Dal manoscritto al mercato: ci facciamo strada nella rappresentazione letteraria dell’Asia meridionale alla Fiera del Libro di Londra

Indian literary agent Ambar Sahil Chatterjee at the 2026 London Book Fair. Image by the author.

L'agente letterario indiano Ambar Sahil Chatterjee alla Fiera del Libro di Londra del 2026. Foto dell'autore. Utilizzata su autorizzazione.

Ambar Sahil Chatterjee è un'agente letterario di A Suitable Agency [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] con sede a Delhi, India, che ha lavorato nel settore editoriale per oltre un decennio. In precedenza ha ricoperto il ruolo di redattore capo presso una delle principali case editrici indiane, dove ha curato l'acquisizione e la pubblicazione di una prestigiosa collana di classici e di un'eclettica selezione di narrativa contemporanea. Nel corso degli anni ha lavorato a stretto contatto con una vasta gamma di scrittori e traduttori.

Nella sua visita alla Fiera del Libro di Londra, Sangita Swechcha di Global Voices ha incontrato Chatterjee presso il quartiere fieristico, ed ha parlato con lui del ruolo di agente letterario e in che modo eventi come questo sono utili per gli scrittori dell'Asia meridionale ad orientarsi nel mondo della rappresentazione letteraria.

Sangita Swechcha (SS): Dal tuo punto di vista di agente letterario dell'Asia meridionale, cosa rende la Fiera del Libro di Londra particolarmente importante, e come si differenzia, ad esempio, da quella di Francoforte o da altre fiere più vicine a casa sua?

Ambar Sahil Chatterjee (ASC): The London Book Fair is important because London is a major hub of literary and publishing activity. The fair provides an excellent opportunity to meet publishers, and as literary agents we present the work of writers to the international publishing community.

In comparison, the Frankfurt Book Fair is much larger and has its own significance in the global publishing calendar. However, book fairs in general whether London, Frankfurt, or those closer to home, create valuable opportunities for connection. For instance, today I have several meetings scheduled with publishers, and the manuscripts we represent may soon find a home with the right publisher.

Ambar Sahil Chatterjee (ASC): La Fiera del Libro di Londra è importante, in quanto la città è un importante centro di attività letteraria ed editoriale. La fiera offre un'ottima opportunità per incontrare gli editori, e come agenti letterari presentiamo il lavoro degli scrittori a una comunità editoriale internazionale.

In confronto, la Fiera del Libro di Francoforte, è molto più grande ed ha una sua importanza nel calendario editoriale mondiale. Tuttavia, le Fiere del Libro in generale – che si tratti di Londra, Francoforte o di quelle più vicine a casa nostra – offrono preziose opportunità di incontro. Ad esempio, oggi ho in programma diversi incontri con editori, e i manoscritti che rappresentiamo potrebbero presto trovare una casa presso l'editore giusto.

SS: Hai notato un vero e proprio cambiamento nel modo in cui gli agenti e gli editori internazionali interagiscono con gli scrittori dell'Asia meridionale negli ultimi anni, o ti sembra che l'interesse continui a manifestarsi a ondate?

ASC: From my understanding, there is definitely interest in voices from South Asia because publishers want their lists to be more diverse. However, there are also challenges. When publishers speak of South Asia, they often treat it as a single entity, while in reality the region has many facets — Nepali, Sri Lankan, Pakistani, and within India itself, which abounds in so much regional diversity.

I am also not referring only to South Asian literature written in English, but literature in regional languages that could be translated into English. For international publishers, however, there are limited slots, and South Asia is often seen broadly as one category.

Individual editors may recognize these differences, but decisions are rarely made by editors alone. Sales teams and acquisition teams are also involved, and questions about market suitability or logistics often arise. So while there is genuine interest, there are structural constraints as well.

ASC: Da quanto ho capito, c’è sicuramente interesse per le voci provenienti dall’Asia meridionale, perché gli editori vogliono che i loro cataloghi siano più diversificati. Tuttavia, ci sono anche delle difficoltà. Quando gli editori parlano dell’Asia meridionale, spesso la trattano come un’unica entità, mentre in realtà la regione presenta molte sfaccettature: nepalese, srilankese, pakistana e, all’interno della stessa India, che abbonda di tanta diversità regionale.

Non mi riferisco solo alla letteratura dell'Asia meridionale scritta in inglese, ma anche a quella nelle lingue regionali che potrebbe essere tradotta in inglese. Per gli editori internazionali, però, i posti disponibili sono limitati e l'Asia meridionale è spesso vista in senso lato come un'unica categoria.

I singoli editori possono riconoscere queste differenze, ma le decisioni raramente vengono prese solo da loro. Sono coinvolti anche i team di vendita e di acquisizione, e spesso sorgono domande sull'idoneità del mercato o sulla logistica. Quindi, sebbene ci sia un interesse genuino, ci sono anche dei vincoli strutturali.

London Book Fair 2026. Photo: Sangita Swechcha

Fiera del Libro di Londra 2026. Foto dell'autore. Utilizzata su autorizzazione.

SS: Quando partecipi alla Fiera del Libro di Londra, le tue priorità riguardano più che altro la conclusione di accordi sui diritti, scoprire opportunità di co-edizione, o semplicemente rafforzare i contatti con gli editori ed agenti nel mercato occidentale? 

ASC: I don’t think these priorities can really be separated because they tend to work together. Each aspect supports the others. One is always looking to discuss rights, explore collaborations, and strengthen professional relationships.

ASC: Non credo queste priorità possano essere distinte  dato che tendono a funzionare insieme. Ogni aspetto è legato agli altri. Si cerca sempre di discutere sui diritti, esplorare possibilità e rafforzare accordi professionali.

SS: Cosa dovrebbero sapere gli scrittori emergenti dell'Asia meridionale su come si presentano effettivamente le opportunità in una fiera come la LBF? È davvero il luogo in cui si costruiscono le carriere, o gran parte del lavoro preparatorio viene svolto molto prima che qualcuno prenda un volo per Londra?

ASC: The London Book Fair offers an opportunity for agents or publishers from South Asia to showcase the writing and literary talent on their lists to editors and publishers internationally. These opportunities remain important and continue to grow as participation expands.

ASC: La Fiera del Libro di Londra offre un'opportunità per gli agenti o editori dell'Asia meridionale per presentare, a livello internazionale, le loro liste di talenti letterari e narrativi agli editori e redattori. Queste occasioni restano fondamentali e continuano a crescere all'aumentare delle partecipazioni.

SS: In genere, cosa ti spinge a decidere di occuparti di un manoscritto, e quanto lavoro di revisione svolgi prima che il Libro venga presentato ad agenti e editori internazionali? 

ASC: I used to be an editor before becoming an agent, so my editorial instincts are activated when I consider signing a writer. It’s important that the work speaks to me in some way or makes an impact.

Because of my editorial background, I do look at whether a manuscript might need editing or polishing before it is sent to a publisher, whether in India or internationally. Ultimately, the work needs to speak to me because we all respond to stories as readers first. If something has a strong impact, it becomes something I want to explore further.

I don’t necessarily look for specific genres. Personally, I focus more on fiction than non-fiction, though we have another editor who works on non-fiction. As a literary agency, however, we are genre-agnostic. Writers can send us what they have, and if the writing or concept appeals to us, we are interested in taking it further.

We usually take on books where we see clear potential and where we feel we can do justice to the work. It would be unfair to take on something if we did not believe we were the right fit for that book.

ASC: Prima di diventare agente lavoravo come redattore quindi il mio istinto editoriale entra in gioco quando valuto la possibilità di rappresentare un autore. È importante che l’opera mi tocchi in qualche modo o mi colpisca.
Grazie al mio background editoriale, valuto se un manoscritto necessiti di revisione o rifinitura prima di essere inviato a un editore, sia in India che all’estero. In definitiva, l’opera deve toccarmi perché, in primo luogo, siamo tutti lettori che reagiscono alle storie. Se qualcosa ha un forte impatto, diventa qualcosa che voglio approfondire.

Non cerco necessariamente generi specifici. Personalmente, mi concentro più sulla narrativa che sulla saggistica, anche se abbiamo un altro redattore che si occupa di saggistica. Come agenzia letteraria, tuttavia, non abbiamo preferenze di genere. Gli scrittori possono inviarci ciò che hanno e, se lo stile o l’idea ci piacciono, siamo interessati a portarli avanti.

Di solito accettiamo libri in cui vediamo un chiaro potenziale e in cui sentiamo di poter rendere giustizia all'opera. Sarebbe ingiusto accettare qualcosa se non credessimo di essere la scelta giusta per quel libro.

SS: Come collabori con i traduttori letterari, pensi che la traduzione sia ancora sottovalutata nel percorso che porta la  letteratura dell'Asia meridionale ai lettori mondiali? 

ASC: I don’t think translation is undervalued. Increasingly, publishers and readers recognize its importance in bringing stories to a wider audience. Prizes such as the International Booker Prize (formerly Man Booker International Prize) have helped highlight translated works, and two Indian books have already won the award.

The mood around translation is optimistic. The primary challenge is finding the right translator for the right project. If they are not well matched, all other constraints and challenges, of which there are many, will be exacerbated.

ASC: Non credo che la traduzione sia sottovalutata. Sempre più redattori e lettori riconoscono la sia importanza nel portare storie ad un pubblico più ampio. I riconoscimenti come International Booker Prize (inizialmente conosciuto come Man Booker International Prize) hanno aiutato a dare luce ai lavori tradotti, e due libri indiani hanno già vinto il riconoscimento.

Il clima nel settore della traduzione è ottimista. La sfida principale consiste nel trovare il traduttore giusto per il progetto giusto. Se l'abbinamento non è adeguato, tutte le altre difficoltà e i vincoli, che sono numerosi, risulteranno aggravati.

Ambar Sahil Chatterjee at the London Book Fair. Photo: Sangita Swechcha

Ambar Sahil Chatterjee alla Fiera del Libro di Londra. Foto dell'autore. Utilizzata su autorizzazione.

SS: Quali sono le principali difficoltà strutturali che gli scrittori dell'Asia meridionale devono affrontare quando cercano di affermarsi sui mercati editoriali internazionali? Si tratta di budget destinati al marketing, dell'accesso alle reti di contatti o di qualcosa di più fondamentale, legato al modo in cui gli editori occidentali percepiscono le storie dell'Asia meridionale?

ASC: These challenges exist across publishing in many parts of the world. As agents, we try to remain true to the books we represent and present them as authentically as possible. At the same time, we try to understand what publishers are looking for through ongoing conversations. If there is a match, it works; if there isn’t, it doesn’t. In many ways, it becomes a process of trial and error. But one has to keep sustaining these efforts, because publishing can seem like one long endurance test and so determination is key.

ASC: Queste sfide sono diffuse in molte parti del mondo nel settore editoriale. Come agenti, tentiamo di restare fedeli alle opere che rappresentiamo e le presentiamo nel modo più autentico possibile. Allo stesso modo, cerchiamo di capire cosa gli editori stanno cercando attraverso varie conversazioni. Se c'è una corrispondenza, funziona; se non c'è, non funziona. Ad ogni modo, questo divento un processo di tentativi ed errori. Si deve continuare a sostenere questi sforzi, dato che il settore dell'editoria può sembrare una lunga prova di resistenza, quindi la determinazione è fondamentale.

SS: Esistono generi o trame sud-asiatiche particolari che secondo te che stanno riscuotendo maggior attenzione a livello mondiale, e cosa consiglieresti ad una/o scrittrice/ore che vuole raggiungere un pubblico internazionale? 

ASC: Fiction in translation has certainly received more attention than non-fiction, and within that, literary fiction tends to travel more easily than commercial fiction.

Publishing is a long game, and writers need patience. Conversations with publishers often take a long time before anything materializes. Sometimes, after months of discussion, a publisher may still decide they cannot take the project, and then the process begins again elsewhere.

Occasionally things fall into place more quickly, but that is not the norm. Writing a book itself takes a great deal of time, effort, and energy, and the publishing journey can take just as long. Patience and persistence are essential.

ASC: La narrativa tradotta ha sicuramente ricevuto maggiore attenzione rispetto alla saggistica e, all’interno di quest’ultima, la narrativa letteraria tende a diffondersi più facilmente rispetto a quella commerciale.

Il mondo dell'editoria è un percorso lungo, e gli scrittori devono avere pazienza. Spesso le trattative con gli editori richiedono molto tempo prima che si concretizzi qualcosa. A volte, dopo mesi di discussioni, un editore può comunque decidere di non accettare il progetto, e allora il processo ricomincia da capo altrove.

Di tanto in tanto le cose si sistemano più rapidamente, ma non è la norma. Scrivere un libro richiede di per sé molto tempo, impegno ed energia, e il percorso verso la pubblicazione può richiedere altrettanto tempo. Pazienza e perseveranza sono essenziali.

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