A cura di Zahiris Priscila Francisco Martínez
Negli ultimi anni la Repubblica Dominicana ha registrato una crescita accelerata nella produzione di energia rinnovabile. Il direttore esecutivo Edward Veras della commissione nazionale per l'energia (CNE) ha confermato [es, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] che il paese ha raggiunto il 25% di energie rinnovabili, in conformità con la legge [en] sugli incentivi per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e relativi regimi speciali.
Tuttavia, con l'aumento della produzione, aumenta anche il consumo. Il 19 agosto 2025 il Ministro dell'energia e delle miniere Joel Santos ha rilevato che per la prima volta, il Sistema Elettrico Nazionale Interconnesso (SENI) ha raggiunto un picco storico di domanda pari a 3,950 megawatts (MW). La Repubblica Dominicana è stata colpita da una crisi di approvvigionamento causata dalla recente, anche se breve, chiusura di una delle sue principali centrali termoelettriche, Punta Catalina 2 [en], a causa della mancata manutenzione.
Per rispondere alle richieste dei cittadini durante uno dei periodi più caldi che il Paese abbia vissuto negli ultimi anni, il presidente Luis Abinader ha dichiarato lo stato di emergenza del sistema elettrico. L’ 8 settembre, ha firmato un decreto [es] al fine di agevolare approvvigionamento e appalto di beni, servizi e lavori per aumentare la capacità di generazione.
Sebbene il Paese abbia bisogno di aumentare la produzione, ha anche mantenuto, attraverso un processo chiamato “riduzione”, la pratica di limitare e interrompere la produzione di energia rinnovabile durante le ore di picco di produzione e i periodi di bassa domanda. Nel settore energetico, la riduzione si riferisce alla riduzione intenzionale della produzione di elettricità in una centrale elettrica, anche quando tecnicamente ha la capacità di produrre di più in quel momento. Si verifica quando l'offerta di energia supera la domanda o la capacità di trasmissione della rete, rallentando la produzione di energia a causa di limitazioni esterne.
Marvin Fernández, amministratore delegato di GreenBox, che vanta oltre 20 anni di esperienza nel settore dell'energia e dell'ambiente, ha verificato che questa pratica ha gravi conseguenze per il sistema energetico: “È un fattore che incide sulle aziende produttrici di energia rinnovabile, che smettono di vendere parte della loro energia, e sulle aziende di distribuzione dell'elettricità, che finiscono per acquistare energia più costosa”. Questa pratica comporta anche un consumo di combustibili fossili superiore al necessario, poiché il Paese ha la capacità di sostituirne una parte con energia rinnovabile.
Tra gennaio e luglio 2025, l'attuazione pratica della riduzione delle rinnovabili ha oscillato tra i 10,000 e i 18,000 megawattora (MWh) di energia ridotta, raggiungendo una percentuale massima superiore al 50% lo scorso giugno. Sebbene la soluzione definitiva comporti investire in infrastrutture e stoccaggio, i dati mostrano che se il paese completasse immediatamente la legislazione vigente, si ridurrebbero gli sprechi di energia rinnovabile e il consumo di combustibili fossili.
Il decreto 65-23 della legislazione dominicana stabilisce che gli impianti di produzione di energia rinnovabile non solo hanno il diritto di immettere la propria energia nella rete, ma devono anche fornire all'Organismo di coordinamento del sistema elettrico interconnesso nazionale (OC) le informazioni necessarie per la pianificazione operativa.
Inoltre la legge recita “il programma deve proteggereil diritto di prelazione delle rinnovabili,” riaffermato negli Articoli 199 and 202 dell'applicazione normativa della legge generale sull'energia elettrica 125-01. Ciò significa che le energie rinnovabili avranno sempre la priorità nella distribuzione di energia alla rete e potranno essere limitate solo dopo che tutti i parametri tecnici stabiliti dalla legge saranno stati soddisfatti dagli impianti termici.
Il regolamento per l'autorizzazione alla messa in servizio di impianti elettrici in SENI, emanato dal Sovrintendenza all'Elettricità, stabilisce che gli impianti di generazione elettrica devono essere sottoposti ai “Test di verifica delle restrizioni operative (VEROPE), attraverso i quali l'Organismo di coordinamento (OC) certifica diversi parametri, tra cui la potenza tecnica minima (PMT)”. Secondo Fernández, “A questo proposito, i diritti di immissione delle energie rinnovabili non possono essere limitati per motivi tecnici senza aver prima applicato tutte le misure necessarie agli impianti di generazione termica convenzionali”.
I testo VEROPE sono stati sviluppati nel 2010 in risposta alla necessità di misurare le reali prestazioni operative delle centrali termiche dominicane. Ai fini della standardizzazione o dell'uso normativo globale, i test VEROPE non hanno equivalenti direttamente riconosciuti al di fuori della Repubblica Dominicana. Sebbene i criteri tecnici che valutano, quali tempi di avvio, scarico, sincronizzazione, spegnimento e carico, siano pratiche comuni nell'ingegneria delle centrali termiche, l'acronimo e la procedura formale sono esclusivi della Repubblica Dominicana.
La potenza tecnica minima (PMT), invece, si riferisce al livello minimo stabile al quale un impianto di generazione può funzionare in conformità con le specifiche tecniche e i manuali operativi del produttore, o secondo studi tecnici condotti da esperti. “Se gli impianti termici fossero dispacciati al di sopra dei livelli tecnici minimi stabiliti nel test VEROPE, ciò avrebbe un impatto negativo sullo sviluppo delle energie rinnovabili nel Paese”, ha osservato Fernández. “Questa pratica ridurrebbe lo spazio disponibile nella rete per l'immissione di energia rinnovabile, causando una maggiore riduzione dell'energia solare ed eolica, il che scoraggia nuovi investimenti nel settore. Allo stesso modo, aumenterebbe l'uso di combustibili fossili, aumentando i costi di generazione e le emissioni, in contrasto con gli obiettivi nazionali di transizione energetica e diversificazione del mix energetico del Paese”.
Secondo il presidente dell'Associazione per la promozione delle energie rinnovabili (ASOFER), Alfonso Rodríguez, “In pratica, le centrali termiche del Paese operano con margini di comfort ben al di sopra degli standard internazionali, con conseguente inefficienza nella distribuzione e costringendo a ridurre l'energia rinnovabile”. Ha spiegato che ciò non ha senso dal punto di vista economico per il sistema elettrico, né dal punto di vista operativo o sociale. “Le società di distribuzione finiscono per pagare un'elettricità più costosa e più inquinante, mentre gli investitori nelle energie rinnovabili vedono erosa la loro redditività e diminuire la loro fiducia nel continuare a investire nel Paese”, ha continuato. “Quando vediamo grandi multinazionali nei Paesi vicini decidere di disinvestire e trasferirsi in mercati più consolidati, il messaggio è chiaro. La sicurezza normativa e istituzionale è fondamentale per lo sviluppo del Paese”.
Rodríguez sostiene che ciò aumenti il costo di funzionamento del sistema elettrico sostituendo energia pulita, l'energia a basso costo con generazione convenzionale più costosa, danneggiando direttamente i distributori statali, l'industria e la società. Inoltre contraddice gli impegni di riduzione delle emissioni, dove la repubblica domenicana si è impegnata [en] a ridurre le proprie emissioni di CO₂ del 25% entro il 2030.
“Il mancato rispetto del quadro normativo incide notevolmente sulle energie rinnovabili, consentendo la riduzione della produzione, una pratica che è diventata un business per le centrali termiche, poiché maggiore è l'energia che distribuiscono, maggiori sono i loro guadagni, anche senza giustificazioni tecniche e nonostante il superamento della pianificazione imposta dall'Organismo di coordinamento”, ha sottolineato Rodríguez. “Porre fine a questa pratica è essenziale per la crescita delle energie rinnovabili, per attrarre nuovi investimenti e per promuovere i benefici ambientali ed economici che la transizione energetica può apportare al Paese”.
L'inadempienza dei VEROPE
L'energia rinnovabile ha diritti di proprietà nella vendita e spedizione di energia a prezzi e condizioni uguali. Ciò impone all'OC di gestire il sistema al minimo costo. L'OC e il Centro di controllo energetico (CCE), responsabile della gestione del SENI, dovrebbero ricorrere alla riduzione delle energie rinnovabili solo come ultima risorsa, dopo aver applicato tutte le misure necessarie alla generazione termica convenzionale, ma i dati disponibili dell'OC mostrano che questa pratica è ormai comune.
Nei rapporti condivisi dall'OC nella sua programmazione settimanale, vengono mostrate le differenze tra i parametri PMT e l'effettivo dispacciamento delle centrali a combustibili fossili nella programmazione settimanale finale tra il 6 e il 12 settembre 2025. Tra questi casi, Punta Catalina 1 ha distribuito una media di 340 MW quando il suo PMT era di 250 MW, e Punta Catalina 2 ha raggiunto i 360 MW contro un PMT di 277 MW. Anche in altri impianti si è verificata una generazione superiore alla potenza minima tecnica.
“È importante comprendere che la riduzione è giustificata dai presunti limiti operativi delle centrali termiche. A livello internazionale, ciò può verificarsi quando la penetrazione delle energie rinnovabili supera il 40%; nella Repubblica Dominicana raramente supera il 20%. Pertanto, è necessario garantire il rispetto del quadro giuridico per l'intero settore elettrico, compresa la pianificazione, il funzionamento e la supervisione secondo la legge”, ha concluso Rodríguez.
Alla domanda sui motivi della riduzione delle energie rinnovabili, l'OC ha risposto che “i programmi e le relazioni dell'OC contengono tutte le informazioni richieste, comprese le restrizioni tecniche”.
Perdite per i distributori e le finanze pubbliche
Nella repubblica domenicana le società di distribuzione dell'energia elettrica sono gestite dal Consiglio Unificato delle Società di Distribuzione (CUED) e include Edenorte, Edesur, e Edeeste. Ognuna operante esclusivamente all'interno della propria area di concessione; poiché esse sono controllate dallo stato, non possono competere l'una contro l’altra. Infatti, ricoprono la maggior parte del territorio nell'ambito di un regime di concessione esclusiva istituito dalla legge generale sull'energia elettrica, che impedisce la concorrenza ai livelli di bassa e media tensione.
Questo fattore monopolistico si verifica quando, a causa della natura dell'attività economica, una singola impresa è in grado di fornire il servizio a un costo inferiore, poiché i costi fissi delle infrastrutture sono molto elevati e la duplicazione sarebbe inefficiente.
Secondo Fernández, la riduzione incide sulle società di distribuzione perché queste finiscono per pagare di più per l'energia a causa di fattori di costo marginale, aggravando il deficit strutturale esistente del sistema e comportando una maggiore spesa pubblica. Solo nel 2024, sono stati stanziati 86.393.000 RD (circa 1,3 milioni di dollari) in sussidi per l'EDES (l'87% dei sussidi elettrici totali stanziati dal governo dominicano nel bilancio nazionale di quell'anno). Nel bilancio suppletivo approvato nel luglio 2024 , sono stati stanziati 6 miliardi di RD (circa 101,7 milioni di dollari) per coprire il deficit operativo dell'EDES.
La soluzione sta nello stoccaggio
Fernández ritiene che la soluzione alla situazione di riduzione arriva con “stoccaggio, flessibilità e investimento nelle reti di trasmissione in grado di trasportare energia senza restrizioni ai centri di consumo.” Ciò riduce, persino elimina, la riduzione d'energia, e provvede una maggiore stabilità della rete. “L'energia in eccesso attualmente limitata durante il giorno potrebbe essere immagazzinata e rilasciata nelle ore di punta, quando il prezzo del mercato spot raggiunge i valori massimi“, ha spiegato. ”In questo modo, riduciamo i costi e otteniamo maggiore stabilità”.
Nel luglio 2024, la commissione nazionale per l'energia (CNE) ha rilasciato [en] la risoluzione CNE-AD-0005-2024, che stabilisce nuove condizioni per l'elaborazione delle concessioni per progetti di generazione con regime speciale che integrano sistemi di accumulo (BESS) da fonti energetiche rinnovabili variabili (ERV). L'obiettivo principale è garantire che i progetti di energia rinnovabile con capacità installate pari o superiori a 20 megawatt in corrente alternata (MWac) includano sistemi di accumulo a batteria pari ad almeno il 50% della loro capacità, con una durata minima di quattro ore.
La Gara pubblica per la produzione di energia da fonti rinnovabili, rilasciata da CUED, richiede che i nuovi progetti generino non solo energia pulita ma anche provvedano servizi complementari alla rete, tra cui la regolazione della frequenza e della tensione, la capacità di black-start e tecnologie avanzate come gli inverter di formazione della rete. Tuttavia, queste norme non impongono ai generatori già esistenti di aderire al regime di stoccaggio obbligatorio, perpetuando così il problema.
Uno dei motivi per cui i generatori preferiscono rimanere fuori dal sistema di stoccaggio è il costo che ciò comporta, poiché i loro contratti di concessione iniziali (PPA) non includevano tali requisiti.







