In Cambogia una legge può rendere apolidi i cittadini in caso di “minaccia alla sicurezza nazionale”

Mother Nature activists

La detenzione ancora in corso dei giovani attivisti di Mother Nature evidenzia come leggi e processi legali vengano usati come arma per soffocare le opposizioni. Immagine da un post Facebook di Mother Nature

Questo post fa parte anche della serie Spotlight di Global Voice sul tema “Apolidia” [en, come i link seguenti] di luglio 2026. Questa serie presenta punti i vista sul tema della perdita della cittadinanza e di come ciò impedisca la libertà di movimento, le opportunità di istruzione, l'accesso politico e molto altro alla popolazione. Puoi sostenere questa iniziativa facendo una donazione qua.

La Cambogia ha modificato la propria costituzione nel luglio 2025, inserendo una nuova legge che permette alle autorità di revocare la cittadinanza Khmer a chi commetta tradimento o collusione con poteri stranieri o minacci la sicurezza nazionale.

Per il governo, questa legge rinforzerà il nazionalismo nell'ambito del conflitto di confine con la Thailandia, ma per i critici e gli oppositori si tratta della più recente misura destinata all'eliminazione dei dissidenti.

Il 27 giugno 2025 l'ex Primo Ministro ed attuale Presidente del Senato Hun Sen ha proposto un emendamento che permetta la revoca della cittadinanza cambogiana a tutti coloro accusati di collusione con le forze straniere, che è stato approvato dal Consiglio Costituzionale il 2 luglio 2025 e ratificato dall'Assemblea Nazionale l'11 luglio 2025 e dal Senato il 15 luglio 2025. Quest'emendamento alla legge di  cittadinanza è entrato in vigore il 25 agosto 2025, ed il “Sotto-decreto sull'implementazione della legge per la nazionalità” è stato pubblicato il 22 gennaio 2026.

Riepilogando, la Costituzione modificata ora permette alle autorità di revocare la cittadinanza a tutti coloro si rendano colpevoli di “tradimento, collusione con paesi stranieri, minaccia alla sovranità o alla sicurezza nazionale o siano stati condannati per vari motivi tra cui tradimento o insulti al re”.

Il Primo Ministro Hun Manet, figlio del Presidente del Senato Hun Sen, in un discorso ha detto che i cittadini osservanti della legge non hanno nulla da temere da questa modifica.

If you are a patriot and are determined to your last breath not to act against Cambodian interests, please do not worry. But if you have a plan to conspire with a foreign country to destroy Cambodian interests, then you should be [concerned]. And, if you are like that, you should not remain a Cambodian.

Se sei un patriota e, fino al tuo ultimo respiro, sei determinato a non ledere gli interessi della Cambogia, non devi preoccuparti. Ma se pensi di cospirare con un paese straniero contro gli interessi della Cambogia, allora si, dovresti preoccuparti. E, in quanto tale, non dovresti rimanere cittadino cambogiano.

I suoi sostenitori in Parlamento assicurano che l'emendamento sottolinea i valori di nazionalismo e la necessità di “proteggere la nazione”.

Ma 50 organizzazioni per i diritti civili, in una dichiarazione congiunta, hanno messo in guardia contro la possibilità che l'emendamento possa venire usato contro attivisti e difensori dei diritti umani legalizzando la perdita di cittadinanza.

We risk becoming stateless, rightless, and prisoners in our own homeland. The potential for abuse in the implementation of this vaguely worded law to target people on the basis of their ethnicity, political opinions, speech, and activism is simply too high to accept. The government has many powers, but they should not have the power to arbitrarily decide who is and is not a Cambodian.

The process is so vaguely worded that anyone merely accused of affecting national security or sovereignty can lose their Cambodian citizenship, even if it is the only citizenship they have. In addition, anyone convicted of misdemeanours affecting ‘national security’ can also be stripped of their citizenship.

Rischiamo di perdere la cittadinanza, i diritti e diventare prigionieri nel nostro stesso paese. Il potenziale di abuso nell'implementazione di questa legge, formulata in maniera vaga per prendere di mira le persone sulla base della loro etnia, delle loro opinioni politiche e dei loro discorsi, e gli attivisti, è semplicemente troppo alto per poter essere accettato. Il Governo ha molti poteri, ma non dovrebbe avere il potere di decidere arbitrariamente chi sia o non sia cambogiano.

Il processo è formulato in maniera così vaga che chiunque, semplicemente accusato di minacciare la sicurezza nazionale o la sovranità, può perdere la cittadinanza cambogiana anche se quella è l'unica cittadinanza che possiede. Inoltre,  anche chiunque sia stato condannato per reati minori che possano avere effetto sulla “sicurezza nazionale” può perdere la sua cittadinanza.

Una dichiarazione emessa dai gruppi per i diritti umani nel settembre 2025 sottolinea le gravi conseguenze della privazione della cittadinanza per i singoli individui.

The removal of citizenship in Cambodia carries harsh and significant consequences. It erases the foundation of the person’s right to own land, to access healthcare, to go to school, to marry, to work legally, to participate in politics, and to travel in and out of the country.

These amendments risk arbitrarily stripping Cambodians of their nationality and fundamental rights, with a far-reaching chilling effect on freedom of expression.

La revoca della cittadinanza in Cambogia comporta conseguenze pesanti e significative. Cancella alla base i diritti di una persona sulla sua propria terra, l'accesso alle cure sanitarie, all'educazione, al matrimonio, al lavoro legale, alla partecipazione politica, ed ai viaggi sia all'interno del Paese che all'estero.

Questi emendamenti pongono i cambogiani a rischio di venire arbitrariamente privati della loro cittadinanza e dei loro diritti fondamentali, con un agghiacciante effetto di ampia portata sulla libertà di espressione.

La dichiarazione del Movimento Khmer per la democrazia chiarisce come la nuova legge potrebbe normalizzare la revoca della cittadinanza.

Another major gap is the absence of explicit protection against statelessness. International law prohibits rendering individuals stateless, yet the draft law does not guarantee that revocation will only apply to those who hold dual nationality. As a result, Cambodians with only Cambodian citizenship could lose all legal identity and rights.

Un'altra carenza importante è la mancanza di protezione esplicita contro la mancanza di cittadinanza. Le leggi internazionali vietano di rendere apolide una persona, ma la legge bozza non garantisce che la revoca si applichi solamente a chi abbia una doppia cittadinanza. Di conseguenza i cambogiani con la sola cittadinanza cambogiana potrebbero perdere ogni identità e diritto legale.

Le autorità rispondono che altri Paesi tra cui UK, Canada e molti stati europei hanno leggi simili, ma secondo i gruppi della società civile le autorità cambogiane hanno una lunga storia di leggi abusive e processi giudiziari volti a silenziare critiche e dissenzienti. In un'intervista a  CambojaNews, Ny Sokha, presidente della ONG per la difesa dei diritti Adhoc, ha riepilogato le preoccupazioni in merito a come la legge potrebbe danneggiare le critiche e gli oppositori politici:

We have observed that institutions which have the authority to impose punishments on political groups have yet to make truly independent decisions. We are concerned that if this draft law is passed, certain groups will be powerless to defend themselves, as our judicial system is still not strong.

Abbiamo notato che le istituzioni che hanno l'autorità di imporre punizioni sui gruppi politici devono ora prendere decisioni veramente indipendenti. Temiamo che, se questa bozza passerà, alcuni gruppi non avranno la possibilità di difendersi, perchè il nostro sistema giudiziario non è ancora forte.

Negli ultimi anni il partito al potere è stato accusato di utilizzare leggi e tribunali come armi per forzare la chiusura di emittenti media, bandire partiti di opposizione, e imprigionare giovani attivisti, tra cui la prolungata detenzione di alto profilo di giovani attivisti di Mother Nature, un gruppo per i diritti ambientali focalizzato al rinforzo delle protezioni ambientali in Cambogia.

In un'intervista a Radio Free Asia, Vann Dara, ex dirigente provinciale che ora vive in esilio in Australia, ha raccontato di aver perso il passaporto nel 2020 e di essere di essere diventata apolide a causa della sua posizione critica contro il governo di Hun Sen.

I’ve never done anything to harm my country. I only helped the people. I didn’t cut down forests, sell land, gems, or minerals. Yet Hun Sen hunts me down, abuses and arrests us without fault, and even strips us of citizenship and passports.

Non ho mai fatto nulla per danneggiare il mio paese. Ho solo aiutato la gente. Non ho abbattuto foreste, venduto terre, pietre preziose o minerali. Ma Hun Sen mi da la caccia, ci abusa e arresta senza motivo e ci toglie nazionalità e passaporti.

La politica in esilio Mu Sochua aggiunge che, secondo la sua esperienza, l'emendamento minaccia seriamente le libertà civili del popolo.

For me, this is not an abstract debate. It is deeply personal. I know what it means to lose your birth place and the identity attached. I know how easily words like ‘traitor’ and ‘enemy’ can be wielded by those in power to crush hope and sow fear. I also know silence, from the international community, often emboldens further repression.

Per me non si tratta di una questione astratta. È strettamente personale. So cosa significhi perdere il tuo paese di nascita e l'identità che ne consegue. So come sia facile per chi ha il potere usare parole come “traditore” e “nemico” per demolire la speranza e seminare paura. E so anche che il silenzio da parte della comunità internazionale sovente incoraggia ulteriori repressioni.

Le tensioni al confine tra la Thailandia e la Cambogia proseguono, e il partito di governo guidato da Hun Manet e suo padre continua a consolidare il controllo politico criminalizzando il dissenso. Un'altra tattica legale che ora possono mettere in atto legalmente è minacciare la revoca della cittadinanza a critici ed oppositori politici, a testimonianza del deterioramento dello spazio civico.

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