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Internet Poliglotta

Internet Poliglotta

di Ethan Zuckerman, 30 ottobre 2008

Con oltre 1,3 miliardi di persone oggi online, l'Internet risultante dalla globalizzazione e dalla produzione degli utenti è profondamente poliglotta. Come esaltare questo scambio multi-culturale evitando frantumazioni e isolamenti linguistici?

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La prima ondata della rivoluzione di Internet ha trasformato le aspettive sulla disponibilità delle informazioni. L'informazione che prima era archiviata nelle biblioteche, chiusa nei caveau del governo o disponibile solo agli addetti, tutt’un tratto è divenuta alla portata di chiunque avesse accesso a Internet. La seconda ondata ha poi modificato le aspettative sui soggetti che producono informazioni online. Decine di milioni di persone vanno contribuendo all’Internet odierna, pubblicando foto, video e interventi vari per un pubblico globale.

La globalizzazione di Internet ha portato la connettività a quasi a 1,3 miliardi di persone. L'Internet risultante dalla globalizzazione e dai contenuti prodotti dagli utenti è profondamente poliglotta. Wikipedia è ora disponibile in oltre 210 linguaggi, fatto che implica l'esistenza di altrettante comunità in grado di produrre documenti in quelle lingue. Technorati, il motore di ricerca sui blog, stima che ci sia un numero equivalente di blog in giapponese e inglese, e alcuni studiosi ritengono che i contributi in cinese su siti come Sina e QQ siano pari a tutti quelli dei blog in lingua inglese.

Un utente che oggi arrivi su Internet è assai più facile che s'imbatta in contenuti nella propria lingua di quanto fosse possibile dieci anni fa. Eppure ogni utente può partecipare a una percentuale minore delle conversazioni e delle interazioni complessive di quanto potesse farlo nel 1997, quando l'inglese era la lingua dominante della Rete.

Oggi Internet corre il pericolo di un isolamento linguisitico. Nell'Internet precedente, dove dominava l'inglese, spesso gli utenti erano costretti a superare le barriere linguistiche e interagire in una lingua comune per condividere idee con un pubblico più vasto. Nell'Internet odierna esistono molte più opportunità per quanti parlano portoghese, cinese o arabo di interagire tra loro, e forse minori incentivi a interagire con chi parla altre lingue. Ciò a sua volta sembra corrispondere alle previsioni di quanti considerano Internet come l'eco di voci che la pensano allo stesso modo, non quel potente strumento che incoraggia l'interazione e la comprensione oltre le barriere tra nazioni, lingue e culture differenti.

Affinché Internet tenga fede a una delle sue promesse più ambiziose, dobbiamo riconoscere la traduzione come una delle sfide cruciali per un'Internet aperta, condivisa e governata collettivamente. Molti di noi abbracciano la comune visione di Internet come il luogo dove le idee positive di qualsiasi persona in qualsiasi Paese possano influenzare le concezioni e le opinioni del mondo intero. Tale visione potrà realizzarsi soltanto se accettiamo la sfida di un'Internet poliglotta e costruiamo quegli strumenti e sistemi capaci di collegare e tradurre a vicenda le centinaia di lingue rappresentate online.

Le traduzioni automatiche non potranno risolvere tutti i nostri problemi. Pur se le traduzioni automatiche vanno migliorando, rimangono ben al di sotto del livello qualitativo necessario per consentire ai lettori di partecipare a conversazioni e dibattiti con chi parla una lingua diversa dalla nostra. I migliori sistemi di traduzioni automatiche hanno comunque difficoltà a tradurre i passaggi colloquali e informali, e risultano più affidabili con le lingue romanze. Il sogno di un sistema in grado di creare traduzioni completamente automatiche e di alta qualità tra importanti coppie di lingue, tipo Inglese e Hindi, appare ancora ben lontano.

Mentre rimane il profondo bisogno di continuare a migliorare le traduzioni automatiche, dobbiamo concentrarci anche nell'offerta di capacità e strumenti operativi per i traduttori umani. La traduzione professionale rimane tuttora lo standard preferito per la traduzione di documenti importanti. Ma tali metodi risultano troppo esosi per essere usati dai navigatori del web interessati semplicemente a comprendere i temi in discussione fra altri utenti in Cina o in Colombia e a prendere parte in tali discussioni.

L'Internet poliglotta c'impone di esplorare la possibilità e l'efficacia della traduzione umana distribuita. Centinaia di milioni di utenti online parlano una varietà di lingue diverse; una certa percentuale di costoro è in grado di tradurre da una lingua all'altra. Questi utenti possono diventare la struttura portante di un sistema di produzione potente e distribuito, capace di assolvere all'audace compito di tradurre i contenuti di Internet.

Ci troviamo nelle prime fasi della nascita di un nuovo modello per la traduzione dei contenuti online – modelli di traduzione basati sulla “peer production”. Yochai Benkler usa il termine “peer production” per descrivere le nuove modalità organizzative di progetti collaborativi che vanno al di là degli accordi convenzionali tipici delle imprese societarie. I singoli individui hanno una serie di motivazioni per partecipare a progetti di traduzione, a volte spinti da un esplicito interesse nella costruzione di ponti interculturali, altre volte motivati da ricompense economiche o da orgoglio personale. Allo stesso modo in cui il software open source viene sviluppato da programmatori spinti sia dalla passione personale sia dal sostegno di aziende multinazionali, abbiamo bisogno di un modello produttivo di traduzioni collettive che dia spazio a molteplici attori e motivazioni.

Per tradurre i contenuti di Internet abbiamo bisogno sia di strumenti che di comunità operative. Le memorie di traduzione open source consentirano ai traduttori di condividere il lavoro con collaboratori in tutto il mondo; il mercato delle traduzioni consentirà a traduttori e lettori di ritrovarsi a vicenda tramite un sistema tipo il Mechanical Turk di Amazon, mercato di scambio collettivo tra programmatori e aziende, arricchito dai livelli di reputazione; gli strumenti del browser permetteranno ai lettori di tradurre senza problemi le varie pagine con la migliore qualità possibile e di richiedere ulteriori rifiniture ai traduttori umani. La realizzazione di simili strumenti di comune utilità richiede la costruzione di comunità appassionate e di ampia portata decise a puntare verso il web poliglotta, a preservare le lingue minori e rendere accessibili al pubblico globale gli strumenti e la conoscenza.

Se non affrontiamo i problemi dell'Internet poliglotta, lasceremo aperta un'altra possibilità per la frammentazione della Rete condivisa. Esistono visioni concorrenti – e probabilmente incompatibili – per il futuro della governance di Internet. E se Internet dovesse diventare meno uno spazio globale e condiviso, e più uno spazio cinese o arabo o in inglese, perderemo l'incentivo a lavorare insieme su strutture e protocolli comuni, compatibili. Siamo di fronte alla reale possibilità di una Rete che vada frantumandosi in più Reti, divise in primo luogo dalle lingue, ma in seguito da valori, norme e protocolli.

Internet è il più potente strumento creato dagli esseri umani per consentire l'inter-relazione, la collaborazione e la comprensione fra persone di nazioni, razze e culture differenti. Affiché Internet raggiunga il proprio potenziale nel colmare le differenze tra gli esseri umani, abbiamo bisogno porre le questioni delle lingue e delle traduzioni al centro delle discussioni sul futuro di Internet.

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Documento preparato da Ethan Zuckerman per il “Global Agenda Council on the Future of the Internet” del World Economic Forum, 30 ottobre 2008