai giovani?
In Colombia le persone affittano più di ogni altro luogo dell'America Latina. Dal 2011, quattro colombiani su dieci erano gli affittuari nelle case in cui vivevano, una cifra in aumento dagli anni '80. C'è chi paga più del 45% del proprio stipendio solo per l'affitto.
Lo stato dei colombiani è stato implementato dal programma Giovani proprietari di case, che è stato lanciato in risposta alle proteste del 2021. Si tratta di un programma dello Stato e del Fondo Nazionale di Risparmio che mira a facilitare l'acquisto di una casa per i giovani tra i 18 e i 28 anni, fornendo loro opzioni di finanziamento adeguate alle loro esigenze.
L'importo del credito dipende dalla possibilità di pagamento della persona e dal costo della proprietà. Tuttavia, questo spesso ricopre più dell'80-90% del valore della proprietà. Il tasso di interesse del programma può raggiungere in alcuni casi il 12,3%, anche se di solito è del 6,8%, meno della metà di quello offerto dalle banche private. Ad agosto 2022, un anno dopo il suo lancio, l'iniziativa aveva già approvato 17.078 crediti.
Bolivia: migliaia di case abbandonate in un paese che necessita di alloggi
Il Bolivia è il secondo paese nell'America latina [en] con la più bassa popolazione di giovani proprietari di casa, dietro solo alla Colombia. Secondo l'Istituto nazionale di statistica del Paese, tre persone su dieci non hanno una casa di proprietà. Chi ce l'ha, in molti casi deve affrontare condizioni di sovraffollamento, mancanza di accesso a risorse come acqua potabile e fognature, o vive in aree vulnerabili.
Per questo motivo nel 2019 è stato creato il piano alloggio per i giovani. Questo progetto è guidato dall'Agenzia statale boliviana per gli alloggi (AEvivienda), che dal 2011 si occupa di progettare ed eseguire programmi abitativi per le popolazioni vulnerabili, come le persone a basso reddito o con disabilità, gli anziani e le madri single.
L'intento del Piano di edilizia residenziale per i giovani è quello di fornire mutui ipotecari alle persone di età compresa tra i 18 e i 29 anni che desiderano acquistare una casa, anche se guadagnano il salario minimo di 2300 boliviani (circa 330 dollari). A tal fine, il programma sovvenziona fino al 30% del costo dell'abitazione ai giovani che accedono al credito.
Sulla carta, questo appare essere un buon progetto. Nel 2022, dopo tre anni dal suo inizio, il Piano alloggi ha segnalato ha portato benefici a 1746 giovani. Ad ogni modo, questi risultato avrebbero potuto avere un’ impatto più notevole tra i giovani in condizioni di vulnerabilità: sebbene il piano richieda di offrire crediti per le persone con salari minimi, in pratica non sembra che siano le sue priorità.
Nel 2022, una commissione di deputati dal Congresso Boliviano ha denunciato irregolarità nei progetti avviati dal 2016, con il risultato di migliaia di case vuote. Questi deputati hanno anche scoperto che c'erano progetti finanziati che non erano nemmeno stati costruiti o completati.
Hanno anche scoperto che lo Stato ha assegnato la costruzione di sei progetti di edilizia urbana a diverse società di costruzione per oltre 83 milioni di dollari e che il 91% delle case di questi progetti sono disabitate.






