Giornalista della Papua Nuova Guinea aggredita per aver realizzato un reportage dal carcere

Bomana prison

La prigione di Bomana a Port Moresby. Immagine tratta da un video del servizio su YouTube di TVWAN Online. Uso autorizzato.

Rebecca Kuku, esperta giornalista della Papua Nuova Guinea, ha spiegato di essere stata aggredita da guardie carcerarie nel centro di detenzione preventiva  di Bomana dopo aver raccontato delle condizioni di vita dei reclusi. Il fatto ha allarmato i media locali che hanno chiesto un'indagine immediata e hanno incalzato le autorità affinché venga rispettata la libertà di stampa.

Kuku e altri giornalisti locali hanno informato che più di 50 prigionieri sono stati oggetto di aggressioni da parte delle guardie carcerarie, ma che queste hanno negato ogni addebito e hanno spiegato di aver solo cercato di evitare un tentativo di fuga.

In risposta al servizio, il primo ministro della Papua Nuova Guinea, James Marape, ha detto [en, come tutti i link seguenti, salvo diversa indicazione] che i prigionieri devono essere trattati con umanità.

Even in prison, human rights must be respected and those responsible for managing detainees must act within the law. Allegations of excessive force or mistreatment must be fully and independently examined.

Anche in prigione devono essere rispettati i diritti umani e i responsabili della sorveglianza dei detenuti devono agire secondo la legge. Le accuse di uso eccessivo della forza o maltrattamenti devono essere indagate totalmente e in modo indipendente.

Il 27 febbraio, quando Kuku ha visitato l'Ufficio del Servizio Carcerario a Port Moresby, ha spiegato di essere stata inizialmente aggredita verbalmente; in seguito è stata colpita alla spalla e i funzionari l'hanno minacciata per il suo reportage.

The National, diario online nel quale lavora Kuku, ha detto che le autorità devono controllare i funzionari che aggredirono la giornalista.

For warders to now assault a journalist is reprehensible and does nothing to improve the image of the service. We are fully supporting our journalist in filing a criminal assault case. We are calling on the Correctional Service command to look into this and discipline the officers responsible. We have lodged a complaint with the Correctional Service management.

È riprovevole che ora le guardie carcerarie aggrediscano una giornalista e questo non aiuta per nulla a migliorare l'immagine del servizio. La giornalista ha il nostro totale appoggio nel caso intenda presentare una denuncia per aggressione fisica. Chiameremo la persona a capo del Servizio Carcerario perché apra un'indagine su questo caso e punisca gli ufficiali responsabili. Presentiamo un reclamo contro l'amministrazione del Servizio Carcerario.

Kuku ha segnalato il tentativo di macchiare la sua reputazione nelle reti social e insiste nel rimarcare di non aver fatto nulla di male informando su quanto successo.

The pictures and videos were sent to all media houses [by inmates]. Similar reports were published/reported by all media houses.

Instead of blaming the media for doing our job, you should instead carry out an internal investigation and find out how these prisoners have access to mobile phones in the first place

Mainstream media is not a PR, we are not here to report the good only or write however way you want us to write news.

Our job is to tell it as it is. Whether it’s good or bad!

[I detenuti] inviarono le foto e i video a tutti i media. I media pubblicarono articoli simili.

Al posto di dare la colpa ai media per fare il loro lavoro, dovrebbero condurre un'indagine interna per scoprire come fanno questi prigionieri ad avere accesso ai cellulari.

I media tradizionali non sono relazioni pubbliche, non siamo qui per dare solo le buone notizie o per scrivere come voi volete si faccia.

Il nostro lavoro consiste nell'informare sui fatti così come sono, si tratti di buone o cattive notizie!

Il consiglio dei media della Papua Nuova Guinea esige che la polizia conduca un'indagine completa e indipendente sull'aggressione ai danni di Kuku. Il presidente, Neville Choi, condanna l'attacco e la minaccia contro uno dei suoi componenti e ha affermato che i giornalisti in Papua Nuova Guinea “devono essere rispettati per il fatto di informare ed educare il pubblico su quanto succede attorno a lui”.

Ha aggiunto che un cittadino può presentare un reclamo formale in forma scritta e può informare il Consiglio dei media quando non è soddisfatto di un servizio o abbia le prove che un giornalista è stato costretto a scrivere una storia.

Il presidente del Pacific Freeom Forum, Robert Iroga delle Isole Salomone, lo ha descritto come un “attacco importante contro la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti che fanno il loro lavoro”.

No journalist should ever face intimidation or physical harm for reporting on matters of public interest.

Ms Kuku has filed a statement to Police and authorities must act swiftly to identify those responsible. This will demonstrate that such behaviour has no place within state institutions.

We also commend the National team and all editors and publishers who take swift action and call out these threats to their front line staff, particularly women journalists who are often targeted with specific verbal abuse, shaming and sexualised threats in ways that men do not suffer.

Nessun giornalista dovrebbe affrontare minacce né aggressioni fisiche per aver informato su fatti di interesse pubblico.

La signora Kuku ha richiesto alla Polizia e alle autorità di agire rapidamente e identificare i responsabili. Questo dimostrerà che questo tipo di comportamenti non ha posto all'interno delle istituzioni governative.

Lodiamo inoltre la squadra del The National e tutti gli editori e redattori che si sono attivati rapidamente segnalando le minacce contro i loro collaboratori, in particolare contro le giornaliste, che normalmente sono oggetto di abusi verbali, umiliazioni e minacce sessuali come invece non capita agli uomini.

A maggio 2025 la Papua Nuova Guinea è alla 78° posizione (su 180 paesi) nella classifica mondiale della libertà di stampa di Reporter senza Frontiere. L'associazione ha informato che, nel paese, i giornalisti “hanno ricevuto intimidazioni, minacce dirette, censure, richieste e tentativi di corruzione che hanno trasformato il giornalismo in una professione pericolosa”.

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