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La Malesia ordina “un'azione severa” contro i media che travisano le dichiarazioni governative sul COVID-19

Categorie: Asia orientale, Malesia, Censorship, Citizen Media, Diritti umani, Governance, Legge, Libertà d'espressione, Media & Giornalismi, Politica, COVID-19
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Screenshot del sito web del Ministero delle Comunicazioni e dei Multimedia della Malesia (KKMM)

Scopri la copertura speciale di Global Voices sull’impatto globale del COVID-19 [2] [it]

Alcuni gruppi della società civile malese hanno espresso la loro preoccupazione per le affermazioni del Consiglio di Sicurezza Nazionale, il quale ha ordinato alla polizia e al Ministero delle Comunicazioni e dei Multimedia (KKMM) di ricorrere ad azioni severe contro i giornali online che riportano in modo errato le dichiarazioni del governo sul COVID-19. Alcuni gruppi hanno anche criticato la pubblicazione di un'infografica che illustra in dettaglio i vari tipi di ‘fake news’ (notizie false), tra cui figurano anche le pubblicazioni di critiche contro le autorità.

L'11 aprile 2020, il ministro Datuk Seri Ismail Sabri Yaakob ha annunciato che al KKMM e alla polizia è stato ordinato di ricorrere a misure severe [3] [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] contro i siti di informazione che pubblicano notizie ‘poco chiare e precise’. Ha spiegato che ciò è stato necessario per fornire ai cittadini delle informazioni accurate sul COVID-19.

Molti cittadini hanno criticato l'ordine sostenendo [4] che minacci in modo diretto la libertà di espressione:

A disproportionate response by directing punitive actions against media institutions can be counter-productive as it could shut down the flow of information and related public discourse that is crucial in dealing with public health issues.

Una reazione sproporzionata che mira a punire le istituzioni mediatiche può essere controproducente in quanto potrebbe bloccare il flusso delle informazioni e il relativo discorso pubblico che è cruciale nel trattare questioni relative alla salute pubblica.

Molti cittadini mettono in dubbio anche il motivo per cui questi giornali online sono stati presi di mira dal ministro, aggiungendo che è pericoloso permettere al governo di decidere quali affermazioni siano state citate o riportate erroneamente dai media.

Governments cannot be the sole arbiters of truth by having the power to arbitrarily decide what information can and cannot be in the public domain and what has been “misquoted” or “misreported”.

I governi non possono essere gli unici arbitri della verità con il potere di decidere arbitrariamente quali informazioni possono e non possono essere di pubblico dominio, e quali sono state citate o riportate erroneamente.

Article 19 Malaysia insiste affiché le autorità proteggano il lavoro dei media mentre il paese sta lottando contro la pandemia di COVID-19:

Il governo perderà credibilità se inizierà ad attaccare i media e i giornalisti. Il governo deve fare degli sforzi per proteggere il lavoro dei giornalisti. I giornalisti e i media lavorano duramente per fornire informazioni al pubblico e il loro lavoro deve essere protetto e non compromesso.

Infografica delle ‘Fake news’

Il 10 aprile il Dipartimento d'Infomazione della Malesia ha pubblicato un’infografica [6] [ms] che informa il pubblico sui vari tipi di ‘fake news’. I seguenti tipi di contenuto sono considerati ‘fake news’ (traduzione a cura del Centre for Independent Journalism o CIJ):

[content that] brings down the dignity and image of an individual, the reputation of an organisation and the country; instills hate towards the ruling government and leaders; relates to the infrastructure of critical information about the country; involves teachings of extremist beliefs; touches on the sensitivity of religion and race; and contains elements of pornography, gambling and lies.

[contenuto che] danneggia la dignità e l'immagine di un individuo, la reputazione di un'organizzazione e del paese; istiga l'odio nei confronti dei leader e del governo al potere; riguarda le infrastrutture di informazioni critiche sul paese; implica insegnamenti di credenze estremiste; tocca i temi sensibili della religione e della razza; contiene elementi di pornografia, gioco d'azzardo e menzogne.

Il CIJ ha detto che la lista pubblicata dal Dipartimento d'Informazione potrebbe determinare una restrizione [7] della libertà di espressione:

The dangers of generalising and listing the alleged ‘types’ of ‘fake news’ alludes to tactical attempts by the government at cracking down legitimate speech aimed at crushing dissent or differences of opinion or disproportionately restricting various forms of expression.

I pericoli nello stilare una lista generalizzata di presunti tipi di ‘fake news’ si riferisce ai tentativi tattici da parte del governo di limitare le discussioni legittime, con l'obiettivo di reprimere il dissenso o le differenze di opinione e di restringere le varie forme di espressione.

Il gruppo per i diritti umani Aliran afferma che questo comportamento riflette [8] le insicurezze del governo:

We take issue especially with the government’s attempt to punish those whose criticisms are deemed to have caused ‘distrust in the ruling government’.

Resorting to censorship, especially in its extreme form, in a time of crisis reflects the insecurity of the government of the day.

Noi mettiamo in discussione soprattutto i tentativi del governo di punire coloro che sono stati accusati con le loro critiche di causare ‘sfiducia nel governo al potere’.

Il ricorso alla censura, in particolar modo nella sua forma estrema, in tempo di crisi è il riflesso dell'insicurezza del governo attuale.

Il parlamentare Fahmi Fadzil ha rivolto [9] [ms] su Facebook alcune domande al dipartimento:

Is the government saying we can no longer comment or be enraged when a minister says warm water can help kill the Covid-19 virus?

Or if when there are graphics released by the government that invites wives to address their husbands while mimicking the voice of Doraemon?

When it’s right, it’s right. When it’s wrong, it needs to be corrected.

Il governo sta dicendo che non possiamo più commentare o arrabbiarci se un ministro dice che l'acqua calda può aiutare a uccidere il virus Covid-19?

Oppure quando pubblica grafici che invitano le mogli a rivolgersi ai propri mariti mimando la voce di Doraemon?

Quando qualcosa giusto, è giusto. Ma se è sbagliato, deve essere corretto.

Il deputato si riferisce  [10]alle recenti notizie su un ministro che ha suggerito di bere acqua calda per uccidere il nuovo coronavirus, e di materiale informativo del governo in cui si consiglia alle casalinghe di usare la voce del personaggio dei cartoni Doraemon per prevenire abusi domestici.

Il CIJ ha redatto [11] un programma completo su come sostenere la libertà di espressione durante la pandemia di COVD-19. Ecco il suggerimento del CIJ su come combattere la disinformazione:

“Fake news” – istruire invece di accusare. Le voci del dissenso devono essere ascoltate; bisogna promuovere la democrazia.

Il governo e i media devono avere dei canali di informazione ampi ed efficienti, affinché il pubblico possa verificare le notizie e segnalare gli errori.

Bisogna abrogare/modificare le leggi che reprimono la libertà di espressione!