
Screenshot dell'intervista a Gisèle Pelicot durante il programma La Grande Librairie sul canale YouTube di La Grande Librairie.
Dopo dieci anni di violenze continue da parte di oltre cinquanta uomini organizzate dal marito mentre lei era incosciente, e dopo un processo giudiziario di grande risonanza, Gisèle Pelicot ha pubblicato un libro con la sua testimonianza in cui racconta la sua battaglia; e il suo atteggiamento attuale è ormai un gesto riconosciuto a livello internazionale. Grazie alle traduzioni del suo libro e alle numerose interviste rilasciate alla stampa internazionale, è diventata un’icona della resistenza delle donne di fronte alle più atroci violenze sessuali.
Il caso Pelicot — che in Francia è noto anche come il processo di Mazan [it], piccola città del sud-est della Francia dove vive la famiglia Pelicot — è iniziato nel 2020, dopo che il marito di Gisèle Pelicot è stato convocato presso la polizia locale per aver scattato in pubblico foto oscene a donne senza il loro consenso. L’indagine ha rivelato che, tra il 2011 e il 2020, Dominique Pelicot induceva la moglie a un sonno artificiale tramite sottomissione chimica [fr, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] per violentarla e per farla violentare da circa 50 uomini di età compresa tra i 21 e i 68 anni, mentre filmava gli atti. Grazie a ciò, l’indagine ha avuto buon esito.
In casi come questo è possibile chiedere un processo a porte chiuse per proteggere l’identità delle vittime. Ma, diversamente dalla prassi abituale, Gisèle Pelicot ha deciso di affrontare un processo pubblico per mettere in guardia l’intera società sull’ampiezza della violenza sessuale ed esporre apertamente le conseguenze della tossicità maschile.
In un’intervista a Radio France spiega questa decisione di optare per un processo unico, di risonanza mondiale:
J'ai traversé la honte au moment de la révélation des faits, c'est-à-dire le 2 novembre 2020, quand je me suis rendue compte de toute l'horreur qu'on m'avait fait subir. J'ai mis du temps […] il m'a fallu quatre ans. Je me suis dit qu'il fallait penser à toutes les victimes de viols qui n'osent pas s'opposer au huis clos parce qu'elles ont cette honte, qui pour nous est une double peine, une souffrance que nous nous infligeons. Je n'imaginais pas que ma parole trouverait un écho aussi large, y compris au-delà de nos frontières.
Ho provato vergogna quando i fatti sono stati rivelati, cioè il 2 novembre 2020, quando ho preso coscienza dell’orrore che mi è stato inflitto. Mi ci è voluto tempo […] ci sono voluti quattro anni. Mi hanno detto di pensare a tutte le vittime di stupro che non osano opporsi alle porte chiuse perché provano vergogna, che per noi è una doppia pena, una sofferenza che ci è stata inflitta. Non immaginavo che la mia parola avrebbe risuonato così tanto e che sarebbe arrivata oltre i nostri confini.
In effetti, in Francia, una donna subisce uno stupro o un tentativo di stupro ogni due minuti e mezzo, e questa cifra è probabilmente sottostimata, poiché numerose vittime non denunciano. Inoltre, questi atti sono spesso commessi da persone vicine alla vittima.
Nell’ottobre 2025, Parlamento e Senato francesi hanno adottato una modifica della legge che definisce lo stupro, aggiungendo il concetto di assenza di consenso per ogni vittima di aggressione sessuale. In tal modo l’articolo 222-22 del Codice Penale stabilisce:
Constitue une agression sexuelle tout acte sexuel non consenti commis sur la personne d’autrui ou sur la personne de l’auteur […].
Si considera aggressione sessuale qualsiasi atto sessuale non consensuale compiuto su un’altra persona o che coinvolga direttamente l’autore […].
Il processo di Mazan ha scosso la società francese e si è concluso nel dicembre 2024 con condanne per tutti gli imputati, influenzando probabilmente la modifica della definizione di stupro nel Codice Penale del 2025.
Il 14 luglio del 2025, Gisèle Pelicot ha ricevuto l’onorificenza dell'Ordine della Legion d'Onore dello Stato francese.
Un'icona mondiale e adesso anche letteraria

Screenshot della trasmissione La Grande Librairie sul canale YouTube di La Grande Librairie con Gisèle Pelicot a sinistra e Judith Perrignon a destra..
Racconta anche che, nonostante diverse visite mediche, la sottomissione farmacologica non era stata rilevata, malgrado alcuni sospetti; che ora rifiuta di essere una “vittima spezzata”; che il sostegno di migliaia di donne l’ha aiutata; e che sta ricostruendo la sua vita a 73 anni. Come ha detto la storica del femminismo francese Michelle Perrot [it] nello stesso programma: “Gisèle Pelicot stimola lo spirito”.
Dalla prima intervista rilasciata dopo l’inizio del suo processo, è stata intervistata in tutto il mondo, da El País [es] a The New York Times [en] e alla BBC [en], passando per le riviste Vogue [en] e Der Spiegel [de]. Il suo libro sarà pubblicato in 22 lingue, confermando la sua condizione di icona femminista mondiale, la cui immagine è già presente in numerose presentazioni e opere d’arte, come questo murale dell’artista Maca.

“Affinché la vergogna cambi schieramento”.






