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Carla Ragusa

My name is Carla, I'm 24 years old and I live in Italy. I have a master degree in Literature and Intercultural Translation and at the present time I'm attending a post-graduate course in Localization. I speak Italian, English, French, Spanish and a little bit of Portuguese. I really love every kind of translation and the world of foreign languages in general.

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Giappone: “dite al mondo di darci una mano!”

  15 marzo 2011

Moltissime e diverse le foto online della prefettura più colpita, a testimonianza di drammatiche storie personali. E con didascalie significative: "Ti voglio bene, ti prego non perdere la speranza. Riusciremo a incontrarci di nuovo. Prego per te."

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Dimostranti occupano il consolato libico a Dubai

  23 febbraio 2011

Ieri nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, un gruppo di manifestanti si è ritrovato davanti al consolato libico in reazione al massacro in corso in Libia, chiedendo a gran voce la fine dello spargimento di sangue e del regime Gheddafi. Rimosse anche tutte le bandiere verdi libiche.

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Iran: Saleh Jaleh, 26 anni: il “martire conteso”

  19 febbraio 2011

Sia il fronte d'opposizione che quello pro-regime si danno battaglia per reclamare come loro martire Saleh Jaleh, lo studente rimasto ucciso durante le manifestazioni di protesta del 14 febbraio. Un contrasto che si riflette anche nella blogosfra, dove i siti d'opposizione e quelli favorevoli al governo si scambiano l'accusa di voler monopolizzare l'identità del ragazzo.

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Bahrain: la polizia soffoca la rivolta

  16 febbraio 2011

Il 14 febbraio, denominato il "giorno della collera" dai manifestanti ispiratisi alle rivolte popolari in Egitto e Tunisia, si sono svolte in Bahrein delle proteste definite "illegali" dal governo. Su Youtube sono stati condivisi numerosi video che mostrano come le manifestazioni siano state soffocate con la forza.

Yemen: in migliaia a protestare contro Saleh

  28 gennaio 2011

Rapporti di proteste in Yemen sono state accolte con gioia in tutto il mondo arabo, dove gli internauti stanno mostrando grande sostegno per i loro fratelli e sorelle yemeniti. Dai resoconti provenienti dal Paese, migliaia di persone stanno manifestando nella capitale Sanaa, invitando il presidente Saleh a dimettersi.