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Di Theresa Rodriguez-Moodie
Quest'articolo è stato pubblicato [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] sul Jamaica Gleaner e ripubblicato di seguito con autorizzazione.
Il 7 febbraio 2024, un'imbarcazione rovesciata lungo le coste del sud di Tobago ha causato [it] una fuoriuscita catastrofica di una sostanza simile al petrolio, inducendo il primo ministro di Trinidad e Tobago Keith Rowley a dichiarare l'emergenza nazionale.
Fotografie mostrano la pericolosità del fango nero e denso nelle acque della costiera dell'isola, che soffocano vaste distese di spiagge e mangrovie. Richieste urgenti di volontari pronti ad aiutare nella bonifica del territorio, mentre paesi vicini si ritrovano ad affrontare l'arrivo di potenziali chiazze di petrolio in arrivo sulle coste di Tobago.
È importante notare che Trinidad e Tobago dispone di un piano di emergenza nazionale per le fuoriuscite di petrolio e di un'esperienza centenaria nell'industria petrolifera e del gas.
Nel frattempo, in Guyana, sostanziali riserve di petrolio e gas sono state scoperte sotto le acque costiere da un consorzio guidato dalla ExxonMobil. Le previsioni sono che il paese possa produrre 1.2 milioni di barili al giorno dal 2027 al 2028. Ad ogni modo la Valutazioni di impatto ambientale (VIA), specifica che negli eventi di fuoriuscita o esplosione del pozzo, le ripercussioni potrebbero devastare larghe zone dei Caraibi, dirigendosi da Trinidad verso le Piccole Antille, la Giamaica e la Repubblica Domenicana.
Questo vale a dire devastare gli ecosistemi costieri, le infrastrutture, il turismo, la pesca, la navigazione ed altre attività economiche di vitale importanza, mettendo in pericolo economico molte nazioni insulari.
I pozzi attivi della ExxonMobil in Guyana sono pozzi profondi, sono situati in acque profonde da 1,500-1,900 metri con il blocco di Stabroek. Questi pozzi comportano rischi ambientali maggiori, ciò reso noto con il disastro di BP Macondo nel 2010, che ha riversato nel golfo del Messico circa cinque milioni di barili di petrolio grezzo e gas in 87 giorni.
Il Fondo per l'ambiente della Giamaica (JET) ha scritto queste preoccupazioni al Primo Ministro Andrew Holness, che presiede il National Disaster Response Mechanism (NDRM) della Giamaica. Ad oggi non è pervenuta alcuna risposta.
Alla luce di questi rischi, è indispensabile che il pubblico sia informato sul Piano Nazionale della Giamaica sulla fuoriuscita di petrolio, che è stato approvato nel 2014 e ricopre le acque costiere della Giamaica e il litorale (Zona contigua e Zona economica esclusiva).
Il piano fa riferimento anche alle fuoriuscite di petrolio a terra, compresi i corpi idrici che possono migrare o sfociare nelle acque costiere.
A tal proposito sorgono alcune domande: La Giamaica possiede un'attrezzatura adeguata per mitigare gli impatti di una fuoriuscita di petrolio? La Giamaica ha coordinato il suo piano di risposta con quello della Guyana, considerando le potenziali implicazioni transfrontaliere? Quando è stato effettuato l'ultimo addestramento per il personale chiave che sarebbe stato coinvolto nella risposta?
Il Piano nazionale stabilisce che le esercitazioni di simulazione e le esercitazioni nazionali devono essere condotte su base regolare (minimo una volta ogni due anni) per testare il piano. Dato che il piano è vecchio di 10 anni e che ora i rischi di una fuoriuscita di petrolio sono molto più elevati, sono previste revisioni in base alla valutazione di esercitazioni e simulazioni (ad esempio ogni due anni) o in risposta a eventuali incidenti che superino la sua portata?
Il disastro di Tobago è un monito. Riconosciamo questi gravi rischi e adottiamo misure proattive per salvaguardare il nostro ambiente e la nostra economia.







