
Piantagione di cacao a Ekombitie. Foto di Leocadia Bongen, utilizzata con autorizzazione.
Quaranta coltivatori di cacao membri della cooperativa si sono riuniti a casa del capo, sotto una tettoia con tetto in lamiera nel villaggio di Ekombitie, all’interno del Dipartimento di Dja e Lobo [it]. Di tanto in tanto, l’incontro sulle migliori pratiche agroforestali veniva interrotto dal rumore e dai clacson dei camion che trasportavano legname. A giudicare dalle espressioni tristi sui loro volti, gli agricoltori erano preoccupati per il prezzo del cacao, che era sceso drasticamente dall’inizio del 2025 e aveva iniziato a calare vertiginosamente all’inizio del 2026.
Sono a conoscenza che la normativa dell’ Unione Europea [it] sul cacao proveniente da coltivazioni senza deforestazione entrerà in vigore l'anno prossimo, e si sta cercando di adeguarsi nonostante i dubbi su un'eventuale ripresa dei prezzi. Il Regolamento dell'UE sulla deforestazione (EUDR) [en] stabilisce che determinati prodotti, tra cui tutto il cacao e i prodotti a base di cacao importati nell’UE, debbano essere esenti da deforestazione, pienamente tracciabili e prodotti in modo legale.
Questa normativa comporterà senza dubbio un onere maggiore per i coltivatori di cacao, sia dal punto di vista organizzativo che in termini di manodopera, ma potrebbe anche portare a una maggiore resa e a una sostenibilità a lungo termine. Gli agricoltori locali si dicono disposti a rispettare la nuova normativa, ma sperano anche che lo sforzo aggiuntivo si traduca in un aumento della remunerazione, soprattutto alla luce del recente calo del prezzo del cacao.
I coltivatori di cacao del Camerun
Paul Mbarga Jr. è un agricoltore che vive nel Ekombitie village [fr]. Indossa una canottiera gialla senza maniche, è seduto sul pavimento e sta intrecciando strisce di bambù per realizzare un cappello. Ha creato la sua piantagione di cacao di un ettaro (2,47 acri) quando ha abbandonato la scuola nel 2016. Spiega a Global Voices che la sua azienda agricola si trova in una Foresta vergine [it], precisando che non ha contribuito alla deforestazione nella creazione della sua azienda agricola [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]:
These are forests that have been exploited by the foresters who cut the wood; this is where we now cultivate cocoa.
Si tratta di foreste che sono state sfruttate dai boscaioli che ne hanno tagliato il legname; è proprio qui che ora coltiviamo il cacao.

Paul Mbarga Jr., coltivatore di cacao. Foto di Leocadia Bongen, utilizzata con autorizzazione.
Gli scienziati hanno lanciato un allarme che la tutela delle foreste secolari è fondamentale nella lotta contro il cambiamento climatico, poiché presentano una maggiore densità di carbonio e svolgono un ruolo ecologico più significativo rispetto alle foreste più giovani e meno ricche di biodiversità.
Issah Naimuaforkang Kinyui, capo del villaggio di Ekombitie, gestisce anche una piantagione di cacao e, grazie all’agroforestazione e alle buone pratiche agricole, è riuscito ad aumentare la sua resa annuale da 3 a 10 sacchi di cacao (100 chilogrammi) nella sua piantagione di quattro ettari (9,88 acri).
Mbarga e Kinyui sono tra gli agricoltori che contribuiscono alla produzione nazionale del Camerun, che ha recentemente raggiunto il record di 309.518 tonnellate metriche, collocando il Paese al quinto posto tra i maggiori produttori mondiali di cacao e al quarto posto in Africa per la coltivazione di fave di alta qualità.
Le fluttuazioni dei prezzi del cacao hanno influito sui loro ricavi. Kinuyui ha dichiarato a Global Voices: “L’anno scorso abbiamo avuto dei problemi e molti agricoltori non avevano i soldi per acquistare i fattori di produzione”.
Nel corso degli anni, gli agricoltori hanno costruito case grazie ai profitti derivanti dal cacao. I prezzi hanno raggiunto il picco durante la stagione 2023–2024, quando in alcune zone di produzione hanno toccato i 6000 franchi CFA (10,42 dollari) al chilogrammo.
Da allora, i prezzi sono crollati. Secondo i dati forniti dall’ Ente Nazionale per il Cacao e il Caffè, nella stagione 2024–2025 i prezzi del cacao hanno raggiunto un picco di 5.400 franchi CFA (9,37 dollari) al chilogrammo. Quest’anno, invece, il 9 luglio il cacao veniva scambiato a un prezzo compreso tra 2750 franchi CFA (4,77 dollari) e 2850 franchi CFA (4,94 dollari) al chilogrammo, meno della metà rispetto a tre anni fa.
Migliori pratiche agricole forestali
Per conformarsi alla normativa dell’UE, gli agricoltori hanno condiviso le proprie strategie volte a proteggere le aree circostanti e a garantire che il loro cacao cresca in modo sano e sostenibile. Sia che si tratti di ripristinare vecchie piantagioni o di crearne di nuove, i coltivatori di cacao come Mbarga e Kinyui affermano di non abbattere mai tutti gli alberi all’interno di un’area di coltivazione.
We target the trees that are not useful, those that suck up too much water, whose fruits rot, attract flies and spread disease to the cocoa; we preserve medicinal and fruit trees.
Ci concentriamo sugli alberi che non sono utili, quelli che assorbono troppa acqua, i cui frutti marciscono, attirano le mosche e diffondono malattie al cacao; preserviamo invece gli alberi medicinali e da frutto.
Sebbene l’azienda agricola di Mbarga non si sia ancora completamente ripresa da anni di pratiche agricole non proprio ottimali, le nuove tecniche agroforestali e le buone pratiche agricole lo stanno aiutando ad aumentare il suo raccolto. Mbarga racconta:
Initially, we planted just any kind of cocoa seeds, without respecting the right distance. Later on, we realized that we had more cocoa in the field, but less income. We had to take the cocoa at the crown level of the stem and choose a stem that produces much, take the pod that is not too ripe, remove four beans from both ends, and then take only the beans in the middle to nurse and plant.
All’inizio piantavamo semi di cacao a caso, senza rispettare la giusta distanza. In seguito ci siamo resi conto che, pur avendo più piante di cacao nel campo, il nostro reddito era inferiore. Dovevamo prelevare il cacao all’altezza della chioma del fusto e scegliere un fusto particolarmente produttivo, prendere un baccello non troppo maturo, rimuovere quattro semi da entrambe le estremità e poi utilizzare solo i semi centrali per la propagazione e la semina.
Per Bernadette Ondobo, vicepresidente della cooperativa Scoops-PROCAM, la cui azienda agricola si trova a circa 500 metri dal centro della città, la sua cooperativa ha già iniziato a lavorare su come adeguarsi al regolamento dell’UE. Spiega:
We are at the stage where we produce certified cocoa respecting standards, which means we have learned to keep the environment, the people, and the cocoa bean healthy — harmony between nature, people, and cocoa. Certification means harmony around the cocoa cultivation.
Siamo giunti a una fase in cui produciamo cacao certificato nel rispetto degli standard, il che significa che abbiamo imparato a preservare l’ambiente, le persone e la salute delle fave di cacao: un’armonia tra natura, persone e cacao. La certificazione è sinonimo di armonia nell’ambito della coltivazione del cacao.
Ondobo, che vende fave di cacao tostate e fiocchi di manioca, possiede un’azienda agricola di un ettaro (2,47 acri). Lei e suo marito possiedono un’altra piantagione di cacao di 10 ettari (24,71 acri) con alcuni alberi di cacao che hanno più di 80 anni, ereditata dai nonni. Afferma che l’attuazione del regolamento dell’UE potrebbe contribuire a preservare l’azienda agricola per le generazioni future. Tuttavia, come altri agricoltori, spera che lo sforzo supplementare le consenta di ottenere un prezzo equo per il proprio lavoro. Mbarga afferma:
If the EU regulation stipulates quality, premium cocoa, this law should assure us that after stressing, we gain more because it all revolves around money. If after respecting the regulation we don’t see the gains, we will be discouraged.
Se il regolamento dell’UE prevede l’uso di cacao di qualità superiore, questa legge dovrebbe garantirci che, dopo averci dedicato impegno, ne trarremo maggiori benefici, poiché tutto ruota intorno al denaro. Se, pur rispettando il regolamento, non vedremo i benefici, ne saremo scoraggiati.
Gli agricoltori concordano sul fatto che, evitando di sovraffollare le loro piantagioni, ottengono risultati positivi; se piantano troppi alberi nel tentativo di massimizzare i profitti, il cacao marcisce e finiscono per spendere di più. Quando invece potano il cacao al momento giusto, il marciume diminuisce e la produzione aumenta.
Il WWF sostiene le cooperative dei coltivatori di cacao
Grazie alle iniziative dell'Agro-forestazione in Camerun e opportunità basate sulla natura per l’emancipazione delle persone (CANOPE), organizzazioni come il World Wildlife Fund (WWF) hanno supportato i produttori di cacao attraverso cooperative, insegnando loro le miglior tecniche agricole, e assistendoli nel passaggio a pratiche agroforestali sostenibili. Secondo Estelle Assonwa, operatrice sul campo del WWF:
We explain the regulation to the farmers, when it will be implemented. We concentrate on the part concerning the farmers respecting the regulation; no deforestation, geolocation of land, and obtaining a land title. We have been able to map all farms for farmers with whom we work, producing documents proving that the farms belong to them in readiness for the regulation.
Abbiamo mostrato la normativa ai coltivatori, e quando entrerà in vigore. Ci concentriamo in particolare sul rispetto del regolamento contro la deforestazione, sulla geolocalizzazione dei terreni e sull’ottenimento dei titoli di proprietà. Siamo riusciti a mappare tutte le aziende agricole per conto degli agricoltori, creando documenti che dimostrano come queste loro aziende siano pronte in vista dell'entrata in vigore del regolamento.

Il WWF insegna ai coltivatori di cacao le buone pratiche a Ekombitie. Foto di Leocadia Bongen, utilizzata con autorizzazione.
Secondo la Project Assistant del WWF, Patrice Romuald Zeufack la georeferenziazione della posizione dell'azienda agricola è essenziale per stabilire un sistema di tracciabilità. Questo contribuisce a garantire che gli acquirenti sappiano esattamente da dove proviene il loro cacao. In qualsiasi punto della catena di approvvigionamento, i funzionari devono poter essere in grado di identificare che il cacao appartenga a un determinato agricoltore, localizzato in una determinata area, e quei documenti devono essere aggiornati. Zeufack sostiene che:
Georeferencing is the first step in cocoa traceability. In the villages, we help to obtain a property ownership document signed by the divisional officer and the chief. The amount of cocoa that leaves the farm is documented in the traceability system and acknowledged during commercialization. The farmer also needs to respect the law and demonstrate not only that it is his farm but also the methods used, such as treating his coworkers with respect.
La georeferenziazione è il primo passo per la tracciabilità del cacao. Nei villaggi, aiutiamo ad ottenere un documento di proprietà firmato parte del responsabile di divisione e del capo. Il quantitativo di cacao che lascia l'azienda agricola è documentato nel sistema di tracciabilità e viene confermato in fase di commercializzazione. Anche l'agricoltore deve rispettare la legge e dimostrare che non solo si tratta della sua azienda ma anche attestare i metodi utilizzati, come ad esempio trattare i propri colleghi con rispetto.
Zeufack aggiunge:
Adopting agroforestry best practices by cocoa producers, such as creating nurseries to replace aging cocoa trees, is a sign of change. Some cooperatives were not operating effectively, but they now understand their responsibilities. WWF works with leaders to increase management capabilities while maintaining transparency. We let them know that good practices and good governance are in their best interest.
L’adozione da parte dei produttori di cacao delle migliori pratiche agroforestali, come la creazione di vivai per sostituire gli alberi di cacao ormai invecchiati, è un segno di cambiamento. Alcune cooperative non funzionavano in modo efficace, ma ora comprendono le proprie responsabilità. Il WWF collabora con i leader per migliorare le capacità gestionali, garantendo al contempo la trasparenza. Facciamo loro capire che le buone pratiche e la buona governance sono nel loro stesso interesse.
Per garantire la produzione di fave di cacao di alta qualità, il WWF ha realizzato un essiccatoio solare e dei magazzini per la cooperativa comunitaria di Ekombite, con l’obiettivo di aiutare la popolazione locale.






