
Screenshot della mappa interattiva Queer Prague.
Nella Repubblica Ceca il dibattito sui diritti della comunità LGBTQ+ oscilla tra una retorica tollerante e la sua strumentalizzazione da parte di politici prevalentemente di destra, che considerano le questioni di genere come qualcosa di estraneo, se non addirittura una violazione delle tradizioni locali. Tuttavia, come mostra una mappa interattiva di Praga, che raccoglie figure storiche e luoghi associati alla comunità arcobaleno, le persone LGBTQ+ hanno sempre fatto parte della cultura ceca.
La retorica omofoba dietro il pretesto del protezionismo politico
L'Europa centro-orientale rimane più segnata dall’omofobia [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] rispetto all’Europa occidentale, dove l’attivismo LGBTQ+ ha contribuito a cambiare atteggiamenti e legislazioni fin dagli anni Ottanta [it]. In questo contesto, la Repubblica Ceca è considerata un paese relativamente più tollerante: le narrazioni progressiste sulle questioni di genere nel periodo tra le due guerre e uno dei più bassi livelli di religiosità in Europa (circa il 20% [cs] dei cittadini si dichiara credente) potrebbero contribuire a spiegare questo fenomeno.
Ciò non significa però che le persone LGBTQ+ ceche godano di una maggiore tutela sul piano giuridico o pubblico. Sebbene le relazioni omosessuali, illegali durante il periodo comunista, siano state depenalizzate nel 1961 [cs] e una forma di unione civile sia stata introdotta nel 2006, il Parlamento ha rifiutato di approvare la legge sul matrimonio per le coppie omosessuali, nonostante le modifiche apportate nel 2024 [cs]. Detto questo, quasi due terzi dei cechi [cs] sostengono l’approvazione della legge.
Tuttavia, secondo uno studio condotto nel 2024, più del 40% dei cechi [cs] appartenenti alla comunità arcobaleno riferisce di aver subito episodi di violenza verbale o fisica. In oltre il 90% dei casi, le vittime non presentano denuncia.
L’omofobia più grave proviene probabilmente dalla politica: alcune figure istituzionali non esitano a fare pubblicamente dichiarazioni omofobe in un paese membro dell’Unione Europea e, pertanto, vincolato dalla legislazione antidiscriminatoria prevista dall’art. 21 [it] della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
Come riportato in questo articolo [it] di Global Voices, figure di primo piano, come l’ex presidente Miloš Zeman [it], l’ex primo ministro Petr Fiala [it], e il senatore e candidato alla presidenza Pavel Fischer, hanno fatto pubblicamente dichiarazioni discriminatorie senza subire conseguenze. Spesso presentano la diversità di genere come una “importazione culturale” proveniente da Bruxelles o dagli Stati Uniti.
Un episodio recente ha messo in evidenza la cultura dell’impunità di cui godono alcuni politici: il ministro degli esteri Petr Macinka, esponente del partito di estrema destra Motorists for Themselves che ha partecipato alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza [it] nel febbraio 2026, ha avuto uno scontro con l’ex segretaria di Stato statunitense Hillary Clinton sulle questioni di genere. Ha dichiarato:
There is male, and female, and the rest, probably, is a social construct.This [the issue of gender] is something that went too far.
C'è il maschile e il femminile, il resto, probabilmente è un costrutto sociale. Questa storia del genere è qualcosa che è andata troppo oltre.
Le radici medioevali della scena queer di Praga
È proprio alla luce di questa scarsa considerazione che il gruppo di attivisti LGBTQ+ e l'ONG ceca Společnost Pro Queer Pamět (Società per la Memoria Queer) hanno lanciato un’iniziativa per far conoscere ai cittadini la lunga e vivace storia della presenza della comunità LGBTQ+ nella cultura ceca.
Nel febbraio 2022, l’organizzazione ha lanciato una mappa interattiva online di Praga, chiamata Queer Prague [cs], che raccoglie i luoghi in cui le persone LGBTQ+ hanno vissuto e lavorato, oltre a quelli che ospitano monumenti legati a questa comunità. La guida, pubblicata per la prima volta in formato cartaceo nel 2014, presenta 160 luoghi: cliccando su ciascun punto della mappa si accede a una scheda con informazioni sul contesto culturale e storico delle persone LGBTQ+ o dei luoghi in questione.
La celebre Piazza della Repubblica (Náměstí Republiky), situata nel centro storico della città e conosciuta come Piazza Josef durante l’Impero austro-ungarico, fino al 1918 era nota come una “zona di cruising”, ovvero un luogo pubblico di incontro per uomini omosessuali:
Ladislav Jackson, rappresentante dell'organizzazione, ha raccontato a Global Voices come è nato e si è sviluppato il progetto [cs]:
Všechno začalo v roce 2009, kdy se konala vůbec první mezioborová konference Homosexualita v české vědě, kde se setkalo významné množství historiků, historiček, historiků a historiček kultury, umění a literatury. Výsledkem byly tři akademické knihy, které pak historik Jan Seidl navrhl přetvořit v praktický průvodce po Praze s názvem Teplá Praha (anglicky Queer Prague). Kniha se záhy vyprodala, tak jsme přistoupili k vytvoření on-line verze. Místa jsou tedy jakákoli místa, o kterých víme, že byla nějakým způsobem spojena s minulostí queer osob, historií queer emancipace a queer kultury. Nejstarší místo je z roku 1376, kdy je zaznamenán vůbec první soudní případ homosexuálního chování, šlo ale o násilné, zavrženíhodné akty. Pak je tam několik příběhů z dob novověku, většina událostí je ale z první poloviny 20. století.
Tutto è iniziato nel 2009, in occasione della prima Conferenza interdisciplinare sull’omosessualità nella scienza ceca, che riunì studiosi dell’arte, della cultura e della letteratura. Da quell’incontro nacquero tre lavori accademici e lo storico Jan Seidl propose di trasformarli in una guida pratica di Praga dal titolo «Queer Prague».
Quando il libro andò rapidamente esaurito, creammo una versione online. I luoghi indicati sono tutti quelli che sappiamo essere in qualche modo legati alla storia delle persone LGBTQ+, alle loro battaglie per l’emancipazione e alla cultura queer.
Il luogo più antico risale al 1376, anno del primo processo per omosessualità di cui si abbia testimonianza, legato ad atti violenti e riprovevoli. Ci sono poi vicende più recenti, ma la maggior parte degli episodi risale alla prima metà del XX secolo.
Secondo Jackson, i luoghi più interessanti sulla mappa sono quelli associati a due importanti artisti cechi, Jan Zrzavý e Toyen [it]. Egli afferma [cs]:
Ukazují totiž, že queer minulost nejsou jen tragické příběhy a příběh ze soudních spisů, ale velmi komplexní svědectví o tom, jak lidi v minulosti dokázali svou jinakost předávat prostřednictvím umění a současně nacházet strategie, jak žít relativně šťastné životy.
Dimostrano come il passato queer non riguardi soltanto storie tragiche e archivi giudiziari, ma anche il complesso modo in cui le persone, un tempo, esprimevano la propria diversità attraverso l’arte, trovando strategie per vivere una vita relativamente felice.
Bohužel už pak ale lidé neznají konkrétní příběhy, významné osobnosti, které se o to odtrestnění a další narovnávání práv zasloužili, jak se queer lidem žilo, čemu čelili v Rakousku-Uhersku, za tzv. první republiky, během druhé světové války, za státního socialismu. Jak se narovnávala práva hned po revoluci v roce 1989. Co všechno to pro queer lidi znamenalo. I v dnešní době je queer historie zásadní, protože je instrumentální v udržování a rozšiřování/narovnávání občanských a lidských práv LGBTIQ+ osob. Ukazuje totiž, že queer lidé tu byli vždycky a jsou všude, nejde o žádnou novinku a rozmařilost zkažené doby. Bez queer historie, muzeálního a archivního uchovávání se žádná vyspělá společnost neobejde
Purtroppo, spesso le persone sanno poco della vita di figure influenti che si sono battute per la depenalizzazione dell’omosessualità e per la parità dei diritti, delle loro esperienze quotidiane e delle difficoltà che hanno dovuto affrontare durante l’epoca austro-ungarica, sotto la Prima Repubblica (1918–1948), durante la Seconda guerra mondiale e sotto il regime socialista (1948–1989).
Si sa poco anche delle conquiste sul piano dei diritti ottenute dopo la Rivoluzione di velluto [it] del 1989 e del loro significato. Oggi la storia queer rimane fondamentale, perché svolge un ruolo importante nel preservare e ampliare i diritti civili e umani delle persone LGBTQ+. Dimostra che le persone queer sono sempre esistite e sono presenti ovunque. Non si tratta di un fenomeno recente né del retaggio di un’epoca immorale. Nessuna società sviluppata può dimenticare la storia queer né trascurarne la conservazione nei musei e negli archivi.






