
Illustrazione di Noor, usata con permesso.
In Brasile, Michelle Bolsonaro [it] sta emergendo come possibile nuova leader della destra in vista delle elezioni presidenziali di ottobre [it]. Da quando il marito Jair Bolsonaro [it] è finito in prigione per aver tentato un colpo di stato nel 2023 [en], il fronte conservatore è rimasto senza una guida. Michelle si propone di colmare questo vuoto, facendo leva su un elettorato finora sottovalutato: le donne evangeliche e conservatrici, una componente sempre più determinante [pt, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] nella politica brasiliana. La sua ascesa è anche una sfida ai tradizionali equilibri di potere maschile che caratterizzano la società del Paese.
Michelle (44 anni) ha conosciuto Jair Bolsonaro (71 anni) nel 2007, quando lui era deputato federale a Brasilia e lei lavorava come sua segretaria. Si sono sposati nel 2013. Michelle aveva già una figlia da una precedente relazione, e dal marito ha avuto Laura nel 2010. All'epoca era una figura riservata, raramente presente in pubblico, e nella prima campagna presidenziale del 2018 scelse di restare nell'ombra, ignorando i consigli dei consulenti politici che la spingevano a un ruolo più visibile.
Una volta eletto il marito, le cose cambiarono. Alla cerimonia di insediamento, ruppe il protocollo pronunciando un discorso in lingua dei segni al suo fianco. Durante il mandato presidenziale, la accompagnava spesso nei viaggi istituzionali con i ministri e appariva sempre più di frequente in televisione per promuovere iniziative benefiche, guidando un programma governativo chiamato Pátria Voluntária. Quando Bolsonaro nominò un nuovo giudice alla Corte Suprema, André Mendonça, pastore evangelico, Michelle fu ripresa mentre pregava e festeggiava con lui. E quando la coppia partecipò ai funerali della regina Elisabetta, i suoi abiti in stile Jackie O attirarono l'attenzione dei media sui social media promuoveva gli stilisti che la vestivano, trasformando ogni apparizione pubblica in una vetrina di moda.
Michelle è diventata particolarmente popolare tra le donne conservatrici, finendo spesso per oscurare i figliastri, tutti figli dei precedenti matrimoni di Bolsonaro. Flávio, Eduardo, Carlos e Jair Renan sono politici affermati, ma le loro ambizioni di perpetuare la dinastia di famiglia hanno cominciato a vacillare con la crescente centralità di Michelle. Oggi lei conta oltre 8 milioni di follower su Instagram, superata solo da Flávio, il figlio maggiore, senatore e possibile candidato alla presidenza, che ne ha 11 milioni.

L'ex First Lady Michelle Bolsonaro posa con i sostenitori di Bolsonaro nel 2023. Foto: Fabio Rodrigues-Pozzebom/ Agência Brasil/Uso consentito
Alle elezioni presidenziali del 2022, Michelle era diventata abbastanza popolare da attirare il voto femminile nella campagna del marito, nonostante le politiche insensibili e disastrose adottate da Bolsonaro durante la pandemia di COVID-19 [it], che aveva causato in Brasile 711.380 morti [en], il secondo bilancio più alto al mondo. L'elettorato femminile [en] era stato il suo tallone d'Achille già nella campagna precedente.
“Le donne che si sono trovate in prima linea durante la pandemia, sostenendo le proprie famiglie sul piano economico, fisico e materiale, si sono indignate per il modo disumano in cui Bolsonaro ha trattato le vittime”, ha dichiarato Lívia Reis, ricercatrice e direttrice di un rapporto annuale sull'intersezione tra donne evangeliche, politica e vita quotidiana, pubblicato dall'Istituto di Studi Religiosi (ISER). “La figura di Michelle contribuisce a umanizzare quella di Bolsonaro”.
Durante la pandemia, Bolsonaro aveva ripetutamente deriso le vittime [en] del COVID-19, si era espresso contro i vaccini e ne aveva ritardato l'acquisto e la distribuzione. Gli esperti stimano che queste scelte potrebbero aver causato 95.000 morti evitabili. Nove giorni prima del secondo turno delle elezioni del 2022, Michelle tenne un discorso in una funzione evangelica presso la chiesa Assembleia de Deus Vitória em Cristo di Rio de Janeiro, invocando la sua fede per giustificare l'operato del marito. La chiesa era stata fondata da Silas Malafaia, leader evangelico che aveva sostenuto l'ascesa di Bolsonaro, ne aveva celebrato il matrimonio e a cui viene largamente riconosciuto un ruolo decisivo nel consolidamento del bolsonarismo.
“Non guardate mio marito, guardate me, perché io sono una serva del Signore che si inginocchia a pregare e ha una buona comprensione del mondo spirituale”, ha detto Michelle. “[Bolsonaro] è imperfetto quanto voi e me, perché solo Gesù era perfetto, e nemmeno Lui è piaciuto a tutti”.
Jair Bolsonaro non è evangelico, anche se ha strumentalizzato questa fede per conquistare il voto della comunità. Nel 2016, quando era ancora deputato, si fece battezzare nel fiume Giordano in Israele da un pastore che in seguito fu arrestato per corruzione. Secondo un sondaggio Genial/Quaest del 2022, il 50% degli evangelici lo credeva uno di loro, mentre solo il 16% lo identificava correttamente come cattolico romano.
“Michelle entra nel panorama politico per legittimare Bolsonaro come un uomo scelto da Dio per una missione di lotta per un Brasile migliore”, ha dichiarato Reis. “Ed è molto ammirata dalle donne evangeliche”.
Un segmento demografico controverso
La crescente visibilità politica di Michelle ha portato alla luce le contraddizioni della leadership femminile negli ambienti conservatori, oltre ai conflitti interni sulla disuguaglianza di genere nelle chiese evangeliche.
Gli evangelici rappresentano la confessione religiosa in più rapida crescita nel Paese. Poco più della metà della popolazione brasiliana si identifica ancora come cattolica, ma secondo il censimento del 2022 la quota di evangelici è salita dal 21% al 26% rispetto al 2010. Di questi, circa il 55% sono donne, un elettorato che la politica non può più permettersi di ignorare.

Donne partecipanti alla 18ª edizione della “Marcia per Gesù” a Rio de Janeiro nel 2025. Foto di Fernando Frazão/Agência Brasil/Fair use
All'inizio del 2019, pochi giorni dopo il giuramento di Jair Bolsonaro [en], Gabriela Leite, attivista del Movimento Evangelico Nero, si accorse che sua madre era stata conquistata dall'ideologia di estrema destra. Aveva votato per Bolsonaro. “Parlava di indottrinamento ideologico nelle scuole pubbliche”, ha raccontato Leite a Global Voices, riferendosi a “Escola Sem Partido” [en], una teoria del complotto di destra secondo cui gli insegnanti indottrinerebbero i bambini con idee di sinistra. Un argomento così caldo da essere trasformato in legge in diverse città e stati [it]. “Non aveva senso, perché aveva cresciuto una figlia che frequentava una scuola pubblica”, ha detto Gabriela, aggiungendo di sperare che sua madre potesse informarsi meglio.
Gabriela e sua madre Márcia Leite, insegnante in pensione, sono entrambe donne evangeliche nere della classe operaia.

Gabriela e Márcia Leite reggono una bandiera del Movimento Evangelico Nero, durante la Marcia delle Donne Nere del 2025 a Brasilia. Foto di Eduardo Cavalcanti, utilizzata con permesso.
Figure come la senatrice Damares Alves [en], ex ministra dei diritti umani di Bolsonaro e pastora evangelica, la deputata statale Ana Campagnolo [en] e la deputata federale Chris Tonietto [en] sono diventate simboli di emancipazione femminile nelle sottoculture conservatrici. Dal 2023, Michelle guida la sezione femminile del Partido Liberal, il partito del marito, impegnandosi attivamente nel reclutamento di donne nelle fila del partito.
Da quando Bolsonaro è stato arrestato, Michelle ha assunto pubblicamente il ruolo di caregiver e madre, affiancandolo alla leadership politica come segno insieme di sacrificio e di forza. Questa capacità di tenere insieme ruoli così diversi risulta persuasiva per molte donne evangeliche. “Michelle dimostra che si può essere una casalinga e allo stesso tempo una persona potente, una leader”, ha detto Márcia. “Ed è tutto ciò che una donna moderna desidera. Vogliamo avere un posto nella società. Michelle ci dimostra che è possibile”.
Secondo Jamille Bezerra, ricercatrice che sta scrivendo una tesi sulle donne religiose in politica e sul modo in cui affrontano le questioni di genere nel loro lavoro quotidiano, queste figure riescono a connettersi con le donne cristiane in un modo che il movimento femminista non ha mai saputo fare. Rendono visibili le questioni di genere, pur difendendo una visione conservatrice della famiglia.
Secondo i ricercatori e le donne evangeliche intervistate per questo articolo, le donne sono sempre state il pilastro dell'attività della chiesa evangelica. “Sono le donne che aprono le porte della chiesa al mattino e sono le donne che spengono le luci al termine della funzione”, ha detto Gabriela. “Gli uomini fanno i pastori, e nient'altro”.
Michelle le rappresenta. Riconosce la disuguaglianza di genere, in particolare all'interno del matrimonio e della chiesa, come un problema reale, pur restando entro i confini del conservatorismo e della Bibbia.

Marcia delle donne a San Paolo, in Brasile nel 2023. Il cartello recita: “Il posto della donna è in politica”. Foto di Rovena Rosa/Agência Brasil. Uso consentito.
Secondo un sondaggio Datafolha del 2025, il 42,7% delle donne evangeliche ha subito violenza domestica. Molte raccontano che i loro pastori non si sono mostrati comprensivi, rimproverandole di “non pregare abbastanza” e senza mai consigliarle di chiedere aiuto. La senatrice Alves ha percorso una strada diversa: nel 2024 ha visitato diverse chiese a Brasilia incoraggiando le donne a chiamare la polizia in caso di abusi. Lo stesso ha fatto Michelle.
“La senatrice Alves e Michelle stanno dimostrando che nella società sono possibili diversi modelli di famiglia, pur restando entro i confini dell'eteronormatività”, ha affermato Bezerra. “Entrambe si discostano dal modello tradizionale: Alves non è sposata e ha una figlia adottiva, mentre quello di Michelle con Bolsonaro è un secondo matrimonio”.
Queste trasgressioni rispetto al modello evangelico tradizionale contribuiscono a umanizzare queste figure, senza però mettere in discussione la struttura patriarcale della famiglia. È proprio in nome della “famiglia tradizionale brasiliana” che Michelle e altre donne conservatrici giustificano il loro impegno in politica. “Dicono di farlo per i figli, per il futuro, per la nazione, niente di nuovo”, ha osservato Bezerra. “È una tipica ideologia conservatrice quella di anteporre la protezione della nazione alla famiglia”.
Il dilemma delle donne leader conservatrici
Sebbene i leader maschili dei partiti conservatori abbiano accettato, sia pure a malincuore, che il loro potere possa dipendere dall'inclusione delle donne, questo cambiamento ha aperto crepe evidenti all'interno del movimento fascista.
Michelle e i figliastri si sono scontrati pubblicamente sul suo ruolo nella politica di partito. “Molti analisti politici mi dicono che è importante avere il voto femminile, e non sono in disaccordo”, ha dichiarato Eduardo Bolsonaro [it] in un'intervista a Revista Piauí nel settembre 2025, commentando l'ascesa di Michelle all'interno del Partido Liberal. Eduardo era stato rimosso dalla carica di deputato dopo essersi trasferito negli Stati Uniti. “Michelle parla solo di questioni positive, la chiesa e il voto femminile. Ma la mia domanda è: il partito non capisce che quello che faccio io è molto più importante?”, ha aggiunto, riferendosi alla sua attività di lobbying alla Casa Bianca di Trump contro il governo Lula da Silva.

L'ex presidente Jair Bolsonaro e la First Lady Michelle Bolsonaro durante il lancio di un programma governativo nel periodo della pandemia di Covid-19, Brasilia. Credito fotografico: Marcelo Camargo/Agência Brasil.
Michelle compare ormai regolarmente nei sondaggi sulle elezioni presidenziali di ottobre, spesso indicata come la candidata più competitiva della famiglia Bolsonaro per sfidare il presidente uscente Lula. Nel settembre dell'anno scorso, quando il dibattito sulla successione era ancora aperto e l'ex presidente risultava ineleggibile, Michelle si è proposta apertamente come possibile candidata. “Mi leverò come una leonessa per difendere i nostri valori conservatori, la verità e la giustizia”, ha dichiarato al Telegraph nella sua prima intervista dopo la condanna del marito, riprendendo un'immagine usata da amici e familiari di Charlie Kirk per descrivere sua moglie Erika. “Se, per compiere la volontà di Dio, si rendesse necessario candidarmi, sarò pronta a fare tutto ciò che Lui mi chiederà”.
Alla fine, però, l'ordine familiare tradizionale che Michelle difende senza riserve ha prevalso. A dicembre, Flávio, primogenito di Bolsonaro e senatore, ha annunciato ufficialmente la sua candidatura, sostenuta da una lettera autografa del padre scritta dal carcere. Mentre cerca di tenere in piedi la sua corsa tra le rivelazioni di The Intercept Brazil, secondo cui avrebbe sollecitato denaro da un banchiere detenuto [en] per finanziare il film biografico su Bolsonaro, è difficile immaginare che un movimento politico fondato sulla subordinazione delle donne possa davvero lasciare spazio all'ascesa di una “leonessa” come Michelle.
“I figli di Bolsonaro vogliono usare Michelle come faceva Bolsonaro, come compagna e come sostenitrice. Non sono pronti a vederla come leader”, ha affermato Márcia Leite, che a ottobre non voterà per Flávio Bolsonaro.






