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Le riforme in Uzbekistan porteranno dei veri cambiamenti per i cittadini?

Vista della città vecchia di Bukhara, una delle città antiche più visitate lungo la Via della Seta. Foto di Filip Noubel, usata con autorizzazione.

A fine 2019, il settimanale The Economist ha scelto come “Paese dell'anno” [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] lo stato dell'Asia centrale dell'Uzbekistan. Senza dubbio l'Uzbekistan del 2020 non è paragonabile allo Stato del 2016, quando si trovava ancora sotto la morsa dell'ex presidente Islom Karimov [it], che ha isolato il paese per quasi trent'anni e ha impedito riforme politiche, economiche e sociali estremamente necessarie.

Sono iniziati cambiamenti significativi solo quando Shavkat Mirziyoyev [it] è arrivato al potere alla fine del 2017, un anno dopo la morte di Karimov, e ha gradualmente acquisito sempre più peso. La lista dei cambiamenti è sorprendente: riforme finanziarie per consentire la convertibilità della valuta locale, oltre all'apertura agli investimenti stranieri e al turismo mondiale, alla riduzione della censura dei media, alla liberazione alcuni prigionieri politici e religiosi, agli sforzi di porre fine al lavoro forzato nell'industria del cotone, all'arresto di ex-membri dell'élite pesantemente coinvolti nella corruzione e all’accesso a internet più veloce ed economico.

Mercato ortofrutticolo nel centro di Tashkent. Foto di Filip Noubel, usata con autorizzazione.

Tuttavia, nell'articolo dell’ Economist si sottolinea che “l'Uzbekistan ha ancora molta strada da fare ed è lontano dall'essere una democrazia”. Ci sono ancora prigionieri politici in carcere, è ancora difficile registrare ONG, molti media stranieri e ONG internazionali non possono registrarsi, la censura dei media continua e ci sono chiari segnali che la corruzione, l'abuso di potere dello Stato e le attività di lobbying stanno ostacolando molte riforme, impedendo così cambiamenti significativi per i comuni cittadini. Nel 2019 lo stipendio medio era di 235 dollari, mentre il salario minimo era di 67 dollari. Ci sono più di 2 milioni di migranti economici uzbeki [ru] in Russia.

Cartello in un bar di Tashkent. Foto di Filip Noubel, usata con autorizzazione.

Mentre il Paese continua il suo percorso tra tentativi di liberalizzazione, modernizzazione e apertura verso i trend globali, e le vecchie abitudini di controllo e corruzione, Global Voices segue il successo e il fallimento delle riforme, e come i cittadini uzbeki vedono e vivono questi cambiamenti senza precedenti.

In questa copertura speciale ci concentriamo sull'importanza dell'identità culturale mentre il Paese si reinventa, sullo spazio concesso alla libertà d'espressione, sul ruolo dei social media, sui cambiamenti sociali che riguardano la maggioranza delle persone così come le minoranze, sull'influenza dei Paesi vicini, sulle opportunità e le sfide portate dal turismo e sui massicci investimenti stranieri.

Mentre continuiamo ad aggiornare questa pagina, approfondisci l'argomento nei seguenti articoli:

As Uzbekistan thaws, the Uzbek language spreads its wings

Can a beloved Tashkent theatre hold out against the wrecking ball?

Una vita ai margini: la minoranza Lyuli dell’ Uzbekistan [it]

Un viaggio nella metro di Tashkent alla scoperta dell'identità nazionale uzbeka [it]

In Uzbekistan l’omosessualità è illegale e le persone LGBTQ+ sopravvivono nascoste [it]

Tashkent theatre offers window into Japanese internment after World War II

Decolonizzare e demistificare la letteratura dell'Asia centrale attraverso la traduzione [it]

Di recente la popolazione dell'Uzbekistan ha imparato ad amare (e a vivere) attraverso l'app Telegram [it]