
Bhikkhu Pannakara guida un gruppo di monaci buddisti nella Marcia per la Pace a Greensboro, North Carolina, USA, 19 gennaio 2026. Foto da Wikimedia Commons (CC BY 4.0 License).
Un gruppo composto da 19 monaci buddisti Theravada e dal cane abbandonato Aloka ha lasciato il Centro Huong Dao Vipassana Bhavana di Fort Worth, Texas [en, come i link seguenti, se non diversamente indicato] una fresca mattina autunnale di fine ottobre 2025, iniziando una marcia che, secondo gli organizzatori, durerà 4 mesi percorrendo circa 3.700 km.
L'itinerario previsto, che si snoda dal Texas a Louisiana, Mississippi, Alabama, Georgia, e le due Caroline, dovrebbe terminare a metà febbraio sul prato occidentale del Capitolo degli Stati Uniti a Washington, D.C., dove il gruppo, guidato da Bhikkhu Pannakara, prevede di richiedere il riconoscimento federale del Vesak [it], la festività buddista che commemora la nascita e l'illuminazione di Siddhartha Gautama [it].
Gli organizzatori — il Centro Huong Dao Vipassana Bhavana — hanno presentato la Marcia della Pace come un pellegrinaggio ispirato dalla meditazione camminata buddista [it] e dalla pratica dhutanga, una disciplina monastica volta in generale a sviluppare la semplicità, resilienza e consapevolezza durante il percorso. Anziché dimostrare con canti o cartelli, i monaci si muovono lentamente, sovente a piedi nudi, e coinvolgono le comunità che incontrano grazie alla loro presenza silenziosa, orante e compassionevole ed i loro insegnamenti di compassione e calma interiore.
Si fermano nelle città e nei paesi che incontrano lungo la strada, riposando nei parchi pubblici, nei cimiteri e negli spazi aperti e, in alcuni casi, ricevendo riconoscimento dai locali e dalle coperture media.

Screenshot dalla Marcia per la Pace USA 2025–2026 video sul canale YouTube DHAMMACETIYA’. Uso consentito.
La marcia ha destato l'attenzione di molte persone che la seguono online. Il gruppo ha una forte visibilità sui social media grazie ad una mappa in tempo reale creata da Dhammacetiya, un website progettuale per un'iniziativa buddista denominata “Gli antichi Stupa delle sacre Scritture buddiste”. Vi sono inoltre frequenti aggiornamenti fotografici e video che mostrano i monaci mentre continuano il loro pellegrinaggio verso l'Est, accolti dai governi locali e dalle comunità che scrivono della loro marcia. I supporter dei social media hanno notato l'ampio interesse mostrato verso il pellegrinaggio, e la pagina Facebook ha raccolto alla data di pubblicazione di questo articolo oltre 60.000 follower.
I monaci hanno però anche incontrato diverse difficoltà, tra cui un incidente, nel novembre 2025, quando un veicolo di supporto è stato colpito da un camion sull'Autostrada US90 vicino a Dayton, Texas. Due monaci sono rimasti feriti ed uno di essi, Bhante Dam Phommasan, ha dovuto subire l'amputazione di una gamba. Ma il mondo sta seguendo con attenzione le loro attività, e gli aiuti internazionali sono piovuti quando il gruppo ha dimostrato di voler continuare la marcia nonostante gli ostacoli.
Le Marce per la Pace hanno le proprie radici nell'antica tradizione buddista del pellegrinaggio, secondo la quale muoversi tra spazi aperti ha un significato sia spirituale che etico. La meditazione camminata, o cankama in Pali, è stata la tecnica del Buddha e dei suoi prini seguaci per enfatizzare la coscienza dell'azione del camminare. Il Dhutanga, una delle pratiche ascetiche del Buddismo Theravada [it], comprende, tra le altre pratiche, la marcia volontaria su lunghe distanze per sviluppare il distacco e l'amore per tutti gli esseri viventi.
Nel XX secolo figure come Thich Nhat Hanh [it] e Maha Ghosananda, monaci e leader spirituali, hanno dato molto camminando per la pace, non solo all'interno della comunità dei credenti ma anche come forma di spiritualità impegnata tra guerre e conflitti.
Lo scorso inverno un evento simile alla marcia dei monaci in USA è avvenuta dall'altro lato dell'Atlantico, nell Regno Unito. Il 3 gennaio due giovani, originari del Sud Sudan, Giel Malual ed il suo amico di infanzia John Kuei, si sono messi in marcia per la “lunga Marcia per la libertà in Sudan,” con il sostegno della piattaforma media Asylum Speakers.
La campagna di raccolta fondi e sensibilizzazione è consistita in una marcia di circa 1.126 km dall'Inghilterra del sud all'estremo nord della Scozia. Gli organizzatori hanno dichiarato che la marcia era volta a raccogliere fondi necessari alla costruzione di una scuola elementare per i bambini sudanesi sfollati a causa del conflitto in corso in Sudan, che vivono nei campi profughi del vicino Chad. La risposta è stata talmente buona da aver finora raggiunto donazioni per ulteriori due scuole.

Screenshot dal profilo Instagram di asylum_speakers che mostra Giel Malual e John Kuei nelle Scottish Highlands. uso consentito.
Giel Malual ha parlato in maniera commovente delle sue motivazioni ad imbarcarsi in un simile viaggio: “La lunga marcia della libertà per il Sudan per me è profondamente personale, per questo la scelta di questo periodo dell'anno è stata importante, in primo luogo per mettermi nei panni dei bambini sudanesi e provare una minima parte delle loro lotte giornaliere dovute alla guerra e le centinaia di chilometri che hanno dovuto camminare per trovare la salvezza. È una marcia di connessione di anime.”
La marcia di Malual e Kuei è terminata il 23 gennaio dopo 33 giorni, ed ha permesso di raccogliere oltre 100.000 GBP (ca 138.000 dollari).
La marcia in Gran Bretagna è stata un'iniziativa locale che ha ottenuto sostegno dai leader comunitari, tra cui l'ex sindaco di Newcastle upon Tyne, che ha salutato i marciatori evidenziando la crisi umanitaria in Sudan, dove la guerra civile ha costretto milioni di persone a fuggire ed ha creato grande necessità di servizi basilari, tra cui l'istruzione. I marciatori ed i loro sostenitori insistono sul fatto che la marcia non è stata una dimostrazione politica, bensì un segno di solidarietà per rendere visibile la crisi. Secondo loro, la crisi del Sudan ha una copertura minima nei media internazionali.
La lunga marcia per la libertà in Sudan fa parte di una serie di eventi di solidarietà e richiesta di pace avvenuti nel Regno Unito, che comprendono marce silenziose per la pace, tradizionali delle comunità di fede. Nel giugno 2024 gruppi di fedeli tra cui buddisti, ebrei, quaccheri, cristiani, induisti, musulmani ed altri si sono uniti per una marcia silenziosa nel cuore di Londra, da Parliament Square a Trafalgar Square, per esprimere il loro desiderio di pace in Palestina e commemorare i caduti di tutte le guerre nel mondo. I partecipanti portavano fiori bianchi, e non ci sono stati canti nè slogan; si è trattato soprattutto di un momento introspettivo ed intenso che non di una protesta politica.
Il pellegrinaggio buddista negli USA e la marcia di solidarietà al Sudan in Gran Bretagna sono parte di una più ampia tendenza di persone a marciare per lunghe distanze come maniera fisica di dimostrare il loro impegno per la pace e le questioni umanitarie. Gli esperti ed i professionisti riportano che i pellegrinaggi per la pace e le lunghe marce sono state parte della storia moderna in diversi momenti, a cominciare dai movimenti dei pellegrini per la pace negli Stati Uniti della metà del XX secolo, e che ora comprendono progetti interreligiosi e per i diritti umani. In ogni caso, il semplice atto umano del marciare, persistente, visibile e lento, serve ai partecipanti come mezzo per attirare l'attenzione del pubblico, incoraggiandolo a pensare applicando la pratica della nonviolenza alla vita quotidiana.
Mentre l'inverno diventa più freddo i monaci continuano ad avanzare, e si prevede che raggiungano Washington, D.C., a metà febbraio, dopo aver camminato per alcune migliaia di chilometri per condividere il messaggio di unità e pace interiore. Nel Regno Unito la lunga marcia verso il nord per la solidarietà con il Sudan ha avuto successo nel rendere nota la questione dei bambini sfollati a causa della guerra, ed i partecipanti hanno raccolto fondi per dar loro un aiuto pratico.
Ogni marcia è un esempio di come ogni movimento, la semplice azione di mettere un piede dietro l'altro, possa essere una maniera pratica ma profondamente simbolica di esprimere pace, compassione ed umanità collettiva.







