“Ripulite la vostra cultura”: commento di un presentatore televisivo provoca le proteste degli indigeni brasiliani

Il presentatore televisivo Luciano Huck chiede a indigeni del parco indigena Xingu che “ripuliscano la loro cultura” per una foto. Composizione realizzata da Global Voices in Canva con uno screenshot dell'account Instagram di @txaigibran e mappa dell'ISA (Istituto Sociale Ambientale). Uso autorizzato.

Ad agosto 2024, il presentatore televisivo brasiliano Luciano Huck [en], che in qualche occasione ebbe l'idea [pt, come tutti i link successivi salvo diversa indicazione] di presentarsi alle elezioni presidenziali del Brasile, ha registrato un episodio del suo programma domenicale nel parco indigena di Xingu [it], una delle principali riserve indigene e la prima terra indigena individuata dal Governo federale nel paese.

Quasi quattro mesi dopo, è diventato virale il materiale pubblicato su Instagram registrato dietro le quinte. Nel video, si vede Huck seduto di fianco alla cantante Anitta [it], il che ha scatenato critiche e ha reso evidente i problemi di percezione che persone non indigene hanno nei confronti delle comunità native.

Nel video, della durata di 1:20 minuti, mentre si scattano fotografie e si preparano per la registrazione, si possono vedere alcuni indigeni con telefoni cellulari che vogliono immortalare il momento. Uno di loro è in posa davanti al presentatore con un telefono in mano. Huck grida loro —“cellulari!”—, e chiede che si allontanino coloro che usano “vestiti non tradizionali”. Poi dice: “Sì, ripulite la vostra cultura”. E, in seguito, ha spiegato:

É o seguinte, a gente está cheio de câmera. Quanto mais celular de vocês aparece, eu acho que menos é a cultura de vocês. Quanto mais a gente conseguir preservar as nossas cenas, sem celular…Porque assim, quando aparece celular, mexe na cultura originária. Quando a gente estiver gravando, se puder segurar o celular, eu acho que quem tiver que ver valoriza mais vocês. Se você puder falar isso para o povo é bom.

È così, siamo pieni di telecamere. Credo che, quanti più vostri cellulari appaiono, tanto meno questa sia la vostra cultura. Quanto più riusciamo a preservare le nostre scene, senza cellulari… Perché così, quando appare un cellulare si mescola con la cultura originaria. Quando stiamo girando, dovreste mettere da parte i cellulari; credo che gli spettatori lo apprezzino di più. Sarebbe ottimo se poteste farlo notare al vostro popolo.

Di seguito l'indigeno traduce il messaggio alla sua comunità.

I commenti hanno fatto sì che le organizzazioni indigene in Brasile, come l’Organizzazione dei Popoli Indigeni del Brasile (APIB) e altre associazioni regionali collegate, emettessero un comunicato congiunto nella loro pagina Instagram.

 

Ver essa foto no Instagram

 

Publicación de COIAB (@coiabamazonia)

Le culture indigene non devono “essere ripulite”.
La nostra presenza è politica, storica, attuale e non c'è spazio per il suo razzismo contro gli indigeni.

Nella dichiarazione, segnalano che i popoli indigeni non esistono solo per “foto pulite”, come se fossero pezzi da museo che rispondono ad alcune aspettative, e che la frase “pulire la loro cultura” rafforza una visione sbagliata e pericolosa dei loro popoli. Nella legenda hanno scritto:

O acesso à tecnologia deve ser um direito garantido a todos os cidadãos brasileiros. Possuir um celular não torna um parente menos indígena.

A tecnologia e a internet têm sido fundamentais para os povos indígenas na luta por seus territórios, auxiliando no monitoramento e gestão ambiental, no acesso a oportunidades de educação e trabalho, na comunicação entre comunidades, organizações e o Estado, além de possibilitar denúncias de violações de direitos indígenas que foram historicamente invisibilizadas.

L'accesso alla tecnologia deve essere un diritto garantito a tutti i cittadini brasiliani. Avere un cellulare non fa sì che un parente (riferito ad altre persone indigene) sia meno indigeno.

La tecnologia e internet sono stati fondamentali per i popoli indigeni nella lotta per i loro territori, li hanno aiutati a controllare la gestione ambientale, ad accedere a opportunità educative e lavorative, nella comunicazione tra le comunità, le organizzazioni e lo Stato, oltre a facilitare denunce di violazioni dei diritti indigeni che, storicamente, sono stati invisibili.

La APIB ha riprodotto la dichiarazione qualche giorno dopo e ha espresso “indignazione” per le parole di Huck. L'immagine pubblicata nel suo account Instagram dice, inoltre:

Podemos usar o que vocês usam, sem deixar de ser quem somos.
Ser indígena nunca foi sobre negar o presente, mas sobre existir com dignidade em qualquer tempo até nas telas que insistem em nos enxergar errado.

Possiamo usare ciò che usate voi senza smettere di essere noi stessi. Essere indigeni non ha mai significato negare il presente, ma esistere con dignità in qualsiasi momento negli schermi che insistono nel vederci in modo erroneo.

In seguito alla reazione, Huck ha commentato nelle sue stories di Instagram di essere stato frainteso e ha sottolineato la sua lunga relazione con i popoli indigeni, come ha informato il portale giornalistico Terra:

Sobre a imagem em questão, registrada nos bastidores de uma gravação, é importante esclarecer: não se tratou de impor qualquer tipo de limitação cultural ou de consumo. Foi apenas uma decisão de direção de arte, um ajuste pontual dentro do contexto de um set de filmagem, nada além disso.

In merito all'immagine in questione, scattata dietro le quinte durante una registrazione, è importante chiarire: non si è trattato di imporre alcuna limitazione culturale o di consumo. È stata solo una decisione della direzione artistica, un adeguamento puntuale nel contesto di uno studio di registrazione, niente più di questo.

Il parco indigena Xingu si trova nello stato del Mato Grosso, nel Brasile centro-occidentale e all'interno della regione dell'Amazzonia Legale, con un territorio di circa 27.000 chilometri quadrati, ed è stato riconosciuto da un decreto del Governo federale nel 1961. È stata la prima terra indigena ufficialmente demarcata nel paese. Tuttavia, il procedimento ha affrontato delle difficoltà, resistenze da parte del Governo statale locale e questo spazio geografico è stato istituito nel 1978, come viene segnalato in una storia del Brasile di Direitos.

Ora, nel parco Xingu vive una popolazione di 6.177 persone di 16 etnie indigene, secondo la pagina di Terre Indigene del Brasile: aweti, ikpeng, kalapalo, kamaiurá, kawaiwete, kisêdjê, kuikuro, matipu, mehinako, nahukuá, naruvotu, tapayuna, trumai, waurá, yawalapiti e yudja. La loro conservazione viene gestita dal Governo federale.

L’ultimo censimento, svolto dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica [it] nel 2022, ha scoperto che il paese ha ora una popolazione indigena di 1.694.836 individui (meno del 1% della popolazione brasiliana) e 391 gruppi etnici; tre su quattro indigeni hanno dichiarato il loro gruppo etnico.

Due anni dopo che la Corte Suprema ha deciso l’incostituzionalità della proposta di utilizzare un indicatore temporale per demarcare la terra indigena, il Congresso Nazionale sta cercando di ribaltare la situazione in una votazione programmata per il dicembre 2025. Se l'inserimento di un indicatore di tempo nella Costituzione verrà approvato, i popoli indigeni avranno solo il diritto di reclamare le terre che stanno occupando o che erano oggetto di controversia al momento di entrata in vigore della Costituzione vigente, cioè l'ottobre 1988.

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