
Screenshot del videoclip della canzone “ROSE” dal canale ufficiale HANA's official YouTube Channel. Utilizzo su concessione.
La band femminile giapponese HANA è stata recentemente inserita da Forbes nella prestigiosa lista “30 Under 30” del Giappone [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], che mette in risalto giovani che influenzano il futuro.
Sebbene questo riconoscimento celebri la crescente influenza della band HANA nell'industria musicale, la sua storia riflette anche un più ampio cambiamento sociale e culturale che si sta verificando in Giappone, soprattutto sul modo in cui le donne comprendono e sposano la causa del femminismo.
Il problema radicato della diseguaglianza di genere in Giappone
La società giapponese è patriarcale, segnata da un radicato problema di disparità di genere, la quale trova le sue radici nel feudalesimo. Secondo quanto riporta l'indice del Global Gender Gap 2025, [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] il Giappone si trova alla 118esima posizione dei 148 paesi. I settori in cui vi è maggiore disparità tra uomini e donne sono quello delle opportunità professionali, lo stipendio e la rappresentazione politica, e soprattutto, i giapponesi hanno ostinatamente aderito alle norme convenzionali di genere che vedono le donne destreggiarsi tra il lavoro domestico non retribuito e allo stesso tempo svolgere dei lavori precari, mentre sugli uomini grava il peso di mantenere una famiglia.
Molte generazioni di donne giapponesi nel dopoguerra, hanno cercato di sfidare il codice di genere attraverso il Movimento del suffragio femminile [en], e in seguito, attraverso delle riforme istituzionali, legali e politiche, inclusa l'introduzione nel 1999 della Legge sulla Parità di Genere e l'istituzione nel 2001 dell’Ufficio della Parità di Genere [en].
Tuttavia, dall'inizio del 2000, allo scopo di far progredire l'uguaglianza di genere nel governo e nelle pubbliche istituzioni, il movimento femminista ha involontariamente provocato una reazione negativa, mentre i social media stavano cominciando a diffondersi. Online, utenti misogini e conservatori spesso etichettavano le donne [jp, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] che facevano sentire la propria voce in difesa delle pari opportunità e contro il tradizionale ruolo che la società attribuisce loro, con l'appellativo dispregiativo “ziette femministe” (フェミニストおばさん), insinuando che fossero delle “perdenti” nelle relazioni eterosessuali.
Allo stesso tempo, le giovani donne sono riluttanti nel supportare la causa femminista [en], da una parte perché la interpretano come un'autovittimizzazione che mostra le donne come oppresse, e dall'altra, perché s'identificano in diverse immagini di donne che includono anche immagini sexy, spesso ritenute dalla vecchia generazione di femministe come una forma di “oggettificazione delle donne”.
Per le giovani donne giapponesi, le immagini di donne nel programma televisivo “No No Girls” che ha in seguito portato al successo la band femminile HANA, hanno non soltanto messo in discussione il ruolo di genere tradizionale, ma sono state anche percepite come più emancipatorie rispetto a quelle delle donne stereotipicamente asessuali e professionali, promosse dalla generazione precedente.
No No Girls e HANA: Mettere sfidare gli stereotipi di genere
Infatti, Chanmina [it], un artista giappo-coreano, produttore del programma, ha spiegato così la scelta del nome “No”:
No Fake=本物であれ
No Laze=誰よりも一生懸命であれ
No Hate=自分に中指を立てるな
Non essere falsa: Sii te stessa, esprimiti, mostra la tua vita e la verità.
Non essere pigra: Lavora sodo più di tutti, prendi consapevolezza e possesso del tuo valore.
Non odiare: Non ti arrendere; credi nel tuo valore e nella tua voce.
Il programma televisivo reclutava ragazze che erano state rifiutate dall'industria dell'intrattenimento, dalla società o da se stesse. Il suo messaggio fondamentale consisteva nel fatto che, le donne potessero essere potenti non soddisfacendo le aspettative esterne ma affermando la loro individualità e resilienza, così come spiega Chanmina:
身長、体重、年齢はいりません。ただ、あなたの声と人生を見せてください。
Non ci importa della tua altezza, del tuo peso, o della tua età. Mostraci soltanto la tua voce e la tua vita.
La sigla del programma televisivo, “NG,” comunica un messaggio simile, facendosi beffa del costante giudizio sul corpo delle donne e, incoraggiando queste ultime nel coltivare l'amore per se stesse. È possibile guardare il video, qui sotto:
Mettendo al centro la diversità in merito alla tipologia corporea, la personalità, e lo stile, la trasmissione ha messo direttamente in discussione le nozioni tradizionali di bellezza che per tanto tempo sono stati predominanti nella cultura pop giapponese. Le 30 concorrenti del programma hanno parlato apertamente delle loro insicurezze e delle loro difficoltà, trasformando la vulnerabilità in forza.
Per molti spettatori, quest'autenticità è stata trasformativa, come si può leggere nel seguente commento di un utente:
オーディション番組が苦手だったけど、ROSEを聞いて全部拝見しました。素晴らしいオーディションでした。ガラスの靴を履くために、足を変形させ時には指を切り落とし血まみれですまし顔してるような、そんな女の子を見るのが本当に嫌だった。それを努力と言う風潮が嫌だった。見るたびに痩せている子、最初の歌声が失われている子、いつの間にかオーディション番組に嫌悪感しか感じなくなりました。ノノガにはそんな子ひとりも居なかった。自分の靴で駆け上がる姿の美しさったらない。本当に素晴らしいものを見せて頂きました。
Odiavo i provini per le trasmissioni, ma, dopo aver ascoltato “ROSE,” ho guardato tutta la trasmissione. Era davvero notevole. Quello che prima odiavo, era vedere delle ragazze costrette “in una scarpetta di cristallo” come se dovessero deformarsi, sorridere nonostante il dolore, e dire che ciò fosse uno “sforzo.” Più dimagrivano, più le loro voci si affievolivano, fino a che le audizioni per i programmi mi hanno disgustato. “No No Girls” era totalmente diverso. Non c'era nient'altro che la bellezza nel modo in cui le concorrenti si muovevano con agio indossando le proprie scarpe.
Sei concorrenti, Chika, Naoko, Jisoo, Yuri, Momoka, Koharu, and Mahina, hanno in seguito superato il provino per No No Girls e hanno creato una nuova band femminile, HANA. La canzone con la quale hanno debuttato, “ROSE” rispecchia quelli che erano i valori del programma e ridefinisce la bellezza di una rosa con le sue spine. Puoi ascoltarla nel video che segue:
Per molte giovani utenti, è stata grande fonte d'ispirazione vedere una band di ragazze cantare canzoni non sul compiacere gli altri ma sul sopravvivere e prosperare a modo loro.
Sebbene le componenti della band HANA e i loro produttori raramente utilizzano esplicitamente il termine “femminismo”, la loro immagine e i loro testi sono carichi di motivi femministi: mettere in discussione gli stereotipi di genere, coltivare la sorellanza tra donne, nonché valorizzare l'individualità e la diversità. E il pubblico accoglie queste idee con apertura mentale:
HANAやべ〰️〰️〰️❤️🔥❤️🔥❤️🔥❤️🔥❤️🔥❤️🔥
初披露の曲やったよ😭✨
コレオはHANAチャン達が考えたそうです
もうHANAやばい
女の強さが思いっきり出てて
カッコ良かった〰️🙌🙌🙌🙌🙌— 🫧🍬🐨ひとチャン🐨🍬🫧 (@HitoShunto) May 3, 2025
Le HANA sono state pazzesche〰️〰️〰️❤️🔥❤️🔥❤️🔥❤️🔥❤️🔥❤️🔥
Si sono esibite con la loro canzone di debutto e, oh mio Dio, la coreografia è stata ideata dalle ragazze stesse?!
La potenza, la forza, è stata una pura energia femminile e fottutamente fantastica!! 🙌🙌🙌🙌🙌
Tuttavia, mentre la band sta ottenendo sempre più successo, alcuni temono che il mercato di massa possa compromettere la loro immagine ribelle. @agitator_0320 su X, ha notato che il loro pezzo recente, “Blue Jeans,” è pieno di motivi stereotipici eterosessuali:
HANAのBlue Jeans、すごく楽しみにしてたけど、異性愛規範すぎてちょっと見るの辛かった。終始徹底して男と女、っていう2つがハッキリ分かれた表象が詰め込まれていてしんどかった。そういう「No」とは闘ってくれないんだなって残念に思っちゃった。ちょっと期待しすぎたね。
— 厄介 (@agitator_0320) July 14, 2025
Non vedevo l'ora di ascoltare “Blue Jeans,” delle HANA ma il testo mi è sembrato troppo eteronormativo e onestamente, ho trovato la performance difficile da guardare. Essa era piena di rigide rappresentazioni maschio/femmina dall'inizio alla fine, il che è stato estenuante. Mi ha delusa, come se loro non volessero mettere in discussione questo tipo di “No.” Presumo che forse avevo troppe aspettative.
Eppure, come modelli di riferimento messi in evidenza dai media mainstream, la band HANA, può ancora esercitare un'influenza su come le industrie culturali, dal fashion design alla pubblicità rappresentino le donne e sul modo in cui il discorso sociale sul genere si evolve. Perlomeno, l'accettazione del bisogno delle ragazze di lottare contro i “No” della società, avrà probabilmente un impatto sullo sviluppo del femminismo in Giappone.






