
Sversamento delle acque contaminate nella città. Screenshot dal video “LUBUMBASHI: I liquami sversati dalla CDM stanno mettendo a rischio la vita delle persone” pubblicato sul canale YouTube di Triomphe TV
Mentre le aree ricche di terre rare potrebbero essere una benedizione per le economie di Paesi quali la Repubblica Democratica del Congo (RDC), questi possono anche rappresentare una maledizione per le comunità locali, alimentando la cupidigia di gruppi ribelli e investitori stranieri, che non sempre rispettano le normative ambientali.
Il 4 novembre 2025, una diga di proprietà della compagnia mineraria Congo Dongfang Mining (CDM) — società sussidiaria della Zhejiang Huayou Cobalt Ltd [en], coinvolta nell'estrazione di rame e cobalto nella seconda maggiore città del Paese, Lubumbashi [it] situata nella provincia dell'Alto Katanga [it] —, è collassata. Acqua altamente tossica si è riversata dalla diga, contaminando corsi d'acqua e tutto l'ambiente circostante [fr, come i link seguenti, salvo diversa indicazione].
A seguito del crollo della diga, i canali situati lungo le strade delle zone periferiche della città si sono riempiti di acqua acida, al punto da strabordare e inondare a loro volta le case e le strade adiacenti alla sede della compagnia estrattiva. Le inondazioni si sono estese fino al mercato di “Moïse Katumbi”, obbligando alcuni commercianti a cessare i loro affari. Ogni spostamento è diventato virtualmente impossibile. Alain Kozongo, residente di Kasapa, quartiere limitrofo alla fabbrica, ha dichiarato a Global Voices:
La société chinoise profite souvent de la pluie pour nous vider ses eaux. Mais c'était étonnant de constater les inondations des routes dans une journée sans pluie.
La compagnia cinese spesso trae massimo vantaggio dalla pioggia per liberarsi delle scorie. Comunque, è stato assurdo vedere le strade completamente allagate in un giorno non piovoso.
Nelle ore successive all'incidente, le specie acquatiche decedute sono state portate verso le sponde del fiume Lubumbashi. Dopo questo disastro ambientale, alcune ONG, come Resource Matters, hanno chiesto sanzioni severe per crimini contro l'ambiente e la popolazione locale:
Nous appelons ainsi l’entreprise #CDM… pic.twitter.com/OjkXRMPw3b
— Resource Matters (@resourmatters) November 7, 2025
Il consorzio “Mazingira pour Tous” e Resource Matters hanno espresso profonda preoccupazione in merito alla contaminazione del fiume Lubumbashi, che ha causato la morte di svariate specie acquatiche e messo gravemente a repentaglio la salute delle persone.
Chiediamo all'azienda #CDM e agli organi nazionali competenti la decontaminazione tempestiva dei corsi d'acqua coinvolti nell'incidente e l'implementazione immediata di misure protettive della salute pubblica.
La versione inglese delle immagini allegate è disponibile qui [en].
Stando ai resoconti dei testimoni, la compagnia cinese avrebbe creato svariati canali attraverso le mura dell'area sud dello stabilimento, in modo da smaltire grandi quantità di acque reflue cariche di acido. Lo scarico si riversa nelle comunità circostanti, spesso causando danni che la stessa compagnia sembra intenzionata a ignorare totalmente. Un abitante del posto, dietro garanzia di anonimato, ha raccontato a Global Voices:
Depuis 2012 à chaque saison pluvieuse les populations des quartiers Kasapa, Kamisepe et Kamatete dans la commune annexe (commune rurale de Lubumbashi) ont toujours été victimes des inondations et des effondrements de leurs maisons suite aux débordements des eaux. Elles ont toujours pointé du doigt l'Entreprise minière en l'accusant de s'appuyer sur le moment des pluies pour dégager les eaux de ses rétentions et souvent pendant les pluies nocturnes.
Durante ogni stagione delle piogge, dal 2012, la gente di Kasapa, Kamisepe e Kamatete — quartieri di Annexe, un paesino rurale di Lubumbashi — è stata travolta da inondazioni e frane, determinando riversamenti di acque reflue che hanno travolto e distrutto le case. Per questo, si è sempre attribuita la colpa alla compagnia mineraria, accusandola di avvantaggiarsi della presenza della pioggia per scaricare i liquami presenti nelle sue dighe, spesso col favore della notte.
Nel 2020, la ONG Afrewatch ha ripetutamente ammonito la compagnia estrattiva e le autorità affinché si assumessero la responsabilità di tutela verso l'ambiente e le comunità limitrofe.
In ogni caso, la compagnia cinese nega ogni responsabilità. Ad oggi, il governo non ha avanzato alcuna proposta risolutoria del conflitto tra questa compagnia e le comunità locali.
Una città in massima allerta
Questo incidente tecnico ha riversato acqua contaminata da metalli pesanti, come piombo e arsenico. Numerose figure istituzionali della provincia, compreso il Governatore ad interim della provincia dell'Alto Katanga, Matin Kazembe Shula, il Ministro provinciale delle Miniere, Lucien Lumano, e il sindaco della città, Patrick Kafwimbi, si sono rivolti alla CDM per chiedere informazioni riguardo la situazione in atto.
Ma la situazione è chiara: la gente affronta seri rischi alla salute a causa della contaminazione del suolo, sottosuolo e falde acquifere.
Con la rottura della diga, i pozzi d'acqua potabile a disposizione delle comunità sono stati contaminati. Quattro giorni dopo lo sversamento di acqua acida nel suo fazzoletto di terra, Aziza Muna, 60enne del posto, ha dichiarato a Global Voices:
Le puits que j'ai dans ma parcelle, c'est une survie pour moi et ma famille, car je suis pauvre et je n'ai pas le moyen de m'offrir l'eau du robinet. Maintenant mon puits est inondé d'eaux d'acide de l'entreprise. Que dois-je faire?
Dal momento che sono povera e non posso permettermi l'acqua di rubinetto, il pozzo nel mio terreno è un'àncora di salvezza per me e la mia famiglia. Ora il mio pozzo si è riempito di acqua acida proveniente da quella compagnia. Che cosa dovrei fare?
L'impatto ambientale a lungo termine
Il ricercatore ed esperto ambientale Dickson Kabange ha spiegato a Global Voices che quest'incidente avrà conseguenze serie:
C'est un crime environnemental parce que ces eaux toxiques sont chargées de masses de métaux lourds, notamment de plomb et d’arsenic. Il y a donc érosion des écosystèmes et disparition d'espèces aquatiques, de plus les populations sont exposées à diverses maladies […] dans les jours à venir si l'état ne prend pas les dispositions préventives, il y aura des morts.
Si tratta di un crimine ambientale, perché i liquami tossici contengono alti livelli di metalli pesanti, specialmente di piombo e arsenico. Di conseguenza, si evidenzia l'erosione dell'ecosistema, la perdita di specie acquatiche e il rischio di varie malattie per gli umani. Nei giorni a venire, se lo Stato non mette in atto misure di prevenzione, la gente morirà.
La povertà che colpisce i residenti locali ha spinto alcuni a mangiare piatti preparati con i pesci morti raccolti dal letto del fiume. Patrick Tshimanga ha confidato a Global Voices:
J'ai ramassé au bord de la rivière environ septante tilapias et quarante-cinq poissons-chats. J'ai mangé avec ma famille une partie et j'ai vendu aussi l'autre partie […] oui on nous a dit que c'est toxique, mais ce jour-là je n'avais rien à nourrir la famille.
Ho preso circa 70 tilapie e 55 pesci gatto dagli argini del fiume. Ne ho mangiati alcuni col resto della mia famiglia e venduto il resto. Anche se ci è stato detto che sono tossici, non avevo niente con cui sfamare la mia famiglia quel giorno.
Dickson Kabange ha detto che qualsiasi cosa abbia ucciso i banchi di pesci, potrebbe anche uccidere gli umani che li hanno mangiati.
Per prevenire tale pericolo, gli appelli si sono moltiplicati nel centro cittadino, sollecitando le persone a evitare di mangiare pesce proveniente dal Lubumbashi e di smettere di attingere alle acque di quei fiumi. L'inondazione tossica potrebbe portare a problemi di salute a lungo termine, poiché ha colpito anche le attività agricole della regione, impattando la coltura alimentare.
Le ONG chiedono a gran voce dure sanzioni
A seguire, numerose organizzazioni della società civile hanno criticato questo inquinamento nei loro comunicati stampa. Queste chiedono che le autorità congolesi impongano sanzioni dure alla CDM, in modo da impartire una lezione anche alle altre compagnie inquinanti attive nelle province dell'Alto Katanga e del Lualaba — entrambe localizzate a sud del Paese, dove opera la maggioranza delle compagnie minerarie.
La ONG Resource Matters condanna il fatto che casi simili siano già stati documentati nella regione: “sfortunatamente, questo accade sotto lo sguardo inerme dei servizi statali ambientali e la negligenza delle compagnie minerarie.”
In modo simile, la ONG Justicia Asbl fa appello al Procuratore Generale della Repubblica per intervenire e processare i dirigenti della CDM per sversamento di sostanze tossiche e negligenza.
Inoltre, il 6 novembre 2025, il Ministro delle Miniere Louis Wantum, sopraggiunto da Kinshasa, la capitale, a Lubumbashi, ha tenuto un cosiddetto incontro chiarificatore con il ministro provinciale dei servizi tecnici e i dirigenti della CDM. Questi ha annunciato:
« J'ai pris ma décision de suspendre toutes les activités minières de la société CDM, pour une durée de trois mois dans un premier temps. Et si c'est nécessaire, nous allons prolonger cette période ».
Ho preso la decisione di sospendere tutte le operazioni estrattive condotte dalla CDM per tre mesi, per un primo tempo. Se necessario, estenderemo questo periodo.
Svariate compagnie minerarie, soprattutto cinesi, estraggono rame e cobalto senza alcun rispetto delle norme ambientali.
Il disastro causato dalla CDM non è un caso isolato. Le comunità delle province di Lualaba [it], Alto Katanga [it] e Tanganyika [it] si trovano spesso tra due fuochi, in bilico tra l'illiceità del settore minerario e l'indifferenza delle autorità. Molte di queste operazioni sono finalizzate all'estrazione di minerali e metalli destinati ad alimentare la transizione energetica green; tuttavia, gli attivisti ambientali sostengono che i processi di estrazione di risorse debbano contemplare un meccanismo di giustizia ambientale efficiente, così da fare fronte a situazioni come questa, in cui sono principalmente le comunità locali a risentirne negativamente.
Il 22 novembre 2025, Guillaume Ngefa, Ministro della Giustizia e Guardasigilli, ha annunciato l'avvio di un'inchiesta per fare luce sui responsabili dell'accaduto e avviare azioni legali contro di loro.






