Le piantagioni di tè del Burundi compromettono la protezione degli scimpanzé

Screenshot from the video “Documentary on Burundi Chimpanzees” on the <a href="https://www.youtube.com/watch?v=O2SFjhIZ9ko">OBPE Burundi YouTube channel</a>

Screenshot dal video “Documentario sui scimpanzé del Burundi ” sul canale OBPE Burundi

Questo articolo di Arthur Bizimana [fr, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], è stato pubblicato il 25 novembre 2025 su Ibihe.org e fa parte di una serie di 4 investigazioni condotte con il supporto del Pulitzer Center. Global Voices ha ripubblicato questo articolo nell'ambito di un accordo di partnership fra media.

In Burundi [it], la produzione di tè su larga scala sta ostacolando gli sforzi volti a proteggere le specie in via di estinzione, come gli scimpanzé. Una piantagione di tè si estende a perdita d'occhio sul bordo del Kibira National Park il più importante parco nel nord-ovest del paese, dove anche la costruzione del centrale idroelettrica di Mpanda è in corso.

Questa terra è sommersa dai progetti di migrazione e sviluppo delle comunità locali, aziende di produzione, e alcune istituzioni statali, come l’Ufficio burundese del tè (OTB) l’Autorità burundese per la produzione e distribuzione di acqua ed energia elettrica [en] (REGIDESO) [en] the Burundi Institute of Agricultural Sciences (ISABU), and the Direzione Generale della Pianificazione Agricola e Zootecnica (DPAE).  Queste attività umane hanno portato alla perdita e migrazione della fauna selvatica. 

Séverin Bagayuwitunze, 62 anni, nativo di questa regione nel nord-ovest del paese, fa un'osservazione agghiacciante:

On rencontrait des chimpanzés, des gorilles, des phacochères quand la forêt était encore dense, mais maintenant, ils ont disparu. On peut traverser le secteur Rwegura du parc national de Kibira sans rencontrer un seul chimpanzé.

Quando la foresta era ancora fitta, c'erano scimpanzé, gorilla e facoceri, ma ora sono scomparsi. È possibile attraversare la zona di Rwegura del Parco Nazionale di Kibira senza vedere un solo scimpanzé.

Oggi, gli scimpanzé sono una rarità in tutto il parco nazionale di Kibira. Pascal, che vive nelle vicinanze del parco, dice:

La dernière fois que j’ai vu un chimpanzé dans le parc de Kibira, c’était en 2018. Depuis, nous les rencontrons occasionnellement.

L'ultima volta che ho visto uno scimpanzé nel Parco Nazionale di Kibira è stato nel 2018. Da allora, li abbiamo visti occasionalmente.

Secondo alcuni studi, il parco è attualmente sede di più di 200 scimpanzé, rispetto a circa 500 [en] presenti prima della deforestazione.

Nell'ottobre 2019, Terza comunicazione nazionale sui cambiamenti climatici ha l'allarme per la perdita dell'habitat di questi scimpanzé tra 2009 e 2019. Kibira ha perso tra i 10.00012.000 ettari di copertura arborea. A sei anni dall'annuncio della minaccia al parco, i livelli esatti di deforestazione rimangono sconosciuti.

In un articolo scientifico, Densità e abbondanza della popolazione di scimpanzé (Pan troglodytes schweinfurthii) nel Parco Nazionale di Kibira, Burundi“, che l'Università di Liège ha pubblicato nel 2013, Dismas Hakizimana [en], un ricercatore e docente all'Università del Burundi, e Marie-Claude Huynen, una ricercatrice e docente dell'Università di Liège, si legge:

Leur habitat étant menacé, certains chimpanzés y ont laissé la vie et les rescapés ont déserté les secteurs de Kibira notamment Rwegura, Teza et Musigati. Ils se sont réfugiés dans le secteur Mabayi directement contigu au Parc National de Nyungwe/National Nyungwe Park (NNP) au Rwanda où ils recherchent la sécurité alimentaire et physique.

Con il loro habitat minacciato, alcuni scimpanzé hanno perso la vita e i sopravvissuti hanno abbandonato le zone di Kibira, in particolare Rwegura, Teza e Musigati. Hanno cercato rifugio nella zona di Mabayi, direttamente adiacente al Parco nazionale di Nyungwe [it] (NNP) in Ruanda, dove cercano cibo e sicurezza fisica.

Presenza umana dannosa

La piantagione dell'Ufficio del tè del Burundi situato negli altipiani di questa regione, impiega più di 1,000 lavoratori stipendiati e da 7500 a 8000 lavoratori giornalieri che raccolgono foglie verdi dai cespugli di tè, lavorano nelle fabbriche, si occupano della manutenzione delle piantagioni di tè, delle comunicazioni e dello sfruttamento dei boschi. Léonidas Nzigiyimpa, ecologista, ha osservato:

Ces ouvriers produisent un grand bruit sonore nuisant à l’habitat des chimpanzés, espèce phare de Kibira. Ils jettent les restes des nourritures, les sachets… En gros, ils polluent l’habitat des chimpanzés.

Questi lavoratori producono rumori molesti che influiscono negativamente sull'habitat degli scimpanzé, la specie simbolo di Kibira. Gettano via avanzi di cibo e sacchetti di plastica, inquinando di fatto l'habitat degli scimpanzé.

Mentre si occupava dei campi, qualche lavoratore entrava nel parco illegalmente. Nzigiyimpa sottolinea:

Les entrées et sorties ne sont pas régulées et restent largement incontrôlées. Ils cueillent la nourriture des chimpanzés, notamment les fraises sauvages.

Gli ingressi e le uscite non sono regolamentati e rimangono in gran parte incontrollati. Raccolgono il cibo degli scimpanzé, in particolare le fragole selvatiche.

Berchmans Hatungimana, Direttore generale del Ufficio burundese per la protezione ambientale, adotta una prospettiva simile.

Sul lato della Highway One, che costeggia il parco nazionale, la popolazione locale vende frutti selvatici commestibili, come le fragole, per sbarcare il lunario. Pascal, citato sopra, ha anche affermato:

Nous avions atteint un stade où nous cueillions des fruits qui ne sont pas mûrs. Nous les conservions dans un lieu sûr et attendions qu’ils soient mûrs. Maintenant, ce commerce est quasi-inexistant. Les fraises sauvages ont presque disparu. Même les arbousiers ne portent plus leurs fruits.

Eravamo arrivati al punto di acquistare frutta non matura. La conservavamo in un luogo sicuro e aspettavamo che maturasse. Ora questo commercio è praticamente inesistente. Le fragoline di bosco sono quasi scomparse. Anche gli alberi di corbezzolo non producono più frutti.

L'ecologista Nzigiyimpa denuncia il fatto che i locali possano cacciare e usare trappole per catturare gli animali nel parco. Secondo il Professor Richard Habonayo, docente dell'Università del Burundi, questi circostanze fanno sì che gli scimpanzé temano la presenza degli esseri umani e mantengano le distanze.

Date queste informazioni, Berchmans Hatungimana sostiene che:

Nous avons des employés qui gardent le parc de Kibira 24 heures sur 24 pendant toute l’année. S’il advient qu’un ouvrier entre illégalement dans le parc et outrepasse les lois de la protection du parc, il est arrêté et livré à la société qui l’emploie pour qu’il soit puni conformément à la loi.

Abbiamo lavoratori che sorvegliano il Parco Nazionale di Kibira 24 ore al giorno, tutto l'anno. Se un lavoratore entra illegalmente nel parco e viola la legge sulla protezione del parco, viene arrestato e consegnato al proprio datore di lavoro per essere punito in conformità con la legge.

Secondo uno studio condotto dall'ONG Conservation and Community Change (3C), il numero di trappole è aumentato con l'intensificarsi dei lavori di sviluppo e la crescita della popolazione intorno al parco. Léonidas Nzigiyimpa, il rappresentante legale, spiega che:

Outre les activités humaines, les plantations de thé constituent une barrière pour les chimpanzés dans leurs mouvements quotidiens de recherche de nourriture, car elles sont serrées et enchevêtrées. Elles coupent également la communication entre elles (différentes familles de chimpanzé) et limitent les femelles à retrouver les mâles issus d’une autre famille afin de s’accoupler et de se reproduire. Or, la reproduction des chimpanzés est lente. Cela limite la multiplication de la population des chimpanzés et contribue à réduire les effectifs.

Oltre alle attività umane, anche le piantagioni di tè rappresentano un'ostacolo alla ricerca del cibo da parte degli scimpanzé, poiché sono recintate e chiuse. Inoltre, interferiscono con la comunicazione tra le diverse famiglie di scimpanzé e impediscono alle femmine di trovare maschi di altre famiglie con cui accoppiarsi e riprodursi. Tuttavia, la riproduzione degli scimpanzé è lenta, il che limita la crescita della popolazione e ne riduce il numero.

Nzigiyimpa testimonia che gli scimpanzé sono costruttori di foreste che aiutano a mantenere l'equilibrio ecologico. Egli avverte che se gli scimpanzé scomparissero, ne conseguirebbe la scomparsa anche di altri tipi di vegetazione.

Coinvolgere le comunità locali

Secondo il professor Habonayo, la povertà è uno dei fattori che guida le comunità locali a sfruttare le risorse forestali, specialmente nella comunità del Batwa [it], che ha una forte presenza nell’ Africa dei Grandi Laghi [it].

Per migliorare le loro condizioni di vita e non dipendere più dalle foreste per la loro sopravvivenza, il governo deve implementare progetti che generano entrate per le comunità locali.

Inoltre, Habonayo raccomanda che si investighi in formazione e sviluppo delle competenze locali nella gestione delle risorse forestali. Egli sostiene:

Il est impossible de protéger le parc de Kibira sans associer les communautés locales. On doit leur faire comprendre qu’elles ont une grande place dans la protection de sa biodiversité, qu’elle soit faunique ou florique.

È impossibile proteggere il Parco Nazionale di Kibira senza coinvolgere le comunità locali. Dobbiamo far loro capire che svolgono un ruolo significativo nella protezione della sua biodiversità, sia faunistica che floreale.

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